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Duecentoventottesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 31 maggio 2014 at 09:00

Duecentoventottesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Non è facile riuscire a condensare, in un’unica trasmissione, le peggiori contraddizioni di un Paese arretrato e culturalmente rimasto al periodo pre-caduta Muro di Berlino… lontano anni-luce dal mondo globalizzato.

Ma oggi ci riusciamo: tra soppressione del talento, sfruttamento dei giovani e barriere ordinistiche all’accesso professionale. Oggi parliamo di giovani avvocati emigrati.

Sintonizzatevi con noi!

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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La discussione di maggio: “Quote giovani nelle assunzioni in posizioni dirigenziali, soprattutto nelle amministrazioni pubbliche. Lo chiedono i giovani, secondo una recente indagine Coldiretti. Siete d’accordo? Più “under 40″ nelle posizioni di management, in modo obbligatorio? Dite la vostra!”.

Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

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Fuga Continua – Ma in Silenzio, ora

In Fuga dei giovani on 28 maggio 2014 at 09:00

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Stupisce come l’incremento della fuga degli italiani dalla Penisola non faccia quasi più notizia. Tipico, d’altronde, di un Paese che si appassiona per brevi periodi ai suoi problemi, per poi disamorarsene quasi subito dopo, senza nel frattempo trovare soluzioni definitive.

Un esempio ne è la Legge Controesodo, la 238/10, che rischia una condanna a morte a fine 2015, qualora gli sgravi fiscali che ne costituiscono l’ossatura non dovessero ottenere una proroga. Il rischio è che Controesodo  -un piccolo, ma utile strumento per incentivare i nostri giovani emigrati a tornare nel Paese- resti una cassetta d’attrezzi vuota. I suoi promotori hanno presentato mesi fa una proposta di estensione dei benefici fino al 2018, ma -tra i vari dossier persi di vista con l’ultimo cambio di Governo- c’è anche questo (l’idea di Controesodo arriva dall’area “lettiana” del PD, probabile una minore sensibilità da parte dell’area “renziana” – fa cadere comunque le braccia osservare come tutto si risolva sempre in un gioco di correnti politiche, al di là dell’interesse pubblico, in questo Paese).

Dicevamo: nel silenzio generale, l’emigrazione dall’Italia cresce e aumenta, al punto da non stupirci neppure più. Gli ultimi dati indicavano un incremento fino a quasi 100mila espatri ufficiali nel 2013, un boom verso la Gran Bretagna, e un movimento migratorio dal Centronord Italia.

La scorsa settimana nuove conferme dalla Germania (ufficio di statistica federale Destatis):

-i tedeschi hanno registrato un incremento dei flussi in arrivo nel Paese, che ha portato il totale a 1,22 milioni di immigrati nel 2013 – record da 20 anni;

gli italiani hanno fatto segnare un +52% nel 2013, con 32mila connazionali espatriati (tre volte tanto rispetto ai numeri ufficiali dell’Aire!). Il nostro incremento è stato nettamente superiore a quello dei “cugini della crisi” spagnoli (dalla Spagna 22mila espatri, +19%).

Mentre i media si annoiano e  sbadigliano, la fuga prosegue. Buon viaggio. E buona fortuna!

Talenti Italiani nel Mondo

In Storie di Talenti on 26 maggio 2014 at 09:00

Puntata speciale di “Giovani Talenti”, che va alla scoperta dell'”Aspen Junior Fellows”, network di giovani professionisti italiani dal profilo internazionale. Molti di loro vivono e lavorano all’estero, mantenendo alto il nome della Penisola nel mondo.

Il nostro panel:

Rossella Nicolin, 34 anni, ingegnere in Gran Bretagna;

Stefano Casertano, 35 anni, docente universitario in Germania;

Marco Tantardini, 30 anni, scienziato-imprenditore basato in Italia, ma al lavoro soprattutto negli Usa.

Ospite insieme a loro, per raccontare questo network e commentare il flusso crescente di giovani italiani oltreconfine, il presidente di “Aspen Junion Fellows” Lucio Stanca.

Nella rubrica “Expats” ci trasferiamo in Estremo Oriente, per parlare di un blog che ha deciso di raccontare le storie dei giovani professionisti italiani emigrati in Cina mediante lo strumento delle interviste audio, scaricabili in podcast. Il blog si chiama “Vite in Costruzione”: ce ne parla l’autrice Manuela Pittore.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

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Alla prossima puntata: sabato 31 maggio, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Duecentoventisettesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 24 maggio 2014 at 09:00

Duecentoventisettesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Nuova puntata speciale, per il nostro programma, che ci porta oggi alla scoperta di un network di giovani professionisti di altissimo livello, molti dei quali espatriati, che tengono alto il nome dell’Italia all’estero.

Vi proponiamo un tour virtuale per l’Europa e per un mondo sempre più globalizzato… che ci porterà a toccare approdi tradizionali della nostra nuova emigrazione, quali Gran Bretagna, Germania e Usa.

Appuntamento da non perdere!

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Istinto di Conservazione

In Declino Italia on 21 maggio 2014 at 09:00

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Poche, rapide riflessioni, prendendo spunto da fatti di cronaca apparentemente distanti tra loro:

a Milano un circolo di affaristi con entrature politiche, molti dei quali coinvolti addirittura nella Tangentopoli del 1992 (sul Corriere della Sera vengono definiti “dinosauri politici”) prova a mettere le mani su appalti milionari legati all’Expo;

nonostante riforme e controriforme universitarie, anche nelle ultime settimane i giornali si sono riempiti di racconti relativi a inchieste su figli di professori universitari o ex-rettori impegnati nella corsa al posto. Lasciano di stucco le dichiarazioni dell’ex-Garante della Privacy Francesco Pizzetti: Pizzetti è indagato nella maxi-inchiesta delle procure di Milano e Bari sui concorsi universitari per docenti ordinari e associati, con l’accusa di aver fatto pressioni ripetute e insistenti a favore del figlio: “giusto che a scegliere sia la corporazione“, afferma -in sostanza- Pizzetti nell’intervista a La Repubblica.

La vecchia Italia non muore insomma mai. E’ lì che vivacchia, nonostante tutto, nonostante la crisi, nonostante i Governi che si succedono. Passano le ere politiche e geologiche. Ma lei è sempre lì. Pronta a rivendicare la sua “anzianità professionale”, il “si è fatto sempre così, perché ora dobbiamo cambiare?”

E’ insidiosa, è pericolosa, questa “Vecchia Italia”. Si annida nelle posizioni più insospettabili, altre volte opera sotto traccia. Ma sopravvive.

La notizia positiva è che stavolta perderà la propria lotta per la sopravvivenza: il mondo sta cambiando troppo velocemente. Come ben raccontava lunedì un articolo su La Repubblica i fondi d’investimento stranieri stanno soppiantando gli ex-salotti buoni (in via d’estinzione per mancanza di soldi), mentre Pil e occupazione ormai perdono colpi a ritmi insostenibili (i dati sul Pil di giovedì evidenziano un Paese incapace di crescere, se non si mette ad innovare seriamente, mentre l’occupazione è tornata addirittura ai livelli del 2002, scendendo sotto il 60% sul totale della popolazione…).

Dovremo cambiare non per volontà. Ma per obbligo. Anche i dinosauri sembravano immortali. Ma si sono estinti. E’ più di una speranza. E’ una certezza.

“Garanzia Giovani contro brain drain italiano”, dice la Commissione UE

In Fuga dei giovani on 20 maggio 2014 at 10:00

“IL PIANO GARANZIA GIOVANI PUO’ FRENARE LA FUGA DEI CERVELLI DALL’ITALIA”

IL COMMISSARIO EUROPEO ALL’OCCUPAZIONE ANDOR SCETTICO PERO’ SULL’ESTENSIONE AI 25-29ENNI

“Penso che proprio questo sarà uno dei benefici della Garanzia Giovani, che impone all’ufficio di collocamento di lavorare con i giovani su base individuale e personalizzata. Spesso infatti, a causa del malfunzionamento di questi servizi, i giovani hanno faticato a trovare opportunità nella propria regione o nel proprio Paese, scegliendo di emigrare. Non mi equivochi, però: io non credo che la mobilità del lavoro in Europa sia una cosa negativa. Chi vuole lavorare all’estero deve poterlo fare. Ma non deve essere una scelta dettata dalla disperazione. La crisi ha causato pure situazioni di sottoinquadramento: persone assunte per mansioni inferiori rispetto alla loro qualifica. Per cui non c’è solo un rischio di brain drain, o fuga dei cervelli, ma anche un rischio di “perdita di cervelli””.

Così il Commissario Europeo all’Occupazione Laszlo Andor, intervistato da Sergio Nava per la trasmissione “Giovani Talenti” (in onda sabato 17 maggio alle 13.30 su Radio 24), ha risposto alla domanda sui possibili benefici della Garanzia Giovani quale freno alla crescente emigrazione dei giovani dall’Italia (oltre 45mila nel 2013, con un incremento del 28% sul 2012, secondo i dati rivelati in esclusiva sabato 10 maggio).

Entrando nel merito del piano Garanzia Giovani italiano, Andor ha dichiarato: “l’Italia deve fare molti sforzi, per far sì che i servizi pubblici per il lavoro siano pronti alla sfida. Il Paese è molto diseguale. Esiste anche un problema relativo al vocational training, la mancanza di opportunità di formazione duale. Questa è un’altra riforma che può essere realizzata sotto l’ombrello della Garanzia Giovani”.

Andor si è mostrato perplesso sull’allargamento della platea dei beneficiari alla fascia 25-29 anni, decisa dal Governo Renzi:abbiamo notato un’ambizione italiana, di allargare la platea fino alla fascia 25-29enni, superando lo standard europeo limitato agli under 25. Se ci sono risorse disponibili, il Paese deve essere ovviamente più ambizioso: ma ciò richiede anche molte più risorse, rispetto a quelle presenti. Per questo incoraggiamo i Paesi a focalizzarsi innanzitutto sulla fascia 15-25 anni. E solo quando questo piano si rivelerà un successo, allargare il programma ad altre categorie o fasce d’età“.

Monitorerete i risultati del piano italiano?, ha chiesto Sergio Nava al Commissario Andor.Sì. Abbiamo esaminato i piani di implementazione. Annualmente verificheremo i progressi, esiste una cooperazione stretta tra i servizi della Commissione e il Governo italiano”. E se non sarete soddisfatti? Chiederete la restituzione dei fondi europei? “Penso sarebbe totalmente controproducente chiederla la restituzione dei fondi a un Paese che necessita maggiori risorse in questo settore. Dovremmo capire innanzitutto cosa manca, il perché, e -insisto- non sarà solo la Commissione a condurre una valutazione”.

 

Ingegnere Elettronico nella Silicon Valley

In Storie di Talenti on 19 maggio 2014 at 09:00

“L’Austria, insieme a Germania e Gran Bretagna, è tra i miei target per un rientro lavorativo in Europa, in un prossimo futuro. Sull’Italia, temo che un rientro in una grossa azienda italiana costituirebbe uno choc culturale troppo grande…”: si presenta così Gabriele Bernardinis, 37enne design manager nel settore della microelettronica, in California.

La carriera di Gabriele prende le mosse con l’iscrizione alla Facoltà di Ingegneria Elettronica all’Università di Pavia. Già nel corso degli anni universitari si presenta l’occasione di una internship presso un’azienda di semiconduttori a Dallas. Esperienza molto dura, ma utile a spalancargli la prospettiva concreta di una carriera negli Stati Uniti.

Una volta laureato, Gabriele opta per il dottorato in Italia, che gli permette di realizzare diversi tirocini, tra cui un secondo negli USA.

Concluso anche il dottorato, si impone la scelta. “Il mio futuro in Italia, all’epoca, sarebbe stato uno: finire nel calderone della più grossa azienda di semiconduttori, con uno stipendio da fame e poche speranze di fare carriera… oppure una posizione da design engineer in Austria, o ancora una da rotational engineer a Los Angeles”. Gabriele sceglie quest’ultima opportunità, dopo aver osservato la scarsa meritocrazia presente nella Penisola.

Con la California è amore a prima vista: dopo tre anni nei pressi di Santa Monica, il trasferimento in Silicon Valley, dove le opportunità non mancano, sospinte, sostenute e supportate da un ambiente estremamente flessibile e meritocratico. “In Italia, a mio parere, funziona all’opposto, rispetto agli Stati Uniti: abbiamo talento da vendere, ma invece di incoraggiarlo viene sistematicamente soppresso sul nascere, confinato, inscatolato”, riflette amaro Gabriele.

Il quale, dagli USA, prova a lanciare la sua personale riconnessione col sistema-Italia, proponendo tirocini in California per studenti dei nostri atenei.

Ospite della puntata è Luca Selmi, professore di Elettronica all’Università di Udine. Selmi ci spiega come nell’università friulana si cerchi di stimolare una sempre maggiore integrazione tra università e mondo dell’impresa. E con quali risultati.

Nela rubrica “Expats” andiamo invece a presentare un rapporto sul boom di italiani che hanno scelto -negli ultimi anni- l’Australia, quale Paese di approdo per esperienze di studio e lavoro. Silvia Pianelli, del progetto “Australiasoloandata”, ci presenta i dati.

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Duecentoventiseiesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 17 maggio 2014 at 09:00

Duecentoventiseiesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Oggi torniamo in Silicon Valley, con la storia di un ingegnere elettronico, che ha fatto della California la sua patria d’elezione. In Italia non crede proprio di tornare… troppo grande sarebbe per lui lo “choc culturale”, se dovesse cominciare a lavorare per un’azienda della Penisola. Troppo lontana -ormai- la sua mentalità, flessibile, aperta e meritocratica, dagli statici e conservatori standard tricolori.

Tuttavia lui non si rassegna: dalla California prova anzi a lanciare dei “ponti” con i giovani studenti del suo ex-ateneo…

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“Dati e Costi del Brain Drain” – Oggi a Milano

In Fuga dei giovani on 16 maggio 2014 at 09:00

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All’interno della Giornata Nazionale della Previdenza a Milano è in programma il dibattito:

“I giovani italiani in Europa e nel mondo: dati e costi del brain drain

Istituto Toniolo, Rapporto Giovani e Italents

Il dibattito sulla fuga dei giovani talenti italiani è sempre vivo, oscillando tra le posizioni di chi minimizza portata e conseguenze del fenomeno e di chi parla di esodo drammatico. Ma quanto sappiamo veramente di questo fenomeno? Quali i dati reali e i costi stimati? Quali gli aspetti positivi e quali i rischi per un paese sempre più vecchio come l’Italia?

Conduce i lavori:
Sergio Nava

Partecipano:
Corrado Bonifazi, IRPPS – CNR
Giancarlo Gasperoni, Almalaurea
Valentina Gualtieri, ISFOL
Delfina Licata, Fondazione Migrantes
Alessandro Rosina, ITalents e “Rapporto Giovani” Istituto Toniolo

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Il vero problema

In Declino Italia on 14 maggio 2014 at 09:00

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Forse è veramente ora di cominciare a rifocalizzare le sfide e i problemi che affliggono questo Paese: secondo l’economista dell’Fmi Andrew Tiffin, non è il costo del lavoro, ad azzoppare il sistema produttivo italiano. Ma la scarsa capacità innovativa.

Le nostre imprese sono insomma troppo piccole, per poter crescere ed espandersi sui mercati globali. “L’aumento dei costi dei fattori produttivi in Italia non si è tradotto in un aumento equivalente dei prezzi relativi dei beni, in parte a causa del ruolo delle importazioni a basso costo da Paesi a bassa inflazione“, scrive Tiffin.

C’è insomma necessità di riforme strutturali. Che stimolino la crescita di imprese ad alta innovazione scientifica. Riforme che incoraggino lo sviluppo dimensionale delle nostre aziende, incoraggiando gli investimenti all’estero.

Già a fine marzo Eurostat aveva rivelato -nella sorpresa generale- che il famigerato “costo del lavoro” italiano era sotto la media dell’Eurozona. 28,1 euro l’ora, tre euro meno della Germania, sei euro meno della Francia.

Forse è anche questo il “problema strutturale” del (Bel)Paese: l’individuare sempre falsi ostacoli o zavorre, che tali non sono… per nascondere le vere zavorre. Così facendo, abbiamo perso decenni. Sprofondando in un declino sempre più inevitabile.

Come dire: la colpa è sempre e solo nostra. Diciamolo chiaramente: questo è un Paese che ha paura di guardare in faccia la realtà. Quando lo farà, forse sarà troppo tardi. Ma avrà fatto un considerevole passo avanti.