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Una Gallerista a Honk Kong

In Storie di Talenti on 30 giugno 2014 at 09:00

Ho avuto la possibilità di conoscere il mondo artistico e culturale del Sud Est asiatico. Attraverso numerosi viaggi di ricerca, visite presso studi di artisti, colloqui con curatori e critici regionali, e una costante ricerca, il mio interesse e la mia curiosità sono cresciuti, portandomi a maturare personalmente e professionalmente”: Arianna Gellini, 30 anni, è co-direttrice di una galleria d’arte a Honk Kong, in Estremo Oriente.

Una carriera improntata fin dall’inizio a Est, quella di Arianna, che prende le mosse dalla laurea in Lingue, Culture e Società dell’Asia Orientale, all’università Ca’ Foscari di Venezia. Gli scambi con la Cina sono molto frequenti: così, dopo la laurea triennale, è tempo per lei di partire con destinazione Shanghai.

A Shanghai ho iniziato a lavorare come interprete per diverse aziende“, ricorda Arianna, che in pochi anni compie il salto verso il mondo dell’arte. Prima come assistente gallerista, poi con un Master in Arte Contemporanea a Singapore.

Fino all’approdo a Honk Kong, “città dai forti stimoli, in continuo cambiamento“, testimonia Arianna. Nell’ex-colonia britannica un primo lavoro per lei presso “Osage Gallery”, poi la scelta di divenire curatrice indipendente, fino all’offerta di una posizione da direttrice delle esibizioni presso “Gallery Exit”.

Ospite della puntata è Davide Quadrio, fondatore e curatore della “Far East Far West Collection”: Quadrio è un punto di riferimento, nel mondo artistico e galleristico italiano in Oriente. Con lui allarghiamo il quadro alle differenti opportunità, per giovani italiani, nel mondo dell’arte in Cina. L’Italia, soprattutto, riesce a far fruttare il suo immenso patrimonio culturale e artistico al di fuori dei nostri confini… oppure vive in uno “splendido isolamento”? E come tutto questo impatta con le prospettive professionali per i nostri giovani nel settore?

Nella rubrica “Expats” ascoltiamo, come ogni ultimo sabato del mese, le lettere di voi ascoltatori: oggi tocca a Diego, giovane ingegnere che sta cercando in tutti i modi di restare in Italia, resistendo alle “sirene americane”. Ce la farà?

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La discussione di giugno: Perché non abolire gli ordini professionali, come primo passo per aiutare i giovani ad accedere più liberamente al mercato del lavoro? Quanto -secondo voi- l’eliminazione di questo residuo corporativo potrà portare anche chi non è “figlio di” a restare in Italia? Senza dover necessariamente emigrare, perché non proviene dalla famiglia giusta?

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

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Alla prossima puntata: sabato 5 luglio, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

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Duecentotrentaduesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 28 giugno 2014 at 09:00

Duecentotrentaduesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Ultima puntata della stagione 2013-2014: vi portiamo fino ad Honk Kong, per parlare di arte e cultura. Finale “esotico” per l’anno di “Giovani Talenti”!

E non perdeteci di vista… anche questa estate vi riproporremo le nostre storie migliori – MORE NEWS SOON.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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Le nostre “Emergency Exit”

In Fuga dei giovani on 25 giugno 2014 at 09:00

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Il nostro è un Paese di talenti straordinari: i giovani sono bravi, e se non lo sono, lo diventano per forza: siamo tutti nani sulle spalle di un gigante. Il gigante è la nostra capacità di inventare, di affrontare i problemi in maniera laterale, di cogliere i chiaroscuri. Dico inoltre ai giovani di non rassegnarsi alla mediocrità, di viaggiare per imparare le lingue e per capire gli altri, e di comprendere che la diversità è un valore, non certo un problema“: parole di Renzo Piano, ispiratore di una delle tracce alle recenti prove di maturità.

Parole straordinarie, sul cui sfondo scorre la difficile contabilità dei dati della nuova emigrazione professionale. Parole da cui occorre ripartire, tenendo conto che:

-secondo l’ultimo bilancio demografico nazionale dell’Istat, nel 2013 82mila connazionali si sono trasferiti all’estero, con un aumento di 14mila unità rispetto al 2012. Il saldo tra emigrati e “controesodati” resta ampiamente negativo: -54mila unità;

-riassume l’Istat: “aumenta l’emigrazione italiana, diminiuisce l’immigrazione straniera”;

-secondo il social network professionale LinkedIn, l’Italia presenta un forte disavanzo in termini di attrazione dei talenti: in un anno il nostro sistema-Paese ha attratto 27.676 professionisti, ma se ne sono andati in 35.329. Gran Bretagna, Stati Uniti, Svizzera, Germania e Francia i principali Paesi di destinazione. Numeri che fanno suonare il campanello d’allarme, se consideriamo che LinkedIn raggruppa -mediamente- personale qualificato o altamente qualificato;

-in questo contesto, resta di estrema attualità l’uscita della prima puntata della serie web di “Emergency Exit”, l’interessante documentario di Brunella Filì. Da vedere:

Un Italiano fra i primi 30 “Under 30” del Mondo

In Storie di Talenti on 23 giugno 2014 at 09:00

Oggi ho il privilegio di gestire un’azienda che ha l’obiettivo di utilizzare la tecnologia basata sulla seta, per creare vaccini che raggiungono ogni angolo del mondo. Credo che in Italia ci siano tutti gli ingredienti per imbarcarsi in un progetto ambizioso. Chi vuole partecipare?” Si presenta così, con spirito estremamente propositivo, Livio Valenti, 29enne imprenditore nel settore scientifico, di base negli Stati Uniti.

Una storia da raccontare, quella di Livio, incluso pochi mesi fa nella prestigiosa graduatoria dei primi 30 “under 30” globali, stilata dalla rivista americana Forbes. Storia che inizia con gli studi all’Università Bocconi di Milano, e con i primi scambi di studio all’estero, in particolare alla UCLA di Los Angeles. “Un anno indimenticabile“, ricorda ancora Livio.

Al ritorno dalla California, si laurea con 110 e lode in Management Pubblico, prima di avviare una straordinaria carriera internazionale. Parte con un programma di studio per la Cina, che inframmezza con una internship in un think-tank di Washington. Poi il ritorno in Cina, dove diviene assistente di docenza e lancia una prima avventura imprenditoriale, con la creazione di un social network.

Alla fine del biennio di studi in Estremo Oriente, Livio ottiene un contratto con l’agenzia Onu UNDP, che lo porta fino in Cambogia. Quegli anni a stretto contatto con il mondo dell’assistenza allo sviluppo pongono -ma lo scoprirà solo successivamente- le basi per la sua futura attività imprenditoriale. “Lavorativamente, quel periodo in Cambogia e poi nel resto del Sud-Est asiatico è stato fantastico“, ricorda.

Dopo tre anni Livio lascia l’Onu e parte per gli Stati Uniti, ennesima tappa del suo personale “ping pong” tra Est e Ovest del mondo. Viene infatti accettata la sua candidatura presso la prestigiosa università di Harvard, che sarà sostenuta pure da una borsa di studio finanziata dal Governo italiano.

Gli anni ad Harvard si rivelano decisivi: “dopo la laurea alla Harvard Kennedy School of Government mi sono lasciato incantare dall’aria imprenditoriale che circola liberamente tra Harvard e il MIT“, ricorda Livio con entusiasmo. E’ in quegli anni che nasce Vaxess, azienda innovativa che ha reso l’utilizzo della seta (la cui lavorazione Livio aveva conosciuto in Cambogia) veicolo fondamentale per la stabilizzazione dei vaccini, rendendone così più semplice ed economico il trasporto. Vaxess ha ricevuto un finanziamento da 4.5 milioni di dollari da diversi venture capitalists.

Ospite della puntata è Dante Roscini, professore di Management proprio alla Harvard Business School di Boston: con il professor Roscini analizziamo i motivi che spingono i nostri migliori talenti dell’economia a restare negli Stati Uniti, dopo il fondamentale periodo di studi Oltreoceano. Perché l’talia non è da loro considerata attrattiva?

Nella rubrica “Expats” vi portiamo invece a conoscere un sito specializzato nei consigli sull’emigrazione verso l’Austria, uno dei Paesi europei con la minor disoccupazione giovanile. Lo ha creato Enzo Caldarola: si chiama Scappiamo.net

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Duecentotrentunesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 21 giugno 2014 at 09:00

Duecentotrentunesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Una puntata imperdibile, quella di oggi: vi portiamo a conoscere un’altra eccellenza italiana. Un giovane, che con intelligenza e caparbietà ha concluso un giro del mondo professionale in soli dieci anni, tra Oriente ed Occidente, venendo premiato con l’inclusione in una prestigiosa classifica mondiale, stilata da una rivista americana.

Una storia di imprenditorialità innovativa, che gli USA hanno reso possibile: andiamo a scoprire come!

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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Tre tasselli del Puzzle

In Declino Italia on 18 giugno 2014 at 09:00

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Tre spunti di riflessione, oggi, tra le decine che compaiono ogni giorno sui siti web e spulciando le agenzie di stampa:

-il primo ha una matrice storica: dall’Unificazione ad oggi, oltre 27 milioni di italiani sono emigrati. Solo 10 milioni sono tornati, con un saldo negativo netto di quasi 18 milioni di cittadini. A calcolarlo il primo Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni. Il Veneto è la regione con il maggior numero di emigrati nella storia (oltre 3,2 milioni), e con il saldo migratorio peggiore. Dal Nord della Penisola è partito il 44% degli emigrati, cinque punti in più rispetto al Sud. Corsi e ricorsi della storia: quanto assomigliano queste cifre, fatte le debite proporzioni… ai flussi odierni, quelli della nuova emigrazione professionale? E quanto l’Italia si è dimostrata matrigna, nella storia, verso i suoi figli?

-altro, clamoroso, paradosso: secondo l’Istat, oltre il 20% dei lavoratori nei call center è laureato. Si tratta per lo più di giovani, ricordiamolo. Viviamo in uno dei Paesi con una delle più imbarazzanti percentuali di titoli di studio all’interno della classe dirigente politica, economica e culturale… e scopriamo che i nostri laureati lavorano nei call center??? …e stiamo ancora a chiederci perché siamo entrati in una fase di declino?

-per chiudere, secondo la ricerca di Omd, il 58% di genitori di under 24 vedono il lavoro per i propri figli all’estero… sull’Italia ormai hanno quasi perso le speranze. Il 53% di questi genitori (in quanti stanno pensando essi stessi di levare le tende?) pensa che il figlio avrà difficoltà a trovare e mantenere il lavoro, il 50% pensa che l’acquisto di una casa sia -nei fatti- “mission impossible”.

Unite i tre dati… e comparirà la soluzione del puzzle. Purtroppo, abbastanza inquietante.

Fare Ricerca a Edinburgo

In Storie di Talenti on 16 giugno 2014 at 09:00

Sono andata via dall’Italia nel 2012, con l’idea che sarei tornata. Ora sono quasi convinta che non tornerò. Quando ho toccato con mano cosa significhi avere opportunità, vivere in uno Stato che -semplicemente- funziona ed è trasparente nei confronti del cittadino, beh – ho maturato la convinzione che questo mi piace di più, rispetto a ciò che mi sono lasciata alle spalle“: si presenta così Lara Campana, 30 anni, ricercatrice post-doc nel settore biomedico a Edinburgo, Scozia.

La sua è una storia “classica”, all’interno della categoria della “fuga dei cervelli”: ligure di origine, si trasferisce a Milano dopo la maturità, per studiare Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche. Completa la laurea triennale, poi si iscrive a quella specialistica, focalizzandosi sulla ricerca di base.

Fin qui tutto bene: i problemi cominciano con il dottorato, che comporta i primi sacrifici: le ore passate in laboratorio non si contano, lo stipendio non è paragonabile a quelli che si possono avere all’estero, la situazione emergenziale è una costante. E i colloqui in azienda non restituiscono prospettive migliori…

Le ho provate tutte, per rimanere e dare il mio contributo: ho lottato e stretto i denti, ma alla fine me ne sono andata. Qualcuno la definisce “la scelta facile”. Non lo è, spesso ti guardi indietro con amarezza, pensando a cosa potrebbe essere, ma non è stato“: così Lara motiva la sua scelta di emigrare – che finisce per accomunarla a tanti altri compagni e compagne di studio, che come lei hanno fatto le valigie…

La selezione per la Scozia è dura, ma Lara la passa, lasciandosi finalmente alle spalle la “claustrofobia” del mondo della ricerca italiano. “Mi fa male capire che qui in Scozia sono rispettata per il lavoro che svolgo, perché ne viene compreso il valore, mentre in Italia mi dicono: “poverina, disoccupata tutta la vita” – oppure, “non sarai mica una di quelle che squarta gli animali?“, riflette lei dal profondo Nord europeo.

Ospite della puntata è Sonia Levi, professore associato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università San Raffaele di Milano. La professoressa Levi è stata tra i docenti che più hanno aiutato Lara, nella sua esperienza italiana: con lei commentiamo la storia della settimana, e allarghiamo lo sguardo a come creare le condizioni per trattenere qui i nostri migliori cercelli.

Nella rubrica “Expats” vi parliamo di un libro di recente uscita che analizza da vicino, attraverso il racconto di sette storie, i motivi della fuga -ma anche del ritorno- dei nostri giovani talenti. Ne parliamo con Stefano Semplici, autore di “Italia no, Italia forse”.

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Duecentotrentesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 14 giugno 2014 at 09:00

Duecentotrentesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Oggi una puntata “classica”, dedicata ai nostri giovani ricercatori, con la storia di una giovane scienziata post-doc al lavoro in Scozia, dove ha trovato un ambiente ideale, per poter lavorare e crescere professionalmente.

Ancora troppo pieno di incertezze, invece, il “campo di gioco” italiano, dove si prova a resistere. Ma invano, gli ostacoli, sono maggiori degli incentivi a restare.

Puntata da non perdere!

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Richieste dal Web

In Fuga dei giovani on 11 giugno 2014 at 09:00

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Casella e-mail particolarmente affollata, quella di fugadeitalenti@gmail.com , negli ultimi giorni, con numerose richieste di informazioni, che giriamo anche sul blog, nell’ottica di una maggiore interattività con i nsotri lettori.

Questa settimana -insomma- è dedicata a voi e alle vostre richieste:

-la Fondazione Architetti di Firenze è alla ricerca di un designer fiorentino al lavoro a Berlino, da intervistare per raccontare la sua esperienza. Se vi riconoscete in questa ricerca, scrivete alla nostra e-mail, e la gireremo alla Fondazione;

-un gruppo di studenti dell’Università di Würzburg in Germania, nell’ambito del corso di lingua e cultura italiana sta svolgendo uno studio scientifico sul fenomeno della “fuga dei cervelli” nella Penisola. Per raccogliere informazioni direttamente dai “cervelli in fuga” o “rimasti in Italia” hanno creato un questionario online. Qui mi rivolgo ai nostri talenti all’estero: diamo loro una mano a raccogliere le vostre voci? Si tratta di solo pochi minuti… CLICCATE QUI PER ACCEDERE AL QUESTIONARIO E RISPONDERE ALLE DOMANDE

Uno Startupper a Berlino

In Storie di Talenti on 9 giugno 2014 at 09:00

Oggi vivo a Berlino: continuo a lavorare per una start-up tedesca. Ma dedico molto tempo all’Italia, al mio progetto, all’analisi delle start-up locali, e all’evoluzione dell’intero ecosistema. Vorrei essere, nel mio piccolo, una sorta di vaso comunicante, che apprende e trasferisce esperienza e conoscenza. Che, trovandosi in un luogo dove i trend arrivano prima, possa fungere da spia, da informatore preferenziale. In attesa di tornare, un giorno, a casa“: Giuseppe Colucci, 29 anni, è uno startupper e community manager a Berlino. Oggi la sua storia in primo piano a “Giovani Talenti”.

Storia che prende le mosse con un primo trasferimento dalla Puglia a Milano, per studiare Scienze e Tecnologie della Comunicazione: nel capoluogo lombardo Giuseppe si cimenta nel giornalismo, prima di optare per una vita improntata al viaggio.

Giuseppe fa tappa in Turchia per un Erasmus: “la Turchia è stata il crocevia della mia vita“, ricorda con nostalgia. Una volta conclusa l’università, espatria con destinazione Spagna, mosso non tanto da una volontà di fuga, quanto dalla “sete di conoscenza“.

Tuttavia, in quel momento la Penisola Iberica è all’apice della crisi: per questo Giuseppe decide di trasferirsi a Berlino, che negli ultimi anni si era imposta come la nuova destinazione dei giovani italiani ed europei più innovativi. “Berlino ci esplose in faccia come un circo di colori, profumi, allegria, spensieratezza. Qui la gente non ha età, la carta d’identità non importa. La formalità viene derisa“, ricorda.

A Berlino Giuseppe lavora inizialmente per una Ong, curandone il blog (in una prosecuzione ideale del suo lavoro come giornalista), poi -quasi per caso- entra in contatto con gli startupper attivi sulla scena tedesca: negli anni, accumula lavori come country manager per alcune delle imprese più innovative, fino ad aprire la propria startup. “Startup Italia Jobs”, questo il nome, nata con l’obiettivo di mettere in contatto gli imprenditori innovativi italiani con potenziali dipendenti, creando così la prima piattaforma di mercato del lavoro per startup della Penisola.

Ospite della puntata è Mattia Corbetta, membro della Segreteria Tecnica del Ministro dello Sviluppo Economico: con lui facciamo il punto sul quadro delle aziende innovative in Italia, sui provvedimenti messi a punto dagli ultimi tre Governi in materia, e sulle cose che restano ancora da fare, per incentivare un vero ecosistema delle startup anche nel Belpaese.

Nella rubrica “Expats” torna -dopo un mese di pausa- l’appuntamento con la rubrica “Andata e Ritorno”. Aldo Mencaraglia di Italiansinfuga ci parla di una ricerca relativa ai fattori che favoriscono -od ostacolano- la fuga dall’Italia, mentre Lorenzo Pompei de “La Fonderia dei Talenti” lancia un appello per estendere fino al 2018 i benefici della Legge Controesodo, i cui effetti rischiano altrimenti di esaurirsi tra solamente un anno e mezzo.

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