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Classe Dirigente “Zero Tituli” e Campioni Nazionali all’estero

In Declino Italia on 30 gennaio 2013 at 09:00

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La recente vicenda del Monte dei Paschi di Siena, se mai ce ne fosse stato bisogno, racconta il “B Side” di una classe dirigente italiana che non ha davvero più nulla da invidiare a quella di un qualsiasi Stato del Terzo Mondo. Quando le varie classifiche internazionali sulla corruzione o sulla trasparenza, o sulla competitività, ci collocano allo stesso livello del Botswana o del Ruanda… dobbiamo solo dare loro ragione.

Stridente paradosso, quello di un Paese che tanta eccellenza ha prodotto nella storia, al punto da divenire un “brand” nel mondo… con una classe dirigente che ha fallito tutto. Ha fallito nella politica (non c’è bisogno di aggiungere altro), nell’imprenditoria (a parte pochi campioni nazionali e tante medie imprese che lottano contro tutto e contro tutti per innovare, il resto è un groviglio di Pmi che rischiano presto l’uscita dal mercato globale), nelle professioni (rimaste incardinate a degli Ordini sepolcrali e antistorici), nella cultura (siamo riusciti a distruggere quanto di bello avevamo, non era facile)… e perché no? Anche nel giornalismo. Appiattito e asservito al potere. Qualsiasi esso sia. Solo per citare alcuni casi emblematici.

E’ come prendere l’Inter del Triplete di Mourinho e darla in gestione a Oronzo Canà. Avrebbe mai vinto scudetto, Champions League e Coppa Italia?

E’ un’Italia in profonda crisi strutturale da oltre 20 anni, che continua a chiedersi dove ha sbagliato. Il problema è che a chiederselo sono gli stessi che l’hanno rasa al suolo. La vicenda Mps è sconcertante: racconta il microcosmo di un’intera città, dove tutti erano amici di tutti, nel nome di una spartizione delirante delle risorse di una banca con oltre 500 anni di storia. Dove, dietro il paravento di una rispettabile istituzione, qualsiasi corrente di potere, di centrosinistra, di centrodestra, dei massoni o religiosa, pretendeva e otteneva soldi e potere. Alla faccia di qualsiasi logica di libera competizione e concorrenza. Il sistema ha retto finché ha potuto, nascondendo il marcio sotto lo zerbino. Poi è esploso tutto.

Il simbolo più lampante di una classe dirigente italiana da “zero tituli”, classe dirigente che negli ultimi 20 anni non ha vinto nulla. Anzi: ci ha fatto retrocedere in tutte le classifiche mondiali. Davvero incredibile: con la cultura calcistica che abbiamo, li avremmo esonerati dopo due mesi, se solo si fosse trattato di calcio… Altro che 20 anni!

Invece, mentre questa classe dirigente perdeva tutte le partite della storia, mandando in campo una massa di incapaci, incompetenti, mediocri e raccomandati, noi spedivamo i giovani talenti del nostro vivaio all’estero, dove -come insegnano decine e decine di storie pubblicate su questo blog- vincevano trofei a ripetizione. Portando a casa Champions League su Champions League. Ovviamente con una squadra straniera. I talenti che rimanevano qui, soffrendo, li lasciavamo in panchina. “Chi ti manda?” “Nessuno“… “Allora aspetta il tuo turno“. Che ovviamente non sarebbe mai arrivato.

Il futuro, se vogliamo evitare l’ultima e definitiva retrocessione, per cominciare magari a risalire di qualche categoria, passa dal richiamare questa classe dirigente da “Champions” qui. Affidando a loro e ai “panchinari-eroi” finora rimasti le leve del potere. Trasformandoli in classe dirigente. Punto. Senza compromessi. Chi ha sbagliato deve pagare. Tabula rasa.

Il futuro, aggiungo, passa per un ribaltamento radicale dei modelli. Il VINCENTE, in Italia, non è il raccomandato, il mediocre, il furbo, l’evasore fiscale, l’amico dell’amico, l’ignorante, il ladro. Quello è un PERDENTE.

Il vero VINCENTE, cari connazionali, è chi ha talento, chi gioca rispettando le regole, l’outsider, chi paga le tasse, chi ha investito in formazione, chi rischia e innova.

Finché non operiamo questa radicale trasformazione di punto di vista continueremo ad essere un “Paese ZERO TITULI”.

Tra Firenze e Roma – Per raccontare la nuova emigrazione

In Fuga dei giovani on 29 gennaio 2013 at 09:00

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Weekend davvero stimolante, quello appena trascorso, per raccontare la “fuga dei talenti”, dei nostri giovani professionisti meglio formati e qualificati – all’estero.

—Tutto è cominciato con la splendida serata a Firenze, con il gruppo “Fior Di Risorse“: cento ascoltatori attenti, discussione dinamica, un’analisi senza peli sulla lingua dei motivi per i quali la selezione in Italia continua a restare un passo indietro, rispetto all’estero. Questo non in tutte le realtà, ovviamente: ne esistono di ottime anche nella Penisola, come ho avuto modo di scoprire personalmente proprio giovedì sera. Aziende con direttori HR innovativi, che sperimentano, che considerano i dipendenti come una risorsa, che vedono nella loro inclusione nella vita aziendale una priorità. Finora si è trattato di mosche bianche. Ora occorre fare diventare questa mentalità strutturale.

Potete leggere un ottimo riassunto della serata nel blog “Io amo Firenze” di Elena Farinelli, che ha scritto un articolo documentatissimo e pieno di dati. Insomma, leggendolo vi sembrerà di esserci stati anche voi: CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO

—Domenica mattina invece tappa a Rai 1 – Unomattina Weekend, ancora per parlare di giovani che lasciano questo Paese: discussione fuori dai soliti cliché e luoghi comuni, e di questo va dato atto agli autori del programma, che hanno saputo cogliere un’angolatura nuova, fuori dalla solita retorica dei ricercatori in fuga.

Fino a domenica potete rivedere i venti minuti circa di trasmissione CLICCANDO A QUESTO LINKAttenzione: la pagina sui talenti in fuga inizia dopo 1 ora 22 minuti e 50 secondi!

Buona visione!

Mba e Consulenza Aziendale nella Grande Mela

In Storie di Talenti on 28 gennaio 2013 at 09:00

Tutte le volte che ho scelto di partire, l’ho fatto sempre per cercare il meglio“: storia di un giovane  italiano, che ha scelto di rischiare, per affermarsi professionalmente, quella di Arturo Petrozza, 30enne consulente per McKinsey a New York.

Storia di un successo possibile, se si possiede il talento e la determinazione necessari: storia di un giovane lucano, che lascia la Basilicata per studiare Ingegneria Gestionale: “vado, imparo, miglioro, cresco  torno per portare nella mia terra il meglio che ho ottenuto“, è la spinta ideale che lo muove.

Ma è solo l’inizio di un lungo viaggio, tuttora in corso: Arturo si laurea nel 2005 con un doppio titolo, conseguito tra i Politecnici di Milano e Torino, prima di approdare all’Alta Scuola Politecnica, riservata al “top 1%” degli studenti dei due atenei. Nell’estate 2006 entra in un programma di IBM, riservato ai migliori neolaureati da tutta Europa: esperienza che lo porta a viaggiare per il Vecchio Continente (con non poche gratificazioni, tra cui la nomina a “Best Performer” del suo gruppo), prima di cambiare settore e dedicarsi alla consulenza strategica aziendale. Approda quindi alla sede milanese della Roland Berger Strategy Consultants: “due anni incredibili“, ricorda Arturo. “Ogni giorno una nuova sfida“. Il tutto a soli 27 anni.

Ma è nel 2010 che arriva la svolta della vita: con una dose di coraggio non indifferente, Arturo molla tutto e parte per gli Stati Uniti, per un Mba in Gestione d’Impresa alla prestigiosa Business School della Columbia University di New York. Per lui un vero e proprio azzardo, che implicano le dimissioni in Italia, e 100mila dollari da investire in formazione. La fortuna aiuta gli audaci: Arturo vince una borsa di studio, che copre l’intero corso del Master.

L’Mba alla Columbia si rivela un’altra esperienza straordinaria, che includerà pure un periodo come assistente accademico: alla fine del biennio, dopo essersi laureato nel “top 20%” degli studenti, arriva l’offerta di McKinsey: “qui sto imparando tanto, sento di essere cresciuto professionalmente e come persona“, afferma Arturo.

L’ultimo sguardo è dedicato all’Italia, a una riconnessione possibile col suo Paese di origine: “la voglia di rientrare è tanta, sicuramente lo farò nei prossimi cinque anni. Sono ottimista, credo che l’Italia si riprenderà e ci saranno tante opportunità per gente come me. Vorrei tornare con una posizione che mi permetta di creare impatto per il mio Paese“, rivela Arturo.

Ospite della puntata è Giusy Cannone, presidente dell’associazione Alumni Alta Scuola Politecnica. Con lei allarghiamo il discorso alle opportunità che l’Italia offre ai migliori laureati dei Politecnici di Milano e Torino, soprattutto se confrontate con l’estero. E parleremo di un interessante progetto di “mentoring”, recentemente lanciato dall’associazione per mettere in contatto gli Alumni ormai avviati alla carriera professionale (anche oltreconfine) e gli studenti.

Nella rubrica Expats apriamo, come ogni ultimo sabato del mese, il microfono alle vostre opinioni: leggiamo la lettera che il nostro ascoltatore Francesco ci ha inviato, rispondendo alla discussione di novembre. “E’ auspicabile un rinnovo della classe dirigente italiana, attraverso i giovani professionisti attualmente all’estero?” Ascolteremo la sua risposta.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

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La discussione di gennaio: “Tre aspettative per il 2013: quali speranze affidate al nuovo anno, perché possa essere un anno di cambiamento? Inviateci i vostri tre punti fermi per innovare l’Italia, rendendola un Paese giovane, moderno e aperto alla circolazione dei talenti”

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

Iniziativa Twitter – Hashtag della settimana: #noairaccomandati

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

Alla prossima puntata: sabato 2 febbraio, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Centocinquantottesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 26 gennaio 2013 at 09:00

Centocinquantottesima  puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Giovani eccellenti, giovani talenti italiani che vivono e lavorano in altri Continenti: oggi vi raccontiamo la storia di un altro delle migliaia di connazionali che stanno infoltendo, oltreconfine, la futura classe dirigente della Penisola. Classe dirigente dalla grande apertura internazionale, che conosce a fondo rischi e opportunità derivanti dal processo di globalizzazione. Classe dirigente di cui ha enorme bisogno il nostro Paese. Ora.

Una storia di continua ascesa quella del protagonista della puntata odierna: dal piccolo paese della Basilicata di cui è originario, fino a una posizione presso un’importante società di consulenza americana. A New York.

In mezzo, una doppia laurea in Ingegneria in Italia, le prime esperienze lavorative nella Penisola e in Europa, fino alla decisione di prendere il volo verso l’America, mettendo in discussione tutto quanto raggiunto e ottenuto fino a quel momento. Una storia di ambizione e successo: col desiderio di tornare presto nella Penisola. E fare la differenza. La domanda però è: troverà, il protagonista della puntata odierna, un Paese pronto ad accoglierlo e valorizzarlo?

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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La “Fuga dei Talenti” a Firenze – Oggi

In Fuga dei giovani on 24 gennaio 2013 at 09:00

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Questa sera “La Fuga dei Talenti” sbarca a Firenze, per un evento insieme a “Fior di Risorse“, gruppo trasversale nato con l’intento di aggregare i “decision makers” delle realtà aziendali del Centro Italia.

Parleremo del fenomeno crescente dell’espatrio dei giovani professionisti italiani, dei motivi che li portano a lasciare il Paese, della differente selezione tra Italia ed estero. E di possibili soluzioni. Per riconnettere la Penisola con questo immenso patrimonio di capitale umano all’estero.

Tutte le informazioni sull’evento CLICCANDO A QUESTO LINK

Questa la presentazione sul sito di Fior Di Risorse:

“FiordiRisorse riapre l’anno con un evento straordinario. Sarà Bassilichi questa volta ad ospitarci per un argomento manageriale di grande attualità: c’è spazio per le idee nelle nostre aziende?

Non si parla solo di giovani, di Italia, di Sistema. Non ci saranno parole orribili come “start-up”, “engagement” e “crisi”.
Qui si parla di un argomento che da sempre è sul palcoscenico del mondo del lavoro.
Ovvero: le nostre aziende sanno valorizzare le persone? Le istituzioni sanno valorizzare le idee?

Da qui parte allora “la fuga”: verso altri Paesi, verso altre aziende, verso altre realtà.

Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista e conduttore su Radio24 della trasmissione “La Fuga dei Talenti” e con alcuni direttori del personale di aziende Toscane”.

Grazie ragazzi!

In Giovani Italians on 23 gennaio 2013 at 09:00

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Un breve “post”, per ringraziare le migliaia di studenti Erasmus che hanno dimostrato -se mai ce ne fosse stato bisogno- che le giovani generazioni italiane sono anni luce avanti, rispetto al resto del Paese.

E’ bastata una semplice protesta, scatenata dal cuore dell’Europa, utilizzando canali web, a mettere il re a nudo: il re, in questo caso, è un Paese arcaico nelle sue leggi, per nulla al passo con la modernità di una globalizzazione che rende l’Europa qualcosa non più di estero, ma quasi… “nazionale”.

La richiesta di questi studenti è stata giusta e sacrosanta: vogliono votare, pur essendo temporaneamente residenti all’estero. Senza doversi sobbarcare centinaia di euro di biglietti aerei per tornare. Sono stati così bravi a organizzare la campagna mediatica, che la loro voce è finita dritta al Ministero dell’Interno e persino alla Commissione Europea.

Scrive Alessandro Rosina, presidente di ITalents, su Facebook: “Tutti i partiti parlano nei loro programmi di incentivo alla mobilità internazionale. Poi si scopre che nessuno ha pensato a come far votare gli studenti Erasmus. Ah, se avessimo una classe dirigente, giovane, seria e capace. Accadrà mai in questo spese?

No, al momento questo tipo di classe dirigente non ce l’abbiamo. Ma è pronta, fuori -e anche un po’ dentro- i nostri confini. La grande sfida dei prossimi anni sarà sostituire i dinosauri che hanno tenuto finora in mano le redini del Paese, riempiendolo di replicanti uguali -se non peggiori- a loro, nel nome della mediocrità più totale, con una nuova classe dirigente.

E allora ripartiamo da qui: ripartiamo da questa pagina Facebook “Studenti Esclusi dal Voto“, e dal loro slogan: “Voglio Votare Erasmus 2013“!

Rendiamolo lo slogan di tutti quei talenti costretti a lasciare un Paese rimasto -per troppi aspetti- nel Medioevo della cività. Trasformiamo questo slogan in uno nuovo: “Voglio Tornare a Dire la Mia in Italia – 2013”.

Dedicato ovviamente alle centinaia di migliaia di giovani donne e uomini che hanno dovuto lasciare il Paese negli ultimi 25 anni. Non per scelta, ma per necessità.

MeeTalents – Follow-up

In Lettere e Proposte on 22 gennaio 2013 at 09:00

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Dopo il successo dell’evento MeeTalents, svoltosi lo scorso 20 dicembre a Milano, pubblichiamo la lettera dell’associazione ITalents, rivolta a tutti coloro che hanno contribuito e partecipato al primo “summit dei talenti espatriati e controesodati”:

ITalents ringrazia tutti i presenti e gli intervenuti all’evento del 20 dicembre in Villa Reale, molto partecipato e ricco di contenuti. E’ stato il numero zero di un appuntamento che diventerà fisso e con cadenza annuale con tre obiettivi:

  1. far incontrare tra loro talenti all’estero e talenti rientrati;
  2. farli interagire e dialogare con le istituzioni (territoriali, italiane ed europee);
  3. far il punto sulle politiche di attrazione e circolazione messe in campo e contribuire concretamente a migliorarle e potenziarle.

In attesa però di arrivare a MeeTalents 2013 l’attività su tutti e tre questi punti continua.

Il sito MeeTalents continua ad essere un punto di riferimento, aperto a tutti, per proposte e per la loro discussione costruttiva. Proprio per questo chiediamo a chi ha partecipato e fatto un intervento di inviarcelo per poterlo inserire tra il materiale del sito. Chiediamo inoltre a chi ha fatto delle foto di postarle direttamente su http://meetalents.it/foto/  in modo da condividere i vari momenti dell’evento a beneficio sia di chi ha partecipato che di chi non c’era.

Su www.italents.it potrete invece trovare tutte le iniziative dell’associazione ITalents per la costruzione dell’Italia diffusa, l’azione a favore di Controesodo e delle politiche attrattive sul territorio con Regioni e grandi comuni.
Quello, poi, che insieme saremo riusciti a fare lo presenteremo e discuteremo a MeeTalents 2013, un evento che, con il vostro aiuto e contributo, progetteremo ancora più in grande e ancora più ambizioso in termini di risultati concreti.
Ancora grazie e… keep in touch!

La Manager che unisce Senna… e Po

In Storie di Talenti on 21 gennaio 2013 at 09:00

Ho 34 anni, due lauree, un Mba e parlo quattro lingue. Sono dirigente aziendale. Non sono mai riuscita ad avere la soddisfazione di rientrare in Italia alle stesse condizioni di responsabilità che i nostri cugini europei mi hanno concesso, a ciascuna tappa della mia carriera“: così si presenta -secca- Fiamma Ferrero, 34enne Direttore Strategia e Sviluppo per il gruppo Econocom a Parigi.

Carriera che ha bruciato le tappe, ovviamente oltreconfine, quella di Fiamma: una carriera a forte impronta scientifica. Per lei una doppia laurea in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino e in Ingegneria Biomedica al Politecnico di Darmstadt, in Germania. Gli ottimi risultati accademici le aprono la via del prestigioso College des Ingenieurs parigino, riservato ai giovani ad alto potenziale, nonché laureati in materie scientifiche. Questa strada le apre la porta della successiva  carriera manageriale: nei fatti, un trampolino di lancio verso una carriera ad elevatissima mobilità, con continui passaggi lavorativi che favoriscono una crescita rapidissima. Ingegnere, capoprogetto, consulente, business developer, account manager e direttore commerciale, presso importanti gruppi internazionali quali Edf, Volkswagen e Deutsche Telekom – solo per citarne alcuni. Da quattro anni Fiamma ricopre ruoli dirigenziali: l’ultimo, in ordine temporale, presso il gruppo Econocom, dove è stata promossa Direttore Strategia e Sviluppo. Econocom è una multinazionale europea, specializzata in infrastrutture Ict e assets tecnologici aziendali, con circa 4000 dipendenti.

Fiamma elenca a “Giovani Talenti” i fattori-chiave che permettono, ai professionisti italiani, di affermarsi professionalmente all’estero: a) l’esistenza di programmi di formazione esecutiva e di talent pooling, per facilitare la transizione dal mondo accademico a quello di impresa; b) le condizioni lavorative, che privilegiano la nozione di “impiegabilità”, rispetto a quella di “posto fisso”; infine c) la cultura d’impresa, maggiormente orientata alla diversità e al risultato. Un tipo di cultura che favorisce i giovani e il talento, rendendoli liberi di “fare”, pensare diversamente e sfogare tutta la propria creatività e apertura all’innovazione.

E in Italia? Come trasportare queste “best practices”? Ne parliamo con l’ospite della puntata: Paolo Mulassano, vicedirettore dell’Istituto Superiore Mario Boella di Torino. Paolo e Fiamma rappresentano un caso concreto di “riconnessione”, tra giovani talenti all’estero e l’eccellenza tricolore nella Penisola. Alla ricerca di partnership internazionali, Fiamma si è infatti rivolta proprio all’Ismb, per lavorare insieme su progetti comuni che possano favorire la crescita di talenti. Ci spiegheranno come, dandoci anche qualche concreto segnale di speranza per il futuro.

Nella rubrica Expats ritorniamo a parlare di associazioni territoriali che si occupano di nuova emigrazione professionale: oggi ci trasferiamo in Friuli-Venezia Giulia, per raccontarvi l’associazione “Pordenonesi nel Mondo”, che ha costruito una piattaforma online, organizzando eventi a tema all’estero. Ne parliamo con il segretario Michele Bernardon.

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Centocinquantasettesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 19 gennaio 2013 at 09:00

Centocinquantasettesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Oggi andiamo a indagare in profondità il tema della valorizzazione della professionalità femminile, tra Italia ed estero. Lo facciamo con la storia di una giovane manager, che poco più che trentenne si trova attualmente a dirigere un importante dipartimento di una multinazionale con sede in Francia.

Da Parigi, la protagonista della puntata di oggi si chiede come sia possibile che -in Italia- non abbia potuto ottenere le stesse possibilità di affermazione professionale avute Oltralpe: allo stesso tempo, indicheremo una possibile strada di “riconnessione” tra i nostri migliori talenti all’estero e le realtà di eccellenza presenti nel Belpaese. Lei stessa ci ha provato e ci è riuscita: oggi ci indicherà la strada. Puntata da non perdere, per guardare al futuro con un po’ di ottimismo.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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+NEWS: 7 laureati su 10 espatriati sono “under 40″+

In Fuga dei giovani on 16 gennaio 2013 at 09:00

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Piccola -ma fondamentale- aggiunta ai dati che abbiamo reso noto la scorsa settimana sulla fuga degli italiani (in particolare giovani e laureati) all’estero: secondo ulteriori elaborazioni dell’Istituto di Statistica, se restringiamo il campione di chi lascia l’Italia alla sola fascia “laureati 25-40 anni”, scopriamo come nel 2011 siano stati circa 7000 i nostri giovani professionisti qualificati emigrati, contro soli 3234 di rientro.

Siamo onesti: il saldo, la bilancia, appaiono nettamente sfavorevoli e negativi. Ogni due giovani laureati che emigrano, ne rientra uno solo. Un rapporto che indica un Paese in netto affanno, nel rendersi attrattivo. Altra considerazione: il 70% dei laureati che hanno lasciato l’Italia lo scorso anno erano 25-40enni, la forza-lavoro più produttiva e qualificata che abbiamo. Anche questo è un dato che ci deve fare riflettere. E molto.

Il tutto mentre dobbiamo registrare ulteriori segnali che non lasciano tranquilli, in relazione alla situazione dei giovani:

-secondo l’Università Ca’ Foscari di Venezia, negli ultimi anni (2006-2011) le imprese giovani in Italia hanno subito un decremento del 16%. In termini assoluti, sono calate di 64mila unità. La zona più colpita è il Nordest. Sorpresa: le imprese giovani sono percentualmente significative al Sud (con punte dell’8% sul totale in Calabria), molto meno al Nord, dove superano di poco in alcuni casi il 4%. Intanto Bankitalia certifica che a novembre i prestiti delle banche alle imprese hanno subito un ulteriore calo del 3,4% su base annua. Dove andremo, di questo passo? Come creare imprese giovani e innovative, senza un adeguato mercato del venture capital?

-è vero, l’Italia migliora nella graduatoria della Heritage Foundation  sulla libertà economica, ma resta all’83esimo posto (!), dietro Armenia e Ruanda… In Europa, facciamo meglio solo della Grecia. A pesare sul giudizio: corruzione, burocrazia e lentezza della giustizia. Oltre alla rigidità del mercato del lavoro.

la pressione fiscale in Italia resta -col 42,8%- saldamente al di sopra della media Ue (dati 2011). Almeno in questo caso siamo settimi in Europa… ma possiamo vantare gli stessi servizi di Danimarca, Belgio e Francia, che ci precedono nella Top Three?

-infine, proprio l’Europa ha affermato in un recente rapporto che in Italia, “col peggiorare della crisi, c’è un rischio elevato di cadere in una enorme trappola della povertà. Una volta che una persona entra in difficoltà, è molto difficile che riesca a uscirne“.

In questo contesto, a causa del quale un recente articolo di “The Daily Beast” ci definisce un “Paese da Terzo Mondo”, cominciano a nascere gruppi di giovani professionisti che organizzano l’espatrio.

L’ultimo che mi è stato segnalato è: “Emigriamo? Gruppo di auto aiuto per futuri emigranti hi-tech“, che conta già circa 500 membri, e ha organizzato a inizio gennaio un incontro per cominciare a discutere seriamente l’ipotesi di un espatrio – anche collettivo.

“Burocrazia, digital divide, tasse da Guinness dei primati, strumenti e servizi obsoleti pensati da vecchi per vecchi, parametri economici da previsioni Maya e una classe politica/dirigenziale a livello Banda Bassotti. Una freccia luminosa nel cielo che punta verso Londra, Berlino, Amsterdam … altrove. Per la prima volta nella vita mi ritrovo seriamente a pensare che forse questo non è più il posto dove vorrei far crescere i miei figli. Forse lo sentite anche voi. Forse si può fare qualcosa. Parliamone”. Così il gruppo si presenta nella sua pagina Facebook, che vi invito a consultare.

L’allarme è rosso: ciò che avverrà in questo 2013, elezioni politiche comprese, è destinato a segnare inesorabilmente il futuro del Paese. Ma qualsiasi soluzione sarà cercata o trovata, non potrà prescindere dal futuro dei giovani, né dalla necessità di una riconnessione con i nostri migliori talenti all’estero. Auguri!