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Video e parole per concludere il 2012

In Fuga dei giovani on 31 dicembre 2012 at 09:00

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Ci congediamo dal 2012, regalandovi qualche video e uno spunto  di riflessione. Buona visione/lettura!

…E BUON 2013!!!

Il primo video riguarda un progetto di cui vi abbiamo parlato alcuni mesi fa: si chiama “Emergency Exit“, è curato da Brunella Filì, e da poco ha iniziato una raccolta fondi attraverso il crowdfunding. E’ un progetto che -riteniamo- merita tutto il sostegno possibile. Perché nasce, come racconta online, “per dare voce ai giovani Italiani, il futuro del nostro Paese, l’Italia, così piena di bellezze culturali, spirituali, storiche e artistiche, eppure così in crisi. Una crisi a causa della quale, un’intera generazione – quella tra i 25 e i 40 anni – sta letteralmente ‘sanguinando fuori’ dai nostri confini“.

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Il secondo progetto video che vi proponiamo riguarda il canale attivato dal quotidiano “La Stampa”, con lo speciale “Italiani in Fuga“. Quattro video per cominciare, con testimonianze di italiani tra Germania e Olanda. Vi invitiamo a guardare con attenzione le interviste a Mariolina, Giuseppe, Renato, Fabrizio e Francesco. Nelle loro parole ci sono molte più verità che in un milione di trattati sulla fuga dei talenti.

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E ora, se volete esercitare un po’ il vostro inglese, perché non dare un’occhiata a pagina 67 di “Focus on Italy“, magazine della British Chamber of Commerce in Italia? Con il titolo “From Brain Drain to brain re-connection: challenges for tomorrow’s Italy“, potrete leggere la relazione di Sergio Nava al business lunch delo scorso 25 ottobre.

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E come non ritornare, a chiusura d’anno, su MeeTalents 2012, il primo summit dei talenti espatriati e controesodati, svoltosi a Milano lo scorso 20 dicembre? Un grande successo, destinato a ripetersi il prossimo anno. Gli ultimi aggiornamenti sul sito ufficiale di MeeTalents.

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Ricercatrici d’eccellenza

In Storie di Talenti on 29 dicembre 2012 at 09:00

In questa prima puntata speciale per le Feste di Natale, “Giovani Talenti” si concentra sulle storie delle giovani ricercatrici, che tengono alto il nome dell’Italia all’estero.

La prima è Chiara Daraio, 34enne docente, ordinario di Ingegneria Aeronautica e Fisica Applicata al prestigioso Caltech di Pasadena. Nel 2011 Chiara, insieme a Maurizio Porfiri, è entrata nella Top Ten degli scienziati “under 40” più promettenti degli Stati Uniti. La seconda storia che vi proponiamo è quella di Francesca Zagari, 32enne ricercatrice e PhD in Svizzera. Attraverso le loro vicende, insieme alle altre testimonianze di donne ricercatrici, cerchiamo di comprendere quali sono i fattori che -nel concreto- rendono più attrattivo fare ricerca all’estero, rispetto all’Italia.

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La discussione di dicembre: Una maggiore e più concreta integrazione università-mondo del lavoro può evitare la fuga dei talenti dall’Italia, favorendo canali sani e meritocratici di ingresso? Con esperienze reali fin da studenti? O serve anche altro?”

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

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Alla prossima puntata: sabato 5 gennaio, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

L’Italia dei privilegi. E l’Italia che prova a cambiare.

In Declino Italia on 27 dicembre 2012 at 09:00

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L’ultima l’hanno combinata gli avvocati. Come denunciato da Gian Antonio Stella alcuni giorni fa, la riforma della disciplina forense, al di là di quanto affermi la potente corporazione dei legali, è l’ennesimo affronto ai giovani.

Scrive “Il Sole 24 Ore”: “la riforma riporta per molti versi le lancette della professione legale a prima degli interventi liberalizzatori di riordino”. “I parametri, che nel linguaggio liberalizzatore hanno sostituito le vecchie tariffe, in realtà tornano a somigliare molto al progenitore, considerato che vengono indicati a cadenza biennale dal decreto ministeriale su proposta del Consiglio Nazionale forense“.

Sottolinea Stella, commentando il comma 11 dell’articolo 41, quello che più da vicino riguarda i tirocinanti: “il titolare di uno studio può pagare un obolo al giovane praticante avvocato, che sgobba per lui, solo dopo il primo semestre. Non è obbligatorio: i primi sei mesi sono gratis, poi è un rimborso facoltativo. […] Peggio ancora, denuncia Dario Greco, il presidente dell’Aiga, l’associazione dei Giovani Avvocati: il riconoscimento di quel rimborso facoltativo dopo i primi sei mesi cessa al termine del periodo di pratica, lasciando completamente scoperti quei giovani che attendono di fare l’esame di avvocato oppure che l’hanno superato, ma che continuano a frequentare lo studio ed a lavorare a tempo pieno per il loro dominus. […] Un meccanismo, accusano i giovani legali, che impedisce ogni prospettiva di crescita, di progressione di carriera del giovane, oltre a costituire una vera e propria emergenza sociale nei confronti di quei giovani che non riescono a raggiungere la soglia dei mille euro al mese“.

E’ magari un caso che un sesto dei senatori della Repubblica (compreso il presidente Renato Schifani) siano avvocati? Tutti o quasi anziani, ormai affermati e desiderosi di preservare la propria fetta di mercato? Non suonano ora offensive le parole dello stesso Schifani, che ha affermato -come riporta Stella- la frase “l’imperativo categorico è dare un futuro ai giovani?” A quali giovani?

Se queste vi sembrassero le solite paranoie complottiste della stampa, leggete qui cosa ha affermato il premier Mario Monti, nella conferenza stampa finale di legislatura: la riforma forense approvata dal Senato ”non aiuta i giovani avvocati, non disciplina l’accesso alla professione e aumenta solo i poteri degli organi rappresentativi dell’avvocatura. E’ un caso totalemte antitetico all’operazione di liberalizzazione e apertura alla concorrenza che questo governo ha portato avanti”. ”Abbiamo avuto nelle ultime ore di vita di questa legislatura in Senato qualcosa che e’ molto illuminante sulle priorita’ delle forze politiche, in quel caso di una delle forze politiche: ci si trovava a dover fare una scelta tra l’approvazione di misure alternative alla detenzione o di portare fino in fondo l’approvazione della legge di riforma forense”, rimarca Monti.

NAME AND SHAME: E’ questa l’Italia che vogliamo? A parole riformatrice e vicina ai giovani? Nei fatti, corporativa, trincerata solo a difesa dei propri interessi generazionali e di casta? Pronta ad utilizzare i suoi terminali in Parlamento per difendere col coltello fra i denti i propri -assurdi- privilegi?

Avvocati che avete votato le leggi a tutela dei vostri interessi: lo sapete che negli altri Paesi, a partire dalla liberale Inghilterra cui molti di voi dicono di ispirarsi, i giovani tirocinanti negli studi legali vengono pagati? Ripeto: pagati!

E poi ci lamentiano della fuga all’estero dei nostri giovani più brillanti…

A parziale consolazione, aggiungiamo che stanno prendendo forma le linee guida su stage e tirocini e formativi. Come spiega il sito “La Repubblica degli Stagisti“, si tratta di linee guida con poca forza e un’inesistente efficacia immediata, perché trattasi di un settore dove occorre -caso per caso- un accordo tra Stato e regioni, nel nome della sussidiarietà. Ma quantomeno si introduce il principio generale che uno stage vada almeno retribuito 400 euro al mese. Tra l’altro, le linee coprono solo gli stage extracurriculari, la metà circa del totale degli stage attivati ogni anno. Ma il segnale c’è.

Sono segnali come questi di cui abbiamo bisogno in un’Italia sempre più allergica ai giovani, come dimostra l’ultimo rapporto Istat. Di seguito i principali dati:

-in Italia ci sono oltre un milione di disoccupati under 35;

-tra i giovani nella fascia 25-29 anni il tasso di disoccupazione dei laureati è superiore a quello dei diplomati;

-l’Italia resta un Paese a scarsa mobilità sociale. La probabilità di laurearsi, per una persona il cui padre non abbia completato gli studi superiori, è tra le più basse d’Europa;

-i giovani Neet, che non studiano né lavorano, sono circa 2.115.000.

E’ da questi dati che bisogna ripartire. Superando le resistenze di caste e corporazioni, che sbarrano la strada ai giovani e al talento. Sono queste caste e corporazioni ad essere fuori dalla storia. Potranno resistere ancora un po’ alla globalizzazione. Ma alla fine, ne saranno inesorabilmente travolti. E nuove energie emergeranno, sprigionando un enorme potenziale a favore dello sviluppo dell’Italia.

Buon 2013!

+++ L'”Agenda Monti”: la Fuga dei Talenti esiste +++

In Fuga dei giovani on 24 dicembre 2012 at 10:00

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A pagina 19 dell’Agenda Monti, pubblicata online ieri sera, compare il paragrafo che riportiamo qui sotto. Paragrafo che prende atto della fuga dei talenti, denuncia le cause che la provocano, e ipotizza soluzioni.

Questo “post” non rappresenta ovviamente un endorsement all’Agenda Monti: prendiamo però atto che la questione fa per la prima volta ufficialmente capolino in campagna elettorale. Questo è solo il punto di partenza. Un ottimo punto di partenza.

BUON NATALE!

Dall’Agenda Monti – “Cambiare l’Italia Riformare l’Europa” (pag. 19): “Costruire una società più giusta e moderna richiede di aggredire non solo il deficit fiscale, ma anche il deficit di opportunità che il Paese offre ai suoi  giovani e alle persone meritevoli. Ogni anno migliaia di italiani, soprattutto giovani laureati,  cercano all’estero una uscita di sicurezza da un Paese che spesso non sa riconoscere e coltivare il talento e ricompensare il merito a prescindere dal punto di partenza sociale o dalle reti di relazioni. L’Italia ha allo stesso tempo uno dei più bassi tassi di mobilità sociale e uno dei maggiori tassi di concentrazione della ricchezza. E’ la fotografia di un paese ingessato. Più mobilità sociale, più spazio al merito significa una società più dinamica, più innovativa e con meno diseguaglianze sociali. Una società aperta significa che tutte le posizioni sono contendibili e non acquisite per sempre. Vuol dire aprire spazi a chi ha più voglia di fare o a chi ha idee nuove, senza corsie preferenziali o rendite di posizione, senza privilegi“.

Natale a Capo Verde

In Storie di Talenti on 24 dicembre 2012 at 09:00

Per circa un anno ho cercato lavoro in Italia, prediligendo il Nord Est del Paese. Inutile riportare la sfilza di frustrazioni incontrate durante la ricerca di un posto di lavoro. Colloqui molto spesso rapidi e poco approfonditi, frequente assenza di feedback, risposte tardive e spesso non chiare, tentennamenti vari… in generale un clima assopito e ovattato“.

E’ così che Tommaso Persello, 35enne amministratore esecutivo di una società da lui stesso fondata per attrarre investimenti esteri a Capo Verde, opta per trasferirsi ai Tropici.

In questa puntata natalizia vi raccontiamo una storia che ci porta verso nuove frontiere di emigrazione… e che ci riporta -purtroppo- al problema cronico dell’Italia. L’incapacità di riattrarre i suoi migliori giovani professionisti qualificati.

L’inizio della carriera di Tommaso è -per paradosso- positivo: fresco di laurea in Giurisprudenza, viene assunto da un’azienda italiana e inviato come country manager in Kuwait. Responsabilità importanti per lui a soli 25 anni, ottimi margini di azione: pochi anni dopo il passaggio a Villa Moda, società della famiglia reale kuwaitiana, per la quale cura il settore retail.

Il ritorno in Italia avviene via Napoli, con l’assunzione per un marchio italiano, che gli affida l’apertura di venti punti vendita in franchising all’estero, tra Medio Oriente ed Europa dell’Est. “Esperienza professionalmente e umanamente indimenticabile“, ricorda lui ora: a questa segue un anno in Marocco, come consulente e libero professionista.

La Primavera Araba lo riporta in Itaia: qui trova ad attenderlo la disillusione di un Paese, che non sa cosa farsene del suo curriculum così internazionale. A deluderlo maggiormente è proprio il suo Nord Est, da cui proviene. E’ in questo momento che Tommaso prende la decisione di emigrare al caldo dei Tropici, aprendo una sua società di consulenza.

Le cose vanno meglio di quanto ci potessimo aspettare. Capo Verde è un Paese in forte ascesa economica, con 28 gradi tutto l’anno. Il pesce è buono e la musica è ovunque. Si sente il vento della crescita e dell’entusiasmo soffiare. Le vele si gonfiano, noi scommettiamo sullo sviluppo dell’Africa“, afferma soddisfatto.

Ospite della puntata è Vivek Jacob, venture capitalist, AD della holding ICC. Con lui, capitalista di ventura che ha vissuto in otto Paesi e ha gestito aziende in 23 nazioni, allarghiamo il discorso su come -in questo momento di crisi- occorra allargare il più possibile gli orizzonti. Anche oltre l’Europa. Per giocare da very global players.

Nella rubrica Expats proseguiamo con il nostro messaggio positivo, invitando i giovani ad ampliare la propria visione: lo facciamo con Alessandro Castagna, autore del libro “Come lasciare tutto e cambiare vita”.

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Alla prossima puntata: sabato 29 dicembre, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Centocinquantatreesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 22 dicembre 2012 at 09:00

Centocinquantatreesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

A Natale vi portiamo ai Tropici: destinazione l’arcipelago di Capo Verde, dove un giovane italiano è approdato meno di due anni fa, per avviare una società di attrazione degli investimenti esteri. In un clima caldo tutto l’anno, con una qualità della vita insospettabilmente alta e un tasso di crescita che qui ci sogniamo, lui ce l’ha fatta. E ora chiama a raccolta i propri connazionali.

Inutile aggiungere che -nel suo ricco, produttivo ed operoso Nordest italiano- non si trovava uno straccio di azienda disposto ad assumerlo. Nonostante lui avesse dimostrato sul campo, con lunghe esperienze in Africa, Medio Oriente ed Est Europa, tutto il suo valore professionale.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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Il Podcast di Radio 24 (per chi volesse ascoltare la puntata registrata o si trovasse all’estero): CLICCA QUI

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+++ MeeTalents – Oggi, a Milano +++

In Storie di Talenti on 20 dicembre 2012 at 09:00

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Oggi a Milano tra le 15 e le 20 “MeeTalents”, il primo “summit” dei talenti espatriati o controesodati.

+++C U THERE!+++

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“Goodbye Italia”

In Fuga dei giovani on 19 dicembre 2012 at 09:00

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Siamo un Paese a crescita zero persino per l’immigrazione, denuncia un Rapporto della Fondazione Ismu. Tra il primo gennaio 2011 e il primo gennaio 2012, “per la prima volta nella Penisola la crescita della presenza straniera è sostanzialmente pari a zero“. L’aumento è stato di sole 27mila unità (+0,5%).

Consentitemi la battuta: come risulta ora evidente, per quanto si possa legiferare con improbabili leggi migratorie che anziché attirare i migliori cervelli li respingono… bastava affossare il Paese con 20 anni di non Governo, per far scappare non solo i migliori talenti. Ma anche gli immigrati stranieri.

Lo stesso rapporto evidenzia come la fuga degli italiani all’estero sia -parallelamente- in crescita, depauperando definitivamente un Paese che paga -tutte assieme- le colpe di una delle classi dirigenti più inette di questo Dopoguerra in Europa: secondo l’Ismu, gli italiani emigrati nel 2011 sono stati circa 50mila, con un incremento del 9%.

Siamo sinceri: scordatevi il numero in sé, anche l’Ismu ammette che è ampiamente sottostimato (sono ben più di 50mila). Teniamo buona piuttosto la percentuale: +9%. E’ tanto. Soprattutto se contiamo, dati Ismu/Istat alla mano, che si tratta soprattutto di capitale umano qualificato. Laureati, non unskilled workers.

In questi dati c’è tutta la debolezza di un’Italia in crisi, abbandonata dai suoi migliori talenti (da almeno 15 anni). E ora anche dagli immigrati.

Da qui bisogna ripartire. Con una nuova classe dirigente. Internazionale, europea, innovativa. Basta -una volta per tutte- con ignoranti populismi, buoni solo a soddisfare le peggiori pulsioni immediate. Ma catastrofici, davvero catastrofici, nel lungo termine. Per l’Italia e per l’Europa.

Oggi vi facciamo anche un piccolo regalo: è infatti online da qualche giorno il libro “Goodbye Mamma”, prodotto dell’omonimo sito web, di cui vi abbiamo già parlato.

POTETE TROVARE IL LIBRO (formato Ebook, euro 9.99) CLICCANDO A QUESTO LINK

QUI IL LINK ALL’INTRODUZIONE (GRATUITA) IN FORMATO EBOOK

+CAMBACK: La Campania conta i suoi giovani all’estero+

In Fuga dei giovani on 18 dicembre 2012 at 09:00

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Anche la Regione Campania si unisce a Milano, Piemonte e Umbria nell’indagine sui giovani espatriati. E’ online da pochi giorni il progetto “CAMBACK“, che nasce sulle orme dei recenti programmi varati dagli altri enti locali, per riconnettersi a questa nuova ondata di emigrazione.

“Da anni, in crescente aumento, giovani campani tra i 25 e i 35 anni dotati di un’eccellente formazione abbandonano la nostra regione alla ricerca di maggiori opportunità lavorative all’estero. Da anni, quegli stessi brillanti giovani campani raggiungono importanti risultati nella ricerca e nelle professioni a beneficio di istituti di ricerca e aziende che hanno investito su di loro. E’ un fenomeno migratorio preoccupante che a medio e lungo termine rischia di diventare allarmante”.

Questa la premessa dell’indagine, che prevede due questionari (clicca sui link per collegarti e partecipare):

L’INDAGINE CONOSCITIVA SU STUDENTI E LAVORATORI ITALIANI CHE VIVONO ALL’ESTERO

L’ INDAGINE CONOSCITIVA SUI TALENTI RIENTRATI DALL’ESTERO

All’indagine si accompagna un Manifesto, cui è possibile aderire inviando una e-mail a: a.dandrea@agenziacampaniainnovazione.it, che riportiamo integralmente qui sotto:

Il Manifesto di “CAMBACK”

Quelli che pensano che i giovani siano il più importante  patrimonio sul quale un Paese ha l’obbligo di investireper rigenerare la propria classe dirigente.

Quelli che … ritengono che studiare  e lavorare all’estero significhi ampliare straordinariamente la conoscenza del mondo e di se stessi.

Quelli che … sostengono che i giovani possano scegliere di partire e non essere costretti a farlo.

Quelli che pur continuando a vivere all’estero non rinunciano a sentirsi parte attiva dello sviluppo del proprio territorio di origine.

Quelli che … considerano saperi, tradizioni, creatività, ironia, simpatia, e stili di vita elementi fondanti della propria identità culturale intesa come magica  alchimia da millenni storicamente preservata.

Quelli che … desiderano che  l’identità culturale di una comunità possa essere nel mondo sempre riconoscibile e apprezzata.

Quelli che … pur studiando e lavorando all’estero percepiscano la positività del proprio Paese che sta attuando nuove politiche per facilitarne il ritorno.

Quelli che … pensano che in un mondo normale i “talenti” siano tutti i giovani  capaci e intelligenti.

Quelli che … ritengono sia indispensabile lavorare “con i giovani” oltre che per i giovani.

Quelli che … sostengono i giovani svantaggiati ai nastri di partenza per metterli in condizione di  gareggiare alla pari.

Quelli che … auspicano una naturale continuità tra giovani e anziani che favorisca la centralità  dei primi da parte dei secondi.

Quelli che … sognano un mondo in cui i giovani possano riappropriarsi delle dimensioni del Tempo riaffermando il proprio Presente, con la fierezza del proprio Passato e soprattutto con una  visione del proprio Futuro.

Architetto a Londra. Pronta al ritorno…

In Storie di Talenti on 17 dicembre 2012 at 09:00

Io voglio tornare in Italia. Non per un colpo di testa, ma perché penso sia necessario farlo. Vi sembrerà una follia, ma spero di convincervi del contrario. Qui si tratta di tornare per incontrare le tante persone, giovani e non, che ci sono in Italia. Dire loro che le cose possono funzionare. Lo hai visto con i tuoi occhi e vorresti ricrearlo a casa tua, nel tuo piccolo“.

E” un messaggio decisamente in controtendenza, quasi spiazzante, quello che Clara Lopez, 27 anni, architetto a Londra, lancia da Oltremanica. Chi pensa che i giovani professionisti italiani emigrati abbiano completamente rinunciato a dire la loro dovrà insomma ricredersi…

Parte da lontano la storia di Clara Lopez: il nome spagnolo nasconde in realtà un’identità “italianissima”. Tuttavia, i primi anni di vita Clara li trascorre proprio a Madrid, al seguito della famiglia. Poi torna in Italia, frequenta le scuole qui e riparte -per gli studi universitari- in direzione Svizzera, Accademia di Architettura a Mendrisio.

Armata di laurea con lode e tanta voglia di fare sono quindi tornata a Milano, la mia città natale, alla ricerca di un lavoro“, racconta Clara. Il risultato di questa ricerca è decisamente frustrante: diversi colloqui, tutti con esito negativo. Soprattutto, tanta ostilità, pregiudizi e insopportabili manifestazioni di maschilismo.

Concluso così un lavoro a progetto di tre mesi (l’unico trovato sull’asfittico mercato lavorativo italiano), Clara riparte per Madrid, ma la crisi che attanaglia la Spagna la riporta presto indietro. Un tentativo di lavorare come libera professionista nel Belpaese si rivela un buco nell’acqua: troppa la burocrazia, troppe le file all’ufficio di turno, anche solo per capire cosa sia titolata a fare, un giovane architetto outsider come lei, in un Paese dominato da caste e corporazioni.

Il volo per Londra è così pronto: in Gran Bretagna Clara trova un lavoro con uno “stipendio buono, straordinari pagati, disparità sessuali inesistenti. Fantascienza per le mie orecchie e per i miei occhi“. Il finale della storia è ancora tutto da scrivere. Lei, “nomade da tempo“, in Italia ci vuole tornare. E cambiare le regole del gioco.

Ospite della puntata è Nicola Di Battista, architetto, docente universitario, già vicedirettore della rivista Domus. Con lui, esempio di architetto che lavora a stretto contatto con i giovani, cerchiamo di capire come si possano -concretamente- cambiare le cose, riportando il “sistema-archiettura” Italia ai fasti che merita, dopo questi ultimi decenni di declino.

Nella rubrica “Expats” restiamo a Londra, per raccontarvi un bel progetto online, che racconta l’emigrazione dei giovani professionisti dalla Campania. Lo ha realizzato la giornalista Valentina Romeo, lei stessa espatriata in UK. Si chiama, con un messaggio anche in questo caso improntato alla positività, “Good Times for a change”.

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