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In Fuga dal Vuoto

In Fuga dei giovani on 30 aprile 2014 at 09:00

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Ho trovato molto interessante lo studio recente dell’Osservatorio Istud. Che propone -questa la novità- un’analisi comparativa delle motivazioni che portano i giovani ad emigrare. Le risposte sono state raccolte fra oltre tremila giovani europei, americani ed asiatici.

I risultati:

oltre quattro laureati italiani su dieci preferirebbero trasferirsi, più dell’80% reputa «povere» o addirittura «poverissime» le opportunità professionali offerte dalle imprese di casa propria;

-se in Germania o negli Stati Uniti le esperienze internazionali sono viste come opportunità di formazione, in Italia più del 20% degli under 30 identifica con la fuga la sua unica chance di trovare lavoro;

solo il 3% dei laureati italiani considera «molte buone» le offerte di impiego nella Penisola, contro il 26,1% dei grandi Paesi occidentali, e -addirittura- il 40,6% dei Bric.

-un under 30 qualificato di Pechino o Brasilia è 13 volte più ottimista sul proprio futuro, rispetto a un coetaneo di Milano o Roma.

A far la differenza nell’espatrio -infine- non è il dove, ma il perché: se i giovani mondiali partono nel segno di una «futuro migliore», gli italiani si limitano alla fuga da un «presente peggiore”…

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“Giovani Talenti in Europa 2014” – I Vincitori

In Giovani Italians on 28 aprile 2014 at 10:00

Partiranno questo autunno con destinazione Strasburgo i quattro vincitori di “Giovani Talenti in Europa 2014“, l’iniziativa di Radio 24 (in collaborazione con l’Ufficio di Informazione del Parlamento Europeo di Milano), che ha raccolto le proposte degli ascoltatori “under 30” per una nuova Garanzia Giovani UE.

L’iniziativa è stata legata al programma radiofonico “Giovani Talenti”, il primo dedicato alla nuova emigrazione professionale dall’Italia – in onda ogni sabato alle 13.30.

I quattro vincitori, tre uomini e una donna, presenteranno le proprie proposte agli europarlamentari italiani, che incontreranno nel corso della visita al Parlamento Europeo.

Questi i loro nomi (tutti e quattro sono vincitori ex-aequo):

Francesco Zitelli, con la proposta: “Organizzare trimestri di formazione “europea”: si studia la lingua, si fa formazione, e si affrontano colloqui di lavoro. Alloggio in studentati, stile Goethe Institut“;

Chiara Italiano, con la proposta: “Utilizzo di territori e beni confiscati alle mafie e agli altri tipi di criminalità per attività di Garanzia Giovani coordinati a livello europeo“;

Giovanni Menegalli, con la proposta: “Breve stage tecnico-professionale all’estero in un Paese europeo, per gli studenti degli istituti superiori, allo scopo di uniformare la formazione dei giovani europei“;

Sebastiano Barbieri, con la proposta: “Individuare parametri, in base ai quali dare bonus alle imprese che offrono stage di lavoro a studenti non laureati, e che offrono validi apprendistati ai giovani lavoratori“.

Maggiori info cliccando a questo link

Duecentoventitreesima e Duecentoventiquattresima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 26 aprile 2014 at 09:00

Duecentoventitreesima e Duecentoventiquattresima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Oggi, sabato 26 aprile (puntata n. 223), e sabato 3 maggio (puntata n. 224), potrete riascoltare le migliori interviste andate in onda da Strasburgo negli ultimi due anni, in una prosecuzione ideale della puntata speciale dello scorso 19 aprile, che ha concluso l’iniziativa “Giovani Talenti in Europa 2014“.

—ATTENZIONE!: Oggi annunceremo i nomi dei quattro vincitori dell’iniziativa, con le relative proposte di “Garanzia Giovani”, grazie alle quali potranno viaggiare a Strasburgo in una delle prossime sessioni plenarie autunnali del Parlamento Europeo.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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La discussione di aprile: Il premier più giovane nella storia guida un Governo di “under 50″: l’occasione per una svolta generazionale, nella Penisola? Se sì, quali sono le vostre richieste al nuovo esecutivo, per non emigrare all’estero… o -meglio ancora- per progettare un ritorno in Italia? Inviate poche -concrete- proposte, da girare al Governo”.

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

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Sette giovani su dieci guardano oltreconfine

In Fuga dei giovani on 23 aprile 2014 at 12:00

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Racconta l’indagine Genworth sulla vulnerabilità finanziaria, che il 70% degli italiani “under 25” è disposto a cercare un lavoro all’estero. In Francia, Paese che naviga anch’esso in acque sempre più difficili, la percentuale scende al 44%.

Il 56% di coloro che hanno tra i 25 e i 44 anni -in Italia- dichiara di trovarsi in una situazione peggiore, rispetto a quella dei propri genitori (alla stessa età).

E’ da qui che occorre ripartire: nel ridare fiducia e prospettive concrete a una fetta di popolazione, che costituisce il futuro del Paese.

Non bastano leggi o decreti: serve uno sforzo collettivo del sistema-Paese, che deve autoriformarsi.

Statistiche così sono divenute ormai un leitmotiv… che stanca anche i più tenaci nel raccontarle.

Storie di Talenti in Europa – Strasburgo 2014

In Storie di Talenti on 21 aprile 2014 at 09:00

Puntata speciale di “Giovani Talenti”, che torna -per il terzo anno- all’Europarlamento di Strasburgo, con una tavola rotonda fra giovani professionisti italiani espatriati nel cuore dell’Europa.

Oggi il nostro “parterre” comprende quattro giovani al lavoro sia nelle istituzioni UE o europee (Parlamento Europeo e Consiglio d’Europa), sia nel settore della ricerca.

A Strasburgo “Giovani Talenti” incontra:

Stefano Montanari, 39 anni, capo della comunicazione del Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa;

Giacomo Fassina, 28 anni, assistente nel Gabinetto del Presidente del Parlamento Europeo;

Francesca Lazzaroni, 36 anni, assistente all’Europarlamento;

-Marco Cecchini, 38 anni, direttore di un laboratorio di ricerca all’Università di Strasburgo.

Ospite insieme a loro, per commentare la nuova emigrazione professionale verso l’Europa, e valutare quanto l’UE rappresenti ancora un polo di attrazione  per i nostri giovani talenti, è Bruno Marasà, direttore dell’Ufficio a Milano del Parlamento Europeo.

Si chiude con questa puntata l’iniziativa “Giovani Talenti in Europa”, grazie alla quale quattro ascoltatori  “under 30″ del programma viaggeranno a Strasburgo questo autunno, per presentare agli eurodeputati le proprie proposte a favore di una nuova “Garanzia Giovani” europea.

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Alla prossima puntata: sabato 26 aprile, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

 

Duecentoventiduesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 19 aprile 2014 at 09:00

Duecentoventiduesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Nuova puntata speciale, oggi: “Giovani Talenti” torna a trasmettere -per il terzo anno consecutivo- dagli studi del Parlamento Europeo di Strasburgo, con una tavola rotonda che vedrà protagonisti quattro giovani espatriati, al lavoro tra Bruxelles e la capitale alsaziana.

Quali opportunità ci sono in Europa, professionalmente? Nelle istituzioni, come nella ricerca? Quattro testimonianze, quattro percorsi professionali, quattro storie di uscita dall’Italia, per potersi garantire un futuro… forniranno la risposta a queste domande.

Oggi si chiude l’iniziativa “Giovani Talenti in Europa 2014”: ultima possibilità per inviare le vostre proposte e staccare quattro biglietti per una visita alla sessione plenaria dell’Europarlamento in autunno, portando le vostre proposte ai deputati europei per una nuova “Garanzia Giovani”.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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Ignoranti e Declinanti

In Declino Italia on 16 aprile 2014 at 09:00

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Gli asini. Come sempre, non ci facciamo mai mancare niente. Se l’Italia è un Paese in difficoltà, sul bilico del declino, lo si deve anche al suo scarso livello di istruzione.

Gli ultimi dati Eurostat confermano come un Paese ignorante non possa avere molta strada davanti: nell’UE siamo ultimi -sottolineo, ultimi– per percentuale di laureati.

Tra l’altro lo siamo in una fascia giovane, quella dei 30-34enni (se allargassimo lo sguardo al complesso della popolazione, ci sarebbe solo da piangere…): nella Penisola solo il 22,4% dei giovani in questa fascia possiede un titolo di studio superiore.

Se guardiamo indietro di 12 anni, Paesi come Romania, Malta, Slovacchia, Repubblica Ceca e Portogallo, all’epoca meno “istruiti” di noi… ora ci superano.

Senza contare Paesi come Irlanda, Lussemburgo, Lituania, Svezia, Cipro e Gran Bretagna, dove più di un trentenne su due -o quasi un trentenne su due- è laureato.

Sorry, non è ne vuole essere un discorso classista. Se la laurea e l’istruzione superiore fossero un semplice orpello da appendere in bacheca, saremmo i primi a dire “who cares?“.

Ma la sottile linea tra Paesi vincitori e perdenti, nel presente e sempre più nel futuro, si misurerà su questo parametro. Rischiamo di pagare a caro prezzo una “sottocultura” tutta italiana, che ha privilegiato l’ignoranza della popolazione al “sapere”. Ovvio, una popolazione ignorante è più facilmente controllabile. Ma così facendo abbiamo ipotecato il futuro. Thanks a lot.

Di fronte a dati come questi cadono le braccia

Lavorare nel Terzo Settore in UK

In Storie di Talenti on 14 aprile 2014 at 09:00

A Londra i processi di selezione sono trasparenti, le possibilità di crescita esistono e sono piuttosto rapide. A 29 anni sono competitiva, lavoro con colleghi della mia età – il mio capo ha solo 34 anni, e una posizione molto alta nell’organizzazione. Mi dispiace per l’Italia, mi dispiace che ce ne siamo andati tutti, che pochi vedano prospettive di ritorno. Nè credo che qualcuno di noi tornerà presto!“: biglietto da visita eloquente, quello di Chiara Butti, 29enne International Officer presso il National Council for Voluntary Organisations, la maggiore associazione-ombrello di organizzazioni del Terzo Settore Oltremanica.

Chiara si laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche: a quel punto decide di non perdere tempo, iniziando a viaggiare – la sua vera, grande passione. La prima tappa in Palestina, dove vive quasi un anno tra Betlemme e Gerusalemme. L’obiettivo è acquisire forti conoscenze sull’area, per potersi rendere competitiva professionalmente sul mercato italiano.

Intanto Chiara si candida a un Master in Politica Mediorientale a Londra: viene accettata, così parte per la capitale britannica. Oltremanica vivrà un periodo estremamente duro, con giornate piene – tra studio e lavori serali o nel weekend per mantenersi. Ce la fa, ma quando conclude il Master l’Europa è già piegata dalla crisi economica. Pochissime, le opportunità di impiego.

Chiara non si scoraggia: trova uno stage all’agenzia Undp in Libano, mentre invia curricula -senza praticamente ricevere risposta- alle Ong italiane. Sempre in Libano trova lavoro presso una Ong locale, a condizioni buone. Alla fine decide però di tornare in Italia, cercando lavoro qui: i primi mesi nella sua Toscana trascorrono segnati da una profonda frustrazione. Sembra sempre che occorra “conoscere qualcuno”, per poter avere un lavoro nella Penisola.

Dopo quasi un anno le offerte arrivano: su tre, una proviene addirittura da un’Ong italiana. La condizione, però, è tornare nuovamente in Libano. Chiara parte: concluso il contratto, e considerata l’impossibilità di lavorare in Italia -o in Europa- per un’associazione del Terzo Settore della Penisola, accetta la proposta della Ncvo inglese. Si trasferisce così nuovamente a Londra, ultima tappa -per ora- del suo lungo viaggio tra Europa e bacino del Mediterraneo. “Qui vivo in un Paese liberale e all’avanguardia. Avrei preferito l’Italia, ma sono molto disillusa“, riflette Chiara.

Ospite della puntata è Alessandra Zagli, dell’agenzia di sviluppo e cooperazione Lama. Con lei allarghiamo la prospettiva a come poter “innovare” anche in Italia il settore delle Ong, rendendolo più “trasparente”.

Nella rubrica “Expats” ci spostiamo fino in Australia, per raccontarvi l’interessante esperimento di Nomit-Italiani a Melbourne, associazione che si sta contraddistinguendo per il forte attivismo nell’assistenza alla marea montante di giovani italiani che tentano la sorte professionale agli antipodi. Ne parliamo con Francesca Valdinoci, segretario di Nomit.

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Duecentoventunesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 12 aprile 2014 at 09:00

Duecentoventunesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Torniamo ad occuparci di un settore, quello della cooperazione internazionale, che rappresenta spesso una “no entry zone” per i giovani interessati a lavorare presso le Ong, soprattutto in Italia.

Voliamo fino in Gran Bretagna, per ascoltare la storia di una giovane italiana al lavoro presso la maggiore associazione di Ong inglesi. Lavorare nella Penisola, nell’ambito della cooperazione? Praticamente impossibile, secondo lei.

Vi ricordiamo che prosegue l’iniziativa “Giovani Talenti in Europa”: per quattro ascoltatori la possibilità di aggiudicarsi un viaggio all’Europarlamento di Strasburgo: CLICCA QUI PER PARTECIPARE!

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In Fuga dei giovani on 9 aprile 2014 at 09:00

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Ho ricevuto via Twitter la segnalazione di questo decalogo relativo al perché gli italiani lascino la Penisola per trasferirsi all’estero.

Lo ha redatto Massimo Sibilio, MD Consultant Ophthalmic Surgeon a Londra, nonchè blogger per “Il Fatto Quotidiano”.

Un solo aggettivo: “illuminante” – cliccate qui per leggerlo nella sua versione originale:

—PERCHE’ HO LASCIATO L’ITALIA—

1. Perché se mi comporto onestamente sono un fesso.

2. Perché ho bisogno delle raccomandazioni per fare. Tutto, tutto quello che mi spetta di diritto e senza raccomandazione.

3. Perché  se voglio lavorare bene sono visto male, perché ingolfo tutti gli altri, e se possono ti fanno da parte e se non possono cercano di eliminarti.

4. Perché negli ultimi 20 ( e dico venti) anni non sono riuscito a partecipare ad un concorso pubblico dove non si conoscesse già il vincitore. E perché nessuno si chiede come mai per alcuni posti non si facciano proprio, i concorsi.

5. Perché non si è mai tenuto conto di tutto quello che avevo fatto.

6. Perché si pensa sempre che siccome sei un professionista non hai bisogno di soldi (mai capita ‘sta cosa), e quindi ti pagano dopo sei mesi. O comunque ti pagano dopo sei mesi e se c’è qualche problema amministrativo non ti pagano affatto e danno per scontato che tu lo debba accettare.

7. Perché molti “manager” sono incompetenti piazzati da qualche loro amico politico ancora più ignorante.

8. Perché ho visto emeriti idioti ottenere ciò per cui io sto ancora faticando, solo perché conoscevano la persona giusta o hanno portato la borsa alla persona giusta, o hanno pagato la persona giusta, o hanno minacciato la persona giusta, oppure sono loro stessi la persona giusta, una volta tanto.

9. Perché molti di quelli che si lamentavano e predicavano di stare nelle tue stesse condizioni si sono rivelati essere i primi a volerti fregare.E ti hanno fregato senza un minimo di lealtà, voltandoti le spalle e prendendoti anche in giro.

10. Perché forse sono veramente un fesso ma anche riconoscere questo è stata una conquista che non devo a nessuno.