sergionava

Archive for marzo 2013|Monthly archive page

Letture Pasquali – Consigli de “La Fuga dei Talenti”

In Lettere e Proposte on 31 marzo 2013 at 09:00

ABBONATI AL BLOG “LA FUGA DEI TALENTI”! SOTTOSCRIVI L’OPZIONE CLICCANDO “FOLLOWING” IN FONDO A QUESTA PAGINA!

Qualche consiglio di lettura, per una Pasqua “informata”. Oggi vi parliamo di tre libri, tutti di recente uscita:

-“L’Italia che non cresce“, di Alessandro Rosina (Laterza Editore): un libro utile a smontare molti dei luoghi comuni sul perché l’Italia non cresca. Un libro che va controcorrente: in un Paese dove -quando le cose vanno male- è sempre colpa di qualcun altro, forse è giunto il momento di una “operazione verità”, utile a chiamare per nome e cognome le reali cause del declino. Perché dare la colpa agli altri è facile, ma è pure sinonimo di debolezza e incapacità di azione. Prendere il toro per le corna è la vera sfida che attende il Paese.

“Chi troppo chi niente“, di Emanuele Ferragina (Bur Edizioni): Emanuele Ferragina è uno dei fondatori della “Fonderia Oxford”, un gruppo di giovani accademici italiani al lavoro in una delle più prestigiose università inglesi. Una denuncia nero su bianco, quella di Ferragina, sul perché essere un Paese marchiato da profonde diseguaglianze sociali, con gli ascensori sociali bloccati, e “caste” di privilegiati che difendono l’indifendibile, rappresenti in primis un danno economico per il Paese, al di là delle motivazioni ideologiche.  Un Paese eternamente diviso tra “chi può” e “chi non può” non va da nessuna parte. Ferragina propone -da Oxford- la sua ricetta.

-“Io vi maledico” di Concita De Gregorio, (Einaudi): storie da un Paese che ha smesso di essere un Paese delle opportunità. All’interno, un capitolo è dedicato alle storie di giovani italiani all’estero. Da leggere.

Buona Pasqua!

Centosessantasettesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 30 marzo 2013 at 09:00

Centosessantasettesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Anche i veterinari lasciano l’Italia. L’incredibile scoperta la facciamo nella prossima puntata di “Giovani Talenti”, con la storia di un giovane veterinario ippiatra, che le ha provate davvero tutte, per rimanere nella Penisola. Ogni volta, però, ad ogni ritorno nel Paese dopo un periodo all’estero, si è scontrato con un ambiente che non gli ha fornito alcuna motivazione per restare, nonostante l’ottima professionalità costruita oltreconfine: prima un dottorato nel pantano dell’immobilismo dell’università italiana, poi il tentativo -andato a vuoto- di aprire una propria clinica, naufragato nel clima di rassegnazione che semba aver tarpato le ali a un’intera generazione.

A lanciare il provvidenziale salvagente al protagonista della puntata odierna arrivano le offerte di lavoro dalla Francia: Oltralpe intravede quelle opportunità professionali, negategli da un sistema italiano ormai stagnante, in pieno declino.

A noi resta solo la certezza che dalla Penisola espatriano tutti. Ma davvero proprio tutti…

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

+++PARTECIPA ALLO SPAZIO “INTERNACTIVE”+++

La discussione di marzo: Classe dirigente “zero tituli”, non qualificata in Italia… e classe dirigente altamente qualificata all’estero, con lauree e master importanti, ma spesso obbligata ad andarsene per mancanza di opportunità nella Penisola: non è questo il vero -drammatico- paradosso italiano? Come rimediare, come riportare al timone del Paese professionisti e talenti con i titoli e le competenze giuste? Facendoli rientrare dall’estero?.

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

Iniziativa Twitter – Hashtag della settimana: #zerotitoli

Il link alla pagina web del programma: CLICCA QUI

Il link al blog del programma: CLICCA QUI

Le frequenze di Radio 24: CLICCA QUI

Il Podcast di Radio 24 (per chi volesse ascoltare la puntata registrata o si trovasse all’estero): CLICCA QUI

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

Perché non ci regaliamo una Silicon Valley “italiana”?

In Fuga dei giovani on 27 marzo 2013 at 09:00

ABBONATI AL BLOG “LA FUGA DEI TALENTI”! SOTTOSCRIVI L’OPZIONE CLICCANDO “FOLLOWING” IN FONDO A QUESTA PAGINA!

C’è un dato che mi ha stupito, leggendo quanto riportato dallo studio prodotto in occasione del recente Italian Innovation Day in California.

In un solo anno, la percentuale di neoimprese che hanno abbandonato l’Italia per andare a svilupparsi all’estero, costituendovi la propria sede sociale, ha fatto registrare un balzo in avanti del 20%. Nel solo 2012, hanno rappresentato ben l’11% del totale delle nuove imprese italiane (più di una su dieci!). Un vero e proprio “corporate drain”: la maggior parte delle start-up innovative, rivela il rapporto, ha scelto gli Stati Uniti.

Per tre motivi, principalmente:

-al primo posto, il network di contatti presente in California;

-poi, la possibilità di accesso a risorse umane di alto livello (ingegneri, programmatori, manager);

-infine, la prossimità a centri di ricerca di prima scelta, che offrono innovazione e personale altamente qualificato.

C’è anche, ovviamente, la questione del mercato del venture capital, infinitamente più sviluppato in Silicon Valley.. ma non è l’unica condizione favorevole presente, questo va precisato.

“Ma quello è un altro mondo”, il solito guastafeste potrebbe obiettare. Già, ma se poi guardiamo alla quantità di imprenditori e cervelli italiani, che negli ultimi 40 anni hanno contribuito a rendere la Silicon Valley un luogo unico al mondo, e se guardiamo alla vitalità del panorama start-up della Penisola (con 800-1000 nuove imprese che nascono ogni anno), ci accorgiamo che potrebbe essere necessario solamente costruire l’infrastruttura giusta, con la determinazione e lo spirito giusti, per dare nuovo slancio a un tessuto industriale in affanno, come quello italiano. Gli ingredienti li abbiamo tutti, vanno solo ” sistematizzati”.

Il vero paradosso infatti è che, nonostante la crisi, sopravvivono e incrementano il fatturato -anche in Italia- le aziende che innovano ed esportano. La ricetta è sotto gli occhi di tutti. Basterebbe avviare una politica industriale che vada in quella direzione. Una politica industriale in grado -collateralmente- di evitare sia il brain drain che il corporate drain.

Mogol a “Giovani Talenti”: “Sconto del 50% a chi torna a studiare musica in Italia”

In Fuga dei giovani on 26 marzo 2013 at 09:00

FONTE: AGENZIA ANSA50% IN MENO PER STUDIARE NELLA SCUOLA FONDATA DA PAROLIERE

I talenti musicali che tornano dall’estero per studiare in Italia potranno usufruire del 50% di sconto sulla borsa di studio”. E’ l’iniziativa annunciata da Mogol a ‘Giovani Talenti’ su Radio 24 per far rientrare i talenti della musica, attualmente all’estero.

L’offerta riguarda il Centro Europeo di Toscolano, in Umbria, fondato dallo stesso paroliere nel 1992.

Per usufruire di questa promozione occorre dimostrare di aver risieduto all’estero – precisa Mogol a Radio 24 -. Stiamo cercando di recuperare i talenti che possiamo”. Alla domanda di Sergio Nava su quanto il sistema-Italia favorisca il talento, Mogol ha risposto: ”In questo momento l’ambiente in Italia non lo stimola. Attualmente la cultura musicale non brilla in modo particolare. La promozione non premia ne’ la qualita’ ne’ il merito. Tra un cantante famoso che fa un disco mediocre, e uno assolutamente sconosciuto che fa un bellissimo disco, e’ quello mediocre che passa. La promozione sceglie cose che – conclude Mogol – possono portare a profitto immediato. E non si riferisce alla qualita”’. (ANSA).

 

 

Imprenditrice della Formazione in UK

In Storie di Talenti on 25 marzo 2013 at 09:00

L’idea originale era quella di restare in Inghilterra qualche anno, fare esperienze e imparare bene l’inglese, per avere poi maggiori opportunità in Italia. Alla fine di ogni estate puntualmente vedevo nuovi obiettivi nell’immediato, ed ennesime sfide personali che richiedevano di prolungare la mia permanenza. Ad un certo punto ho smesso di pensare a quando sarei tornata in Italia, e ho iniziato a considerare Londra la mia seconda casa“. Sara Strafino, 37 anni, ha ormai abbandonato l’idea di tornare a casa, dopo oltre dieci anni Oltremanica. Le opportunità offerte in UK si sono rivelate di gran lunga superiori, rispetto a quelle presenti nella Penisola.

Sara si laurea presto in Scienze Politiche, prima ancora di compiere 24 anni, nella sua Bari. Inizia la strada dei tirocini, ma quando le viene prospettato un contratto a tempo determinato capisce che questo non le garantisce alcuna sicurezza. Punta così ad alzare l’asticella delle aspettative, partendo per un semestre di studio in Inghilterra. Al ritorno in Italia, riprende la trafila dei contratti a tempo: Sara opta per un corso di formazione in Diritto, Economia e Politiche dell’Unione Europea, a Perugia. Il corso le offre l’opportunità di uno stage in una società di consulenza a Londra: al ritorno, almeno così spera, il suo curriculum potrà finalmente essere appetibile ad alto livello. Nulla, invece: nella Penisola trova solo aziende interessate ad assumere venditori porta a porta.

E’ a quel punto, poco più di dieci anni fa, che Sara decide di compiere il passo definitivo, partendo per Londra: Oltremanica l’aspetta un percorso lavorativo, che ben dimostra come un mercato del lavoro dinamico possa -alla fine- premiare i migliori talenti. Da commessa nella capitale inlgese, Sara passa a lavorare per una piccola amministrazione locale nei pressi di Londra.

Dopo un nuovo tentativo -andato a vuoto- di rientro in Italia (a cosa serve accumulare esperienze all’estero?, verrebbe da chiedersi), Sara trova finalmente la sua strada: il management nel settore della formazione. “Quei tentativi che in Italia risultavano inutili, in Inghilterra si traducevano in contatti e colloqui“, ricorda ora: sul suo curriculum si alternano contratti presso la London Business School, la Queen Mary University, Top Mba Connect. Fino all’attuale lavoro, presso il Graduate Management Admission Council, l’organizzazione che gestisce il GMAT, test di ammissione utilizzato dai migliori Mba e corsi di laurea in management.

Negli ultimi anni Sara ha aperto una propria società di consulenza, UkEduExpert, nata con l’obiettivo di orientare gli studenti nella scelta dei corsi di laurea in Gran Bretagna. Dal suo osservatorio di Londra, Sara osserva la marea montante di giovani studenti italiani che emigrano fin dal periodo di studi.

Ospite della puntata è Alessia Berti, giovane imprenditrice “controesodata” proprio dalla Gran Bretagna, grazie al bando Welcome Talent Business del Comune di Milano, per avviare una propria attività nel settore della formazione. Alessia ci racconta la sua scommessa imprenditoriale: perché puntare, ora, sull’Italia?

Nella rubrica “Expats” concludiamo la rassegna delle nuove testate italiane online all’estero. E di come queste raccontano la nuova emigrazione professionale: oggi restiamo in UK, per parlare di Italoeuropeo, magazine web. Cinzia Cerbino, marketing manager di Italoeuropeo, ci presenta i dati di un sondaggio effettuato tra i nuovi expats italiani a Londra.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

Leggi il blog di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

+++PARTECIPA ALLO SPAZIO “INTERNACTIVE”+++

La discussione di marzo: Classe dirigente “zero tituli”, non qualificata in Italia… e classe dirigente altamente qualificata all’estero, con lauree e master importanti, ma spesso obbligata ad andarsene per mancanza di opportunità nella Penisola: non è questo il vero -drammatico- paradosso italiano? Come rimediare, come riportare al timone del Paese professionisti e talenti con i titoli e le competenze giuste? Facendoli rientrare dall’estero?

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

Iniziativa Twitter – Hashtag della settimana: #zerotitoli

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

Alla prossima puntata: sabato 30 marzo, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Centosessantaseiesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 23 marzo 2013 at 09:00

Centosessantaseiesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

E’ la formazione a fare da sfondo alla trasmissione odierna: c’è la storia di un espatrio quasi obbligato, dalla Puglia a Londra, incarnato dalla protagonista di oggi.

C”è soprattutto la storia di tentativi di rientro falliti, in un Paese -l’Italia- che non sembra valorizzare mai abbastanza le esperienze di lavoro all’estero. Anche quando sono di alto profilo.

E c’è infine la storia di un Paese -l’Inghilterra- che stimola la ricerca di opportunità e la vocazione imprenditoriale: la protagonista odierna, pur ricoprendo posizioni manageriali all’interno del sistema della formazione d’Oltremanica, ha avviato -da qualche anno- anche una propria attività di consulenza.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

+++PARTECIPA ALLO SPAZIO “INTERNACTIVE”+++

La discussione di marzo: Classe dirigente “zero tituli”, non qualificata in Italia… e classe dirigente altamente qualificata all’estero, con lauree e master importanti, ma spesso obbligata ad andarsene per mancanza di opportunità nella Penisola: non è questo il vero -drammatico- paradosso italiano? Come rimediare, come riportare al timone del Paese professionisti e talenti con i titoli e le competenze giuste? Facendoli rientrare dall’estero?.

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

Iniziativa Twitter – Hashtag della settimana: #zerotitoli

Il link alla pagina web del programma: CLICCA QUI

Il link al blog del programma: CLICCA QUI

Le frequenze di Radio 24: CLICCA QUI

Il Podcast di Radio 24 (per chi volesse ascoltare la puntata registrata o si trovasse all’estero): CLICCA QUI

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

I dati di una catastrofe. “Houston, we have a huge problem!”

In Declino Italia on 20 marzo 2013 at 09:00

ABBONATI AL BLOG “LA FUGA DEI TALENTI”! SOTTOSCRIVI L’OPZIONE CLICCANDO “FOLLOWING” IN FONDO A QUESTA PAGINA!

La gravità della situazione sta tutta in una manciata di dati, resi noti negli ultimi giorni. Dati che non possiamo ignorare. Non serve lavarsi la coscienza, facendo titoloni un giorno qualsiasi della settimana sui giornali. Per poi dimenticarsene il giorno dopo.

Una nazione che ambisce a restare nella “Champions League” del G8/G20 non può che correre immediatamente ai ripari, di fronte a queste evidenze:

dati Almalaurea: nell’ultimo anno è calato ulteriormente il tasso di occupazione dei laureati. I senza lavoro fra i triennali sono passati al 23% (+4%), fra gli specialistici siamo al 21% (+1%). Crollano i contratti a tempo indeterminato (-13% fra i triennali), le retribuzioni nette a un anno dalla laurea sono di poco superiori ai mille euro, ulteriormente in calo. Almalaurea calcola che in quadriennio le retribuzioni reali per i neolaureati sono diminuite del 16-18%.

-se questi dati vi sembrano pesanti, pensate che l’Istat ci ha messo il suo “carrico da 11”: siamo il Paese maglia nera nell’Ue per laureati. La quota di 30-34enni con un titolo di studio universitario è appena del 20,3%. Fate attenzione al prossimo numero: la nostra media di giovani “dottori” è inferiore del 14,3% alla media europea. Stendiamo infine un velo pietoso sul fatto che, sempre secondo l’Istat, l’Italia è seconda solo alla Spagna -nell’Ue- per l’esclusione dal lavoro dei giovani, e l’unico con bassissime opportunità di occupazione regolare. Solo poco più di tre giovani su dieci lavorano, con un tasso di occupazione del 33,8% tra i 20-24enni. La quota dei Neet è arrivata al 22,7%.

-in questo contesto, possono suonare profetiche le parole del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco, l’unico -lasciatecelo dire- a livello istituzionale, che ha compreso a fondo la gravità del problema evidenziato da queste cifre: “occorre un disegno organico, rivolto al futuro, che sappia parlare soprattutto ai giovani“, ha recentemente dichiarato. Secondo Visco, i giovani hanno sofferto maggiormente la grande recessione iniziata nel 2008“. Visco ha rilevato che ”mentre i giovani occupati sono scesi di 7 punti nell’ultimo quadriennio, quelli che hanno scelto di andare all’universita’ sono saliti solo dell’1%. E’ mancata una forte risposta di ricerca di conoscenza, per poter far fronte a un mondo ormai molto diverso. E il nostro sistema economico si sta aggiustando con ritardo – o forse non si sta aggiustando affatto“, ha concluso il Governatore di Bankitalia, prima di chiosare: “capitale umano e investimenti in conoscenza sono importanti. Occorre investire lì“. In un unico discorso, Visco ha assommato: a) la denuncia della condizione giovanile in generale; b) la denuncia di un Paese che spreca non solo i giovan in generale, ma pure quella minoranza di loro che -contro tutto e contro tutti- investe in formazione; infine, c) la denuncia di un sistema-Italia che sia nelle sue componenti politiche, sia in quelle industriali, risulta ormai in drammatico ritardo nelle sfide poste dalla globalizzazione. “Servono riforme“, ha tuonato Visco.

Nell’attesa che le riforme arrivino, i giovani scappano: l’ultima indagine Demos, sul NordEst, ha rilevato che il 76,8% delle donne 15-24enni e i 67% dei loro coetanei uomini ritiene che l’unico modo di fare carriera sia andare all’estero. Il dato scende, ma di poco, tra i 25-34enni: 69,1% di donne e 57,5% di uomini, per risalire fra i 35-44enni: 69% di donne e 64,7% di uomini. Il 76% dei 15-24enni ritiene che oggi avere una laurea non assicuri un lavoro ben pagato. Questo è il parere dei giovani del Triveneto, una delle aree più produttive del Paese.

Un grazie finale alla neopresidente della Camera Laura Boldrini: nel suo discorso di insediamento, ha pronunciato una frase che dimostra una sensibilità assolutamente non scontata, verso il problema: “quest’Aula dovrà ascoltare la sofferenza sociale di una generazione che ha smarrito se stessa, prigioniera della precarietà, costretta spesso a portare i propri talenti lontani dall’Italia“.

 

Un Analista Finanziario a Mosca

In Storie di Talenti on 18 marzo 2013 at 09:00

E’ tutto iniziato con una lettera. “Mio figlio ha concluso una carriera scolastica eccezionale. Ha appena compiuto 21 anni. Tra pochi mesi comincerà a lavorare in Russia. Fin qui la questione resta privata. Ma diventa di interesse pubblico, quando scopriamo che si è laureato con lode nella migliore università italiana, e non ha ricevuto un solo cenno di interesse da controparti del nostro Paese. Vi chiedo: cosa offrono veramente le aziende e le istituzioni italiane per trattenere i cervelli? O per indurli a tornare? Siamo sicuri di avere aziende in grado di battere la concorrenza estera? O siamo ormai già in Serie B???

Autore della missiva, è il padre di Neri Tollardo, 21enne Equity Research Analyst per Morgan Stanley a Mosca. Storia che inizia proprio in Russia, quella di Neri, che nella capitale della Federazione compie il ciclo di studi secondari, scoprendo un ambiente multiculturale, che lo porta ad essere “sempre aperto alle differenze che possono esserci tra varie nazionalità, sempre pronto a imparare anche da loro, per diventare una persona più completa, che possa avere successo in un mondo sempre più globalizzato“.

Dopo alcune candidature presso le università inglesi, purtroppo non andate a buon fine, Neri sceglie di tornare in Italia, per gli studi accademici. Si iscrive all’Università Bocconi di Milano, dove riesce a conseguire per tre anni consecutivi la borsa di studio per merito, grazie agli ottimi voti.

I problemi per Neri cominciano quando si affaccia al mondo del lavoro: in primis, lamenta lo scarso attivismo dell’ateneo nell’aiutare gli studenti a trovare stage lavorativi utili a preparare le carriere future. In secondo luogo, c’è pure il problema dello scarso interesse mostrato dalle aziende italiane nei confronti del suo profilo: per questo Neri si orienta verso le grandi banche di investimento internazionali, trovando una posizione di tirocinio presso Morgan Stanley. Lo stage a Londra è un sogno ad occhi aperti: viaggio pagato, tirocinio retribuito come se si trattasse di un neoassunto, offerta di lavoro alla fine del periodo di prova!

Lui però non accetta immediatamente, e chiede di tenere “congelata” l’offerta per un anno: nel frattempo frequenta un MSc in in Finance and Private Equity alla London School of Economics, al termine del quale -dopo cinque settimane di training nella sede di Londra- fima il contratto e parte per Mosca, dove si occupa a tempo pieno di metallurgia. “Mi sento valorizzato, apprezzato, l’azienda è riuscita a trasmettermi quanto credono nella mia crescita. Non per arroganza, ma mi chiedo come mai nessuna azienda italiana si sia fatta avanti con una proposta per me“, commenta con amarezza Neri.

Ospite della puntata è Stefano Caselli, prorettore all’Internazionalizzazione dell’Università Bocconi. Con lui commentiamo la storia di Neri, ma soprattutto riflettiamo su quanto il sistema-Italia sia reattivo nei confronti dell’assunzione e valorizzazione dei migliori talenti del Paese. Li facciamo scappare… e se sì, quale prezzo rischiamo di pagare, nell’attuale competizione per l’attrazione dei “cervelli”?

Nella rubrica “Expats” ospitiamo la terza puntata della nostra indagine sulle nuove testate italiane all’estero. E di come queste raccontino l’emigrazione dei nostri talenti più qualificati. Questa volta facciamo tappa in Svezia, per raccontarvi il giornale online Italienaren. Ce ne parla l’editore, Guido Zeccola.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

Leggi il blog di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

+++PARTECIPA ALLO SPAZIO “INTERNACTIVE”+++

La discussione di marzo: Classe dirigente “zero tituli”, non qualificata in Italia… e classe dirigente altamente qualificata all’estero, con lauree e master importanti, ma spesso obbligata ad andarsene per mancanza di opportunità nella Penisola: non è questo il vero -drammatico- paradosso italiano? Come rimediare, come riportare al timone del Paese professionisti e talenti con i titoli e le competenze giuste? Facendoli rientrare dall’estero?

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

Iniziativa Twitter – Hashtag della settimana: #zerotitoli

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

Alla prossima puntata: sabato23 marzo, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

 

 

Centosessantacinquesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 16 marzo 2013 at 09:00

Centosessantacinquesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Per la prima volta ci trasferiamo in Russia, Paese che -pur con tutte le sue problematiche- resta un’importante potenza mondiale. La particolarità di questa puntata risiede anche nella giovanissima età del nostro protagonista, che ha da poco compiuto 21 anni.

Qui il punto non è infatti solo la carriera professionale, in questo caso ancora in erba. Qui il punto è: fino a quando vogliamo continuare a farci scappare i nostri migliori e più giovani talenti? Il giovane professionista che racconterà la sua storia oggi on air, laureato in una delle nostre università più prestigiose, è stato di fatto “snobbato” dalle aziende del Belpaese, finendo così col cercare nuovi approdi professionali. In questo caso, a Mosca. La Penisola non gli ha lanciato alcun segnale di interesse.

Lui, poco più che ventenne, un suo futuro se l’è cercato e se l’è costruito. Ma noi, Italia, un futuro ce l’abbiamo?

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

+++PARTECIPA ALLO SPAZIO “INTERNACTIVE”+++

La discussione di marzo: Classe dirigente “zero tituli”, non qualificata in Italia… e classe dirigente altamente qualificata all’estero, con lauree e master importanti, ma spesso obbligata ad andarsene per mancanza di opportunità nella Penisola: non è questo il vero -drammatico- paradosso italiano? Come rimediare, come riportare al timone del Paese professionisti e talenti con i titoli e le competenze giuste? Facendoli rientrare dall’estero?.

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

Iniziativa Twitter – Hashtag della settimana: #zerotitoli

Il link alla pagina web del programma: CLICCA QUI

Il link al blog del programma: CLICCA QUI

Le frequenze di Radio 24: CLICCA QUI

Il Podcast di Radio 24 (per chi volesse ascoltare la puntata registrata o si trovasse all’estero): CLICCA QUI

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

Valigie pronte per la Germania?

In Fuga dei giovani on 13 marzo 2013 at 09:00

ABBONATI AL BLOG “LA FUGA DEI TALENTI”! SOTTOSCRIVI L’OPZIONE CLICCANDO “FOLLOWING” IN FONDO A QUESTA PAGINA!

E’ il Paese che -dati Istat alla mano- attrae il maggior numero di italiani emigranti. L’unico, tra i grandi Paesi europei, a reggere i contraccolpi della crisi senza enormi difficoltà. Parliamo della Germania, dove -come le statistiche confermano, sembra concentrarsi la nuova ondata migratoria italiana. Tre notizie sono sufficienti a dare il quadro della situazione:

secondo la Caritas, i flussi migratori verso la Germania sono tornati ad irrobustirsi. Non solo da Spagna e Grecia, ma anche dall’Italia. E non sono solo giovani professionisti, in cerca di un contratto qualificato, adeguato ai loro studi, ma anche intere famiglie che si stanno progressivamente impoverendo (è sufficiente dare un’occhiata all’ultimo rapporto Bes dell’Istat per vedere numeri in progressivo deterioramento, che stanno letteralmente spazzando via la classe media);

in termini scientifici, la “fuga dei cervelli” dalle nostre università verso la Germania è in pieno boom, tanto che il quotidiano “La Stampa” parla di tassi di incremento dei nostri ricercatori in terra teutonica ormai secondi solo ai cinesi. I connazionali impiegati nelle università tedesche -negli ultimi cinque anni- come ricercatori sono aumentati del 69%! E i dati arrivano solo fino al 2011. Per dare un’idea, basti pensare che abbiamo 2095 ricercatori italiani in Germania. I tassi di incremento di greci, spagnoli e portoghesi sono inferiori.

-infine, altro dato molto sintomatico: sempre secondo “La Stampa”, ben 5000 candidati (in media giovani e laureati) hanno inviato il proprio curriculum, per l’iniziativa “The Job of my life”, organizzato dai Ministeri del Lavoro italiano e tedesco. In palio solo 400 contratti di formazione in Germania, destinati ai nostri giovani professionisti. La rete italiana di Eures parla di “crescita esponenziale” delle domande per lavorare all’estero, negli ultimi anni. E’ positivo questo sempre maggiore interesse verso le esperienze internazionali… ma sicuramente nasconde anche una crescente disperazione, per l’impossibilità di trovare impiego in patria. E parliamo di ingegneri, medici, ecc. ecc..

Abbiamo già alzato bandiera bianca? E’ l’esodo l’unica soluzione rimasta? O una speranza di cambiamento ancora c’è?

Il dibattito è aperto: su questo blog, sui gruppi Facebook e LinkedIn “La Fuga dei Talenti”.

DITE LA VOSTRA!