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Trecentoquattordicesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 30 gennaio 2016 at 09:00

Trecentoquattordicesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Torniamo in Silicon Valley, per una puntata ad alto grado di innovazione, con uno dei nostri giovani imprenditori che -proprio in California- hanno posto le basi per progetti dal respiro internazionale… creando ponti di “riconnessione” anche con l’Italia.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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La discussione di gennaio: “”Per l’università, internazionalizzazione e merito diventano le parole-chiave di una strategia di rilancio che passa anche dal ricambio e dallo svecchiamento della classe docente”. Questa una delle priorità politiche individuate dal Ministero dell’Istruzione nel 2016. Sarà la volta buona? Ci credete? Riusciremo ad avere finalmente atenei dove le baronie cederanno il passo all’attrazione dei cervelli?”

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.it  I migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

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Indagine ITalents sugli Emiliano-Romagnoli emigrati

In Fuga dei giovani on 27 gennaio 2016 at 09:00

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Tra le ultime indagini relative al mondo della nostra emigrazione professionale vi segnaliamo quella realizzata dall’associazione ITalents, focalizzata sugli emiliano-romagnoli emigrati all’estero.

TUTTE LE INFO CLICCANDO A QUESTO LINK

Di seguito una parte delle conclusioni dell’indagine:

 “Indagine conoscitiva sui talenti emiliano-romagnoli emigrati e sui talenti rientrati”

L’Italia è uno dei paesi con maggior riduzione del peso demografico delle nuove generazioni. Nelle regioni del Nord tale diminuzione, conseguenza della denatalità, è iniziata prima rispetto al resto del paese, impoverendo ora la fascia dei cittadini tra i 18 e i 29 anni. L’Emilia Romagna, nonostante una ripresa della natalità nel primo decennio del nuovo secolo (poi congelata dalla crisi), è una delle regioni italiane che hanno subito la maggior riduzione di giovani. Tanto per dare un’idea degli squilibri prodotti, in tale regione i 25enni (meno di 40 mila) non sono solo attualmente molto meno dei 50enni (attorno ai 75 mila) ma anche meno dei 75enni (47 mila).

Questo processo di “degiovanimento”, ovvero di riduzione quantitativa delle nuove generazioni, è solo in parte compensato dall’immigrazione ed è invece accentuato dai flussi, soprattutto di giovani altamente qualificati, migratori verso l’estero. A gennaio 2015, gli italiani residenti all’estero e partiti dall’Emilia Romagna erano circa 164 mila; e le partenze avvenute durante il 2014 pari a ben 7285 (dato in valore assoluto vicino a quelli di Piemonte e Lazio; solo in Lombardia, Sicilia e Veneto si sono superate le 8 mila partenze)”. […]

Una Manager in Kenya

In Storie di Talenti on 25 gennaio 2016 at 09:00

Sarei felice di raccontare la mia storia, e di incoraggiare altri giovani talenti a guardare all’Africa, come continente pieno di opportunità interessanti“: questo il biglietto da visita di Marta Paiar, giovane manager “under 40” al lavoro per l’operatore mobile Safaricom, in Kenya.

Marta, che si definisce “cittadina del mondo”, inizia i suoi studi in Italia, approfittando però fin da subito delle opportunità di scambi Leonardo ed Erasmus in Germania. Inizia così a costruirsi un curriculum interessante per le aziende.

Finito lo stage in Germania con il progetto Leonardo e laureatami, iniziai a lavorare nella più grande azienda di consulenza strategica tedesca, su progetti globali“, ricorda Marta. Il luogo di lavoro era Monaco di Baviera. E lei era l’unica non madrelingua in ufficio.

Due anni dopo il trasferimento a Francoforte, ancora nel settore della consulenza. Prima di tornare in Italia, nel 2007, per approdare nella multinazionale delle telecomunicazioni Vodafone. Da questo momento in poi si dipana il suo percorso internazionale: cinque anni dopo si sposta a Londra, dove rimarrà un paio d’anni. E scopre, contemporaneamente, il mondo dei Paesi emergenti, con tutte le loro potenzialità. “Potenzialità che in pochi avevano capito“, riflette oggi a posteriori: è così che -quando si apre l’opportunità giusta- Marta chiede il trasferimento a Safaricom, arrivando così in Kenya. Attualmente definisce e sviluppa prodotti tecnologici per le aziende, gestendo un team al 100% locale. Spesso viene invitata a conferenze internazionali sulla leadership.

Ospite della puntata è Mario Cardoni, direttore generale di Federmanager. Con lui commentiamo la storia di Marta, e allarghiamo lo sguardo alle opportunità per giovani manager, tra Italia ed estero.

Nella rubrica “Expats” andiamo in Germania, per raccontarvi la nuova testata giornalistica “Il Deutsch Italia”, nata per fare da ponte tra le due culture, italiana e tedesca. Raccontando -tra le altre cose- il mondo della nuova emigrazione professionale italiana, che ha in Berlino uno dei maggiori punti di approdo. Ai nostri microfoni Alessandro Brogani, direttore e fondatore de “Il Deutsch Italia”.

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Alla prossima puntata: sabato 30 gennaio, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24

Trecentotredicesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 23 gennaio 2016 at 09:00

Trecentotredicesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Africa e management: questo connubio è alla base della puntata odierna, con la storia di una giovane manager italiana di successo in Kenya. La quale ha scelto l’Africa come continente di approdo, dopo una carriera fortemente internazionale. E ne spiega ora l’ampio potenziale di crescita.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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Lettera di una “Esodata”

In Lettere e Proposte on 20 gennaio 2016 at 09:00

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Dopo la bella lettera di Nicola, “controesodato”, che abbiamo pubblicato la scorsa settimana, oggi vi facciamo partecipi di un’altra missiva che è giunta a fugadeitalenti@gmail.com , scritta stavolta da Elena, che l’Italia l’ha lasciata. Elena è attrice. Ci spiega perchè ha preso questa decisione, con tutte le difficoltà che questa ha anche comportato… e sta comportando, causa visti di permamenza Oltreoceano:

“E’ da un paio di mesi che ho scoperto il vostro blog, e immediatamente mi sono sentita connessa.

Mi presento, mi chiamo Elena, sono di Venezia e da 3 anni vivo a New York, cercando di fare l’attrice.

Per ora si procede facendo quello che si può ma, purtroppo, il Governo americano tenta in ogni modo di rimandare noi “talenti” a casa.
Me ne sono andata dall’Italia perché mi sentivo giudicata, osservata, non accettata per quello che invece qui a NY mi aiuta ogni giorno nel mio lavoro.
Dal modo in cui mi vesto, al mio aspetto fisico, ai miei modi “fuori dagli schemi”… a NY mi sono sempre sentita a casa: inoltre il mio apparire non aiuta di sicuro in Italia nel mondo dello spettacolo, il mio non avere contatti non sarebbe stato d’aiuto nemmeno.
Quindi NY era l’unica soluzione , poiché qui (ed e vero) tutti hanno una possibilità.
Il fatto però è che hai una possibilità limitata, poiché il Governo americano riduce il tuo tempo ogni giorno che passa, ed ora io mi trovo -pur con un curriculum decente- a dover cominciare a fare i conti con il fatto che la mia vita, che ho costruito con il sangue qui a Ny, può scomparire da un momento all’altro.
L’idea di tornare in Italia ovviamente non dispiace, e in fondo io spero in un futuro -non troppo lontano- in cui non sia necessario essere raccomandati per poter recitare in un buon film”.
ELENA

 

Un Manager Internazionale – U.S. based

In Storie di Talenti on 18 gennaio 2016 at 09:00

In Italia ho sempre lavorato, anche dopo l’Università un lavoro ce l’avevo, ma sinceramente non ero contento. Vedevo anzi che -con lo stipendio che ricevevo- non avrei mai potuto permettermi di viaggiare, o di comprare una casa decente, senza dover lasciare un mutuo da pagare ai miei figli“: questo il motivo che porta Fabio Megliani, 34enne manager dalla caratura internazionale, a fare le valigie.

Fabio sceglie la Facoltà di Comunicazione Internazionale, a Milano: percorso umanistico, che affina con una specialistica in Antropologia Culturale.

C’è chi definisce, a torto o ragione, le lauree umanistiche come una “fabbrica di disoccupati”. Ma Fabio non si scompone. Il segreto, per lui, è lavorare fin da studente, anche per pagarsi gli studi, in modo da crearsi un proprio percorso.

Infatti, quando si laurea, Fabio un lavoro ce l’ha già. Presso un’azienda grafica. Ma -alla lunga- le condizioni di lavoro e le prospettive non lo lasciano tranquillo. Si mette così alla ricerca di impiego all’estero: i primi feedbacks sono purtroppo demotivanti… fino a quando arriva l’occasione dalla Spagna.

Al termine di una lunga selezione Fabio viene assunto a Madrid, presso una multinazionale della logistica, dove scala rapidamente le posizioni interne. Fino a cambiare successivamente azienda ed approdare negli Stati Uniti, dopo un passaggio intermedio a Siviglia.

Ora Fabio dirige dagli USA la logistica nel Mediterraneo: “anche tornando in Italia, a parità di posizione e costo della vita, guadagnerei la metà“, riflette amaro.

Ospite della puntata è Francesco Paoletti, professore associato di Organizzazione Aziendale presso l’Università Milano Bicocca. Con lui commentiamo le prospettive professionali, per i laureati in ambito umanistico.

Nella rubrica “Expats” vi raccontiamo il lavoro che sta portando avanti da diversi mesi la giornalista Silvia Favasuli, che da Londra racconta le storie dei nuovi emigrati italiani, attraverso un canale online. Silvia traccia un identikit dei loro profili e delle loro storie.

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Trecentododicesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 16 gennaio 2016 at 09:00

Trecentododicesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Torniamo oggi a una dimensione assolutamente internazionale: quando un mondo globale ti porta a giocare su scala planetaria… questa volta nel settore manageriale.

Il dato che emerge, soprattutto, è ancora una volta quello delle differenze di opportunità tra Italia ed estero… rotta verso gli Stati Uniti.

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Lettera di un “Controesodato”

In Lettere e Proposte on 13 gennaio 2016 at 09:00

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Pubblichiamo con piacere la lettera del nostro lettore Nicola, uno delle migliaia di “controesodati” rientrati negli ultimi anni in Italia.

Un “epitaffio” doveroso, per una legge che ha cessato di esistere lo scorso 31 dicembre, anche se i suoi effetti proseguiranno per tutto il 2017, a favore di chi tornato nel Paese entro il 2015.

La lettera di Nicola:

“Ciao, scrivo per raccontare la mia storia di ex-espatriato, poi ritornato in Italia grazia alla legge Controesodo (238/2010). Per scelta sarò breve, pur fornendo tutti i dettagli della mia storia.

Nel 2005, in primavera, ero in procinto di terminare gli ultimi esami e iniziare a lavorare sulla tesi di laurea,  sento il forte bisogno di pianificare il mio futuro, di accrescere le mie competenze e la mia professionalità; insomma, volevo cucirmi addosso un inizio di carriera che mi avesse lasciato senza rimpianti e mi avesse portato mille soddisfazioni.

Ero un sognatore, ma ero anche molto pragmatico, per cui inizio ad approfondire seriamente lo studio della lingua inglese, sicuro che prima o poi mi sarebbe servita.

Nel 2006 mi laureo con 110 e lode in scienze statistiche ed economiche all’Università degli studi di Bari. Nello stesso periodo, la Regione Puglia diffonde il programma “bollenti spiriti” (poi diventato “ritorno al futuro”), che per sette anni ha finanziato migliaia di corsi di specializzazione (Master) in Italia e all’estero per altrettanti studenti. BINGO!

In pochi mesi conseguo il certificato TOEFL necessario alla presentazione di una domanda di ammissione ad un master nel Regno Unito, conseguo l’ammissione al master che avevo puntato (Medical Statistics) e riesco a risultare idoneo al finanziamento di “Bollenti Spiriti”. Non mi resta che fare la valigia e partire.

Nei 5 anni che seguono completo il master, proseguo gli studi con un Dottorato di ricerca nella stessa università Inglese (Leicester) e mi fermo a Birmingham per un altro anno come ricercatore.

A dicembre 2011, del tutto inaspettatamente, vengo contattato da un’azienda italiana che, dopo un breve periodo di conoscenza reciproca, mi propone un contratto di lavoro. Le considerazioni che faccio sono le seguenti:

–            È più facile andar via dell’Italia (in particolar modo dal meridione) che trovare lavoro, ancor più difficile è rientrare (disoccupazione giovanile altissima, salari poco competitivi, cultura d’azienda scarsa)

–            Tentar non nuoce (forse)

–            La legge 238/2010 (Controesodo) avrebbe compensato per qualche anno il gap salariale sfavorevole, oltre che la necessaria riqualificazione (sono passato dall’ambito statistico medico all’ambito statistico bancario).

Era arrivata l’ora di onorare quel patto etico firmato con la regione Puglia e tornare in patria.

Sono tornato in Italia ormai da quasi 4 anni, non è stata una scelta facile da attuare, ma sono contento di come sia andata.

Sono sempre stato convinto (ma questa era una scommessa) che il termine del beneficio fiscale (31/12/2015) della legge controesodo sarebbe stato allineato al vincolo (5 anni, per me fino a fine 2017), e in questi giorni l’approvazione della legge di stabilità 2016 penso che abbia determinato una vittoria (seppure provvisoria).

Ora non mi resta che attendere il decreto attuativo dell’Agenzia delle Entrate.

E’ stato un piacere condividere la mia storia di ex- espatriato, spero possa essere utile”.

NICOLA

La startupper che “traghetta” in UK…

In Storie di Talenti on 11 gennaio 2016 at 09:00

Arrivata a Londra nel marzo 2008, ho scoperto che non era assolutamente facile, come avevo pensato. Ho dovuto fare un percorso lungo due anni, prima di ottenere il mio primo lavoro remunerato, nel settore in cui ambivo“: questo l'”incipit” della storia di Teresa Pastena, 35enne startupper italiana in UK, attraverso il suo progetto “CV & Coffee”.

Teresa studia Relazioni Internazionali nella Penisola: nel 2007 spicca il salto in Francia, trasferendosi successivamente in Lussemburgo. Poi, un anno dopo, l’approdo a Londra: “mi sono subito resa conto di quanto fossi impreparata e poco skilled per il mercato del lavoro locale“, ricorda.

Il suo obiettivo è approdare nel settore no profit: tuttavia, i primi tirocini la portano altrove, prima di essere assunta al Financial Times. Subito dopo, l’opportunità con l’ong “Medici nel Mondo”. Qui si trova a vivere un vero e proprio paradosso, quando scopre che un part-time a Londra viene retribuito più di un “full time” a Milano, da dove -nel frattempo- le era giunta una offerta di rientro.

Lei non ci pensa due volte, e resta in UK: “a Londra per ogni posizione si compete in media contro 200 candidati. Questo rende la ricerca difficile“, riflette Teresa. La quale trasforma un vincolo in un’opportunità: tre anni e mezzo fa avvia la propria start-up, dedicata proprio alla consulenza su misura per giovani italiani alla ricerca di impiego Oltremanica.

Ospite della puntata è Enrico Cocchi, consulente del progetto “Primo Approdo”, organizzato dal Consolato Italiano a Londra. Con lui cerchiamo di capire cosa non sbagliare, per rendere l’emigrazione Oltremanica un successo.

Nella rubrica “Expats” nuova puntata de “L’Ideogramma”, il nostro osservatorio sulle opportunità in Cina. Emanuela Verrecchia oggi prova a guidarci nei lavori più richiesti in Estremo Oriente.

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Trecentoundicesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 9 gennaio 2016 at 09:00

Trecentoundicesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Una “cassetta degli attrezzi”, per orientarvi nel mercato del lavoro britannico: è quella che vi offriamo oggi, attraverso la storia che arriva da Oltremanica. E che riguarda molto da vicino il lavoro in UK…

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