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+Buon Natale… e novità nel 2017+

In Lettere e Proposte on 25 dicembre 2016 at 09:00

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AUGURI di Buon Natale e Buon 2017 da “La Fuga dei Talenti”, che va in vacanza.

Torniamo il prossimo anno: vi annunciamo fin d’ora importanti novità per la trasmissione “Giovani Talenti”… che vi racconteremo nelle prossime settimane. Stay tuned!

TANTI AUGURI!!!

Storie da New York – Trecentocinquantacinquesima Puntata

In Storie di Talenti on 24 dicembre 2016 at 09:00

New York è una metropoli difficile, spietata, dove non ti regala niente nessuno. Ma che offre, prima o poi, un’occasione a tutti. E se vali puoi coglierla“. In poche semplici righe, Micol Bonazzoli, 32enne Real Estate Agent al lavoro nella Grande Mela, dipinge così la città che fa da sfondo al Natale di “Giovani Talenti”. New York, la città americana per antonomasia.

Micol approda nella Grande Mela a soli 18 anni, con un sogno ben preciso nella testa: fare l’attrice. Per tre anni frequenta l’Actor’s Studio: “un’esperienza difficile e selettiva, ma affascinante ed entusiasmante“. Così la ricorda a posteriori.

Per quelle svolte della vita che solo un Paese ricco di opportunità ed occasioni come gli Stati Uniti sanno offrire, Micol ad un certo punto sterza completamente, nella sua carriera. Da aspirante attrice… a broker: “è successo quasi per caso“, ricorda lei ora, “che sono diventata agente immobiliare. Che non è uno scherzo, perchè in questo Paese non si improvvisa“. Micol si deve rimettere in gioco da zero, riformandosi e riorientando la propria carriera in un settore completamente diverso da quello per cui era approdata Oltreoceano.

Con un collega mette in piedi una società, specializzata anche sul mercato italiano, che inserisce nel proprio portfolio case e appartamenti del valore di 11 milioni di dollari. Operando all’interno di una delle più importanti agenzie immobiliari americane, con risultati molto buoni.

La storia dell’ospite della puntata è un’altra “storia di Natale” da New York. La storia di un’altra giovane italiana, Eden Ghebresellassie, anche lei nella Grande Mela da diversi anni, attualmente manager per gli eventi marketing della catena televisiva Espn. Per capire quanto NY sia ancora una straordinaria fucina di opportunità, ci facciamo raccontare da Eden come ha ricevuto l’incarico di coordinatrice delle pubbliche relazioni per il magazine Rolling Stone…

Nella rubrica “Expats” messaggio natalizio “in controtendenza”: spazio come ogni mese alle vostre lettere, con la missiva del nostro ascoltatore Marco, che suona come un pesante j’accuse sui motivi che spingono ancora tanti, troppi italiani… ad emigrare.

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Un Ricercatore Chimico nell’Ulster – Trecentocinquantaquattresima Puntata

In Storie di Talenti on 17 dicembre 2016 at 09:00

La stragrande maggioranza delle aziende farmaceutiche italiane non conosce il significato di PhD. Durante il colloquio bisogna spiegare cosa significhi un dottorato! All’estero invece ci sono posizioni specifiche per i dottori di ricerca, mentre molte aziende tricolori non hanno neppure, nei loro siti web, la sezione di reclutamento…“: è una denuncia precisa, quella che arriva dall’Irlanda del Nord, dove vive e lavora Domenico Crocco, 32enne ricercatore chimico.

Domenico studia Chimica e Tecnologie Farmaceutiche in Calabria, sua regione di origine. Si laurea con lode, e avvia un dottorato in Chimica a Parma. Il periodo in Emilia lo mette in contatto anche con università all’estero – Domenico può trascorrere infatti diversi mesi in Sudafrica.

Un iter di carriera così lineare si scontra con l’amara realtà alla fine del ciclo di studi: ancor prima di concludere il dottorato, Domenico si mette alla ricerca di opportunità di lavoro. Il quadro è però desolante: centinaia di curricula inviati a poteziali datori di lavoro italiani, tra impresa e università. Nessuna occasione.

Compreso l’andazzo, inviai molti curricula all’estero“, riassume lui: il primo contratto come ricercatore in azienda arriva ad Anversa, in Belgio. Al termine dell’esperienza, si rimette nuovamente alla ricerca: altri 650 curricula inviati, un numero imprecisato di colloqui svolti, e la scelta finale che ricade sull’Irlanda del Nord.

Se non vengono applicati metodi di reclutamento meritocratici, se non viene valorizzato il PhD., ci sarà un continuo flusso di giovani scienziati verso l’estero. E questa sarà una sconfitta per il nostro Paese“, riassume Domenico.

Ospite della puntata è Chiara Casari, collega di Domenico. A differenza sua, però, lei ha lavorato in Italia, prima di trasferirsi nell’Ulster. Ci racconta le principali differenze.

Nella rubrica “Expats” parliamo di un libro che prova ad affrontare la “fuga dei cervelli” in un’ottica più positiva: quella della “circolazione” delle menti. Lo facciamo prendendo spunto dal libro “Valigie – Cervelli in viaggio”, di Maria Lodovico Gullino.

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Una “Detective” in Australia – Trecentocinquantatreesima Puntata

In Storie di Talenti on 10 dicembre 2016 at 09:00

“Ministra, io ci ho provato a stare in Italia a fare ricerca. Ma non c’era, e non c’è, posto per me, perché purtroppo ho scelto di occuparmi di una materia “out of the box”. Naturalistica e criminalistica. E se in Italia non fai parte di un “box”, non possono catalogarti e chiuderti dentro”. A scrivere queste parole Paola Magni, 36enne entomologa forense di stanza a Perth, Australia occidentale.

La storia di Paola prende le mosse con la laurea in Scienze Naturali, dove sboccia la sua passione per l’entomologia forense, disciplina tuttora semisconosciuta nella Penisola.

Anche per questo Paola è costretta a fare quasi tutto da sola, ritagliandosi un proprio percorso di studi e di lavoro, che la porta a girare l’Italia e il mondo, alla ricerca di informazioni utili e di corsi di studio e Master allineati alla sua disciplina: nel giro di pochi anni diviene un’autorità nel settore, scrivendo un manuale, dirigendo uno dei pochissimi laboratori nella Penisola, collaborando con procure e forze dell’ordine alla risoluzione di importanti casi di cronaca, e ispirando persino il personaggio di una nota serie televisiva.

Un lavoro a tutto campo, quello di Paola, per portare l’entomologia forense (disciplina che -attraverso lo studio degli insetti- può fornire informazioni vitali sulle cause e tempistiche di un decesso) nella “Serie A” delle materie di studio e ricerca.

Tanto lavoro, tanto studio e tanto sforzo alla fine non pagano: ad un certo punto Paola, stanca di essere “mosca bianca”, decide di cedere alle “sirene” australiane, che la chiamano dall’altro capo del mondo. Si trasferisce così a Perth, dove continua il suo lavoro a cavallo tra università e corti giudiziarie. Collaborando alla risoluzione di casi di cronaca… agli Antipodi.

Ospite della puntata è Claudia Rosa, medico legale che ha avuto occasione di collaborare in passato con Paola nelle indagini: con lei affrontiamo il tema dell’importanza dell’entomologia forense nell’ambito giudiziario, e del perché questa disciplina non sia ancora abbastanza valorizzata in Italia.

Nela rubrica “Expats” spazio alle “vittime collaterali” dell’espatrio di decine di migliaia di giovani italiani. Le loro mamme. Che, stanche di stare in eterna apprensione, si sono coalizzate intorno ad un sito, “Mamme di Cervelli in Fuga”. Ne parliamo con l’ideatrice, Brunella Rallo.

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Un Architetto nella Brexit – Trecentocinquantaduesima Puntata

In Storie di Talenti on 3 dicembre 2016 at 09:00

Sono Fabio, vi seguo da sei anni. Ascoltando “Giovani Talenti” ho preso il coraggio di emigrare a Londra, come tanti, da architetto. Se posso dare un contributo, ben volentieri“…

Cominciava così la lettera che Fabio Ferrian, 36enne architetto al lavoro a Londra, inviava solo qualche mese fa alla casella di posta elettronica del programma. Fabio studia all’Istituto Universitario di Architettura, a Venezia. Dopodiché fa un paio di esperienze di lavoro in Italia – le ricorda a tutt’oggi come “anni di sacrifici e di sfruttamento gratuito“.

A quel punto scatta la molla che lo porta Oltremanica: “partii interpretando la solita recita dell’architetto depresso, incompreso, triste, sfruttato. E le solite cose che ci portano a pensare di essere gli unici ad avere la brillante idea di emigrare nella capitale del Regno Unito“, ricorda Fabio, che all’epoca non parlava neppure inglese.

Il suo primo lavoro è come commesso in negozio: gli serve per mantenersi, mentre perfeziona la lingua e cerca impiego come architetto. All’inizio è durissima, più volte rischia di lasciare perdere, ma “rimasi da subito colpito dalla realtà lavorativa britannica“, rammenta.

Invia ben 700 candidature a colloqui di lavoro in nove mesi: tanta perseveranza alla fine paga, perchè arriva lo stage in uno studio di architettuta. Per paradosso, essendo lo stage gratuito, Fabio si trova a dover svolgere due impieghi in contemporanea, per mantenersi, arrivando a stabilire un personale record di 82 ore di lavoro settimanali (!)

Tanto sacrificio si rivela vincente: una volta entrato nel settore dell’architettura, la carriera di Fabio prende il volo.

Lui però ha un avviso ben preciso per i colleghi che vogliono tentare il salto Oltremanica: “le cose a Londra stanno cambiando, Brexit o non Brexit“. E sconsiglia fortemente di puntare -lavorativamente- sulla capitale britannica. Anche per il costo elevatissimo della vita. Meglio deviare su altre città.

Ospite della puntata è Elena Re, del gruppo “Architetti Italiani in UK”: con Elena commentiamo la storia di Fabio, e approfondiamo il tema delle méte lavorative in UK per i giovani architetti.

Nella rubrica “Expats” torna Emanuela Verrecchia, con l’appuntamento mensile de “L’Ideogramma”: oggi focus sulle opportunità lavorative in Cina, viste dalla prospettiva dei responsabili delle risorse umane.

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***BREAKING: Solo due italiani su dieci pensano al rientro

In Fuga dei giovani on 2 dicembre 2016 at 10:37

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FONTE: ANSA. Poco piu’ del 20% degli italiani all’estero pensa al rientro “come un possibile esito futuro, anche a breve”, mentre il 31,5% e’ certo di non voler proprio tornare. E’ quanto emerge dal 50esimo rapporto sulla situazione sociale del Paese del Censis.

Il 62,7% considera stabile la propria presenza all’estero e intende continuare a vivere nel Paese di destinazione, il 6,2% e’ attivato per restare, il 22% non ha ancora progetti precisi.

Il 52,3% dei rispondenti si riconosce nell’affermazione che indica nell’Italia un Paese pieno di risorse, ma penalizzato dalla sua classe dirigente.