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Centoquarantunesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 29 settembre 2012 at 09:00

Centoquarantunesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Torniamo oggi in Silicon Valley, il paradiso degli innovatori e dei visionari, per un’altra straordinaria di successo “made in Italy”. La più recente, tra tutte quelle salite agli onori della cronaca negli ultimi anni. La storia di due amici, che hanno letteralmente “sbancato” il tavolo californiano, con una start-up contesa a suon di offerte dalle maggiori potenze del mondo 2.0.

Alla fine la start-up è stata acquisita da una di queste multinazionali, nella quale i due giovani connazionali si sono successivamente trasferiti a lavorare. Una storia, la loro, che dimostra come -con sacrificio e determinazione- il “sogno americano” sia ancora possibile. L’Italia, inutile dirlo, appare lontana anni luce, col suo passo da lumaca.

Prosegue anche oggi la rubrica “Job Abroad”, attraverso la quale vi segnaliamo -settimanalmente- alcune delle migliori opportunità professionali all’estero.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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La discussione di settembre: “Creare canali privilegiati di rientro tra aziende italiane e giovani talenti all’estero può costituire un primo passo, per rendere il nostro Paese attrattivo e modernizzarlo, in una win win situation?

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Unhappy to be Italian

In Declino Italia on 28 settembre 2012 at 09:00

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L’amico e collega Roberto Bonzio di Italianidifrontiera ha vergato una tagliente critica a un certo tipo di “italianità”, che abbiamo avuto modo di sperimentare -ne siamo tuttora increduli- una settimana fa in Abruzzo. Un mix di approssimazione, provincialismo e menefreghismo che rende l’Italia -mediante le sue stesse istituzioni- un Paese fuori dall’Europa. Questa è l’Italia che intendiamo denunciare.

Vi lascio alla lettura dell’articolo di Roberto Bonzio:

“Italiani di Frontiera è… spacciatore d’ottimismo. E la prospettiva che apre su futuro e presente di questo Paese è ben più rosea dello sconfortante spettacolo quotidiano che ne emerge sui media, grazie ai tanti connazionali di qualità incrociati. Fiumi carsici di talento e idee che aspettano solo di venire in superficie. E magari, spero, presto travolgere e spazzar via una quantità di pessime abitudini che ci tiriamo dietro e ci penalizzano, in campo globale.

L’ottimismo ha per un attimo vacillato, partecipando ad un importante evento internazionale, la settimana scorsa a Pescara. Vergognandosi in più di un’occasione, per l’immagine dell’Italia offerta agli ospiti stranieri, a causa di alcune di quelle cattive abitudini. Fra piccoli fastidiosi gesti di negligenza, ignoranza e provincialismo. “Unhappy to be Italian…”.

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO SUL SITO DI ITALIANI DI FRONTIERA…

Il cuore del Problema

In Declino Italia on 26 settembre 2012 at 09:00

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Outrageous, direbbero gli inglesi. Vergognoso, tradurremmo noi. Il rapporto Cnel sul mercato del lavoro in Italia, pubblicato la scorsa settimana, fa capire molte cose. Fornisce conferme importanti, ma allo stesso tempo certifica l’immobilismo di un Paese che pare pericolosamente giocare al gambero. Mentre gli altri corrono nel Terzo Millennio, l’Italietta “modello 1960” ha deciso che va bene così. Che lo schema del “miracolo italiano” resta la ricetta vincente. Come se non fossero caduti Muri, come se non si fosse accentuata la globalizzazione, come se non fosse arrivata la peggiore crisi economico-finanziaria dagli anni ’30.

Il modello dell'”Italietta anni ’60”, che trova tanti cantori anche nel mondo giornalistico, si struttura più o meno così: capitale umano sottoqualificato, non specializzato, aziende piccole o microscopiche, posti di lavoro con scarsa richiesta di manodopera qualificata, salari bassi e ipertassati.

Stiamo generalizzando, ma il quadro a livello generale è questo. Un vero e proprio suicidio, per quella che fu un tempo -neppure lontano- una potenza industriale. Continuare a vantare una potenza manifatturiera, senza innovare e modernizzare questa “potenza”, senza ingrandirla nelle dimensioni, appare molto simile a quanto fa una certa “classe dirigente” politica, che rievoca i fasti dell’antica Roma, dimenticando la decadenza e il declino successivi. Un po’ come il vecchio campione di calcio, ora a far passeggiare il cane ai giardinetti, mentre sui campi di gioco che contanno ci vanno gli altri.

Arriviamo al rapporto del Cnel:

-in Italia solo il 10% dei giovani under 25 associa allo studio una qualche esperienza lavorativa, contro il 60% della Danimarca e il quasi 50% della Germania e UK.

-in Italia per trovare il primo impiego occorrono 25,5 mesi. In Germania 18, in Danimarca 14,6, in UK 19,4. Peggio di noi solo la Spagna (34,6 mesi). Se guardiamo al tempo necessario per trovare il primo lavoro a tempo indeterminato la musica non cambia: 44,8 mesi in Italia, 21,3 mesi in Danimarca, 33,8 mesi in Germania.

-un quarto dei lavoratori italiani risulta sottoinquadrato, rispetto al livello di partenza di istruzione. Tra i giovani, uno su tre.

-il rapporto evidenzia una volta di più l’incredibile paradosso italiano: “siamo sempre più un’economia che perde lavoratori qualificati ed attrae dall’estero lavoratori con qualifiche basse, esattamente il contrario di quanto stanno facendo i nostri maggiori concorrenti“.

-Paradossale, no? Abbiamo una media di laureati che è la metà della media Ocse, ma riusciamo a farla emigrare in massa: stando al rapporto Cnel, se tra il 1992 e il 2000 erano circa 100mila gli italiani che sceglievano ogni anno di emigrare, nell’ultimo decennio la media è raddoppiata a circa 200mila. I numeri reali, denuncia il rapporto, sono sicuramente superiori. Tanti di questi nuovi emigranti hanno meno di 40 anni, la maggior parte di loro sono laureati.

Attenzione ora a questo ultimo paragrafo, che voglio ben sottolineare, declinandolo in maiuscolo: IL RISCHIO DI DEPAUPERAMENTO DEL CAPITALE UMANO IN ITALIA E’ QUINDI ELEVATO, E COMPORTA UNA PERDITA NETTA PER LO SVILUPPO ECONOMICO DEL PAESE.

E’ questa dunque la reale sfida dell’Italia: riformare radicalmente la politica industriale, spingendola verso una produzione maggiormente innovativa, che incentivi l’assunzione di capitale umano. Questo porterebbe -a cascata- a una spinta verso una maggiore specializzazione e formazione della popolazione attiva, con benefici effetti sulla società nel suo complesso. Una società maggiormente educata è, che lo si voglia o no, una società migliore.

A questo proposito è interessante segnalare anche la ricerca “Fondazione Rocca-Associazione Treellle“, che ci apre un ulteriore spaccato: quello dello spread tra Italia e Germania in materia di education e lavoro. Perché non abbiamo solo un gap di istruzione accademica. Ci manca anche l’istruzione post-secondaria specializzante, che migliora il capitale umano di chi preferisce una professione manuale, rispetto a quella intellettuale. In Italia rappresenta solo lo 0,5%, contro il 14% della Germania.

E’ davvero un quadro allarmante, quello che emerge: il quadro di un Paese dove la popolazione -pur restando indietro rispetto alla media europea- si rivela comunque più progredita rispetto al tessuto produttivo. In entrambi i casi, comunque, si tratta di ritardi che rischiano di condannare l’Italia alla Serie C delle potenze mondiali. Un vero paradosso, per un Paese ricco di talenti e potenzialità.

Il problema è che questi talenti stanno cominciando a scappare tutti.

Un’Italiana al Louvre

In Storie di Talenti on 24 settembre 2012 at 09:00

In Italia potrebbe sembrare strano che qualcuno come me, i cui ultimi studi di storia dell’arte risalgono al liceo, possa assumere una posizione di responsabilià nel “Museo dei musei”“: considerazione quantomai centrata, quella di Claudia Ferrazzi, 35 anni, amministratrice generale aggiunta del Louvre a Parigi.

Una storia davvero straordinaria, quella di Claudia, che dimostra come merito e formazione possano costituire la chiave di volta per scalare posizioni di assoluto prestigio, in contesti favorevoli al talento: una laurea in Relazioni Pubbliche alle spalle a Milano, Claudia si trasferisce a Bruxelles, dopo aver scartato l’ipotesi di proseguire i suoi studi alla Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione. Nella capitale belga intraprende un Master in Politica Europea, che le spiana la strada verso l’Ena francese, il “tempio” della formazione dirigenziale pubblica Oltralpe.

Concluso il percorso di studi e tirocinio all’Ena, Claudia scarta definitivamente l’ipotesi di un rientro in Italia e punta -per problemi a quel tempo legislativi- verso uno sbocco nel settore privato, optando per una grossa multinazionale della consulenza. Per paradosso, proprio quell’esperienza le riaprirà le porte del settore pubblico francese: l’ultimo cliente della sua attività consulenziale è infatti il Ministero delle Finanze. Viene notata: il rientro nelle istituzioni inizia lì.

Fino a quando Claudia decide di tentare il grande salto: legge di una posizione aperta come “viceamministratore generale del Louvre”. Lei si dice: “perché no?”… e si butta. Poco più che trentenne vince, facendo il suo ingresso nel più prestigioso museo al mondo. Negli anni scala le posizioni: all’estero nulla è davvero impossibile, se si punta tutto su merito e talento. Può anche accadere che -a 35 anni, donna, straniera e madre- ci si possa ritrovare ad essere la numero 3 del “museo dei musei”. Possibile, in Italia?

Ospite della puntata è Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, attualmente presidente del Consiglio Scientifico del Louvre. Con lui affrontiamo il problema -estremamente serio- del grande quantitativo di capitale umano, giovane e qualificato, che l’Italia ha “esportato” all’estero, privandosi di risorse straordinarie per valorizzare il nostro patrimonio culturale e artistico. E’ anche un problema di modello gestionale?

Nella rubrica “Expats” ci occupiamo di un aspetto molto particolare della nostra nuova emigrazione. Continuiamo a parlare di cultura, declinandola questa volta sottoforma di “poesia”. Il progetto “Dopotutto” riunisce i nostri giovani poeti all’estero, sotto il comune “cappello” del concetto di Dispatrio. Ci spiega tutto Alessandro Mistrorigo, co-ideatore del progetto.

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Alla prossima puntata: sabato 29 settembre, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Centoquarantesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 22 settembre 2012 at 09:00

Centoquarantesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Nella seconda puntata della serie autunnale vi proponiamo un’altra straordinaria storia di giovane professionista italiana all’estero: avreste mai immaginato di trovare una connazionale ai vertici del Louvre, il più importante museo al mondo? Vi spiegheremo come vi è arrivata, e come questa “scalata” fosse -nei fatti- possibile solo in Francia.

Un percorso davvero eccezionale, con tappe continuamente segnate da ingredienti quali “merito” e “selezione”, sia nel privato che nel pubblico, Oltralpe: una storia che può insegnare davvero molto a questa Italia, ancora malata di gerontocrazia e cooptazione.

Prosegue anche oggi la rubrica “Job Abroad”, attraverso la quale vi segnaliamo -settimanalmente- alcune delle migliori opportunità professionali all’estero.

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Innovitalia.net – La rete dei “cervelli in fuga”

In Fuga dei giovani on 19 settembre 2012 at 09:00

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+++Anteprima+++: giovedì 4 ottobre sarà ufficialmente presentata alla stampa la piattaforma Innovitalia.net, la prima rete interattiva per ricercatori e scienziati italiani all’estero.

Un network per scambiare informazioni sui progetti di ricerca, fare rete online, avviare progetti comuni, suggerire proposte di legge in materia e tradurre -in sinergia con il mondo produttivo- il concetto di innovazione scientifica.

La prima rete istituzionale, consultabile anche da tablet e smartphone, per i “cervelli” italiani all’estero.

CLICCA A QUESTO LINK PER CONOSCERE TUTTI I DETTAGLI DEL PROGETTO (Articolo de “Il Sole 24 Ore” di lunedì 17 settembre)

Commenta online su questo post: “può essere Innovitalia.net il primo passo concreto per riavvicinare l’Italia ai suoi cervelli emigrati? Ritieni l’iniziativa efficace?” – Aspettiamo le vostre opinioni!!!

Il Trovalavoro…a Barcellona

In Storie di Talenti on 17 settembre 2012 at 09:00

Giovani, il capitale umano del futuro“, sintetizza alla perfezione Lorenzo Di Pietro, 39enne Direttore dei Servizi per il Lavoro del Comune di Barcellona, quando parla delle strategie messe in campo dal suo dipartimento. Strategie che guardano al domani.

Storia realmente straordinaria, quella di Lorenzo: dalla laurea con lode in Economia e Commercio a Roma, al Master a Barcellona, in “Politiche Pubbliche e Sociali” prima e in “Gestione e Risoluzione dei Conflitti” poi. Nella capitale catalana Lorenzo trova la sua strada professionale, con un lavoro presso Barcelona Activa, l’agenzia di sviluppo locale del Comune. Un passaggio nel settore della ricerca e dello studio sul fenomeno dell’impiego, con l’associazione “Pla Estrategic Metropolità”, prima del ritorno a Barcelona Activa, dove crea il progetto Porta 22, un innovativo centro per l’orientamento e la carriera professionale.

E’ la prima decade degli anni 2000: la Spagna, almeno fino al 2007, proseguirà con il boom economico. Con gli anni accade così che il progetto, inizialmente focalizzato sul miglioramento del capitale umano della città, diviene -con l’avanzare della crisi- un viatico per combattere più efficacemente la disoccupazione, che ha duramente colpito anche la ricca Catalunya.

Un dato resta comunque incontrovertibile, nonché impressionante: l’idea di un giovane italiano è divenuta col tempo un modello di esportazione all’estero. Quel che è più paradossale… anche in Italia.

Ospite della puntata è l’Assessore alle Politiche del Lavoro e della Formazione della Provincia di Roma Massimiliano Smeriglio: curiosamente, il visionario progetto di Lorenzo Di Pietro è stato “importato” nella sua città di origine, declinato sotto il nome di “Porta Futuro” – un progetto avviato con successo oltre un anno fa.

Nella nuova rubrica “Expats” parliamo di un portale nato per pubblicare offerte di lavoro per italiani all’estero. Si chiama Expaway, ce lo presenta il fondatore Andrea Santini.

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Alla prossima puntata: sabato 22 settembre, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Centrotrentanovesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 15 settembre 2012 at 09:00

Centotrentanovesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

La prima puntata della serie 2012-2013 di “Giovani Talenti” si concentra sul tema del lavoro: per farlo ci spostiamo in Spagna, Paese che soffre più di altri l’attuale momento di crisi. Ma a Barcellona, come scopriremo, c’è un italiano che ha scalato le posizioni nel settore dell’impiego, inventandosi un nuovo modo di far combaciare domanda e offerta di lavoro.

Un esempio di successo, il primo di una serie di quattro che vi proponiamo alla ripresa di “Giovani Talenti”, per un inizio di stagione con il turbo. Una puntata decisamente da non perdere, believe you me!

Riprende oggi la rubrica “Job Abroad”, interna al notiziario, attraverso la quale vi segnaliamo -settimanalmente- alcune delle migliori opportunità professionali all’estero.

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La “Contaminazione”

In Giovani Italians on 12 settembre 2012 at 09:00

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Tra le iniziative che stanno fiorendo, in questo 2012 che ha portato al centro dell’attenzione il tema della fuga dei talenti, e della conseguente necessità di riconnessione del sistema-Italia con questa miniera di capitale umano all’estero, è interessante segnalare l’ultima in ordine temporale: Messaggeri“, un interessante progetto, piccolo in realtà, ma in grado forse di gettare qualche seme destinato a germogliare.

L’idea era stata già anticipata qualche mese fa: sostanzialmente, grazie a un finanziamento minimo di 5,3 milioni di euro, si coinvolgono 100 ricercatori italiani al lavoro all’estero, che entreranno in contatto con gli atenei del Sud, portando qui le loro esperienze. In una seconda fase, alcuni studenti -“ambasciatori”- di questi stessi atenei trascorreranno un periodo nelle università dei 100 messaggeri: questo farà sì che , nella terza fase, “messaggeri” e “ambasciatori” contaminino i vari atenei meridionali con le migliori pratiche ed esperienze apprese all’estero.

Si dirà: “progetto piccolo, irrilevante“. Ma voglio credere nella buona fede di un’iniziativa che, con pochi fondi e buona volontà, può contribuire a un cambiamento. E, vi anticipiamo, non sarà l’unica. Su una cosa concordo con il Ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca: “occorre una nuova classe dirigente, è un Paese che va shakerato, perché si aprano tutte le porte“. Barca usa l’immagine dei varchi aperti da questo esecutivo nella “muraglia” dei privilegi e delle rendite di posizione accumulate. Speriamo solo che sia un processo rapido. Il tempo è poco. Il mondo, intanto, corre. E non aspetta.

Contaminazione” è la parola che prendo a prestito dal progetto “messaggeri”: parola che pongo al centro del “post” di oggi. E’ probabilmente finito il tempo del piangersi addosso. Serve un’azione. Ma costruttiva.

La disoccupazione giovanile è il problema più serio che abbiamo“, ha dichiarato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “I giovani rappresentano una componente del Paese sottoutilizzata e demoralizzata“, ha rincarato il premier Mario Monti. Monti ha posto il dito nella piaga di un “capitale intellettuale che riceve messaggi incoerenti e segnali di disattenzione con concorsi sovraffollati, aziende sorde al merito e all’impegno profuso negli studi. Da qui la ricerca di vie d’uscita, che puntano su conoscenze e appoggi in un quadro di sfiducia nel sistema“.

Capitale umano da valorizzare, selezione da migliorare, aziende da meritocratizzare, raccomandazioni e spintarelle da cancellare. In sintesi, cambiare passo. Un cambio di passo che deve riguardare l’intero Paese. Non solo una sua parte, un Governo tecnico, o quant’altro.

Perchè non è normale che solo il 14,5% delle assunzioni nel 2012 riguardino i laureati (dato persino inferiore alla percentuale media di laureati sul totale della popolazione). E non è giusto che il nostro sistema-Paese sia tuttora ancorato a modelli di ingresso nel mondo del lavoro statici: perché il laureato in Storia e Filosofia resta sistematicamente disoccupato? Perché non si riesce a guardare al suo potenziale, anziché solo al suo curriculum accademico?

Intanto l’Italia sprofonda, nelle classifiche internazionali: la nostra rigidità -anche mentale- ci porta al 42° posto nella classifica internazionale sulla competitività (Wef), con forti ritardi in infrastrutture (82° posto), concorrenza (67°), ricerca e sviluppo (32°). Non esattamente un ranking da grande potenza industriale globale.

Per chiudere, due bacchettate: una al Ministro dello Sviluppo Corrado Passera, che ha toccato recentemente la questione della “fuga dei cervelli” con troppa leggerezza, dicendo prima una mezza verità (se lasciano l’Italia vuol dire che abbiamo buone scuole e università), salvo poi aggingerci l’altra mezza verità: occorre rendere l’Italia più attraente per i cervelli di tutto il mondo. Meglio sempre affrontare il problema per interezza, non è una questione da affrontare con leggerezza.

La seconda va a Giuliano Cazzola, deputato Pdl e autore del libro “Figli miei precari immaginari”. Volume appena uscito, che cita -curiosamente- anche “La Fuga dei Talenti”. Non ho potuto leggerlo, ma il comunicato stampa di presentazione non lascia sperare in nulla di buono. La tesi di fondo di Cazzola prende di mira “una politica educativa che in un Paese manifatturiero ha puntato sulla formazione a professioni intellettuali, famiglie che spingono i figli a non accettare lavori che si ritengono al di sotto delle aspettative, mentre i posti di lavoro vengono occupati dagli stranieri“.

Il messaggio di Cazzola ai giovani è di una semplicità disarmante: toglietevi la puzza sotto il naso e prendete qualsiasi lavoro. Scusate la sintesi estrema e un po’ brutale.

E’ triste però constatare come la forzata reclusione nell’Aula Parlamentare tolga il contatto con la realtà, a questa supposta classe dirigente. La tesi di Cazzola è sbagliata, per almeno tre motivi:

-i giovani accettano già qualsiasi tipo di lavoro. Peccato che l’ultimo trend sia quello di sottopagarli, o non pagarli affatto. Ci va lei?

-sostenere una tesi del genere è suicida per i giovani e per il Paese. Per i giovani, nell’immediato, perché si tagliano loro le gambe, consegnando definitivamente questa generazione alla storia come “generazione perduta”. Per il Paese, nel medio-lungo termine: chiedere alle generazioni future di specializzarsi in lavori scarsamente qualificati spinge ulteriormente il Paese verso il burrone della competizione suicida con i Paesi emergenti. Bisogna casomai forzare il sistema produttivo a innovarsi e specializzarsi, grazie a capitale umano qualificato. E’ quella la strada. Ma la generazione di Cazzola non lo capirà mai, inutile sperarci.

-terzo e ultimo: una simile predica da un esponente della Casta parlamentare, la più attiva nel piazzare dei perfetti ignoranti raccomandati e cooptati, senza alcun titolo, nelle posizioni-chiave del Paese, appare paradossale. Non me ne voglia Cazzola, non mi riferisco a lui in particolare, ma al gruppo che rappresenta. A questo gruppo mando un messaggio chiaro: perché non spedite i vostri figli e nipoti a fare i manuali, prima di fare la predica ai figli degli altri? Ai figli di operai, autisti, falegnami, ecc., che con enormi sacrifici hanno mandato le prossime generazioni all’università, sperando di poterlo fare nell’interesse proprio, ma soprattutto del Paese?

Passo e chiudo.

 

 

+++La nuova stagione di “Giovani Talenti”+++

In Fuga dei giovani on 10 settembre 2012 at 09:00

-5 GIORNI…

Riprende sabato 15 settembre la stagione autunnale di “Giovani Talenti”: per cominciare un poker di storie di altissimo livello, di giovani professionisti italiani emigrati in Spagna, Francia, Usa e Germania.

Quattro storie che ben rappresentano il grande valore e le esperienze incredibili che si possono incontrare nell’universo dei nostri giovani espatriati: la prima -sabato prossimo- ci porterà a Barcellona, per parlare di temi strettamente attinenti a giovani e lavoro.

Tra le altre novità della stagione:

la durata: “Giovani Talenti” torna a occupare l’intera mezz’ora, dalle 13.30 alle 14, ogni sabato pomeriggio

-la nuova rubrica “Expats“: non più solo associazioni all’estero, ma una vera e propria finestra aperta sul tema della nuova emigrazione professionale. Tra le altre cose: a) il ritorno dello Spazio “Internactive”, ogni ultimo sabato del mese, nel quale ospiteremo i vostri contributi e le vostre riflessioni sul tema/provocazione lanciati in onda ogni prima settimana del mese stesso; b) l’avvio di iniziative concrete e l’aggiornamento sui progetti mirati a favorire una riconnessione tra Italia e giovani talenti all’estero, anche favorendone il rientro (maggiori novità nei prossimi mesi…)

Job Controesodo: proprio nell’ottica di una “riconnessione”, la segnalazione -accanto alle offerte di lavoro all’estero (Job Abroad)- di opportunità di impiego aperte anche per chi volesse rientrare in Italia. Job Controesodo non avrà cadenza regolare, ma sarà proposto solo in presenza di offerte ad hoc.

“GIOVANI TALENTI” – IL SABATO DALLE 13.30 ALLE 14 (CET) SU RADIO 24

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