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+Buon Natale – Let’s gear up for 2014+

In Lettere e Proposte on 25 dicembre 2013 at 09:00

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AUGURI di Buon Natale e Buon 2014 dalla “Fuga dei Talenti”, che va un po’ in vacanza (salvo news su cui vi terremo aggiornati)!

In chiusura d’anno citiamo l’importante incontro della scorsa settimana a Nola, MeeTalents: un evento che -di anno in anno- cresce e attira sempre più attenzione, incentivando occasioni di confronto su come rendere l’Italia un Paese di “circolazione dei talenti“.

Intervenendo via video a MeeTalents, il premier Enrico Letta ha affermato: “la legge “Controesodo” funziona, e’ un “messaggio molto forte” per i “tanti giovani italiani che sono andati via con un biglietto di sola andata” , che il Governo “intende rilanciare”. “L’Italia si interessa di questi giovani, c’e’ un tentativo affinche’ possano sviluppare il loro talento anche in Italia”.

Vogliamo prendere questo come un impegno. Per un 2014 diverso.

Per chi non avesse potuto partecipare a MeeTalents, su questo link potete collegarvi e leggere l’interessante Storify messo a punto da Luca Perugini.

Ma, come sempre, ciò che rende unici i mlioni di giovani italiani all’estero sono le loro storie. Storie che potete leggere con calma, in queste vacanze di fine anno, collegandovi al sito degli organizzatori di MeeTalents. “Food for thought”, per un 2014 con cambio di marcia.

TANTI AUGURI… KPNTOUCH!!!

 

“Giovani Talenti” – Trilogia delle Feste

In Fuga dei giovani on 21 dicembre 2013 at 09:00

Natale, Capodanno, Epifania: “Giovani Talenti” ha preparato un tris di puntate speciali, per tenervi compagnia nelle settimane che concludono il 2013, e avviano le celebrazioni per l’arrivo del 2014:

PUNTATA 205Sabato 21 dicembreTra Cina e Usa. Ascoltiamo le storie di Valentina Preti, architetto 30enne emigrata a Shanghai, e Moira Lo Bianco, pianista 28enne attualmente a Boston. Approfondiamo il tema della fuga dei talenti all’estero con la tesi di laurea di Massimiliano Musolino;

PUNTATA 206Sabato 28 dicembreRitorno a Strasburgo. In onda la puntata speciale che “Giovani Talenti” ha registrato nel cuore dell’Europa, insieme a quattro giovani italiani al lavoro nell’UE. Riascoltiamo anche un estratto dell’intervista al Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, nella quale invita i baroni universitari “over 70″ ad andare in pensione, lasciando il posto ai giovani;

PUNTATA 207Sabato 4 gennaioTra Berlino e Londra. Ascoltiamo le storie di Marco Vismara, 28enne imprenditore startupper a Berlino, e di Edoardo Briola, 25enne Assistant Brand Manager a Londra. Torniamo ad approfondire il tema della fuga dei talenti con un’altra tesi di laurea dedicata: quella di Giacomo Cotignano.

“GIOVANI TALENTI” AUGURA AI SUOI ASCOLTATORI IN ITALIA E ALL’ESTERO BUONE FESTE!

—We’re back on 11th January—

 

“Il suicidio migratorio dell’Italia”

In Fuga dei giovani on 20 dicembre 2013 at 09:00

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Il sito spagnolo Elconfidencial dedica un’analisi approfondita alla nuova emigrazione professionale dall’Italia, mal bilanciata da un’immigrazione scarsamente qualificata, con un’intervista all’autore di questo blog.

Un estratto dall’intervista a ElConfidencial:

“Sergio Nava, periodista de Radio24, dirige en esta emisora el programa Giovani talenti (Jóvenes talentos), dedicado a dar voz a los italianos de menos de 40 años convertidos en emigrantes a la fuerza. Asegura Nava que las cifras oficiales se quedan cortas y que son alrededor de 150.000 los ciudadanos transalpinos que dejan cada año el país en busca de trabajo. “Tenemos una economía vieja, relacional y con poca libertad de mercado, en la que no funciona la meritocracia”” […]

CLICCA QUI PER IL LINK ALL’ARTICOLO (IN SPAGNOLO)

+MeeTalents 2013 – Oggi e Domani a Nola+

In Fuga dei giovani on 19 dicembre 2013 at 09:00

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Entra nel vivo “MeeTalents 2013”, il più importante evento-convegno italiano sulla mobilità dei giovani e il rientro dei talenti nella Penisola.

Oggi e domani all’Interporto Campano di Nola, in provincia di Napoli, l’appuntamento più atteso: tra gli ospiti, il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini, il presidente dell’Ice Riccardo Monti, gli ideatori dei siti web dedicati alla nuova migrazione giovanile, i responsabili regionali delle iniziative di controesodo, e i parlamentari promotori delle leggi e proposte di legge sul tema.

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“Primo Approdo” in UK – Un esempio da seguire

In Fuga dei giovani on 18 dicembre 2013 at 09:00

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Mentre nuovi sondaggi evidenziano il persistere di una voglia di fuga dall’Italia (l’ultimo, del gruppo Zurich, segnala che il 30% dei connazionali -soprattutto under 35– sarebbe disposto ad emigrare per sfuggire alla disoccupazione),  e nuove statistiche  spiegano buona parte dei motivi della fuga (secondo Eurostat, l‘Italia è uno dei Paesi UE con la più scarsa mobilità generazionale per livello d’istruzione – se i genitori hanno ricevuto un’educazione elementare, un figlio su due manterrà un titolo di studio basso), vogliamo oggi segnalarvi una “best practice” lanciata dal Consolato Generale d’Italia a Londra.

Già, proprio Londra, forse la città europea maggiormente presa d’assalto da migliaia di giovani italiani in fuga: l’ambasciatore Pasquale Terracciano ha recentemente lanciato l’iniziativa “Primo Approdo“, progetto-pilota di orientamento per i giovani “under 35” appena sbarcati Oltremanica.

Attraverso un ciclo di incontri tematici dedicati a lavoro, fisco, assistenza sanitaria, formazione e università, questioni legali, il Consolato fornirà assistenza pratica a tutti i nuovi arrivati, per orientarli in una città dalle grandi opportunità, ma -allo stesso tempo- estremamente competitiva.

Lo stesso ambasciatore ha notato come il flusso di arrivi italiani a Londra registri dal 2011 un incremento del 40% all’anno. “Il 90% dei nuovi arrivi“, secondo Terracciano, “4039 in sei mesi, ha tra i 18 e i 44 anni“. Si tratta, lo ricordiamo, di cifre ufficiali sulla base delle iscrizioni Aire. E’ facile stimare come siano enormemente superiori gli ingressi ufficiosi. Terracciano non nasconde il fatto che “l’emergenza della disoccupazione giovanile in Italia costituisce una spinta notevole alla grande quantità di arrivi“.

Inquieta infine il dato relativo al grado di formazione dei nuovi “expats” italiani a Londra: ben il 57% di loro sono almeno laureati.

Di seguito il link alla pagina del progetto “Primo Approdo”: nella speranza che anche altri Consolati approntino il prima possibile iniziative simili, espandendo così i servizi di assistenza verso questo nuovo “esodo professionale” dalla Penisola.

CLICCA QUI PER IL COLLEGAMENTO ALLA PAGINA DEL CONSOLATO GENERALE, DEDICATA AL PROGETTO “PRIMO APPRODO”

 

 

 

“Controesodati” in calo: quasi la metà nel 2012

In Fuga dei giovani on 17 dicembre 2013 at 09:00

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Due anni dopo il varo ufficiale, la Legge Controesodo, che fornisce incentivi fiscali ai giovani “under 40” che rientrano in Italia dall’estero, vede un dimezzamento dei beneficiari, secondo i dati che “Giovani Talenti” è in grado di fornire.

Dai 3838 del 2011, ai 2087 del 2012. In drastico calo le donne, che due anni fa avevano rappresentato la maggioranza – tengono invece gli uomini. 

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIU’

LEGGI L’ARTICOLO SU “IL SOLE 24 ORE” DEL 16 DICEMBRE, CON TUTTI I DATI E GLI APPROFONDIMENTI

Una Giornalista a New York

In Storie di Talenti on 16 dicembre 2013 at 09:00

“In ufficio da me, uno dei miei capi ha 22 anni. Non è ancora laureato, ma è a tutti gli effetti un capo, sia per talento che per affidabilità, e la sua giovane età non entra neanche in questione, se consideriamo il modo in cui il resto dell’ufficio si relaziona a lui. Qui non ha importanza chi sei, quanti anni hai, e in una certa misura non importa nemmeno da dove vieni (ammesso che tu abbia tutte le carte in regola per lavorare legalmente): se sei capace, puoi fare. E non è che te lo lascino fare con lo sguardo paterno, con quell’attitudine di chi stuzzica un bambino a giocare con le costruzioni, e si esalta quando il piccolo ne assembla alcuni per formare una casetta. No: qua i mattoni da usare sono veri, come le cose che devi costruire. Altrimenti avanti un altro”.

La “meritocrazia” spiegata agli italiani: Francesca Giuliani, 25 anni, giornalista, racconta così come funziona l’ambiente di lavoro a Dataminr, azienda editoriale innovativa presso cui lavora, a New York.

La storia di Francesca Giuliani non è solo la storia di una reporter espatriata nella Grande Mela. E’ anche la storia di quello che potrà essere il mondo del giornalismo, in proiezione futura.

Francesca approda Oltreoceano già durante gli studi universitari (Scienze della Comunicazione e Scienze di Governo): uno stage alla Rai è la sua prima esperienza internazionale nel mondo editoriale. Alla fine del tirocinio, però, nessuna possibilità di proseguire. Lei ha già deciso, in ogni caso, che il suo futuro -personale e professionale- sarà negli Stati Uniti.

Conclude la laurea e torna a New York, scartando l’ipotesi di proseguire gli studi con una scuola di giornalismo in Italia. Anche perché scopre che queste scuole sono -spiace dirlo- del tutto inutili: “qui negli Usa la gente trova lavoro (parlo di un lavoro vero, che paga, con contratti a tempo indeterminato) con quella che per noi e’ la laurea triennale, e non tutti fanno un master. Non muore nessuno, tantomeno la cosa pregiudica le loro possibilita’ di avanzamento professionale“, spiega lei. Perché continuare a passare anni sui libri, quando a 20 anni si è ormai pronti per lo sbarco nel mondo del lavoro?

A New York Francesca trova lavoro come ricercatrice alla NYU: parallelamente, avvia una fitta rete di collaborazioni come freelance, per testate sia italiane sia americane. Nel novembre di un anno fa lo sbarco nel mondo delle start-up editoriali: trova lavoro a Broadcastr, l’azienda autrice della app Spun. L’esperimento dura però solo pochi mesi.

Più recentemente si è unita al gruppo di Dataminr, dove trova la conferma dei cambiamenti rivoluzionari che stanno attraversando la professione: “i vecchi modelli non calzano più, c’e’ cosi’ tanto altro da sapere, da fare, da sviluppare, che ho veramente paura che l’Italia non riuscirà a restare al passo con tutti questi cambiamenti, così complessi e rapidi. Gli italiani adulti sono troppo disconnessi da queste realta’, ma anche i giovani temo si siano seduti e rassegnati”, scrive Francesca. E sul giornalismo aggiunge: “è proprio questa cecità del giornalismo italiano che mi preoccupa: il mondo va avanti, le abitudini di lettura si modificano, l’informazione viaggia così velocemente che i lanci di agenzia rimasticati dai giornali italiani non sono piu’ sufficienti. Il giornalismo non puo’ essere pigro, ma in Italia ancora si considerano i giornali cartacei come le fonti di informazione più autorevoli. La carta ormai e’ un lusso, le vere notizie circolano su Twitter – addirittura le grandi agenzie di stampa stanno diventando obsolete”.

Ospite della puntata è Barbara Serra, la giornalista italiana più internazionale del momento. A Londra è uno dei volti di Al Jazeera, una delle più note emittenti all news a livello mondiale. Recentemente ha pubblicato un libro, “Gli italiani non sono pigri”, che indaga proprio il mondo dei connazionali all’estero. Con Barbara Serra commentiamo la storia di Francesca, e analizziamo lo stato del giornalismo tricolore, soprattutto in termini di opportunità per i giovani reporter.

Nella rubrica “Expats” restiamo nell’ambiente giornalistico: proprio un giornalista, Enzo Riboni, ha pubblicato negli ultimi mesi il libro “Addio per sempre?”, un’iniziativa assolutamente originale, che ha seguito nel tempo le storie dei giovani italiani emigrati – raccontate dallo stesso Riboni sulla carta stampata. Ha così scoperto che solo una sparuta minoranza di loro, a distanza di anni, è tornata in patria.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

Leggi il blog di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

+++PARTECIPA ALLO SPAZIO “INTERNACTIVE”+++

La discussione di dicembre: Il Ministro Maria Chiara Carrozza a “Giovani Talenti” ha chiesto ai professori universitari “over 70″ di andare in pensione. Siete d’accordo? E nel caso, per combattere le baronie accademiche, perché non abbassare il limite a 65 anni?

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

Iniziativa Twitter – Hashtag del mese: #universitagiovane

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

Alla prossima puntata: sabato 21 dicembre, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Duecentoquattresima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 14 dicembre 2013 at 09:00

Duecentoquattresima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

L’ultima puntata 2013, che precede il trittico di puntate delle Feste (in onda il 21 e 28 dicembre e il 4 gennaio), ci porta nel mondo del giornalismo.  Vi raccontiamo la storia di una giovane reporter, che ha trovato la sua dimensione professionale a New York. Non nei media tradizionali, però… ma nel mondo -in costante evoluzione- dei social networks. Lei stessa ci spiegherà come. E traccerà un ritratto impietoso di quanto il giornalismo italiano sia rimasto alla preistoria.

Ospite della puntata, vi anticipiamo, una delle nostre giornaliste più note all’estero. Proprio perché lei -all’estero- ci lavora, in una delle più importanti televisioni all news mondiali.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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La discussione di dicembre: “Il Ministro Maria Chiara Carrozza a “Giovani Talenti” ha chiesto ai professori universitari “over 70″ di andare in pensione. Siete d’accordo? E nel caso, per combattere le baronie accademiche, perché non abbassare il limite a 65 anni?”

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

Iniziativa Twitter – Hashtag del mese: #universitagiovane

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Il Podcast di Radio 24 (per chi volesse ascoltare la puntata registrata o si trovasse all’estero): CLICCA QUI

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Oltre un milione i giovani italiani all’estero – Censis

In Fuga dei giovani on 11 dicembre 2013 at 09:00

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L’ultima statistica sui giovani italiani oltreconfine arriva dal Censis: già qualche settimana fa avevamo notato come l’istituto avesse lanciato un sondaggio online, per studiare i nuovi flussi migratori.

Nel 47esimo Rapporto Annuale sulla Situazione Sociale del Paese la risposta: circa 1500 i questionari compilati ricevuti. In proiezione, il Censis ha calcolato il milione -circa- di italiani all’estero.

Più nel dettaglio:

1 milione 130mila famiglie italiane hanno avuto nel corso del 2013 uno o più componenti residenti all’estero per più di tre mesi. Altre 300mila famiglie circa hanno uno o più membri in fase di progettazione della partenza, o in procinto di trasferirsi;

quasi la metà dei giovani che si trovano all’estero (44,8%) vive ormai stabilmente in un altro Paese. Solo il 13,4% considera la sua permanenza come temporanea. Un altro 41,8% dei giovani italiani all’estero considera il suo futuro oltreconfine “ancora tutto da decidere”;

perché emigrano? Migliori opportunità occupazionali, in sintesi. Il 67,9% lo fa per migliorare la propria condizione professionale e le chances di carriera. Il 54,3% per migliorare la qualità complessiva della vita, e poter costruire un progetto di vita, il 51,4% per la possibilità concreta di trovare un lavoro. La “voglia di fare un’esperienza internazionale” appare solo al quarto posto (43,2%): in un Paese normale, questa motivazione dovrebbe apparire al primo posto. Il fatto che nelle prime tre posizioni domini la volontà di voltare pagina e girare le spalle a un Paese in default strutturale è totalmente sintomatico della crisi profonda in cui siamo precipitati;

-a parziale consolazione, possiamo dire almeno i nostri italiani all’estero ce l’hanno fatta: il 72% dei rispondenti un’occupazione fuori dall”Italia l’ha ormai trovata, solo il 5,3% ne sta cercando una. Stupisce l’elevata presenza di imprenditori o lavoratori autonomi (9,2%): “segno di come quella che in Italia sta diventando una vera e propria “impresa nell’impresa” -l’avviare attività in proprio- all’estero rappresenti forse un obiettivo di più accessibile portata“, segnala il rapporto;

cosa ci si lascia alle spalle, abbandonando l’Italia? Un Paese con assenza di meritocrazia a tutti i livelli (54,9%), un Paese connotato dal clientelismo e della bassa qualità delle classi dirigenti (44,1%) e da imbarbarimento culturale (34,2%).

Amen.

 

 

 

 

Spigolature – Neppur si muove…

In Declino Italia on 10 dicembre 2013 at 09:00

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Mi ha molto colpito leggere le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, sul “post-intervista” a “Giovani Talenti”, quella nella quale invitò senza mezzi termini i professori universitari “over 70” ad andarsene in pensione. Sottolineo l’età: “over 70“… la Carrozza non si è esattamente rivolta a dei 50enni, ma a degli anziani, appartenenti a una categoria ben remunerata, con pensioni d’oro già pronte ad attenderli. In più, non li ha invitati tout court a levarsi di mezzo, ma -con pragmaticità- li ha invitati a un “give back” generazionale, rimanendo in università, ma a titolo gratuito, per supportare e consigliare i colleghi più giovani (considerata la scarsa conoscenza dell’inglese da parte delle nostre classi dirigenti più anziane, invito loro a consultare un buon dizionario, per scoprire cosa significhi “give back”: è un concetto molto bello e molto anglosassone, il contrario del “take it all” italiano).

Premesso questo, in una recente intervista, il Ministro Carrozza ha dichiarato: “hanno scritto di tutto, su Twitter, tramite articoli, interviste e mailing list. Quindi, non l’hanno presa bene“. Il 14 novembre, la Carrozza aveva in realtà già anticipato che “per aver detto che chi ha 70 anni dovrebbe andare in pensione, ancora mi prendo insulti ogni giorno“.

Il caso-Carrozza è esemplificativo di un Paese, mi spiace ripeterlo, morto.

Muore un Paese dove il cambiamento è continuamente auspicato per gli altri, e combattuto con ogni mezzo quando tocca sè stessi (e i propri privilegi).

Muore un Paese dove le provocazioni, anche giuste, durano lo spazio di una dichiarazione, senza azioni concrete a metterle in pratica.

Muore un Paese dove è morta l’onestà intellettuale.

Muore un Paese per vecchi, che soffoca i giovani.

Muore un Paese che è già morto, e non vuole ammetterlo.