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+++42,4% – Nuovo Record Disoccupazione Giovanile+++

In Giovani Italians on 28 febbraio 2014 at 10:12

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FONTE: ANSA. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni a gennaio e’ pari al 42,4%. Lo rileva l’Istat. Si tratta del tasso più alto sia dall’inizio delle serie mensili. I giovani in cerca di un lavoro sono 690mila. Tra il 2008 e il 2013, gli anni della crisi, si contano 984 mila occupati in meno, ovvero quasi un milione.

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Clandestini, “garantiti” e in movimento…

In Fuga dei giovani on 26 febbraio 2014 at 09:00

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Interessante l’articolo del quotidiano “La Repubblica” sugli italiani clandestini nel mondo: un universo finora inesplorato, occorre ammetterlo, ma che presenta -fuori dall’Europa- dimensioni veramente preoccupanti.

Quando i clandestini siamo noi“, titola l’articolo, che riporta 500mila italiani clandestini stimati nel mondo, con un’età media compresa fra 18 e 45 anni, e con picchi negli Stati Uniti pari a 150mila persone, di cui 20mila nel solo Stato di New York. Ovviamente questa situazione si verifica per lo più nei Paesi extra-Unione Europea, ma allarma il fatto che si tratti spesso di neolaureati.

Capitale umano qualificato, che -pur di provare a cambiare la propria difficile situazione in Italia- parte per destinazioni Oltreoceano, accettando lavori poco qualificati (per la maggior parte camerieri, lavapiatti, baristi ed operai). Uno spreco di talenti per l’Italia, un futuro incerto per questi giovani, che Oltreoceano hanno pochissime garanzie. Facciamo molta fatica a raccontare quel mondo, che -per sua stessa natura- resta sottobosco e non ha alcun interesse ad emergere. Se qualcuno ci volesse contattare, lo faccia a fugadeitalenti@gmail.com

Le buone notizie ora: è in fase di lancio la “Garanzia Giovani”, che potrà a breve contare su un portale dedicato (http://www.garanziagiovani.gov.it): nella migliore delle ipotesi, consentirà una maggiore mobilità a livello nazionale, rendendo contendibili da Nord a Sud le posizioni aperte. Soprattutto, questa Garanzia dovrà fare in modo che un giovane under 25 possa ricevere una formazione vera o -meglio ancora- un’offerta di lavoro entro soli quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dell’inattività.

“Il Sole 24 Ore” riporta come Campania, Sicilia e Lombardia saranno le regioni maggiormente beneficiate dalle risorse in arrivo dall’Unione Europea: 215 milioni per la Campania, 200 per la Lombardia e altrettanti per la Sicilia, il 40%circa del miliardo e mezzo di fondi comunitari per la Garanzia Giovani che arriveranno complessivamente in Italia. Il Lazio ha annunciato di essere già a buon punto: speriamo… da quel poco che filtra da Bruxelles possiamo dirvi che il piano messo a punto dall’ex-Ministro del Lavoro Giovannini sarebbe un po’ lacunoso sul fronte degli impegni e delle scadenze (eventualità che non ha fatto proprio fare salti di gioia in Europa), ma l’impegno profuso è stato tanto, ed ora tocca al nuovo Governo rendere operativo il progetto.

Infine, si segnala l’intervento -in un’intervista al Corriere della Sera– dell’ex-consulente per le riforme del Governo Schroeder Peter Hartz, colui che ha posto le basi per le riforme strutturali nel mercato del lavoro tedesco, utili a far ripartire la competitività dell’ex-“malato d’Europa”.

Hartz ha ideato il progetto “Europatriates“, che punta a ricollocare temporaneamente i giovani senza lavoro in un altro Paese europeo, che li ospiti per il tirocinio e l’impiego. Hartz presenterà a breve questo progetto in un congresso a Saarbrucken: l’idea è buona, e consentirebbe di sviluppare una vera e propria “cittadinanza europea”. A meno che questo progetto non accentui la fuga all’estero dei giovani, svuotando economie scarsamente competitive come l’Italia dei loro migliori talenti. A quel punto dovremmo trasformare il titolo di questo blog in “L’Esodo dei Talenti”…

A proposito di giovani e fuga all’estero, guardate questo interessante video realizzato da Davide Mura per ManagerItalia. Davide è andato a chiedere direttamente ai giovani dove vedano il loro futuro, se nella Penisola od oltreconfine. Un buon “termometro” della situazione.

 

 

Talenti che Rientrano

In Fuga dei giovani on 25 febbraio 2014 at 09:00

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Il “Controesodo” a due facce…:

GOOD NEWS: il nuovo direttore del Museo Egizio di Torino sarà Christian Greco, 39 anni, egittologo curatore della collezione egizia del museo di Leiden, in Olanda. Vicentino di origine, Greco torna in Italia per guidare il secondo museo egizio del mondo, dopo essere stato selezionato con un bando internazionale, cui hanno preso parte 101 candidati;

BAD NEWS: anche Andrea Campisano, Omar Rota-Stabelli e Lino Olmetto, tutti ricercatori, erano tornati dall’estero, grazie a un programma nazionale per il rientro dei cervelli. In questi anni hanno contribuito a una importante scoperta scientifica, che ha identificato il primo batterio passato dall’uomo alle piante (scoperta pubblicata anche su riviste scientifiche internazionali). Intanto è arrivata la crisi, il taglio dei fondi alla ricerca e il blocco delle assunzioni universitarie. Due di loro sono precari, il terzo è addirittura disoccupato.

Duecentoquattordicesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 22 febbraio 2014 at 09:00

Duecentoquattordicesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

E’ possibile avviare una riconnessione con l’Italia da Honk Kong, tornando nella Penisola -da imprenditore- a cercare capitali freschi per investimenti in Estremo Oriente?

Oggi a “Giovani Talenti” la storia di un “under 40”, che ha provato in ogni modo a “sprovincializzare” il proprio Paese, aprendolo alle sfide della globalizzazione, facendolo uscire dal suo capitalismo “relazionale”, fatto prevalentemente di “old money”.

Missione purtroppo in buona parte fallita, in seguito all’incontro-scontro con una classe dirigente assolutamente allergica al rischio… ma -come in tutte le storie “complicate”- qualcosa alla fine si è mosso. Sintonizzatevi per conoscere il finale -a sorpresa- della storia.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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La discussione di febbraio: Considerate possibile il ricambio della classe dirigente in Italia, a tutti i livelli, mediante una robusta iniezione di giovani professionisti di talento, qualificati, di rientro dall’estero? Se sì, come – concretamente? Inviateci proposte!

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

Iniziativa Twitter – Hashtag del mese: #potereagliespatriati

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L’Ultimo Treno?

In Declino Italia on 19 febbraio 2014 at 09:00

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E ora? Sospendiamo per qualche tempo il giudizio, in attesa degli eventi. Qualcosa di strano è avvenuto in Italia, nel giro di un solo anno.

Un cambio generazionale, almeno in politica, c’è stato. Una lunga tradizione di primi ministri 60-70enni ha lasciato il passo prima a un 40enne, poi addirittura a un 30enne (sebbene vicino alla quarantina). Una strana legge fisica di reazione deve aver prodotto questo clamoroso ribaltamento anagrafico. E’ abbastanza normale che un estremo scateni -per reazione- l’altro. Speriamo ciò avvenga anche in altri settori del sistema-Paese, partendo magari da economia, finanza e università – ancora molto gerontocratiche.

Lasciamo stare per un attimo le modalità con cui questo processo politico si è prodotto, nella sua ultima fase: molti aspetti restano poco chiari e parecchio controversi, a dirla tutta.

L’impressione è che il Paese, sempre più allergico al rischio, per una volta si metta al tavolo da poker. O vince, e prende tutto. O perde… e perde tutto.

Farà il nuovo Governo Renzi un programma serio di riforme strutturali, e di cambio radicale dei modelli? Se sì, le possibilità di un ammodernamento del sistema-Paese, e di un cambio di passo, potrebbero finalmente concretizzarsi.

Se invece si risolverà in un’operazione unicamente politica – della “vecchia” politica, in un ennesimo gioco di potere di Palazzo, difficilmente la passeremo liscia.

Le novità affascinano e creano aspettative. Se si risolvono in un bluff, gli altri giocatori al tavolo si prendono tutto. E ti sbattono fuori.

Promemoria per il nuovo esecutivo:

-secondo la Bce l’Italia, con Spagna e Grecia, è in cima alla classifica della disoccupazione giovanile. Per Neet, siamo il Paese capolista (21%), davanti a Grecia, Irlanda e Spagna;

-tra il 2006 e il 2013 il numero dei giovani disoccupati è raddoppiato: dal 20,2% al 41,6% (Istat).

Da qui occorre ripartire: “la prima urgenza da affrontare è quella del lavoro“, ha dichiarato Matteo Renzi ricevendo l’incarico. Speriamo bene.

“Ancora e solo Disperazione” – FAZ

In Fuga dei giovani on 18 febbraio 2014 at 09:00

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Il più prestigioso quotidiano tedesco, la Frankfurter Allgemeine Zeitung, traccia un profilo dell’Italia in crisi che si appresta a cambiare Governo, citando in particolare la “fuga delle menti più dotate” dal Paese.

La FAZ, in un articolo a firma del corrispondente Tobias Piller, elenca alcune delle ultime storie andate in onda recentemente a “Giovani Talenti“: quella di Marco Vismara, startupper emigrato a Berlino, e quella di Luana Ricca, medico chirurgo in Francia.

I giovani italiani all’estero si augurano per l’Italia tutto ciò, che non hanno trovato in patria: meritocrazia, anzichè clientelismo nelle selezioni, maggiore responsabilità e possibilità di lavorare autonomamente anche per i giovani… senza dimenticare stipendi più attrattivi“, chiosa l’articolo.

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO “NUR NOCH HOFFNUNGSLOSIGKEIT”, DELLA FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG (versione originale tedesca)

IL LINK ALLA PAGINA WEB DELL’ARTICOLO

Giovani che aiutano i giovani ad espatriare

In Storie di Talenti on 17 febbraio 2014 at 09:00

“Perché sono andata via dall’Italia? Perché lavoravo per la gloria”, ricorda Noemi Cesarano, 31enne headhunter startupper in Austria, ora residente a Vienna: in Italia “nessuna prospettiva di crescita professionale, solo promesse… odio le pacche sulle spalle, lo sfruttamento, i premi e i complimenti fini a sé stessi,  e le promesse vuote“.

Un percorso di studi all’insegna delle lingue alle spalle, Noemi si iscrive alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere a Bergamo, coltivando -in parallelo- collaborazioni di lavoro all’interno dello stesso ateneo. A metà degli anni 2000 una lunga esperienza in Cina, per la tesi di laurea.

Nel 2009 l’inizio del lavoro vero e proprio, a Milano, nel settore delle pubbliche relazioni e del marketing, con due accademie di moda e design: gli anni passano rapidi, tra viaggi all’estero e un lavoro svolto con passione. Ma latitano -per l’appunto- prospettive concrete di crescita.

E’ così che lo scorso aprile Noemi prende armi e bagagli e parte per Vienna, dove fonda, col suo attuale compagno, VenturaCareer, agenzia di headhunting specializzata nel reclutamento di medici, ingegneri e informatici italiani nei mercati del lavoro tedesco ed austriaco.

Il nostro obiettivo non è alimentare la fuga dei cervelli, ma offrire a giovani qualificati che in Italia non si sentono soddisfatti, gratificati o valorizzati, opportunità di lavoro all’estero, spiega Noemi dall’Austria, osservando il crescente flusso di connazionali che si rivolgono a lei per trovare occasioni di impiego sempre più rare nella Penisola.

Ospite della puntata è Daniel Rongo, giovane startupper che ha seguito un percorso nei fatti opposto a quello di Noemi. Dopo diverse esperienze di lavoro in giro per il mondo, all’interno di grandi multinazionali, Daniel è tornato a Napoli, dove ha fondato Simplyjob, start-up che lui ama definire “di finalità sociale”. Nei fatti, il primo sito web con offerte di lavoro all’estero che richiedono profili “Italian-speaking”.

Nella rubrica “Expats” andiamo alla scoperta della radio web “voce” dei giovani italiani all’estero. Parliamo di Radio Pizza, un network di trasmissioni radiofoniche da varie città d’Europa, in cui ogni giorno i nostri “expats” si incontrano e si confrontano. A presentarci Radio Pizza una delle sue animatrici, Sara Primiterra.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

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Alla prossima puntata: sabato 22 febbraio, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Duecentotredicesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 15 febbraio 2014 at 09:00

Duecentotredicesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Il paradosso, in questi tempi di crisi e di fuga dal Belpaese, è che alcuni giovani startupper hanno deciso di avviare progetti centrati proprio sui giovani connazionali che desiderano emigrare all’estero, in cerca di migliori opportunità di impiego.

C’è chi accusa questi startupper di favorire così lo svuotamento di capitale umano dalla Penisola… e se invece stessero semplicemente offrendo una meritata scialuppa di salvataggio, a chi vuole lasciare una nave che sta affondando? Una nave dove i capitani (anziani) hanno impedito ai giovani ufficiali di poter riparare le falle apertesi nello scafo, dopo una serie di manovre errate e suicide…?

Oggi protagonista di puntata una giovane trentenne, che -dopo essere emigrata in Austria- ha aperto un’agenzia di selezione e reclutamento per giovani medici, ingegneri e informatici italiani, alla ricerca di impiego nei mercati austriaco e  tedesco.

In parallelo, ospite della trasmissione sarà un giovane startupper, che da Napoli ha avviato un sito web, che si prefigura come il primo motore di ricerca con offerte di lavoro dedicate a professionisti di lingua italiana in tutto il mondo (Italia esclusa).

Una puntata da non perdere, anche per ricevere qualche utile “dritta” all’espatrio!

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Partire o Restare? Questo è il Problema…

In Fuga dei giovani on 12 febbraio 2014 at 09:00

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Un grazie ai giovani professionisti di IPMA – Young Crew Italy, per l’evento dello scorso 21 gennaio a Milano, nel corso del quale abbiamo discusso a lungo del tema della fuga dei talenti. Due ore di confronto estremamente stimolanti, ben sintetizzate da Francesco, uno degli organizzatori. Oggi il “guest post” de “La Fuga dei Talenti” è suo. Enjoy!

Alla fine la risposta non c’è stata: partire o restare è una invariante, o meglio una questione di laicità. Non c’è un consiglio, una preferenza. Solo indicazioni e dati che ognuno è libero di interpretare. E’ stato questo il succo del discorso di Sergio Nava, nostro primo ospite dell’anno 2014.

Una piccola premessa sui dati: non esistono strumenti di valutazione perfetti per stimare un fenomeno che da anni impatta sull’economia italiana, quello della fuga dei talenti.

Che si tratti di talenti o meno, i dati AIRE parlano di un +30% di expat nel 2012, con un boom di italiani in Inghilterra, che partono con o senza professionalità da offrire.  Dalle ricerche al numero empirico, che di solito è più vicino alla realtà, può passare facilmente un fattore due.

Dal discorso di Sergio è venuto fuori che il Regno della Regina è solo del terzo paese di destinazione, una medaglia di bronzo che post-cede la Germania e la Svizzera, due paesi che offrono rispettivamente una stabilità economica e stipendi altri spendibili in Italia. Non a caso, su quest’ultimo punto, la prima regione italiana in termini di expat è – rullo di tamburi- la Lombardia.

La regione della “Madunina” ha infatti superato la storica regione di espatrio per eccellenza, la Sicilia, che si trova al terzo posto alle spalle del Veneto (anch’esso relativamente vicino alla Svizzera). A chiusura del discorso, un esercizio interessante da fare è quello di incrociare gli espatri da Lombardia e Veneto con i nuovi arrivi in Svizzera. 

A questo punto la domanda da porsi è: “perché ce ne andiamo?”. Di fatto già l’Italia presenta di partenza un numero di laureati inferiore di un terzo o della metà rispetto a Germania, Francia ed Inghilterra. Questi spostamenti di capitale umano costano tra uno e cinque miliardi di € l’anno (stime di Repubblica e Squinzi), non proprio spiccioli. Formarci costa mediamente 120.000€ cad, e tutto questo è “regalato” dal sistema Italia ai paesi sopra citati, che giustamente “ringraziano” (ma anche no).

Da un’indagine indipendente citata da Sergio su un campione di 1.200 persone, i primi tre motivi di partenza sono, in sequenza:

  1. Meritocrazia e trasparenza nel percorso di carriera
  2. Strumenti e tool per svolgere al meglio il proprio lavoro
  3. Motivi legati al salario

Notate qualcosa di strano? Il salario è al terzo posto, non è un errore. Il primo punto è triste: viviamo in un Paese visto in questo modo. Magari non è così realmente, non è così in tutti in casi, ma è visto in questo modo. Sul secondo punto c’è ’meno tristezza ed una serie di opportunità (immagino il telelavoro, ad esempio), quindi può essere visto come un elemento migliorabile. Il terzo è un dato di fatto, legato anche ad un momento difficile, non solo per l’Italia.

E’ partito poi il consueto giro di domande, che ha coinvolto Sergio, il quale ha dato ampia disponibilità con un intervento record in termini di durata. E’ emerso il quadro di un Paese, il nostro, decisamente “autoctono”, con modelli anacronistici,  potremmo dire che non vede di buon occhio il “change management”. Manca programmazione, si guarda sempre al caso del giorno.

Sono state anche avanzate e commentate, nel piccolo del nostro incontro, una serie di proposte, legate al “circolante”, un po’ come la catena del denaro in una economia: a parità di moneta ricevuta, in un sistema chiuso, più si spende, più si ottiene in termini di servizi, più si crea lavoro, più si ottiene un livello di vita buono. Si devono quindi abbandonare strutture dove chi è nella poltrona vuole restarci anche oltre il tempo “massimo”, dare la possibilità a qualcun altro che merita di stare in quei posti di poterci stare, con un ricambio generazionale, dando maggior fiducia ai giovani, che comunque sono preparati.

E ciò è confermato dal fatto che questi giovani vanno via a giocare la loro partita, in terra tedesca, francese, svizzera o inglese, in mercati più grandi, in “inferiorità numerica” fuori casa, e spesso sono in gradi di portare a casa i tre punti. Se tornano a casa, se è data loro una possibilità di tornare a casa”.

FRANCESCO DI FILIPPANTONIO

Responsabile comunicazione esterna IPMA YC Italia

Un Ingegnere in Belgio

In Storie di Talenti on 10 febbraio 2014 at 09:00

Io non appartengo a coloro che hanno difficoltà a trovare un lavoro, ma a coloro che un lavoro in Italia l’hanno sempre avuto. Tuttavia, più che una via verso la gratificazione personale, ha rappresentato l’inizio della frustrazione… e a pensarci è terribile. Ci metti una fatica immane a trovare impiego, poi quando ce la fai ti accorgi che è solo una forma di sostentamento. Per la mia generazione, la situazione italiana è una spirale contorta, un circolo vizioso che non ti fa andare avanti, ma ti fa girare a vuoto“: lo sfogo di Paolo Quartulli, 33enne International Project Manager pe una multinazionale a Bruxelles, è anche lo sfogo di una generazione che avrebbe voluto trovare in Italia le stesse opportunità di crescita e valorizzazione offerte loro all’estero.

Paolo si laurea in soli cinque anni in Ingegneria, dopodiché si cimenta in ben tre lavori, nella Penisola. Ad ogni tappa segue una delusione, legata all’impossibilità di crescere, di poter fare un salto qualitativo, di doversi sempre e solo confrontare con una “logica del gioco al ribasso”. Perché l’Italia è un Paese che ha smesso di far sognare i propri giovani, di incitarli a volare alto.

E’ per questo che professionisti come Paolo scelgono di andarsene, per inseguire sfide professionali ambiziose all’estero. Per sfuggire alla superficialità e alla mediocrità imperanti… che sono arrivate a corrodere ormai anche l’ambito lavorativo, in Italia. Approssimazione e incompetenza non sono solo più appannaggio della politica: le si vive persino sul luogo di lavoro. E’ il collasso di un certo modello di classe dirigente.

Quando ho preso la decisione di lasciare l’Italia, l’ho fatto con la speranza di confrontarmi con una cultura diversa, e con un’attività a più ampio respiro internazionale. Soprattutto, con progetti più complessi, in gabinetti più strutturati“, precisa Paolo, approdato nella sede di Bruxelles di una grande multinazionale francese. “In Belgio, a soli 33 anni, coordino minimo dieci capi ingegneria di ogni dipartimento. Gestisco contratti fino a otto milioni di euro. Opero in tutto il mondo. Il mio capo è lì solo per supportarmi. Ho piena autorità su tutti i miei progetti, che poi vengono valutati con obiettivi insindacabili. Il mio management è competente e umile“. La riflessione di Paolo è l’epitaffio di un certo modello di Italia, che appare l’esatto quadro rovesciato della situazione lavorativa che vive ora all’estero.

Ospite della puntata è Giuseppe Medeghini, anche lui ingegnere: Giuseppe ha scelto di rientrare in Italia, dopo alcuni anni in Inghilterra. E proprio per sfuggire a certe logiche lavorative prettamente “italiane”, Giuseppe ha  deciso di farlo non come dipendente, ma con un proprio progetto imprenditoriale, centrato sulle energie rinnovabili. Ci racconta la sua personale sfida di “Controesodo”.

Nela rubrica “Expats” ospitiamo l’interessante progetto di narrazione fotografica della nuova emigrazione professionale italiana: si chiama “Londra Beautiful People”, ha al proprio centro i nuovi emigrati italiani nella capitale inglese, e a realizzarlo è stata una 35enne fotografa, Samantha Capitano.

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