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Duecentosessantaseiesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 28 febbraio 2015 at 09:00

Duecentosessantaseiesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Quanto è facile -o difficile- emigrare in Australia? Il Paese dell’Oceania resta una calamita irresistibile, per molti giovani connazionali in cerca di opportunità, come dimostrano anche gli ultimi dati. Eppure, in questo caso, le procedure per i visti e i permessi di residenza complicano un po’ la vita, a chi sogna un futuro agli Antipodi…

E’ il tema della puntata di oggi: vi racconteremo la storia di una giovane, laureata in Economia, che ha coronato il suo “sogno australiano”. Inutile aggiungere che i tentativi di trovare lavoro in Italia, attraverso curriculum, si sono rivelati un vero e proprio buco nell’acqua.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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La discussione di febbraio: “Gli ultimi dati AIRE raccontavano il boom di espatrio di italiani verso la Gran Bretagna, mentre l’ondata migratoria generale proseguiva, sfiorando i 100mila espatri l’anno. Pensate che questi numeri aumenteranno, nel 2015? La fuga dall’Italia continuerà a crescere? E la Gran Bretagna si confermerà il maggior polo di attrazione? O ci saranno nuove mete?

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

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Ich bin ein Deutscher

In Fuga dei giovani on 25 febbraio 2015 at 09:00

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L’Italia è il quarto Paese per numero di emigrati verso la Germania, secondo quanto conferma l’ufficio di statistica federale Destatis.

Nel primo semestre 2014 ben 667mila persone (+20%) hanno scelto il Paese tedesco per emigrare, in totale. 509mila di loro erano cittadini comunitari. Anno su anno, l’incremento di immigrati è stato pari a 112mila unità.

Gli italiani emigrati verso la Germania in soli sei mesi sono stati 35mila. Quindi, a livello statistico, potremmo ipotizzare circa 70mila connazionali emigrati verso questo Paese nel complesso del 2014. Numeri realmente da brivido, sei-sette volte superiori alle cifre ufficiali Aire. Numeri che indicano un progressivo svuotamento della Penisola.

Per dare l’idea del fenomeno, basti pensare che l’Italia rappresenta il quarto Paese di emigrazione verso la Germania, dopo Romania, Polonia e Bulgaria. Da Spagna e Grecia, due Paesi più in crisi di noi, i numeri sono ben più contenuti sull’arco del semestre, inferiori alle 20mila unità.

Questo è un dato di fatto. Incontrovertibile. E allarmante. Anziché divenire un Paese attrattivo, continuiamo nell’emorragia di capitale umano. Spesso altamente qualificato. Spesso di talento.

P.S. La settimana scorsa commentavo che il provvedimento del Governo sulle liberalizzazioni, del 20 febbraio, sarebbe stato un test importante. Per capirne la reale volontà riformatrice.

Dando per scontato un ulteriore annacquamento nel passaggio parlamentare del testo uscito da Palazzo Chigi, posso semplicemente dire che -come al solito- l’esecutivo di turno ha chinato la testa di fronte alle potenti lobby e corporazioni di questo Paese. Altro che “cambiare verso”…

Un Compositore tra i primi Dieci Italiani negli USA

In Storie di Talenti on 23 febbraio 2015 at 09:00

Non mi reputo un “cervello in fuga”: sono partito, perché in quel momento storico gli Stati Uniti offrivano maggiori opportunità. In tre anni ho fatto tanto, e quest’esperienza all’estero mi ha permesso di sognare. Sono felice di avere l’opportunità di tornare spesso in Italia per concerti… ma vorrei vedere altri giovani sognare nel mio Paese. Questo purtroppo ancora non avviene“: parole di Gabriele Ciampi, 38enne compositore italiano negli Usa. Da pochi mesi nominato nella “top ten” degli italiani “under 40” di maggior successo Oltreoceano.

Una storia da film, quella di Gabriele: studia composizione tradizionale al Conservatorio di Roma,  e si laurea in Cinematografia. Poi accantona, per ben dieci anni, la propria vena artistica, dedicandosi all’azienda di famiglia – tra i più noti produttori di pianoforti a livello nazionale.

Fino a quando, nel 2012, un’amica americana -attualmente sua moglie- gli consiglia di provare in California una carriera nel settore musicale. Gabriele segue il consiglio, e si trasferisce a Los Angeles, dove si candida per entrare nella classe di composizione e orchestrazione della UCLA.

Senza neppure voler sapere che studi avessi fatto, mi convocarono. Io ero sbalordito. In Italia ci sarebbero voluti anni. Lì ci ho impiegato una settimana“. Tra lo stupore di famiglia ed amici, Gabriele passa il test, entra alla UCLA e lascia l’Italia nel giro di poche settimane: “ero esaltato, in poco tempo la mia passione musicale si è riaccesa, tutto era tornato possibile“, ricorda.

Negli anni successivi è un elenco di successi musicali: l’esibizione ai Los Angeles Music Awards, quella -in Russia- con la Moscow Chamber Orchestra, fino alla richiesta -da parte del jazzista David Osborne- di un suo brano, per poterlo suonare al cospetto della famiglia Obama. Il Governo americano gli concede la Green Card per “abilità straordinarie”, fino al riconoscimento che lo rende maggiormente orgoglioso: il “Primi Dieci Under 40 Award”, assegnato ai dieci italiani “under 40” di maggior successo negli Usa.

Gabriele, grazie alla musica, ha avviato un personale processo di riconnessione con l’Italia, fondando la sua “CentOrchestra”. Nella sua inesauribile vena creativa, ha pubblicato da pochi mesi il suo primo cd: “The Minimalist Evolution”.

Ospite della puntata è Valentina Cellitti, musicista e violinista che ha scelto di restare in Italia. Valentina è un classico esempio di artista con la quale Gabriele ha aperto un ponte di riconnessione: fa parte infatti della sua “CentOrchestra”.

Nella rubrica “Expats” vi raccontiamo l’angolo dell’espatrio visto da una prospettiva interamente al femminile. Lo facciamo col blog “Amiche di Fuso”, che raggruppa otto donne emigrate… ai quattro angoli del pianeta. Ce ne parla Mimma Zizzo, una delle “Amiche di Fuso”.

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La discussione di febbraio: “Gli ultimi dati AIRE raccontavano il boom di espatrio di italiani verso la Gran Bretagna, mentre l’ondata migratoria generale proseguiva, sfiorando i 100mila espatri l’anno. Pensate che questi numeri aumenteranno, nel 2015? La fuga dall’Italia continuerà a crescere? E la Gran Bretagna si confermerà il maggior polo di attrazione? O ci saranno nuove mete?”

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Alla prossima puntata: sabato 28 febbraio, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24

Duecentosessantacinquesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 21 febbraio 2015 at 09:00

Duecentosessantacinquesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Anche oggi andiamo alla scoperta di un talento italiano di eccellenza all’estero: vi presentiamo uno dei “Primi Dieci Under 40”, gli italiani “under 40” di maggior successo negli USA.

Il settore stavolta è quello musicale. Con una certezza: tutto in America corre più veloce. Passioni e talenti sopiti possono venire riaccesi e valorizzati. All’improvviso. Con risultati assolutamente sorprendenti. Una storia davvero singolare.

Alla fine, in un segnale di speranza, questi talenti cercano sempre -o quasi- una riconnessione con la madrepatria, creando iniziative assolutamente innovative.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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+++Camera vota estensione di Controesodo+++

In Fuga dei giovani on 20 febbraio 2015 at 09:26

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La Camera ha votato ieri sera il dl Milleproroghe, che contiene l’estensione dei benefici fiscali contenuti nella legge Controesodo (238/10) fino al 31 dicembre 2017. Altri due anni dunque, per rientrare in Italia con la normativa.

Il pacchetto passa ora all’approvazione del Senato.

 

Concorrenza e Liberalizzazioni: il vero test per il Governo

In Declino Italia on 18 febbraio 2015 at 09:00

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Aspettando il 20 febbraio. Dopodomani il Governo dovrebbe presentare le attese norme in materia di concorrenza, che dovrebbero riguardare taxi, farmacie/parafarmacie, notai, avvocati – tra gli altri.

Finalmente si torna a parlare di liberalizzazioni. Speriamo verrà fatto con una robusta iniezione di concorrenza, che sbricioli i lacci e lacciuoli di un’economia imbrigliata e zavorrata da ordini e corporazioni ormai completamente anacronistici. Buoni solo a difendere le rendite di posizione degli anziani e di chi -in tempi ormai lontani- ha saputo costruirsi una posizione di privilegio. Spesso, sulla base di leggi “pre-crollo muro di Berlino”. Quindi ormai superate dalla storia – e dalla globalizzazione.

Incrociamo le dita: negli ultimi giorni il potente ordine dei farmacisti ha già cominciato ad alzare le barricate. Ma non sarà il solo. Vedremo se questo Governo avrà la forza e la volontà di lavorare nell’interesse dei cittadini e dell’economia. Lo attendiamo al varco.

Non possiamo più aspettare: in un Paese che invecchia sempre di più (quest’anno l’età media della popolazione ha raggiunto i 44,4 anni – siamo vecchi…), dove il 50% dei giovani pianifica un espatrio per studio o lavoro (e l’80% ci pensa, secondo l’ultimo aggiornamento del “Rapporto Giovani Toniolo”), occorre portare fino in fondo lo sforzo riformatore.

Se -per dirla con Matteo Renzi- vogliamo che il 2015 sia un “anno felix”, molto dipende da noi. Non solo dal contesto economico internazionale. O dall’Europa.

Due buone notizie, per chiudere: da due giorni è attivo lo sportello Smart&Start Italia. Con una dotazione economica di 200 milioni di euro, estende le agevolazioni per le start-up innovative a tutte le regioni. Previsto un finanziamento a tasso zero, che potrà arrivare fino al 70% dell’investimento totale. Ulteriori incentivi, se la start-up è costituita interamente da donne, da giovani, o se è presente almeno un dottore di ricerca “controesodato” dall’estero

…a proposito di “Controesodo”, è di qualche giorno fa la notizia che i relatori del decreto Milleproproghe Marchi e Sisto hanno annunciato la proposta di estendere di altri due anni gli incentivi per il rientro dei cervelli. Vi terremo aggiornati: come ribadito più volte, la situazione appare molto confusa, tra Controesodo (legge 238/10) ormai agli sgoccioli, proposte su norme “acchiappa-talenti” prima annunciate e poi ritirate dal Mise, e ora pure questa idea di proroga. Le idee non sembrano molto chiare.

“Expat” di professione… momentaneamente in Francia

In Storie di Talenti on 16 febbraio 2015 at 09:00

La vita da “expat” a un certo punto diventa quasi una filosofia di vita. Purtroppo, non esistono confini o limiti, perché cambiare è più facile che adattarsi“: così sintetizza la sua esperienza oltreconfine Silvia Macri, 34enne Senior Research Analyst presso una società internazionale di ricerche di mercato, in Francia.

Silvia lascia la sua Calabria per studiare Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì: “ho completato gli studi in Italia perché credevo, e ne sono ancora convinta, che il nostro modello educativo abbia molti vantaggi, rispetto agli altri“, riflette a posteriori Silvia.

Subito dopo la laurea, si trasferisce a Manchester, per migliorare l’inglese e conseguire la certificazione linguistica. Prima di un Master in Studi sul Golfo Arabo: quest’ultimo rappresenta la chiave di volta per la carriera futura, che si dipanerà tra l’Egitto (con un programma Onu), e Beirut – dove Silvia lavora come ricercatrice e giornalista alla “Middle East Economic Survey”.

Dopo alcuni anni la decisione di tornare in Europa, con l’approdo finale in Francia: viene assunta inizialmente a Barcellona da una compagnia internazionale specializzata in ricerche di mercato, prima di venire successivamente trasferita a Parigi.

Alla luce del mio percorso, non so se riuscirei a trovare spazio in Italia, non so se mi troverei a mio agio“, riflette Silvia.

Ospite della puntata è Maria Chiara De Sando, attualmente Programms Assistant presso un’importante organizzazione internazionale a Roma. Maria Chiara ha tentato il percorso di rientro nella Penisola, dopo una carriera internazionale, al lavoro soprattutto presso l’UE. Lo choc di rientro, nel piccolo e provinciale mondo aziendale italiano, è stato per lei molto forte. Un problema soprattutto di mentalità, al di là delle mansioni. Di “meritocrazia al contrario”. Lei se ne fugge, a un certo punto: molla gli ormeggi senza alcuna garanzia di posto fisso. La ricerca di un altro lavoro la riporta presto a una dimensione maggiormente internazionale, senza lasciare -questa volta- l’Italia.

Nella rubrica “Expats” conosciamo una nuova associazione di giovani professionisti italiani in Cina. Costituita solo pochi anni fa, l'”Associazione Giovani Italiani in Cina” ha già inglobato ben 150 connazionali, sparsi nelle diverse metropoli d’Oriente. Ci racconta tutto Adriana Bertolino, coordinatrice del Consiglio dell’Associazione.

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Duecentosessantaquattresima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 14 febbraio 2015 at 09:00

Duecentosessantaquattresima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Oggi affrontiamo da vicino il tema delle carriere internazionali, con una storia che arriva dalla Francia. Storia di una giovane professionista italiana, che ha viaggiato tra Europa e Medio Oriente, prima di fermarsi Oltralpe. Una vita professionale assolutamente “globale”, la sua…

…con un grande punto interrogativo, tuttavia, che lei stessa ben esplicita: alla luce del suo percorso all’estero, in Italia per lei ci sarebbe posto, oggi? Proveremo a rispondere in onda a questa domanda, con la storia e l’esperienza di chi -a differenza di lei- in Italia ha provato a rientrare. Con non pochi problemi di adattamento.

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Con la Valigia in Mano

In Fuga dei giovani on 11 febbraio 2015 at 09:00

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Oggi vi sottopongo due recenti ricerche, entrambe molto utili a far luce su quale sia il mood attuale, in termini di opportunità in Italia e tendenza all’espatrio.

-La prima arriva da Kelly Services, che -in una recente indagine- ha evidenziato come ben l’81% degli italiani intervistati sarebbe disposto a trasferirsi per lavoro. Il 49% dei connazionali lavorerebbe volentieri in un altro Paese europeo, il 26% in Nord America, il 6% in Sud America e Asia/Pacifico, infine il 2% in Africa e Medio Oriente. Il dato italiano è di dieci punti superiore, rispetto alla media globale dell’indagine. Interessante anche notare come, secondo la ricerca, a contare sempre di più nei parametri di soddisfazione professionale non sia solo lo stipendio, ma la possibilità di trovare un ambiente di lavoro ottimale, collaborativo, flessibile e -soprattutto- innovativo. Questi stanno sempre più diventando gli elementi-chiave, nell’ottica di un’attrazione e mantenimento dei talenti.

-l’altra indagine è stata prodotta dall’Istat: riguarda l’inserimento professionale dei dottori di ricerca, nella Penisola. Qui abbiamo due dati, su cui riflettere: il primo, ragionando al contrario, riguarda la propensione all’espatrio dei nostri dottori di ricerca, che rappresenta il 12,9% sul totale al momento dell’ultima rilevazione (+6 punti, rispetto alla rilevazione 2009). Ergo, in forte crescita. Più uomini (16,6%), che donne (9,6%), segnala l’Istat. A emigrare soprattutto i dottori di ricerca in Scienze Fisiche, e Scienze Matematiche o Informatiche. Un incentivo non indifferente è rappresentato dallo stipendio: all’estero, rispetto all’Italia, è mediamente più alto di 700-800 euro al mese.

Il secondo dato, positivo, secondo quanto segnala l’Istituto di Statistica, riguarda l’inserimento professionale in Italia dei dottori di ricerca, che fa segnare percentuali superiori al 90%, ad almeno quattro anni dal titolo. Non altrettanto elevata, purtroppo, la soddisfazione generale per le attività svolte: 7,2 punti, su una scala di 10. I parametri maggiori si registrano per l’autonomia e le mansioni svolte, quelli più deludenti in termini di possibilità di carriera e sicurezza del lavoro.

Chiudo con una segnalazione: molti lettori del blog mi hanno scritto per chiedermi aggiornamenti sulla normativa Controesodo, ormai in scadenza, e sulla norma “acchiappa-talenti”, che sarebbe dovuta rientrare nel recente “Investment Compact”, ma di cui si è persa traccia. Sto cercando di capirne di più: non appena avrò notizie più dettagliate invierò un update.

Startuppers italiani all’assalto dei monopoli – da Londra

In Storie di Talenti on 9 febbraio 2015 at 09:00

Siamo sempre stati convinti che la concorrenza -anche nel mercato dell’intermediazione dei diritti d’autore- sia legittima e auspicabile, perché produce effetti positivi, spingendo gli attori a operare meglio e in condizioni di efficienza”: Francesco Danieli, 34 anni, è CEO della start-up Soundreef, made in UK, ma con cuore e cervello assolutamente italiano.

Francesco, originario del Veneto, espatria giovanissimo verso la Gran Bretagna: nei primi anni a Londra alterna il suo impegno nel settore musicale, con quello per l’informatica e internet…

…fino a quando -Oltremanica- non avviene l’incontro con un altro “expat” italiano, Davide D’Atri. Davide è l’ospite della puntata odierna. In UK lui si era trasferito per studiare Economia alla University of Essex, seguita da un Master in International Business Economics alla City University of London.

Insieme fondano una prima start-up, Beatpick, seguita dall’attuale azienda, Soundreef. Il concetto alla base di Soundreef è semplice: “autorizza spazi commerciali ed organizzatori di concerti all’utilizzo di musica per conto dei propri associati. Inoltre, raccoglie e distribuisce le royalties, fornendo un’alternativa alle tradizionali società di collecting musicale“.

Lo scorso autunno Soundreef vince una storica causa a Milano, intentata per inibire la sua attività in Italia, sulla base dell’articolo 108 sulla legge del diritto d’autore, che attribuisce alla Siae la gestione dei diritti. Una prima assoluta, destinata a fare giurispreudenza, nell’ambito dei monopoli.

Londra è una fucina di nuove idee imprenditoriali, un catalizzatore di menti brillanti. Purtroppo la ricchezza più importante dell’Italia, i suoi giovani, hanno smesso di credere nel Paese, e hanno seguito la strada dell’emigrazione, per poter coltivare i propri sogni“, riflette Francesco. Invece Davide in Italia ci è tornato. E vede un Paese da ricostruire… non da abbandonare.

Nella rubrica “Expats” nuovo appuntamento con la rubrica “Andata”, a cura di Aldo Mencaraglia di Italiansinfuga. Aldo oggi ci insegna un piccolo trucco: quando si decide l’espatrio, meglio cominciare scartando le destinazioni dove è preferibile non andare…

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