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Medici con la Valigia

In Fuga dei giovani on 29 ottobre 2014 at 09:00

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Racconta il sito EUNews, che -stando agli ultimi dati della Commissione Europea- la Gran Bretagna si conferma terra di approdo preferita per i professionisti italiani. In testa all’emigrazione professionale si piazzano i medici. Secondo Bruxelles, nell’ultimo decennio su 100 medici europei emigranti, ben 52 (oltre la metà) erano italiani.

Infermieri, insegnanti di scuola secondaria, istruttori sportivi, ingegneri industriali le altre categorie che lasciano -prevalentemente- la Penisola.

Ciò che più preoccupa maggiormente è -come sempre- il saldo netto, tra professionisti che emigrano e professionisti in arrivo: negativo, per l’Italia. Mentre in Germania, UK, Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia e Svezia il saldo è positivo.

Tornando al “fronte medici”… conferma la Società Italiana di Chirurgia: tra dieci anni l’Italia avrà una carenza di 34mila chirurghi.

Per paradosso, continuiamo invece ad “esportare” questi giovani chirurghi (come dimostrano i dati UE): basti pensare che uno specializzando italiano guadagna la metà di un collega inglese. Oppure, se sceglie gli Stati Uniti, troverà una strada più raida e più efficace, per formarsi, con una media di duemila interventi operatori nel corso del settennato di apprendimento.

E’ la globalizzazione, bellezza: quando lo capirà, l’Italia, che siamo nel bel mezzo di una guerra per accaparrarsi i migliori talenti?

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Proprietà Intellettuale a Hong Kong

In Storie di Talenti on 27 ottobre 2014 at 09:00

Dirigo il Dipartimento Proprietà Intellettuale per una grande azienda di Hong Kong. Ho un piccolo team e penso alla strategia. Non credo che questo sarebbe stato possibile in Italia, purtroppo. Io tornerei in Italia anche subito. Ma se non faccio un po’ di esperienza, quando torno mi mettono a fare le fotocopie…“: considerazione assolutamente semplice, ma probabilmente veritiera, quella di Carolina Di Vonzo, 31enne capo del Dipartimento di Proprietà Intellettuale per una multinazionale ad Hong Kong.

Carolina approda nell’ex-colonia britannica -precisiamolo subito- al termine di un percorso professionale italiano meno tortuoso e complicato, rispetto alla media dei suoi coetanei: doppia laurea in Giurisprudenza fra Torino e Parigi, con esperienze di studio e tirocinio all’estero, tra cui la Cina. Fino al ritorno a Torino, con l’inizio del lavoro in uno studio legale come praticante.

Ma mi sentivo chiusa in gabbia“, ricorda Carolina oggi. Lei allora si trasferisce a Milano, dove però gli orari e la frenesia lavorativa del capoluogo lombardo si aggiungono -rapidamente- alla sensazione di sentirsi una “rotellina” in un grande ingranaggio.

A Milano stavo languendo in uno studio. Mi tornò in mente la Cina“: dopo l’esame di Stato come avvocato, Carolina riprende il volo verso l’Estremo Oriente, grazie a un passaggio interno allo studio legale internazionale presso cui si trovava.

A Hong Kong finisco a lavorare in studio la mattina, e a fare il master nel pomeriggio. Alla fine mi danno pure il premio come miglior studente dell’anno. Dunque: eccomi, ho sbagliato mira e non sono a Shanghai, ma sono comunque in Asia, e se non me la gioco adesso ripiombo in uno studio legale a Milano. Questo mai“, riflette Carolina con una certa dose di ironia e realismo.

Pochi mesi fa il passaggio dallo studio legale a un’azienda, dove Carolina continua ad occuparsi di proprietà intellettuale. Con responsabilità difficilmente immaginabili, se fosse rimasta in Italia.

Ospite della puntata è Emanuela Verrecchia, avvocatessa specializzata in proprietà intellettuale a Shanghai, nonché animatrice di un seguitissimo blog dedicato agli italiani in Cina, “Cina di Frontiera”. Con Emanuela, vecchia conoscenza di “Giovani Talenti”, ampliamo lo sguardo al mondo dei giovani professionisti italiani al lavoro in Estremo Oriente. E’ ancora una “terra delle opportunità”?

Nella rubrica “Expats”, come ogni ultimo sabato del mese, spazio alle vostre lettere: oggi tocca ad Alessia, giovanissima ballerina ritentata da un espatrio in UK. Per chi -come lei- vuole dedicarsi a cultura e spettacolo, in Italia non sembra proprio esserci posto.

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La discussione di ottobre: La riforma del mercato del lavoro entra nel vivo: stavolta ci credete? Basta una seria riforma del mercato dell’impiego per evitare la fuga all’estero? Come dovrebbe essere, secondo voi, questa riforma? E per frenare l’esodo di giovane capitale umano dall’Italia, cosa serve – in più?”

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Alla prossima puntata: sabato 1° novembre, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

 

Duecentoquarantanovesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 25 ottobre 2014 at 09:00

Duecentoquarantanovesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Oggi torniamo a raccontarvi l’universo dell’Estremo Oriente, quale luogo di approdo per giovani professionisti italiani. Lo facciamo con una storia che ci porta a Hong Kong, prima di ampliare la nostra panoramica alla Cina.

Il tema di fondo sarà quello della proprietà intellettuale e degli studi legali (o delle aziende specializzate in IP)… ma, sotto la superficie, cercheremo di rispondere alla domanda fondamentale: la Cina è ancora una terra delle opportunità, per giovani italiani di talento e con una forte vocazione alle sfide interculturali?

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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To Italy with love…

In Fuga dei giovani on 22 ottobre 2014 at 09:00

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Buone notizie, per i giovani espatriati: dopo il successo dell’iniziativa “Primo Approdo“, organizzata dal Consolato Italiano di Londra (630 partecipanti in dieci incontri… and counting), anche il Consolato Generale di Parigi vara un’iniziativa analoga.

In Francia si chiamerà “Primi passi a Parigi“: sottoforma di Ateliers, l’obiettivo sarà quello di scambiare esperienze e informazioni tra tutti coloro che -per lavoro o studio- sono appena approdati in Francia. Studi, attività professionale, famiglia e informazioni di carattere generale sono i temi al centro dei primi quattro incontri, in programma dal 6 novembre al 4 dicembre.

Per info e iscrizioni: segreteria.parigi@esteri.it – il numero di partecipanti per ciascun Atelier è di massimo 45 persone.

A proposito: la Francia si classifica al 40esimo posto fra le “Top Expats Destinations” dell’associazione internazionale “Internations”. Al primo posto l’Ecuador, seguito da Lussemburgo e Messico. Svizzera quarta, Stati Uniti quinti.

L’Italia? E’ solamente 53esima (su 61, in piena zona retrocessione!). Un’analisi più approfondita dello studio rivela dettagli interessanti: la Penisola spicca per qualità della vita (31esima), ma affonda se consideriamo il parametro “working abroad” (58esima) e “personal finance” (60esima!).

Insomma, solo il 43% degli “expats” al lavoro in Italia sono soddisfatti. Ancora più interessante osservare qual è la motivazione di maggioranza (relativa) che spinge gli stranieri a venire in Italia: l’amore (19%).

Sicuramente, anche questo è un parametro di “attrattività” da considerare. Ma, nell’era globale della competizione per i talenti… non può certamente essere il prevalente.

Dall’Italia all’Afghanistan. Grazie all’UE.

In Storie di Talenti on 20 ottobre 2014 at 09:00

La dura realtà da accettare è che in questo Paese non si rientra neanche accontentandosi, perché il lavoro è considerato troppo spesso come merce di scambio, ed è quasi sempre considerato un “favore”, che viene fatto alla persona assunta“. Parole durissime, ma estremamente veritiere, quelle di Pietro Ienna, Task Manager for Communication, Media and Visibility per l’Unione Europea in Afghanistan. Pietro ha sperimentato tutto questo sulla propria pelle, quando ha provato a rientrare, per offrire il proprio contributo, la propria professionalità e le proprie competenze all’Italia.

Una laurea in Relazioni e Politiche Internazionali alle spalle, Pietro scopre l’Europa -come centinaia di migliaia di suoi coetanei- con il programma di scambio Erasmus. Il progetto di unificazione continentale gli resta così nel cuore, che si candida con successo a due Master nel cuore del Vecchio Continente. Prima all’Università di Lovanio, poi nel campus del Collegio d’Europa di Natolin.

Esperienze importanti, che gli procurano la chiave d’accesso a Bruxelles: Pietro vi resterà per sette anni, alternando lavori all’interno delle istituzioni europee con impieghi presso aziende private.

Nel 2012 lascia la capitale belga, per lavorare nella Repubblica Democratica del Congo, come volontario ONU. Alla fine di quella esperienza, e “dopo numerose riflessioni“, Pietro decide che è ora di tornare a casa, in Italia. La sua idea è quella di offrire la propria professionalità e competenze nel settore dei fondi europei, di cui tutti qui parlano, ma che nessuno sa veramente sfruttare al meglio (si vedano gli spaventosi ritardi e sprechi nella loro implementazione – e si prendano Spagna e Polonia come metro di paragone, per osservare il nostro fallimento).

La prima delusione arriva con una “start-up” bolognese: Pietro si vede rifiutare un colloquio via Skype o telefonico. La norma, in Europa, quando il candidato si trova ancora all’estero. In Italia, invece, un qualcosa di ancora sconosciuto. Pietro non si rassegna, rientra ugualmente nel Belpaese e ci prova: nulla, solo porte in faccia. “Sapevo che non sarebbe stato facile, ma mi dicevo che vantare un CV internazionale avrebbe potuto rappresentare un punto di forza, rispetto ad altri candidati“. Nulla: la goccia che fa traboccare il vaso è l’ipotesi di assunzione presso un ente regionale. All’ultimo momento Pietro si vede sopravanzare da un candidato più “conosciuto”.

Bye bye Italia: Pietro rifà le valigie e prende al volo la prima occasione che arriva da Bruxelles. Partendo per una delle sedi di rappresentanza esterne dell’UE. Ora lavora in Afghanistan.

Ospite della puntata è Fabrizio Spada, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea. Con lui indaghiamo il patrimonio di competenze italiane a Bruxelles, che la Penisola sembra dimenticare un po’ troppo spesso…

Nella rubrica “Expats” vi parliamo di un interessante progetto fotografico, “The new Italian Diaspora”, realizzato a Londra da Eugenio Grosso. Storie di nuove emigranti Oltremanica, raccontate con la forza di uno scatto.

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Duecentoquarantottesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 18 ottobre 2014 at 09:00

Duecentoquarantottesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Si può sviluppare una professionalità di alto livello nel cuore dell’Unione Europea, tornare ad offrirla in un Paese notoriamente incapace di utilizzare al meglio le risorse provenienti dall’UE sottoforma di fondi strutturali… e vedersi la porta sbattuta in faccia? Succede, nel Paese dove tutto è possibile.

A quel punto non resta che una sola possibilità: rifare le valigie e ripartire. Tutto questo succedeva solo pochi mesi fa. A dimostrazione che in Italia è cambiato poco o nulla, in termine di attrazione di talenti e professionalità competenti.

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Nuovi Emigranti (anche a Berlino)

In Fuga dei giovani on 15 ottobre 2014 at 09:00

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Oggi vi segnaliamo un sito che abbiamo appena scoperto, che ci sembra davvero interessante e originale: dopo il boom di nuovi emigranti italiani a Berlino, si è aperto un vero e proprio osservatorio web per studiarne l’emigrazione.

CLICCA QUI PER COLLEGARTI ALL’OSSERVATORIO DEGLI ITALIANI A BERLINO

Vi chiediamo anche un aiuto per Davide, lettore de “La Fuga dei Talenti”, che ci chiede consiglio. Qualcuno può fornirgli informazioni? Per le vostre richieste scrivete a: fugadeitalenti@gmail.com

“Mi chiamo Davide, ho 29 anni e sono un attore professionista con un diploma d’alta formazione professionale conseguito al Piccolo Teatro di Milano e riconosciuto a livello nazionale.
Quello contro cui sto combattendo ogni giorno ultimamente non è la mancanza di meritocrazia o il nepotismo o le raccomandazioni velate… ma contro LA SEGRETEZZA.
Ormai i provini sono segreti, da far sapere solo ad una strettissima cerchia di conoscenti, quando le parti non siano già state assegnate.
E’ un settore gerontofilo, dove un attore può vincere un premio come MIGLIOR ATTORE EMERGENTE alla veneranda età di 45 anni!!!
Scusate lo sfogo, ne avrei tante da dire, ma sono anche cosciente che il mio settore sia poco considerato, essendo noi I PROFUMI E I BALOCCHI… cose di cui si fa a meno in momento di crisi. Noi non produciamo ricchezze.
E per questo non produciamo più drammaturgia, grandi attori da esportazione, salvo rarissime eccezioni.
E non è un caso se nelle vostre rubriche non ci siano esperienze di attori. (o meglio io non ne ho trovate, ma posso sbagliare).
Forse perchè è difficile recitare in una lingua che non sia la lingua madre, molte sfumature si perdono. Un sicuro retaggio del 20ennio fascista e del doppiaggio, presente solo in italia. Non voglio iniziare una polemica contro il doppiaggio, dico solo che l’italiano non sa l’inglese perchè i film che vediamo fin da piccoli sono doppiati. In Europa ogni bambino sa almeno due lingue: la propria e l’inglese.
Ora arrivo al punto. Vorrei espatriare per un po’, per migliorare il mio inglese scolastico, e per fare un’esperienza di una scuola di cinema. Qualcuno sa come aiutarmi? ha delle conoscenze? mi piacerebbe andare in Australia con la possibilità del visto workin’ holiday…”
L’e-mail di contatto di Davide: davide.paciolla@gmail.com

 

Una Scienziata Italiana ad Harvard

In Storie di Talenti on 13 ottobre 2014 at 09:00

Non avevo neppure cominciato a cercare qualcosa in Italia, quando mi è stato proposto di andare all’MIT di Boston. Da quel momento ho più o meno sempre accettato la migliore offerta. Purtroppo questa non è mai arrivata dall’Italia“, riflette -guardando indietro- Katia Bertoldi, 36 anni, docente di Ingegneria Meccanica ad Harvard (USA). Katia Bertoldi ha scoperto pochi mesi fa l’emi-elica – trovandosi così proiettata sulla ribalta scientifica internazionale.

La storia di Katia prende il via con una laurea in Ingegneria Strutturale a Trento, cui fanno seguito un Master in Svezia e un Dottorato in Meccanica dei Materiali e delle Strutture, sempre a Trento.

Da lì prende il volo una prima volta per gli USA, dove approda al MIT: “l’inizio non è stato dei più facili, per via della grande differenza di organizzazione e mentalità, ma una volta adattatami ho iniziato a divertirmi alla grande“, ricorda Katia.

Un anno dopo partono le prime domande per impieghi come ricercatrice/assistant professor: contro il parere dei suoi colleghi, Katia accetta un posto in Europa, per la precisione in Olanda. Non resterà molto nel Vecchio Continente, a dire il vero: la diversa struttura accademica, dallo stile più “tedesco”, non la convince del tutto.

Così, quando capita una nuova offerta di lavoro, questa volta ad Harvard, non ci pensa due volte: riprende la valigia e riparte, con marito al seguito. “Essere professore in un ateneo di prestigio come Harvard è favoloso. Fin dal primo giorno ho avuto completa mano libera, insieme all’opportunità di lavorare con studenti brillanti e motivati. Qui fin da subito sei a capo di un tuo gruppo di ricerca“, racconta Katia.

Katia è assurta agli onori delle cronache, recentemente, con la scoperta dell’emi-elica: eliche a spirale tridimensionali in cui la spirale gira, si modifica o si inverte periodicamente lungo la lunghezza delle stesse strutture.

Ospite della puntata è Serenella Sferza, co-direttrice del programma MIT-Italy, progetto-ponte che mette in contatto università e studenti americani con il sistema-Italia, sia dal punto di vista accademico che delle aziende. Con lei approfondiamo l’importanza degli scambi tra le università USA e l’Italia.

Nella rubrica “Expats” ci occupiamo invece di uno dei tanti siti web che, negli ultimi anni, si sono occupati di offrire informazioni utili ai giovani italiani intenzionati a partire, per cercare all’estero migliori opportunità. Parliamo di “Espatriati per Caso”. Mohammed El Khouali ne è l’ideatore.

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Duecentoquarantasettesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 11 ottobre 2014 at 09:00

Duecentoquarantasettesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Storia di successo, quella che ci aspetta oggi, con una giovane scienziata e docente italiana, al lavoro presso una delle più prestigiose università americane. Una sua recente scoperta l’ha proiettata alla ribalta della comunità scientifica.

Dall’Italia sta aspettando ancora quella “migliore offerta”, che negli USA invece ha trovato…

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Fuga dei Talenti – un falso problema?

In Fuga dei giovani on 8 ottobre 2014 at 09:00

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“Let me be very frank,” he said. “Obviously, it’s a big problem, unemployment, this is clear.”

“Why I said it’s not a problem if a part of Italian people left Italy – because I think around the world, there are a lot of Italians very able, very intelligent, very smart, who change the world.”

Sono due frasi estrapolate dall’intervista del premier Matteo Renzi alla Cnn – nella fattispecie con una delle più famose anchorwoman, Christiane Amanpour.

In questa intervista Renzi fa due affermazioni, una ben poco condivisible, l’altra invece più condivisibile.

La prima è che il “brain drain” non è un problema. La stessa Amanpour controbatte incredula… “really ?!?” Negare la realtà è un’arte molto politica. Ma fare così significa non rottamare nulla – anzi, significa operare nella continuità di chi ti ha preceduto. Il “brain drain” è un problema, se frutto non solo di circostanze economiche peculiari, ma di una mentalità e di un modo di fare tutto italiano che va debellato. Con i fatti e con le misure giuste.

La seconda affermazione è invece molto più condivisibile, ma va attuata. Non lasciata sospesa per aria: “aiutateci a cambiare l’Italia”, chiede Renzi agli italiani della Silicon Valley. Palazzo Chigi lascerà un canale di comunicazione aperto con loro? Ne recepirà la carica innovativa?

E voi cosa ne pensate???

CLICCA QUI PER VEDERE L’INTERVISTA DI MATTEO RENZI ALLA CNN