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Tutti in Germania?

In Declino Italia on 29 gennaio 2014 at 09:00

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L’Italia è il Paese peggiore d’Europa, per chi perde lavoro: la denuncia arriva addirittura dalla Commissione Europea. Che nel Rapporto sull’Occupazione evidenzia come le possibilità di trovarne un altro entro l’anno siano tra il 14 e il 15%. Le più basse di tutti i 28 Paesi membri dell’Unione Europea. Quando si parla di mobilità e dinamismo del mercato del lavoro…!

Secondo lo stesso rapporto, oltre il 12% degli occupati nella Penisola non riesce a vivere del proprio stipendio. Peggio di noi, in questo caso, solo Romania e Grecia.

Un declino sociale costante, un’erosione che evidenzia -una volta di più- il fallimento strutturale di un Paese incapace di riformarsi. Incapace di costruire un progetto di futuro. Incapace di innovare. Buono solo a vivere di rendita e a “far passare la nottata”. Stavolta però, senza un vero di colpo di reni, la nottata non passerà.

Intanto i Paesi che le riforme le hanno fatto navigano senza troppi problemi nella crisi. E imbarcano i nostri migliori talenti: nel 2012 il numero degli immigrati in Germania ha raggiunto il livello più alto dal 1995: 1,08 milioni, contro i 960mila del 2011.

Indovinate chi è il quinto Paese di provenienza di questi immigrati? L’Italia, davanti a Spagna e Grecia. Dietro di noi solo Polonia, Romania, Bulgaria e Ungheria.

 

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+++FLASH: Istat / Cresce Emigrazione da Italia nel 2012+++

In Fuga dei giovani on 27 gennaio 2014 at 14:06

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FONTE: ANSA. Cresce l’emigrazione dall’Italia mentre e’ in calo l’immigrazione: nel 2012 – dice l’Istat nel Rapporto sulle migrazioni internazionali ed interne – si contano 106 mila cancellazioni per l’estero, con un incremento di 24 mila unita’ rispetto all’anno precedente. L’aumento delle emigrazioni e’ dovuto principalmente ai cittadini italiani, per i quali le cancellazioni passano da 50 mila nel 2011 a 68 mila unita’ nel 2012 (+36%). In aumento anche le cancellazioni di cittadini stranieri residenti, da 32 mila a 38 mila unita’ (+18%).

Un Economista in Costa d’Avorio

In Storie di Talenti on 27 gennaio 2014 at 09:00

Non ho alcun rimpianto per aver lasciato l’Italia, anzi suggerisco a molti di provare a studiare o lavorare all’estero per vari anni, aprendosi alla diversità di culture organizzative. Professionalmente non trovo grande interesse a tornare nella Penisola, un Paese che ha difficoltà a valorizzare i giovani, spesso chiuso in sè stesso“: si presenta così Emanuele Santi, 37enne economista al lavoro per la Banca Africana di Sviluppo, in Costa D’Avorio.

La storia di Emanuele è una storia -almeno inizialmente- come molte altre: la svolta arriva a 16 anni, quando la diagnosi di una malattia gli impedisce di proseguire nel sogno di una carriera nel basket. I genitori, per consolarlo dalla delusione, lo inviano un anno negli Stati Uniti a studiare. Da allora la sua vita cambia, per sempre.

All’università Emanuele sceglie Scienze Politiche, che “condisce” con un Erasmus a Vienna e un Master post-laurea a Bruges. La traiettoria internazionale è ormai segnata: per lui si aprono le porte della Banca Mondiale a Washington.

A Washington imparai a credere in me. Diversamente da un’Italia dove il rispetto si ottiene con il capello bianco, mi trovai in un mondo dove l’età contava poco. Le idee e la capacità di comunicarle erano tutto“, riflette lui a distanza di anni.

A fine 2007, dopo una carriera internazionale condita da un dottorato a Trieste in Politiche dello Sviluppo, Emanuele approda a Tunisi, con la Banca Africana. Dal Nord Africa, si sposta successivamente in Costa D’Avorio, dove assume la responsabilità della Banca nell’Africa Occidentale, nella posizione di “chief economist”. L’ultima tappa lo vede protagonista ad Abidjan.

L’Africa ti sbatte la sua realtà in faccia. Ti interpella, ti obbliga a dare risposta alle sue domande, ti regala ogni giorno la passione di migliorari e misurarti continuamente, per poter meglio lottare contro le ingiustizie del Continente“, conclude Emanuele.

Ospite della puntata è Caterina Valitutti, ex-compagna di università di Emanuele, nonchè professionista nel settore dello sviluppo e dell’assistenza umanitaria. Per lei anni di esperienze nella cooperazione mondiale, tra Messico, Niger e Sud Sudan. Poi il ritorno in Italia, dove -annota lei- “il mio curriculum internazionale è persino difficile da comprendere, e da apprezzare“. Non resta che emigrare un’altra volta, per poter lavorare al meglio? E’ così che l’Italia premia i giovani che optano per il Controesodo?

Nella rubrica “Expats” prima puntata dell’anno con le vostre lettere e riflessioni a “Giovani Talenti”: oggi ospitiamo la missiva del nostro ascoltatore Taro, che dipinge l’Italia come una “società antropologicamente tribale”, dove una salutare competizione per un posto di lavoro è talmente passata di moda, che abbiamo persino dimenticato come si scrive un semplice curriculum.

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La discussione di gennaio: Quanto considerate mediocre, anziana, poco istruita e legata a meccanismi prettamente relazionali e famigliari l’attuale classe dirigente italiana? E quanta parte di responsabilità ha -secondo voi- questa mediocrità nella fuga dei nostri migliori talenti all’estero? E’ giunto il momento di cambiare il modello di classe dirigente?

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

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Alla prossima puntata: sabato 1 febbraio, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Duecentodecima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 25 gennaio 2014 at 09:00

Duecentodecima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Oggi sbarchiamo in Africa, per raccontarvi la storia di un giovane economista, al lavoro in un’importante istituzione del Continente Nero. Il protagonista della puntata odierna vi approda, a corollario di una straordinaria carriera all’estero, che lo ha visto al lavoro anche negli USA.

Un altro dei nostri straordinari talenti sparsi per il mondo: un’altra risorsa che potrebbe -se tornasse- arricchire il nostro Paese, così in deficit di guida e direzione. Ma, in realtà, quanto è facile tornare a casa, soprattutto quando si è troppo qualificati per un Paese arretrato in termini di capitale umano qualificato quale l’Italia? Ne parliamo con la nostra ospite, che un percorso di rientro l’ha provato. Senza troppe soddisfazioni, però.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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Lettere di Addio

In Fuga dei giovani on 24 gennaio 2014 at 09:00

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Massimiliano e Flavia sono due giovani italiani che hanno creduto nel loro Paese. Massimiliano ha aperto la propria attività di restauratore di mobili antichi. Flavia ha scelto di impegnarsi nel mondo dell’insegnamento.

Entrambi hanno scritto -quasi in contemporanea- a “La Fuga dei Talenti”, per dire il loro addio alla Penisola. Ancora una volta, troppi sogni traditi, troppe promesse non mantenute. E l’Italia buona, quella di chi si impegna e si sacrifica tutti giorni, continua a fare le valigie.

Aumenta così -percentualmente- la componente parassitaria. Quell’Italia “maledetta”, mediocre e incapace, che minaccia di far affondare tutta la barca. Dopo aver obbligato all’espatrio gli italiani migliori.

Due lettere da leggere.

La lettera di Massimiliano:

“Ho 42 anni e da cinque faccio il restauratore di mobili antichi.

E’ iniziato tutto nel 2008, quando presi una decisione drastica: lasciai il posto fisso da impiegato e mi dedicai totalmente al restauro, passione che avevo da tanti anni e che ho sempre amato.

Aprii una partita iva e iniziai a lavorare, facendomi conoscere e cercando sempre di distinguermi per la qualità del lavoro. Nel restauro di un mobile antico c’è cultura, non si può restaurare senza conoscere cosa si restaura, il restauro va fatto con coscienza, parliamo di mobili costruiti in tempi molto lontani con tecniche e materiali  distinguibili da un secolo all’altro, tecniche che vanno rispettate e nel caso riprodotte se si vuole fare un buon lavoro. Vi posso garantire che tutto questo non accade quasi mai!!!

A metà 2013 ho dovuto chiudere la partita iva. Troppi costi di gestione e il redditometro mi hanno tagliato le gambe. Il mio sogno è sempre stato la ‘bottega’, un piccolo negozio/laboratorio dove poter vendere e restaurare mobili e oggetti antichi, ma come realizzarlo qui in Italia dopo l’esperienza appena fatta?

Non ho 20 anni, ma sono comunque determinato a lottare per non perdere tutto quello che ho imparato in tanti anni di studio e di lavoro. L’estero non mi spaventa, anzi, sinceramente non credo più in questo Paese, quindi sono stimolato dalla possibilità di altre esperienze”.

E-MAIL: lanarorestaura@yahoo.it

La lettera di Flavia:

Sono Flavia, giovane italiana under 40. Da 10 anni sono insegnante precaria nella scuola pubblica secondaria di I e II grado e parallelamente ho collaborato/collaboro con enti pubblici, musei, case editrici e associazioni culturali. Dal 2013, però, sono bloccata dalla burocrazia: italiana? No, ancor peggio da quella trentina (la “magnifica” Provincia Autonoma di Trento).
 
Sono nata a Trento nel 1976 e risiedo a Trento da allora. Nutrendo una grande passione per le discipline artistiche ho frequentato dapprima il Liceo Artistico a Verona (in quanto tale indirizzo di studi non era allora presente nel panorama formativo provinciale trentino), quindi l’Accademia di Belle Arti di Venezia (anche in questo caso per l’assenza nel panorama formativo provinciale trentino di un percorso formativo accademico), Corso di Pittura di Primo Livello (titolo conseguito nel 2003).
Nel triennio scolastico 2004-2007 ho iniziato a lavorare come supplente nelle scuole in Trentino. Ritenendo tuttavia indispensabile per un insegnamento di qualità ottenere l’abilitazione all’insegnamento, ovvero raggiungere competenze didattico-pedagogiche a quelle prettamente tecniche, ho deciso di frequentare il Corso Biennale Abilitante di Secondo Livello ad Indirizzo Didattico (COBASLID). Anche in questo caso per l’assenza di un corso di studi abilitante all’insegnamento in discipline artistiche in Trentino mi sono trasferita nuovamente a Venezia. Dopo l’esame di ammissione, gli esami, il tirocinio, nel 2007 ho sostenuto con esito positivo l’Esame di Stato.
Nello stesso anno 2007 non potendo presentare la richiesta d’inserimento nelle Graduatorie Provinciali per titoli in Trentino (quell’anno le graduatorie erano chiuse, a differenza del resto d’Italia) ho presentato domanda nelle Graduatorie Provinciali di Venezia. La scelta di Venezia è stata dettata dalla volontà di proseguire ancora gli studi contemporaneamente all’insegnamento. Infatti dal 2008 al 2011 ho frequentato il Corso di Pittura di Secondo Livello (titolo conseguito nel 2011).
Terminati gli studi nel 2011, non essendo possibile chiedere il trasferimento da Venezia a Trento, in quanto docente precaria (e non di ruolo), ho accettato tuttavia le condizioni imposte dalla normativa provinciale trentina che prevedeva per tutti i docenti precari (anche se già abilitati) l’obbligo di abbandonare la precedente posizione nelle Graduatorie per titoli di altra provincia (pena l’esclusione) consentendo solo l’iscrizione in Trentino in II fascia delle Graduatorie d’Istituto in attesa dell’imminente apertura delle Graduatorie Provinciali per titoli prevista per il 2013 (le graduatorie d’istituto sono per i docenti non abilitati e/o per gli abilitati in attesa di passare a breve nelle graduatorie per titoli). Nonostante tutto, ho atteso pazientemente il 2013.
Arrivato il 2013, la Giunta provinciale modifica improvvisamente il sistema di reclutamento dei docenti in Trentino con l’approvazione della Legge Finanziaria Provinciale 2013, approvata il 27 dicembre 2012, e afferma che: le Graduatorie Provinciali per titoli “hanno durata indeterminata e non sono più integrate e aggiornate, fatto salvo quanto disposto dai commi 2 quater e 2 quinquies.”
La Legge Finanziaria Provinciale 2013 appare così clamorosamente discriminante! La decisione del legislatore è del tutto inaspettata, imprevedibile, eccentrica! Irrazionale, arbitraria! Ad esempio: perché tra le varie eccezioni la legge non ha previsto una deroga anche per i docenti abilitati iscritti in II fascia delle Graduatorie d’Istituto e in attesa dal 2011 dell’apertura delle Graduatorie Provinciali per titoli prevista per il 2013?
La modifica al regolamento scolastico trentino del 2013 mette in evidenza l’effettiva “dimenticanza” da parte del legislatore di una minoranza di docenti abilitati condannata così in eterno nel limbo. Tradisce il legittimo affidamento del cittadino, del lavoratore nella sicurezza giuridica. Nega di fatto il diritto di lavoro a parità di formazione, esperienza e titoli.
 
Non avevo alternative, se non lasciare subito l’Italia presa dallo sconforto e dalla disperazione, nel mese di giugno 2013 ho presentato ricorso al TAR di Trento. In occasione della prima udienza di fase cautelare, il giudice ha ritenuto che “… nemmeno sembrano emergere esigenze cautelari intese ad evitare un imminente pregiudizio grave e irreparabile… ” (a luglio stavo ancora lavorando ma era evidente l’imminente stato di disoccupazione, da 10 anni – da sempre – i miei contratti di lavoro sono a tempo determinato – naturalmente sempre in qualità di docente nella scuola pubblica – e si alternano a licenziamenti senza giusta causa con periodi di disoccupazione in corrispondenza dell’inizio dell’anno scolastico) ma ha ritenuto “… indispensabile un adeguato approfondimento… ” rinviando la decisione. Ora attendo il giudizio della causa nel merito (l’udienza è fissata a fine mese).
 
L’unico mio pensiero di slancio verso il futuro? Espatriare all’estero il prima possibile! Ma come posso lasciare l’Italia senza maledire il mio passato?

 

HELPDESK Fuga dei Talenti – Le vostre Richieste / 2

In Fuga dei giovani on 23 gennaio 2014 at 09:00

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Nuova puntata del servizio “Helpdesk“, che abbiamo lanciato a inizio anno: continuano ad arrivare le vostre lettere di richiesta informazioni. A chi si trova all’estero: aiutiamo questi giovani a trovare le opportunità che cercano, facciamo network! Contattateli!

Oggi la lettera di Bruno, che cerca opportunità di lavoro nel piccolo Granducato di Lussemburgo. Qualcuno può dargli informazioni?

“Mi chiamo Bruno, e non sono più molto giovane, ahimè!

Ho 40 anni e da sempre (quasi 20 anni) lavoro nel settore assicurativo, come intermediario subagente. Ho svolto una carriera al contrario, nel senso che prima ho lavorato e poi ho conseguito una Laurea Trimestrale in Scienze Statistiche ad indirizzo finanza e assicurazioni, poi nel mese di novembre ho tentato di fare l’esame da attuario Junior.

Ho scritto “tentato”, perchè il giorno in cui l’esame era programmato il treno per Roma si è rotto facendomi arrivare con 2 ore di ritardo… Incredibile……….. specchio forse di questa nazione!

Attualmente mi sono rimesso a studiare il francese, visto che ho dei parenti Oltralpe e non partivo da zero.

Vorrei chiedere informazioni sul Lussemburgo, visto che mi sembra offra particolari sbocchi per l’attività assicurativa-bancaria-finanziaria, e sia di lingua franco-tedesca”.

Potete contattare Bruno a: bruno.loffredo1973@libero.it

—Nelle prossime settimane proseguiamo con la pubblicazione delle vostre lettere. Nel frattempo vi ricordiamo l’iniziativa:
Un’iniziativa pratica e concreta, per aiutare chi pensa di lasciare il Paese. E per aiutare una sana circolazione di informazioni utili all’espatrio.

-CERCHI INFORMAZIONI SU COME LASCIARE L’ITALIA?

SCRIVI UNA E-MAIL A fugadeitalenti@gmail.com , con la tua richiesta e una e-mail di riferimento. La pubblicheremo sul blog, chiedendo ai lettori de “La Fuga dei Talenti” all’estero di rispondere e aiutarti.

-HAI INFORMAZIONI UTILI DA OFFRIRE PER L’ESPATRIO?

(offerte di lavoro, info sui visti, info su corsi di formazione, ecc.)

SCRIVI UNA E-MAIL A fugadeitalenti@gmail.com , pubblicheremo il prima possibile la segnalazione sul blog “La Fuga dei Talenti, per facilitarne la diffusione tra i lettori. Offri il tuo “give back” ai giovani!

Pochi laureati. E sottoutilizzati. Il “crimine” dell’Italia

In Declino Italia on 22 gennaio 2014 at 09:00

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Oggi il nostro focus si concentra su quello che possiamo definire come lo “spread” nell’utilizzo del capitale umano, tra Italia e resto del mondo. Uno “spread” tanto più grave, se consideriamo l’evoluzione in corso a livello mondiale, con le economie avanzate che si stanno trasformando  rapidamente in “economie della conoscenza”, dove i fattori dell’innovazione e delle figure “high-skilled” saranno fondamentali, per poter sopravvivere e competere. Sotto questo profilo, l’Italia ha già accumulato ritardi spaventosi, come vedremo.

E’ vero, la disoccupazione resta alta: proprio domenica Eurostat ci ricordava come -tra disoccupati e scoraggiati- in Italia abbiamo un esercito di 6,15 milioni di persone che di fatto sono fuori dal mercato del lavoro. Quasi 3,3 milioni di loro addirittura per scelta, non credendo di poter trovare occasioni di impiego. Tre volte la media europea. Sono cifre gravissime.

Ma anche quando il lavoro c’è, come valorizziamo i giovani che hanno deciso di investire nella propria formazione,  a tutto beneficio del Paese e del suo sistema produttivo? I numeri sono scoraggianti:

-secondo una ricerca del professor Carlo Barone dell’Università di Trento, in uscita la prossima estate, il reddito mensile di chi si è laureato in Italia, ma lavora all’estero, oscilla tra i 1700 e i 2000 euro. Se guardiamo all’Italia, il Nord (teoricamente la parte “avanzata” e ricca del Paese) è già molto meno competitivo: qui un reddito analogo oscilla in una forchetta 1300-1500 euro. Passando al Sud Italia, il crollo è verticale: 1100-1350 euro.

Barone giustifica così, con i numeri nudi e crudi della busta paga, la progressiva migrazione in atto dei giovani professionisti: prima dal Sud al Nord del Paese, poi dal Nord all’estero. Rotte migratorie ormai chiare da almeno una decina d’anni.

E spiega così il fenomeno: “la domanda di laureati in Italia è debole, soprattutto in rapporto all’offerta di laureati. L’Italia non ha molti laureati in confronto ad altri Paesi europei, ma ne ha molti a confronto con l’arretratezza della propria struttura produttiva“.

-sullo stesso tema, a “Giovani Talenti” è intervenuto la scorsa settimana l’economista della Banca d’Italia Andrea Brandolini, il massimo esperto in Via Nazionale delle politiche relative al capitale umano.

Brandolini ci ha portato alcuni dati. Inequivocabili:

– L’Italia ha una quota di laureati tra le più basse dell’Area Ocse (15% Italia vs. 31% Ocse).
– Un laureato su due in Italia è sottoinquadrato, al primo impiego.
– In Italia il salario medio mensile è di 1660 euro, contro i 1840 di Francia e Germania, mentre in UK sfiora i 2000 euro (dati 2010).
– E’ maggiore la quantità di giovani italiani che espatria, rispetto a coloro che arrivano nella Penisola.
– La quota di stranieri laureati che arrivano in Italia è pari al 13% (25-54 anni): in Germania è il 23%, in Spagna il 25%, in Francia il 28%, in UK il 38%.

Per ascoltare l’intervista ad Andrea Brandolini clicca a questo link

FdT allo “Young Crew Cocktail” – Stasera a Milano

In Fuga dei giovani on 21 gennaio 2014 at 09:00

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Torniamo -dopo qualche mese- a raccontare storie di giovani talenti espatriati, dettagliando anche i dati che segnano il fenomeno: ripartiamo da Milano, con lo “Young Crew Cocktail” della IPMA. Stasera, C U there!

Martedì 21 Gennaio alle ore 19.10

presso FIAT LOUNGE

Via Tocqueville 3 – Milano

 si terrà il primo Young Crew Cocktail dell’anno che affronterà il dibattito:

 ITALIA, UN PAESE AL BIVIO:

Restare o emigrare?

Con la partecipazione di:
SERGIO NAVA, Giornalista di Radio24 e conduttore di “Giovani Talenti”

 Perché restare e perché partire: molti giovani cercano lavoro all’estero dove le loro capacità possano essere riconosciute; altri, nonostante le criticità, non abbandonano il loro Paese. Vi aspettiamo per discutere con voi questi temi, conoscere le vostre opinioni, le vostre esperienze e per prendere coscienza di ciò che sta accadendo all’Italia e a una generazione di “giovani talenti in fuga”.

L’incontro è aperto a tutti, per cui è possibile diffondere l’invito ad amici, colleghi o quanti possano essere interessati.

Per necessità di carattere organizzativo vi chiediamo di registrarvi al link: http://yccocktail2014mi.eventbrite.com

Vi aspettiamo!!

IPMA Young Crew Italy

 YCC

Sogni la Ricerca? C’è la Svizzera

In Storie di Talenti on 20 gennaio 2014 at 09:00

“Sono partita con quella tristezza di chi sa che non tornerà mai piu’, litigando con un Paese che mi aveva premiata piu’ volte, ma che evidentemente non mi voleva. Mi son vista come tutti i prodotti “made in Italy”, preparati all’eccellenza per essere venduti a consumatori esteri… che sanno come sfruttarli e valorizzarli”.

Storia di Sonia Pin, 32enne ricercatrice chimica in forza al Paul Sherrer Institut di Zurigo: alle spalle, una laurea a pieni voti all’università di Pavia, condita da un doppio dottorato (italiano e francese), tra la Lombardia e Grenoble. “Mi avevano spiegato che per esaudire il mio sogno di bambina, fare ricerca, dovevo dimostrare cio’ che valevo. Non ho perso tempo e ho cominciato a darmi da fare, subito”, ricorda Sonia.

Al termine del dottorato Sonia torna in Italia, dove prova a reinvestire con energia tutto quanto appreso negli anni della formazione estera: ad attenderla trova però solo il deserto. E la desolazione. Scarsi finanziamenti, posti col contagocce. E la solita -maledetta- “logica della fila”: “la condizione era : non lasciare mai il tuo posto in fila. O perdi il turno”.

Alla fine di due anni di lavoro precario, Sonia capisce che il suo contratto non sarà più rinnovato. Fine dei sogni. E’ in questo momento, nell’ottobre 2010, che prende il treno per la Svizzera. Dove l’attende il miglior istituto federale di ricerca della Confederazione.

L’accoglienza che trova racchiude l’intero senso -davvero amaro- della storia: “Il direttore del mio Istituto, dopo un colloquio durato otto ore in cui « dovevo dimostrare di meritare davvero il posto che stavo chiedendo», mi ha detto: « dovrei ringraziare l’Italia per averla mandata qui. Così come tanti altri suoi colleghi. La Svizzera ha bisogno di persone come lei». Mi sono chiesta piu’ volte per quale motivo la Svizzera avesse bisogno di noi, mentre l’Italia riteneva che fossimo sempre troppo vecchi, con troppa poca esperienza, troppo inadatti”.

Ospite della puntata è Antonio Bonatesta, segretario generale di Adi (Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani), con il quale commentiamo la storia di Sonia, per poi allargare lo sguardo alle opportunità che un giovane aspirante ricercatore può trovare -oggi- in Italia. E’ ancora il “deserto”? La fuga resta l’unica soluzione possibile?

Nella rubrica “Expats” torniamo agli albori dello studio del fenomeno della “fuga dei cervelli/talenti”: alla fine degli anni ’90 un sito web -pioniere della prima era Internet- cominciò a raccontare storie legate a uesto tema. Quanto si è evoluto negli anni il problema? Con noi Massimo Dallaglio, direttore di “Mollo Tutto”.

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Alla prossima puntata: sabato 25 gennaio, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Duecentonona puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 18 gennaio 2014 at 09:00

Duecentonona puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

La ricerca torna al centro delle nostre puntate: oggi la storia di una giovane chimica, emigrata fino in Svizzera per poter lavorare al meglio delle proprie possibilità. Nel migliore istituto federale. In Italia solo delusioni e frustrazioni, vissute costantemente sul filo della precarietà. Una giovane di talento, che aveva un solo sogno nella vita: diventare scienziata. L’Italia è ancora un Paese dove un giovane ha il diritto di sognare?

Cogliamo l’occasione al volo, per andare a indagare l’universo dei nostri giovani dottorandi, spesso sulle barricate per chiedere anch’essi un futuro, in uno dei Paesi più ostili alla ricerca… che l’Europa conosca.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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