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Un Medico a Washington DC

In Storie di Talenti on 31 maggio 2010 at 09:00

Federico Soldani, 37 anni, è responsabile per gli studi di sicurezza ed efficacia a lungo termine delle nuove terapie neuropsichiatriche presso la “Food and Drug Administration” americana. Un incarico di assoluto prestigio, cui Federico è approdato dopo una laurea in Medicina a pieni voti, un espatrio motivato dalla sua personale resistenza alle insistenti pressioni a entrare nel circuito malato e protetto delle raccomandazioni, e una specializzazione alla Harvard University di Boston. Dove ha conseguito una seconda laurea, ha fatto ricerca e ha pure insegnato. Prima di vedersi offrire il posto alla Fda. Negli Stati Uniti Federico può godere di uno stipendio almeno doppio rispetto a quello di un professore ordinario in Italia, può svolgere ricerca medica (nel Belpaese invece è l’attività clinica a godere di maggior prestigio…), ma soprattutto può orgogliosamente sottolineare di aver lasciato un Paese che -ahinoi- non sembra proprio fatto per gli “under 40″: “in Italia non vengono riconosciuti ruoli di responsabilità alle persone giovani“, afferma Federico.

Ospite della puntata è il professor Antonio Scarpa, uno degli italiani più in vista nel mondo scientifico americano: direttore del “Center for Scientific Review” presso i National Institutes of Health, Scarpa è l’uomo-chiave nel processo di selezione e finanziamento di innumerevoli progetti di ricerca americani. Lo “snodo” attraverso il quale passano tutte le principali innovazioni scientifiche “made in USA”. Significativo che a ricoprire questo ruolo sia una persona proveniente da uno dei Paesi dove si investe meno in ricerca e sviluppo. “In Italia c’è molto talento. Il problema è che non c’è abbastanza fiducia nei giovani“, aveva dichiarato tempo fa Scarpa a un quotidiano italiano.

Nella rubrica “Spazio Emigranti” restiamo negli Usa, proseguendo il nostro tour nelle sezioni di Italiansonline.net. Oggi andiamo a Phoenix, Arizona, per incontrare Alessandra Guglielmi, la fondatrice della sezione locale.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

La nuova discussione lanciata in trasmissione: “Quanto la nefasta pratica della raccomandazione all’italiana colpisce i giovani armati solo del proprio talento? Quanto obbliga -molti di loro- alla fuga all’estero, per vedere riconosciuto il proprio merito su basi meramente oggettive? Infine, una soluzione al problema può essere rappresentata -secondo voi- dalla messa alla gogna di raccomandanti e raccomandati, facendone i nomi? Gli inglesi direbbero “name and shame”…”

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Alla prossima puntata: sabato 5 giugno, dalle 15 alle 15.30 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

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Diciannovesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 29 maggio 2010 at 09:00

Diciannovesimo appuntamento con “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che porta on air il mondo della nuova emigrazione italiana. Torniamo negli Stati Uniti, per parlarvi di due storie di eccellenza “made in Italy”: il primo, un giovane ricercatore e professore italiano, da un anno inserito nella prestigiosa “Food and Drug Administration” americana, dove si occupa di terapie neuropsichiatriche; il secondo, un professore a capo di un’importante agenzia statunitense, incaricata di selezionare e finanziare i maggiori progetti di ricerca su suolo americano. Ma parleremo anche della piaga strutturale delle raccomandazioni “all’italiana”… non mancate!

Prosegue pure oggi la rubrica “Job Abroad”, interna al notiziario, attraverso la quale vi segnaliamo -settimanalmente- alcune delle migliori opportunità professionali all’estero.

Appuntamento -per saperne di più- alle 15 (CET) su Radio 24!

Intanto siete tutti invitati a dibattere sul “tema della settimana”: Quanto la nefasta pratica della raccomandazione all’italiana colpisce i giovani armati solo del proprio talento? Quanto obbliga -molti di loro- alla fuga all’estero, per vedere riconosciuto il proprio merito su basi meramente oggettive? Infine, una soluzione al problema può essere rappresentata -secondo voi- dalla messa alla gogna di raccomandanti e raccomandati, facendone i nomi? Gli inglesi direbbero “name and shame”…”

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Mourinho e lo “Shock Generazionale”

In Giovani Italians on 26 maggio 2010 at 09:00

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E’ arrivato il momento di una nuova ribellione, come proponeva qualche giorno fa Farefuturo webmagazine, il periodico online che fa capo al “think tank” del centrodestra italiano che si riconosce nel presidente della Camera Gianfranco Fini?

Serve più libertà. Più libertà da dogmi e postulati che non hanno più ragion d’essere, ma che sopravvivono come dittature del non senso. Appiccicate lì, con la saliva rancida della storia. E dei vecchi.   […] Più libertà dai corporativismi di ogni genere e specie. […] Libertà dalle caste, dalle baronie, dai vassalli e valvassori. […] Libertà dai luoghi comuni, dai sorrisetti saccenti di chi pensa di essere nel giusto. Sempre. Di chi crede che il mondo non cambia, che questo Paese è destinato a essere fuori dal mondo, fuori dalla storia“.

L’articolo si concludeva con un invito alla rivolta: “Serve una nuova lotta di liberazione. Un nuovo sessantotto. Una nuova rivolta generazionale“, così l’autore Filippo Rossi. Ora, forse non è esattamente un nuovo “Sessantotto” quello di cui abbiamo bisogno, considerati i disastri che i protagonisti di quell’epoca hanno poi combinato a livello di classe dirigente. Ma l’idea c’è.

Siamo arrivati a un punto di non ritorno, questo è evidente a tutti: se, come denuncia il rettore del Politecnico di Milano Giulio Ballio, “gli atenei del capoluogo sono frequentati per il 30% da studenti che arrivano da altre regioni. E le statistiche dicono che il 10%, una volta laureato, va a lavorare all’estero, ciò è evidentemente una perdita secca per la città. Non è un problema solo di costi, ma di offerta del lavoro“.

Un altro rettore, Guido Tabellini dell’Università Bocconi, denuncia: “la caratteristica dei giovani italiani è di essere un passo indietro su tutto. Nell’uscire di casa, nel formare una famiglia, nel cercare un impiego“. E propone -per cominciare- di accorciare di un anno la scuola superiore, facendo affacciare i ragazzi al mondo universitario o professionale a 18 anni, per “parificarli” al resto dei loro coetanei europei.

Restando in tema di università, si potrebbe cominciare a rendere effettiva la proposta di Maria Chiara Carrozza, presidente del Forum Università Saperi e Ricerca del Pd, nonché direttore della Scuola Superiore Sant’Anna. In sintesi: pensionare i professori universitari a 65 anni “Bisogna puntare sulle potenzialità, non su quello che si è fatto in passato. […] Un posto di rilievo nel creare futuro bisogna darlo a chi quel futuro lo vivrà, non a chi viene dal passato“. Serve uno “shock generazionale”: “Qui in Italia si considera ragazza una donna di 35 anni. Non è così che si può andare avanti“.

Già, non è così che si può andare avanti. Parole che suonano rivoluzionarie, quelle di Maria Chiara Carrozza, in un Paese gerontocratico, che chiede e pretende sacrifici solo ai suoi figli più giovani. Un Paese dove, per dirla con il sociologo Marco Revelli, i ragazzi provenienti da famiglie non istruite hanno scarsissime possibilità di portare a compimento gli studi. L’Italia si trova infatti al penultimo posto, in Europa, in questa drammatica classifica. Ci supera solo la Polonia tra i 27 Paesi dell’UE. Se nel resto dell’Unione un giovane proveniente da famiglie non istruite ce la fa, a fronte di 3,5 provenienti da famiglie “acculturate”, in Italia il rapporto diventa addirittura di 1 contro 7. E’ “democrazia”, questa?

Un articolo de “Il Sole 24 Ore Nordest” fotografa in modo spietato la situazione dei giovani in una delle regioni più ricche d’Italia, il Veneto, sulla base di una ricerca della Fondazione Leone Moressa: tra il 2008 e il 2009 la forza lavoro degli under 35 è diminuita del 2,7%, con un +3% registrato tra gli inattivi, coloro cioé che il lavoro non provano neppure a cercarlo. Su cento occupati in Veneto, solo il 31% sono giovani. Due su tre hanno un contratto a tempo determinato, solo un terzo è assunto stabilmente. Ma il vero problema, che conferma molte delle analisi fatte in passato su questo blog, è il seguente: “le aziende chiedono sempre più personale poco qualificato. Hanno sempre meno bisogno di laureati e sempre più manovalanza“, dichiara la ricercatrice Valeria Benvenuti. I dati parlano chiaro: nel 59,5% dei casi i giovani che lavorano hanno conseguito il diploma di scuola media superiore, i laureati sono solamente il 13,1%. Questo è il Veneto, una delle locomotive d’Italia, dove il predominio delle piccole e medie imprese a conduzione famigliare fatica a offrire ai giovani di talento e qualificati una prospettiva di lavoro e di vita. E’ questa l’Italia del futuro? “L’offerta è molto limitata rispetto alla domanda, e la demoralizzazione che ne consegue, nei giovani, genera il popolo degli inattivi e dei cosiddetti bamboccioni“, conclude Valeria Benvenuti.

A fronte di una simile situazione stride -onestamente- l’immancabile commento del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi che invita i giovani a “non piangersi addosso”, invocando un colpo di reni “individuale” (sbagliato, ne serve uno collettivo), e chiedendo loro per la x-millesima volta di accettare qualunque opportunità lavorativa. Per la x-millesima volta rispondiamo: dia per primo lui l’esempio. E non ricordi quando faceva il “palleggiatore” a tennis. Lo faceva da studente universitario… tutti abbiamo fatto lavori improbabili prima della laurea. Piuttosto, pensi a varare quella riforma degli ammortizzatori sociali “europea”, di cui i giovani di questo Paese hanno maledettamente bisogno.

Stride anche il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, che ostenta serenità di fronte al fenomeno della “fuga dei cervelli”, invocando piuttosto un sistema di collaborazione continuo tra ricercatori residenti e ricercatori espatriati. E’ bravo a nascondere il problema, Fazio: ma non ci inganna, lui sa benissimo i motivi che portano i ricercatori a espatriare. Risolva quelli, prima di filosofeggiare.

E stride pure un Renzo Bossi che dichiara serenamente di “rappresentare i giovani”, aprendo i lavori del Consiglio Regionale della Lombardia. E’ vero: lui rappresenta alla perfezione i giovani “figli di”, che sulla sola base del cognome riescono a portare a casa 9000 euro al mese grazie al diploma di maturità (conseguito dopo infinite bocciature). Bossi: i suoi “rappresentati” sono una netta minoranza dei giovani italiani. La maggioranza è “figlia di nessuno”, ed è pronta a riprendersi i posti usurpati senza merito dalla minoranza dei “figli di”. Per inaugurare una nuova “Italia del merito”: un’Italia giovane, internazionale, globalizzata, dove il dialetto e tutte le cianfrusaglie localistiche rappresentano solo una nota di colore all’interno della cultura mondiale. Nel mondo si parla inglese, mandarino, francese e spagnolo, ci si laurea e si prendono i master, se si vuole diventare élite: il diploma non basta. Si fa carriera per selezione e risultati ottenuti, non sulla base del cognome. Right?

Per chiudere lasciatemi ringraziare José Mourihno: è arrivato qui, ha capito subito che viviamo ancora nel Paese dove il successo del mio vicino equivale alla mia sconfitta, dove non si collabora per vincere assieme e per riconoscere i meriti del migliore, ma solo per criticarlo sempre e comunque. Ci ha detto: “fate schifo”, e in due anni ha costruito l’Inter più forte di sempre. Ha dimostrato che anche in Italia si possono ottenere risultati giocando fuori dagli schemi e fuori dal sistema. Non è solo un insegnamento calcistico, il suo: è un invito ad adottare lo “stile Mourinho” per rivoluzionare -a livello generazionale- l’Italia. Grazie, José!

+++ Flash: Ddl Controesodo approvato alla Camera +++

In Fuga dei giovani on 25 maggio 2010 at 19:15

+++++ FLASH+++++

AGENZIA ANSA – 25 MAGGIO

Si’ pressoche’ unanime dell’Aula della Camera alla proposta di legge bipartisan che prevede incentivi fiscali per il rientro in Italia dei lavoratori, contrastando la cosiddetta fuga dei cervelli.    Il testo, presentato da deputati di maggioranza e di opposizione, e’ stato approvato con 485 si’, e cinque astenuti e ora passa al Senato.

Destinatari degli incentivi, sostanzialmente delle agevolazioni fiscali fino al 31 dicembre 2013, sono i cittadini dell’Unione europea che hanno maturato esperienze all’estero che rientrano in Italia per svolgere attivita’ di lavoro dipendente, di lavoro autonomo o d’impresa. Oltre alle misure fiscali, il provvedimento introduce anche alcune semplificazioni di natura procedurale e burocratica al fine di agevolare il rientro dei lavoratori.   CHI PUO’ GIOVARSENE: Possono ottenere i crediti fiscali i cittadini dell’Unione europea nati dopo il 1969 che siano laureati, abbiano risieduto in via continuativa per almeno 24 mesi in Italia e che abbiano avuto continuativamente negli ultimi 24 mesi un contratto di lavoro dipendente in un Paese diverso dall’Italia. I benefici spettano anche ai cittadini che abbiano risieduto in via continuativa per almeno due anni in Italia e abbiano svolto continuativamente negli due anni un’attivita’ di studio in un Paese straniero conseguendo una laurea o un master. Il beneficio viene assegnato a condizione che i questi lavoratori vengano assunti o decidano di esercitare un’attivita’ d’impresa o di lavoro autonomo in Italia e trasferiscano il proprio domicilio, confermando la residenza, in Italia entro tre mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attivita’.   IL BENEFICIO: Il beneficio considera’ in una detassazione parziale del reddito imponibile. La base imponibile per la determinazione delle imposte sui redditi e’ ridotta al 20 o al 30 per cento della base imponibile stessa. In particolare, la detassazione e’ fissata in misura pari al 70%, ed e’ elevata all’80% con riferimento alle lavoratrici impiegate nel territorio nazionale. Sono esclusi i lavoratori dipendenti delle pubbliche amministrazioni e delle imprese italiane che svolgono l’attivita’ all’estero.   LA DECADENZA: Il lavoratore decade dal diritto a fruire del credito d’imposta qualora, entro 5 anni dalla prima fruizione del beneficio, trasferisca la residenza o il domicilio fuori dall’Italia. La decadenza sara’ retroattiva: le agevolazioni verranno recuperate dal fisco con l’aggiunta di sanzioni ed interessi.

IL COMUNICATO STAMPA DE “LA FUGA DEI TALENTI”

Milano, 25 maggio 2010

APPROVAZIONE DDL CONTROESODO:

“UN PRIMO PASSO VERSO LA SPROVINCIALIZZAZIONE DELL’ITALIA”

Un bel segnale, ma deve essere solo l’inizio di una vera e propria rivoluzione culturale, “importata” attraverso i giovani professionisti che decideranno di fare rientro in Italia”: così Sergio Nava, autore de “La Fuga dei Talenti” (edizioni San Paolo, 2009), ha commentato l’approvazione alla Camera dei Deputati del ddl “Incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia”, meglio conosciuto come progetto “Controesodo”.

L’Italia è un Paese da cui i migliori fuggono, che non offre alcuna possibilità di reale “circolazione dei talenti”. Si esce, ma non si entra. Né si rientra. L’approvazione di Controesodo alla Camera lancia il primo segnale -ai nostri giovani professionisti espatriati- che qualcosa sta realmente cambiando. Sta a loro cogliere questa possibilità, una volta che il ddl diverrà legge, come starà alle forze migliori di questo Paese offrire ai nostri “talenti di rientro” delle reali opportunità di impiego: salari competitivi, ruoli di responsabilità benché under 40, selezione e percorsi di carriera trasparenti. Se Controesodo fungerà da ponte per il rientro dei migliori, di coloro che hanno saputo affermarsi all’estero solo sulla base del proprio merito, scansando i meccanismi feudali della raccomandazione e della cooptazione (tipicamente italiane), qualcosa potrà cambiare. Saranno loro stessi a modificare le regole del gioco in questo Paese, una volta rientrati. Aprendolo al merito, alla concorrenza e all’Europa”.

Certo, le resistenze esistono, come dimostra il parere negativo della Commissione Esteri della Camera, la scorsa settimana. E’ chiara a tutti la minaccia rappresentata da questi giovani, che pretenderanno regole nuove e meccanismi di selezione diversi, una volta tornati. Ma chi fa resistenza ricorda solo l’ultimo giapponese, impegnato a difendere un fortino che non esiste più: l’Italia del futuro è un’Italia giovane, fatta di leader giovani, aperta e globalizzata, svecchiata da gerontocrazia e cooptazioni. Un’Italia dove chi comanda ha un background internazionale: parla le lingue e si è formato all’estero. Soprattutto, non si riempie la bocca di belle parole sul merito. Al contrario: lo pratica tutti i giorni”, ha concluso Sergio Nava, prima di sollecitare una rapida approvazione del ddl anche in Senato.

Giovani Talenti – Una manager in Lussemburgo

In Storie di Talenti on 24 maggio 2010 at 09:00

Cristina Vinci, 35 anni, è Vice President per il braccio di investimenti di un’importante banca d’affari americana in Lussemburgo. Nel piccolo Granducato, incastonato nell’Europa centrosettentrionale, Cristina è arrivata dopo una laurea all’Università Bocconi e qualche esperienza di stage a Milano, cui hanno fatto seguito un contratto presso un ente no-profit italiano in Lussemburgo e la successiva assunzione -ormai decennale- presso la banca d’affari, dove Cristina guida un team internazionale di dieci persone.

Età media più giovane in ruoli di responsabilità, possibilità di ricoprire posizioni lavorative differenti, facilità nel conciliare lavoro e vita famigliare, metodi trasparenti di recruitment, colloqui di selezione non discriminanti per le donne, sicurezza lavorativa e –last but not least– qualità della vita: questo il giusto mix di opportunità che il Lussemburgo ha offerto a Cristina, convincendola a restare nel Granducato.

Ospite della puntata è Elisabetta Andreoni, collega di studi di Cristina e dipendente di un importante gruppo bancario francese in Italia. Con lei affrontiamo il tema della carriera per le donne nel settore manageriale in Italia: è più semplice -anche da noi- trovare opportunità di lavoro allettanti presso gruppi stranieri?

Nella rubrica “Spazio Emigranti” ospitiamo l’economista Michele Boldrin, uno degli ideatori del sito web “Noise from Amerika”: con lui tocchiamo il tema dei costi economici -per il sistema-Italia- della fuga dei giovani talenti dal Belpaese.

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La nuova discussione lanciata in trasmissione: Lavorare all’estero: una scelta vincente per le giovani professioniste italiane, in termini di opportunità lavorative, avanzamento di carriera e possibilità di conciliare al meglio vita professionale e famigliare?”

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Alla prossima puntata: sabato 29 maggio, dalle 15 alle 15.30 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

“Controesodo” alla Camera

In Fuga dei giovani on 23 maggio 2010 at 23:00

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Verso l’approvazione alla Camera di “Controesodo“, il progetto di legge per il ritorno in patria dei giovani professionisti under 40 espatriati. Diverse le modifiche apportate, rispetto al ddl originario, soprattutto per quanto riguarda i tipi di incentivi e il bacino dei possibili beneficiari.

More updates this week…

Tutte le info cliccando a questo indirizzo: Controesodo.it

Diciottesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 22 maggio 2010 at 09:00

Diciottesimo appuntamento con “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che porta on air il mondo della nuova emigrazione italiana. Oggi ci trasferiamo nel piccolo Granducato di Lussemburgo, per parlarvi della scalata professionale di una giovane manager italiana, arrivata a ricoprire un ruolo di alto livello presso uno dei fondi di investimento di un’importante banca d’affari americana. Con lei parleremo di quanto sia più semplice -all’estero- ottenere, pur giovane e donna, ruoli di responsabilità, senza per questo dover rinunciare alla vita famigliare.

Prosegue pure oggi la rubrica “Job Abroad”, interna al notiziario, attraverso la quale vi segnaliamo -settimanalmente- alcune delle migliori opportunità professionali all’estero.

Appuntamento -per saperne di più- alle 15 (CET) su Radio 24!

Intanto siete tutti invitati a dibattere sul “tema della settimana”: “Lavorare all’estero: una scelta vincente per le giovani professioniste italiane, in termini di opportunità lavorative, avanzamento di carriera e possibilità di conciliare al meglio vita professionale e famigliare?”

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“La Fuga dei Talenti” questa sera a Bologna

In Fuga dei giovani on 20 maggio 2010 at 09:00

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La Fuga dei Talenti (di Sergio Nava) arriva questa sera a Bologna, per un convegno organizzato dall’associazione “Riformisti e Democratici” dell’Emilia-Romagna.

L’incontro si terrà alle 21 presso l’Auditorium Enzo Biagi (Salaborsa, piazza Nettuno 3): “La presentazione del libro sarà l’occasione per discutere quanto la nostra Regione sia in grado di offrire valide opportunità di inserimento e crescita professionale ai suoi laureati. Interverranno sul tema: Giovanna Cosenza, docente di Semiotica dell’ateneo di Bologna e coordinatrice di Studenti&Reporter; Paolo Bonaretti, Presidente di ASTER Emilia Romagna.

La serata sarà accompagnata in modo ironico e divertente dalle canzoni di Gaspare “in arte Gappa” Palmieri, psicoterapeuta modenese, autore di una serie di brani musicali su “La fuga dei cervelli”“.

SCARICA L’INVITO IN .PDF, CLICCANDO SU QUESTO LINK

See you in Bologna: a questa sera!

Ritorno a Stonybrook (NY)

In Fuga dei giovani on 19 maggio 2010 at 09:00

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Torno volentieri a parlare del convegno svoltosi lo scorso 8 maggio all’Università Stonybrook di Long Island (NY). Un evento dal titolo forte e significativo: “Il Brain Drain italiano minaccia il futuro della nazione?

La conferenza, organizzata dal professor Mario Mignone, direttore del Center for Italian Studies, ha riunito alcune decine di partecipanti, all’interno della prestigiosa università statale americana.

Gli interventi sono stati aperti da Sal Rotella, Chancellor emeritus del Riverside College della California, il quale ha esordito definendo l’Italia come “ancora un Paese dei miracoli”. “Ma gli hard facts, i fatti concreti, possono causare preoccupazioni”, ha aggiunto. I fatti, per l’appunto: “la situazione per i giovani italiani è lugubre”, ha detto Rotella, che ha ricordato come nel Belpaese l’entrata nel mercato del lavoro sia ritardata, qualcosa che li obbliga a prolungare la loro permanenza a casa coi genitori. “Le risorse più dinamiche del Paese non sono semplicemente utilizzate”, ha aggiunto Rotella, che è passato a illustrare alcuni grafici. Impressionante quello con la piramide demografica italiana: la fascia attualmente più popolata, quella tra 30 e i 49 anni, si sposterà in avanti nel 2020 ai 40-59 anni, causando un ulteriore invecchiamento della popolazione. Alla base, la componente più giovane continua ad assottigliarsi, rischiando di provocare nel tempo un crollo della piramide stessa. Ben diversa la situazione americana, dove la piramide regge bene… e ha la forma grafica definita di una piramide, con la fascia più popolosa alla base, dove si trovano le generazioni più giovani.

Rotella ha quindi elencato i “fardelli” italiani: debolezze strutturali, mercato del lavoro rigido, deboli finanze pubbliche, mafia e crimine, eccessiva regolamentazione, sprechi nella spesa statale. Al punto che -secondo il Wall Street Journal- l’Italia è il penultimo Paese europeo dove conviene investire. Davanti solo alla Grecia.

“Gli anziani sono al comando in Italia, non i giovani”, ha dichiarato Rotella senza mezzi termini, aggiungendo: “molti giovani italiani imparano solo ad aspettare il proprio turno. Il concetto della cooptazione è la regola, nel Belpaese”. Al punto, ha osservato, che solo il 2,5% dei manager italiani è under 30. E tra questi vanno inclusi molti “figli d’arte”. Anche loro selezionati in base al merito?

“Il problema è il familismo amorale che condiziona l’Italia”, ha proseguito Rotella, che ha riconosciuto al contempo la capacità -tutta tricolore- di ottenere risultati spettacolari, nonostante queste situazioni… davvero al limite. Familismo amorale che adotta una regola maestra: “prima i miei figli, poi i figli degli altri”. Parole crude, quelle di Rotella. Ma verissime.

Rotella ha concluso, provando a ipotizzare alcune soluzioni: limitare l’influenza degli anziani sul sistema di potere in Italia; migliorare il sistema educativo, per meglio preparare la forza-lavoro; ridurre le “intermediazioni” (partiti, sindacati, ecc.) tra gli elettori e la politica, rendendo il rapporto più diretto. “L’Italia deve compiere il prossimo e ultimo passo verso la democrazia”, ha concluso Rotella. Solo così, si potranno buttare a mare le vecchie regole della politica, tuttora basate su cooptazione, successione e continuità.

A seguire, il mio intervento sul fenomeno della fuga dei talenti e le sue conseguenze sul sistema italiano, cui ho aggiunto possibili soluzioni (che passano in primo luogo dalla costruzione di “ponti” tra i giovani rimasti in Italia e i loro coetanei espatriati), al termine del quale ha preso la parola Stefano Vaccara, giornalista di Oggi 7: “la differenza basilare tra Italia e Stati Uniti sta nel concetto stesso di raccomandazione, negativa in Italia e positiva negli Usa”, ha detto Vaccara. Il quale ha osservato come la stessa mafia sia basata sul sistema della “raccomandazione”. Un sistema, quest’ultimo, divenuto cancrena in tutto il Paese alla fine degli anni ’60, con l’introduzione del “6 politico”. “In Italia la raccomandazione costruisce network, esattamente come la mafia”, ha concluso Vaccara.

Ultimo intervento della mattinata quello di Antonio Morena, che ha fatto un piccolo excursus storico sui “brain drains” europei, cominciati all’inizio dello scorso millennio in Francia. Con conseguente fuga delle menti in Inghilterra… la “perfida Albione” -ovviamente- ci guadagnò ampiamente. “Lo scambio di cervelli è una necessità, nel mondo moderno, ma un esodo permanente può costituire un disastro. Mentre se i cervelli tornassero al loro Paese di origine, avremmo una win-win situation”, ha concluso Morena.

Nel pomeriggio tavola rotonda con sette giovani professionisti italiani espatriati negli Stati Uniti, la cui sintesi può essere ritrovata all’interno della puntata di “Giovani Talenti” di Radio 24 (15 maggio).

Sulla conferenza potete leggere anche l’articolo di annuncio comparso su “Oggi 7”, supplemento domenicale al quotidiano “America Oggi”.

Di seguito i resoconti pubblicati domenica 16 maggio su “Oggi 7”:

-la copertina di Oggi 7 (16/5)

-l’ampio servizio di Oggi 7 (16/5)

Giovani Talenti – Professionisti negli USA

In Storie di Talenti on 17 maggio 2010 at 09:00
Puntata d’eccezione, l’ultima di “Giovani Talenti”, con una tavola rotonda radiofonica cui hanno preso parte ben sei giovani professionisti italiani espatriati negli Stati Uniti: Arianna Maffei, 37enne neuroscienziata; Salvatore Mascia, 32enne post-doc al prestigioso Massachusetts Institute of Technology di Boston; Daniela Tanzj, 27enne architetto; Filippo Beretta, 31enne imprenditore; Cristina Cammarano, 36enne professoressa universitaria; Tommaso Boralevi, 32enne imprenditore.
Vivono tutti tra New York e Boston, dove sono emigrati per potersi affermare professionalmente. Con loro abbiamo discusso -tra le altre cose- delle rispettive storie professionali, dei motivi che li hanno portati a espatriare, e del diverso concetto di “meritocrazia” negli Stati Uniti e in Italia.

La registrazione della puntata è stata effettuata a New York, a margine del convegno “Il brain drain italiano minaccia il futuro della nazione?”, organizzato dal “Center for Italian Studies” della Stonybrook University (diretto dal professor Mario Mignone).

Nella rubrica “Spazio Emigranti” ospitiamo Stefano Caliciuri, uno dei realizzatori del social network Giovanitaliani.it, istituito con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

La nuova discussione lanciata in trasmissione: “Quanto è ancora suggestivo il “sogno americano” dell’emigrazione oltreoceano? Vi trasferireste negli Stati Uniti? Se sì, perché? E per chi di voi vi è già emigrato, è un’esperienza che raccomandereste a dei giovani professionisti di talento, che pensano di espatriare?”

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Alla prossima puntata: sabato 22 maggio, dalle 15 alle 15.30 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!