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Il “Manifesto degli Espatriati”

In Lettere e Proposte on 27 settembre 2010 at 10:02

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I blog “La Fuga dei Talenti” e “Vivo Altrove” lanciano un’iniziativa senza precedenti: un “Manifesto degli Espatriati“, che condensa in dieci punti i motivi che stanno portando -e hanno portato- centinaia di migliaia di giovani qualificati e ad alto potenziale a lasciare il Paese.

Il “Manifesto”, aperto alla sottoscrizione di tutti coloro che vivono all’estero, resterà online nei prossimi mesi per le vostre sottoscrizioni, prima di essere inviato a: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenze di Camera e Senato, Ministero della Gioventù, nonché alle principali testate giornalistiche nazionali.

Lo slogan è:

+++Firma anche tu: Impegnati a rendere l’Italia “un Paese per Giovani”+++

PUNTO 10.: “Noi giovani professionisti italiani espatriati intendiamo impegnarci, affinché l’Italia torni ad essere un “Paese per Giovani”, meritocratico, moderno, innovatore. Affinché esca dalla sua condizione terzomondista, conservatrice e ipocrita. E torni ad essere a pieno titolo un Paese europeo e occidentale. Ascoltate la nostra voce”!

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Il testo de “Il Manifesto degli Espatriati”

In Lettere e Proposte on 27 settembre 2010 at 10:01

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IL “MANIFESTO DEGLI ESPATRIATI”

by La Fuga dei Talenti e Vivo Altrove

1. Il fenomeno dell’espatrio dei giovani professionisti qualificati dall’Italia è un’emergenza nazionale. Si parte, ma non si torna (se non per assoluta necessità), né si attraggono giovani di talento da altri Paesi. In Italia non esiste “circolazione” dei talenti.

2. L’Italia non è un Paese per Giovani. È per questo che siamo dovuti andar via, o non possiamo a breve farvi ritorno. L’Italia è un Paese col freno a mano tirato, nella migliore delle ipotesi. Un Paese dove la classe dirigente -che si autoriproduce da decenni- ha fallito. All’estero i giovani hanno uguale diritto di cittadinanza delle generazioni che li hanno preceduti.

3. Il processo selettivo all’estero è di gran lunga più trasparente e meritocratico rispetto all’Italia. Anche la quantità di offerte lavorative è maggiore, di migliore qualità e meglio pubblicizzata.

4. Il percorso di carriera all’estero è chiaro, definito e prevede salari mediamente di gran lunga maggiori rispetto all’Italia, soprattutto per giovani neolaureati.

5. All’estero non conta l’anagrafe: puoi ottenere posizioni di responsabilità a qualsiasi età, se vali. Anche a 25 anni.

6. La “raccomandazione” all’estero è trasparente: chi segnala ci mette la faccia e si gioca la reputazione. In Italia è nascosta, premia i mediocri, i “figli-nipoti-cugini di” e i cooptati. Il nepotismo è una piaga nazionale, da debellare anche mediante l’introduzione di uno specifico reato penale.

7. All’estero si scommette sulle idee dei giovani. Le si finanzia e le si sostiene, nel nome dell’innovazione. In Italia -invece- i finanziamenti vanno prevalentemente a chi ha un nome o un’affiliazione.

8. All’estero esiste -in molti casi- un welfare state che sostiene i giovani, per esempio attraverso un reddito minimo di disoccupazione o sovvenzioni per il pagamento dell’affitto. In Italia il Welfare State è quasi interamente “regalato” agli anziani. I giovani sono abbandonati a se stessi, a carico delle famiglie. Il vero “ammortizzatore sociale” nel Belpaese sono le famiglie: lo Stato, la politica, hanno fallito.

9. All’estero esiste il ricambio generazionale: in politica, come in imprenditoria, come nell’accademia o negli altri settori della società civile, le generazioni si cedono il passo, per far progredire la società.

10. Noi giovani professionisti italiani espatriati intendiamo impegnarci, affinché l’Italia torni ad essere un “Paese per Giovani”, meritocratico, moderno, innovatore. Affinché esca dalla sua condizione terzomondista, conservatrice e ipocrita. E torni ad essere a pieno titolo un Paese europeo e occidentale. Ascoltate la nostra voce!


Sottoscrivi “Il Manifesto degli Espatriati”

In Lettere e Proposte on 27 settembre 2010 at 10:00

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Importante:

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AFFINCHE’ IL MANIFESTO SIA UNIFORME, LIMITATI A QUESTI DATI (TUTTI OBBLIGATORI) E -AL MASSIMO- A UNA/DUE RIGHE DI COMMENTO. LA SOTTOSCRIZIONE E’ APERTA AI SOLI ESPATRIATI, NON AI RESIDENTI IN ITALIA.

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Compositore musicale & “Cittadino del mondo”

In Storie di Talenti on 27 settembre 2010 at 09:00

La musica d’autore torna protagonista a “Giovani Talenti”, che anche in questa seconda puntata autunnale porta on air ospiti d’eccezione. La storia di questa settimana non ci trasporta in luogo preciso… o meglio, fa fermare il nostro dito sull’area del mappamondo corrispondente alla Francia, ma solo come punto di passaggio nella vita professionale di un vero e proprio “cittadino del mondo”. Oscar Bianchi, 35 anni, è un compositore di musica per Ensemble musicali: un settore di nicchia, il suo, ma culturalmente molto prestigioso. Nel quale è riuscito a sfondare, vivendo non in Italia ma all’estero, tra l’Europa e gli Stati Uniti.

E’ il grande paradosso della nostra nazione: un tempo culla delle arti, tuttora un museo a cielo aperto, ma culturalmente morto. Il nostro è un Paese splendido, pieno di risorse e potenziale, ma in declino sotto moltissimi aspetti. Il dramma è che l’Italia pullula di talenti naturali. Talenti che però uccide! Non tutti possono permettersi di vivere di sola musica, per cui sono poi costretti ad abbandonare”: così afferma Oscar, un passato da studente al Conservatorio di Milano, che ha lasciato con l’amaro in bocca, dopo aver dovuto digerire un voto inferiore a quello effettivamente meritato, a causa di vendette trasversali tra i suoi professori. Dopo aver superato una fase difficile, Oscar accetta la sfida degli studi in Francia, per un master di perfezionamento all’Ircam di Parigi, per poi spiccare -qualche anno dopo- il salto verso la Columbia University di New York, dove comincia un dottorato. Attualmente è uno dei compositori più quotati nel suo settore a livello internazionale, tanto che diversi giornali internazionali hanno dedicato recensioni molto positive alle sue opere. Ma resta la domanda di fondo: senza il “salvagente” lanciatogli a suo tempo dalla Francia, Oscar avrebbe potuto dar sfogo al suo talento? O non avrebbe forse rischiato di vedere mortificati il suo talento e le sue ambizioni, al pari di molti altri suoi colleghi?

Questa settimana vi proponiamo un panel di ospiti d’eccezione: in onda con noi ci sono infatti il compositore Giorgio Battistelli, uno dei più noti a livello internazionale, per la sua capacità di sperimentazione, che lo porta a unire linguaggi tra loro molto diversi, quali musica e drammaturgia. Battistelli, attualmente in tourneé con la sua nuova opera “Sconcerto”, è una voce molto critica nei confronti dell’establishment culturale italiano.

Insieme a lui ospite anche il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, con la quale affrontiamo il tema più generale della difficoltà -tutta italiana- di riuscire a diventare un “Paese per Giovani”. Perché permangono così tante difficoltà strutturali, che hanno portato i giovani ai margini della società del Belpaese?

Nella rubrica “Spazio Emigranti” ospitiamo Michele Soranzo, co-fondatore del portale web Vivishanghai, uno dei siti di riferimento per la comunità italiana nella capitale economica cinese. Con lui andremo a scoprire quali sono le professioni più gettonate tra i giovani italiani in Cina. E perché vi emigrano.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

Leggi il blog di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

La discussione lanciata in trasmissione: Gli ultimi mesi hanno portato con sé importanti novità: l’approvazione alla Camera del ddl Controesodo, che introdurrà incentivi fiscali finalizzati al ritorno dei professionisti “under 40″ espatriati da almeno due anni, e l’articolo 44 della Manovra, che riduce le imposte a ricercatori e docenti che tornano in Italia. Queste misure, a vostro avviso, sono sufficienti? Cosa si può fare, ancora?”

Scrivi la tua a: giovanitalenti@radio24.it

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

Alla prossima puntata: sabato 2 ottobre, dalle 15 alle 15.30 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Giorgia Meloni a “Giovani Talenti” (Radio 24)

In Fuga dei giovani on 26 settembre 2010 at 09:00

IL MINISTRO DELLA GIOVENTU’ GIORGIA MELONI A “GIOVANI TALENTI“:

“PRIORITARIA LA RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI”

La riforma degli ammortizzatori sociali è un tema prioritario. Dobbiamo lavorarci immediatamente. Su questo occorrerà però ragionare col Ministero dell’Economia“. Lo ha dichiarato il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, intervenendo a “Giovani Talenti”, il programma sulla nuova emigrazione giovanile italiana, condotto da Sergio Nava e in onda sabato 25 settembre alle ore 15.

Giorgia Meloni ha riconosciuto la gravità del problema della fuoriuscita crescente di giovani professionisti qualificati dall’Italia (o “fuga dei cervelli”): “Possiamo sicuramente parlare di un problema che esiste. Occorre fornire risposte, ai tanti giovani di talento del nostro Paese. Non dobbiamo però commettere l’errore di considerare l’immobilità come una risorsa: in quest’epoca “infame” per le giovani generazioni, tra gli elementi “fortunati” rispetto al passato c’è sicuramente l’emergere della prima generazione “mass-europea”, in grado di muoversi con grande facilità e a costi ridotti. Il vero punto -sul quale noi siamo “fallaci” come sistema- riguarda la capacità di riprendersi questi ragazzi che si sono arricchiti all’estero. Evitando che se ne vadano per sempre“.

Il Ministro Meloni ha sollecitato una “rivoluzione del merito”: “L’Italia è una nazione bloccata da rendite di posizione, nella quale stenta ad esistere un ascensore sociale. La prima sfida da affrontare è dunque la rivoluzione del merito: dobbiamo passare da una società che ha voluto che l’uguaglianza fosse il punto d’arrivo, a una società dove l’uguaglianza diventi il punto di partenza“.

Giorgia Meloni è tornata infine sulla questione del welfare per i giovani: “C’è un problema di scontro generazionale: abbiamo ereditato un’Italia dei diritti acquisiti. Noi siamo il primo Governo che ha deciso di dare una forma stabile di ammortizzazione a circa cinque milioni di lavoratori atipici, soprattutto giovani, investendo nove miliardi di euro. Io credo che il tema del welfare, connesso al tema del sostegno alla natalità, siano le due grandi tematiche nelle quali sarà necessario investire le risorse, non appena usciremo dall’emergenza“.

Trentaseiesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 25 settembre 2010 at 09:00

Puntata numero 36 per “Giovani Talenti”, il programma di Radio 24 sui giovani professionisti emigrati, che ormai da nove mesi racconta -ogni settimana- la cosiddetta “nuova emigrazione” italiana.

La ripresa autunnale porta con sè puntate speciali: dopo quella della scorsa settimana, che ha visto protagonista il premio Nobel Renato Dulbecco, oggi torniamo con un altro appuntamento da non perdere. La puntata odierna parlerà dell’emigrazione nel campo della musica, in particolare della composizione musicale. Racconteremo la storia di un giovane compositore espatriato, oggi “pendolare” tra Europa e Stati Uniti: lui ha deciso di lasciare l’Italia dopo aver constatato l’assenza sostanziale di meritocrazia. Ha preso atto di un Paese dove a contare è lo scambio di potere… non il talento e le capacità individuali.

Con lui in onda un altro compositore affermato, insieme a un Ministro. Non vi anticipiamo di più…

+++Appuntamento -per saperne di più- alle 15 (CET) su Radio 24!+++

Intanto siete tutti invitati a dibattere sul “tema della settimana”: “Gli ultimi mesi hanno portato con sé importanti novità: l’approvazione alla Camera del ddl Controesodo, che introdurrà incentivi fiscali finalizzati al ritorno dei professionisti “under 40″ espatriati da almeno due anni, e l’articolo 44 della Manovra, che riduce le imposte a ricercatori e docenti che tornano in Italia. Queste misure, a vostro avviso, sono sufficienti? Cosa si può fare, ancora?”

Inviate le vostre risposte a: giovanitalenti@radio24.it

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Le frequenze di Radio 24: CLICCA QUI

Il Podcast di Radio 24 (per chi volesse ascoltare la puntata registrata o si trovasse all’estero): CLICCA QUI

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“La Fuga dei Talenti” a Sud Camp

In Fuga dei giovani on 24 settembre 2010 at 09:00

Sono stato chiamato a portare la mia testimonianza sul fenomeno della nuova emigrazione italiana a Sud Camp, l’evento organizzato da Associazione 360 a Eboli e Paestum.

Si parlerà di giovani, di emigrazione, e di come trasformare l’Italia in un Paese che non fa solamente fuggire i propri talenti. Ma che -al contrario- incentiva e stimola una vera e propria “circolazione dei talenti”, che ci consenta di rientrare a pieno titolo nel novero delle nazioni sviluppate. L’unica speranza, a mio vedere, di evitare il baratro che ci attende.

Vi aspetto, a partire dalle 10.30 a Paestum.

Tutte le info cliccando su QUESTO LINK.

“Brain Drain” italiano – Nuove Cifre

In Fuga dei giovani on 22 settembre 2010 at 09:00

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Recentemente mi è stata segnalata un’interessante ricerca di Lorenzo Beltrame, datata 2007 e pubblicata con l’Università degli Studi di Trento. “Realtà e retorica del brain drain in Italia. Statistiche, definizioni pubbliche e interventi politici“: questo il titolo del paper, di cui provo a sintetizzare alcuni dati, almeno i più importanti. Vale ovviamente la pena ricordare che si tratta di statistiche vecchie di oltre tre anni: tuttavia, pur sempre interessanti.

Secondo i dati Ocse, nel 2000 il tasso di espatrio dei nostri laureati si collocava al 7%, due punti percentuali in più rispetto al tasso di espatrio generale medio. Percentuali, osserva, Beltrame, che “non sembrano presentare una situazione di brain drain molto drammatica”. La situazione, pur apparentemente nella norma (anche se stiamo parlando di dieci anni fa, e il fenomeno nell’ultimo decennio è verosimilmente peggiorato), mostra tutte le sue anomalie quando andiamo ad analizzare sia il tipo di emigrazione dall’Italia, sia il tipo di immigrazione verso l’Italia.

Partiamo da quest’ultima: i dati Ocse del 2005 mostrano come il Belpaese mostri una limitata capacità di attrazione dei talenti: solo il 12,2% degli stranieri che emigrano verso l’Italia possiede un’educazione terziaria. In Spagna sono quasi il doppio, in UK quasi il triplo… persino la Grecia ci supera. “L’Italia non si è dotata di programmi che facilitino l’immissione di personale altamente qualificato, per cui la maggior parte degli immigrati sono non-qualificati“, scrive Beltrame. A ciò si associa un problema ugualmente grave, che riguarda la tipologia dei nostri emigrati: tra loro è infatti alta la concentrazione di chi è “qualificato”. Questo in un Paese dove la percentuale media di laureati risulta storicamente inferiore a quella dell’Ocse, e solo negli ultimi anni -complice la riforma del 3+2- è riuscita a risalire la china. “Il problema italiano risiede più nella scarsa capacità di attrazione, a causa della quale l’Italia non riesce a compensare le perdite“, osserva Beltrame.

Il suo studio più avanti fornisce altri dati interessanti: secondo altre statistiche Ocse, nel 2005 erano ben 294.767 gli italiani laureati residenti all’estero, 118mila dei quali al lavoro in Europa (in testa la Francia, con oltre 27mila, seguita da UK a 23mila e Svizzera a 20mila). Altri 94mila erano emigrati negli Usa, 40mila invece in Australia. Interessante notare, per Beltrame, come la percentuale di italiani altamente qualificati che lavorano nel settore accademico statunitense sia elevatissima, superando il 20%. “Menti” che la nostra università, marcita insieme ai suoi baroni, ha “regalato” al sistema americano.

Per una consultazione approfondita del “paper” di Lorenzo Beltrame sui “brain drain” italiano potete cliccare qui.

Veniamo adesso ai giorni nostri: giorni difficili, che ci raccontano altre fughe e altre rinunce, da parte di giovani ormai stremati da un Paese in piena fase di “cappottamento”: mi ha ha molto colpito l’indagine di Confcommercio, che ha certificato il crollo verticale del numero dei giovani imprenditori “under 30” nel Paese, calati dai 278mila del 2002 ai 212mila del 2010. Quasi un giovane imprenditore su quattro è sparito dalla circolazione: più probabilmente, molti di loro sono semplicemente invecchiati, senza trovare adeguato rimpiazzo nelle nuove generazioni, decisamente scoraggiate da un Paese che offre poche speranze di futuro. Il mancato ricambio della classe imprenditoriale italiana riflette in modo speculare il mancato ricambio dei “cervelli” in Italia, ben evidenziato da Beltrame, laddove i nostri giovani laureati se ne vanno, senza essere sostituiti da immigrati con qualifiche quantomeno equivalenti.

Intanto, segnala il Corriere Milano, dopo i danesi anche gli svedesi stanno venendo a fare shopping di medici a Pavia: atterrano, entrano nello sportello Eures, e se ne escono con i nomi di giovani laureati in Medicina pronti a volare verso un Paese dove offrono contratti a tempo indeterminato negli ospedali pubblici, con stipendi fino a 6mila euro al mese e agevolazioni di ogni tipo all’espatrio. Farà pure un po’ più freddo, e d’inverno la luce del sole sarà persino una chimera… ma a queste condizioni chi non accetterebbe l’offerta?

Anche perché qui -nel Sud più profondo d’Europa, nel Sud di un Paese senza più strategia e regia politica- le cose non fanno che peggiorare. Uno studio della Cgil ha messo in evidenza come persino nella ricca area milanese i laureati se la passano male: a Milano e provincia solo il 63% di loro trova lavoro entro due anni dal “pezzo di carta”, in un’area dove ormai ben il 15,8% degli “under 30” risulta disoccupato. E -allargando lo sguardo all’intero Paese- una recente ricerca di Manpower ha messo in evidenza come l’Italia sia penultima in Europa, nella classifica sulle prospettive occupazionali e sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Nel Belpaese la differenza tra la percentuale di imprese che prevedono un prossimo incremento dell’organico e quelle che ne pronosticano un calo fa -8%. Meno della Grecia (-10%), ma molto più di Spagna (-4%) e Irlanda (-3%). Dimentichiamo pure l’Asia, per evitare la vergogna: in Cina siamo al +51%, in India al +42%. In quesi Paesi esisteranno pure vaste sacche di povertà, ma qualcosa si muove. Qui la calma piatta ha ormai lasciato spazio al lento affondamento.

Lo ha certificato pure Confindustria pochi giorni fa: la ripresa in Italia ha perso slancio. E non pare proprio una pausa fisiologica, anzi… in compenso esplode l’evasione fiscale, ora a 125 miliardi di euro, contro cui nulla può la crescita della pressione fiscale (probabilmente sempre più accanita contro gli stessi fedeli “pagatori”), nè accenna a diminuire la quota di “sommerso” rispetto al pil, oltre il 20%. Il tasso di crescita dell’economia nazionale resta anemico, ancorato a pochi decimali sopra l’1%, con centinaia di migliaia di posti di lavoro che saltano come se si trattasse di mosche (in questa recessione quasi mezzo milione di persone è rimasto a casa).

Nel’attuale situazione fanno oggettivamente sorridere, quasi si trattasse di battute da cabaret decadente, le dichiarazioni di Ministri quali Tremonti (“l’Italia deve essere ambiziosa”) e di Brunetta, il quale a inizio settembre addirittura voleva imbastire una “spedizione dei mille”, per far tornare al Sud i migliori talenti. La realtà è che è saltato tutto: zero regia politica (se non il baluardo del “rigore sui conti”, ultima ancora di salvezza di un Paese vicino allo sfascio economico), zero politica industriale (nonostante il Presidente della Repubblica si sia sgolato al proposito, a inizio settembre), poco più di zero investimenti in innovazione.

Temo proprio che i dati sull’espatrio contenuti nella ricerca di Beltrame, aggiornati alla metà di questa decade, abbiano subito negli ultimi anni una drastica impennata.

Dulbecco e i “Cervelli in Fuga”

In Storie di Talenti on 20 settembre 2010 at 09:00

Ripresa autunnale col turbo, per “Giovani Talenti”: nella trentacinquesima puntata del programma riaccendiamo i riflettori sul mondo della ricerca italiana all’estero.

Lo facciamo con la storia di Laura Perin, 36enne biologa veneta, attualmente ricercatrice al “Saban Research Institute Childrens Hospital” di Los Angeles, dove studia l’applicazione delle cellule staminali da liquido amniotico, per la rigenerazione renale. Contemporaneamente, è Assistant Professor of Urology alla University of Southern California.

Una carriera a tutti gli effetti eccezionale, la sua: gli studi in Veneto, il dottorato a Boston (con fondi recuperati in gran parte da sola), il ritorno a Padova per soli tre mesi, prima di reimbarcarsi per la California e accettare l’ennesima sfida professionale.

Andando ad Harvard ho capito che cosa volesse fare ricerca in modo vero. E’ un mondo che ti travolge, e io adoro la ricerca“, afferma Laura. Un mondo purtroppo diverso da quello presente in Italia: “Io non riesco a stare a tutti questi compromessi, liste d’attesa e non meritocrazia. Non ce l’ho con il sistema, è che non è il mio sistema. Quello americano non è semplice, ma almeno sono libera di parlare, fare quello che penso sia giusto e non essere penalizzata“, chiosa con grande sincerità la protagonista di questa puntata di “Giovani Talenti”.

Ospite d’eccezione è il professor Renato Dulbecco, premio Nobel per la Medicina (anno 1975): con lui affrontiamo il problema della “fuga dei cervelli” dall’Italia, le differenze tra i sistemi di ricerca in Italia e negli Usa… e proviamo pure a capire come lui vede -da espatriato eccellente- l’Italia del 2010.

Nella rubrica Spazio Emigranti ospitiamo Alberto Onetti di “Mind the Bridge”, associazione italo-americana completamente dedita a favorire la crescita e la proliferazione dei progetti innovativi e delle start-up tra le due sponde dell’Oceano. Una “case history” di successo, nel nome dei giovani e del futuro.

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La discussione lanciata in trasmissione: Gli ultimi mesi hanno portato con sé importanti novità: l’approvazione alla Camera del ddl Controesodo, che introdurrà incentivi fiscali finalizzati al ritorno dei professionisti “under 40″ espatriati da almeno due anni, e l’articolo 44 della Manovra, che riduce le imposte a ricercatori e docenti che tornano in Italia. Queste misure, a vostro avviso, sono sufficienti? Cosa si può fare, ancora?”

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Alla prossima puntata: sabato 25 settembre, dalle 15 alle 15.30 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

+ Renato Dulbecco a “Giovani Talenti” (Radio 24) +

In Fuga dei giovani on 19 settembre 2010 at 09:00

RADIO 24 –  Premio Nobel per la Medicina RENATO DULBECCO:

“LA FUGA DEI CERVELLI UN PROBLEMA SERIO, MA E’ POSITIVO CHE ESISTA COMPETIZIONE TRA RICERCATORI”.

“La fuga dei cervelli è una questione che mi ha occupato per parecchio tempo. E’ qualcosa di grande importanza. Ed è un problema serio. Io lo vedo in questo modo: per una ricerca che fa passi avanti, occorre innanzitutto sviluppare la competizione. Una competizione che spinge oltre, che suggerisce nuove vie. E’ normale -a mio parere- che esistano questa “fuga dei cervelli” e questa competizione: senza di ciò, non potrebbe svilupparsi una ricerca positiva. In sé questa competizione non è negativa”.

Così il Premio Nobel per la Medicina, il professor Renato Dulbecco, ai microfoni di “Giovani Talenti”, la trasmissione di Radio 24 condotta da Sergio Nava, in onda sabato 18 settembre alle 15. Dulbecco è intervenuto nel corso della puntata dedicata alla storia di Laura Perin, ricercatrice e docente universitaria italiana, al lavoro a Los Angeles.

Dulbecco ha commentato le recenti affermazione dell’altro premio Nobel italiano Mario Capecchi, secondo il quale ”l’Italia ha grandi talenti e creatività, ma mancano le opportunità per i giovani, che hanno idee per fare ricerca, ma che di fatto non possono farla”: “Io penso che Capecchi abbia ragione”, ha dichiarato Dulbecco. “Per fare ricerca occorrono parecchi fattori. Non basta solo l’entusiasmo: servono conoscenze, attrezzature e l’ambiente giusto. Senza di tutto ciò non si può fare ricerca. Sono cose che non si improvvisano”.

Il professor Dulbecco ha dedicato un pensiero ai giovani: “I giovani devono poter fornire un contributo fondamentale in qualsiasi campo dell’attività umana. Il giovane ha le idee, e le può sviluppare. Ciò è la base della ricerca”.

E alla domanda su una possibile soluzione alla “fuga dei cervelli” italiana, Dulbecco ha così risposto: “Non c’è una soluzione ovvia: servirebbe cercare diverse soluzioni, e trovare la più adatta. Occorre aprire le porte anche ai ricercatori stranieri: l’importante è che si tratti di menti che si dedicano alla sacra conquista della verità”.