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Centoventottesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 30 giugno 2012 at 09:00

Centoventottesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

L’ultima puntata della serie invernale di “Giovani Talenti” torna sul tema della ricerca: lo facciamo con uno dei nostri più affermati giovani biotecnologi Oltremanica.

Una storia come tante, purtroppo, quella che raccontiamo oggi: come troppe… Tanti anni di sforzi in Italia, resistendo a contratti precari. Spinto dalla determinazione di portare valore aggiunto al proprio Paese. Poi l’ennesima prospettiva di un contratto incerto. L’ennesimo rischio di un taglio di stipendio. Infine, la decisione di emigrare. In UK il protagonista della puntata odierna trova quell’ambiente dinamico, che guarda al futuro, per troppi anni desiderato in Italia.

Prosegue pure oggi la rubrica “Job Abroad”, interna al notiziario, attraverso la quale vi segnaliamo -settimanalmente- alcune delle migliori opportunità professionali all’estero.

Dalla prossima settimana inizia la serie estiva di “Giovani Talenti”: dieci puntate, due storie di espatrio a puntata, con puntate speciali ad agosto. Stay tuned, non andiamo in vacanza!

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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Intanto siete tutti invitati a compilare il “Manifesto 2012 dei Giovani Talenti”:

Inviaci la tua proposta, per rendere l’Italia un Paese di “Circolazione dei Talenti”:
1) sei un giovane professionista “under 40″ all’estero? Indicaci UN motivo che ti porterebbe a tornare
2) sei un giovane professionista “under 40″ in Italia? Indicaci UN motivo che ti aiuterebbe a restare

Inviate le vostre proposte, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.it

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Non più fuga: Talenti e Idee che circolano, Milano che Cresce

In Giovani Italians on 28 giugno 2012 at 09:00

Milano resta questa settimana capitale italiana del processo di riconnessione tra il sistema-Paese e i talenti espatriati.

Oggi tocca a ITalents dire la sua, con un evento organizzato nella prestigiosa cornice della Sala Conferenze  di Palazzo Reale (Piazza Duomo, MM Duomo).

—ore 18.30—

NON PIU’ FUGA: TALENTI E IDEE CHE CIRCOLANO, MILANO CHE CRESCE

Evento a cura dell’associazione ITalents con il sostegno del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda.

Conduce e modera: Roberto Bonzio di Italiani di Frontiera.

Partecipano: Gianluca Dettori di Dpixel con Annibale d’Elia dello staff “Bollenti Spiriti” della Regione Puglia;  Eleonora Voltolina di Repubblica degli Stagisti; Alessandro Rosina, docente universitario e autore di “Non è un paese per giovani” con Claudia Cucchiarato di Vivo altrove.

Join the Re-Connection Movement!

 

Rientro dei Talenti: Utopia o nuovo Rinascimento?

In Giovani Italians on 27 giugno 2012 at 09:00

Yes, we can. Un nuovo Rinascimento Italiano può essere possibile, con la riconnessione del sistema-Italia con i suoi migliori talenti espatriati. Oggi continua il prcesso di “re-connecting”. A Milano.

Rientro dei Talenti: Utopia o nuovo Rinascimento?

Where: Assolombarda – Auditorium Gio Ponti (piano interrato) – Via Pantano 9, Milano

When: mercoledì 27 giugno, ore 16

“In una situazione economica difficile nascono molte opportunità per rompere gli schemi e ripartire con una marcia in più. Per farlo ci vogliono oltre alla determinazione e al coraggio, la capacità e il talento. Tanti nostri giovani talenti hanno trovato in altri Paesi il luogo giusto per esprimere il proprio potenziale e il nostro Territorio non ne ha tratto significativi benefici. Creare le condizioni reali e realizzare misure concrete per farli tornare potrebbe essere una ricetta per un nuovo Rinascimento”.

Programma

16:00 Alberto Biffi, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda
16:20 Alberto Meomartini, Presidente Assolombarda

Panel degli ospiti

16:40 Andrea La Mesa, Country Manager AirbnbAlessandro Rosina, Presidente ITalentsFrancesco Sacco, Managing Director EntER – Università Bocconi

Paola Borromei, Direttore personale Ernst & Young

Vito Lomele, CEO Jobrapido

Modera Sergio Nava

18:10 Jacopo Morelli, Presidente Nazionale Giovani Imprenditori Confindustria

Quei Cervelli messi in fuga…

In Fuga dei giovani on 26 giugno 2012 at 09:00

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Splendida lettera, quella che ci ha inviato Rosa, giovane giornalista emigrata in UK: una lettera che -come tante scatole cinesi- apre una porta dopo l’altra, portandoci dentro più livelli.  C’è la storia di Sara, giovane imprenditrice italiana in UK, che si è inventata un business rispondendo a un bisogno concreto. C’è la storia della stessa Rosa, emigrata/fuggita da un Paese senza merito. Ci sono tre ricette per far ripartire l’Italia.  Da leggere fino in fondo. E da diffondere: condividetela anche con i vostri amici, in Italia e all’estero.

CERVELLI “MESSI” IN FUGA

“Decidere di emigrare dal proprio paese non è una scelta semplice, anche se a volte capita di sentirsi insoddisfatti e si scappa via alla prima occasione senza valutare più di tanto né i pro né tantomeno i contro.

E’ capitato a me, così come è capitato a Sara. Sara aveva 26 anni quando, conseguita la sua laurea in Scienze Politiche ed un corso post-laurea, ha deciso di lasciare il Salento per tentare fortuna a Londra, spinta dalla voglia di conoscere sì, ma anche da una certa dose di frustrazione.

Giunta Oltremanica, è partita con un tirocinio per il quale riceveva una piccola borsa di studio che riusciva appena a coprire le spese dell’affitto. Allo stesso tempo, lavorava part-time durante il fine settimana per riuscire a mantenersi.

Ultimato il tirocinio, non è arrivato il lavoro tanto sperato ed ha continuato a lavorare in vari negozi per circa un anno. Proprio nel momento in cui stava per mollare e tornare in Italia, scoraggiata più che mai, arriva la prima grande soddisfazione professionale. Da quel momento in poi ne seguiranno una serie, intervallate certamente anche da piccole e grandi delusioni.

Dopo aver acquisito esperienza presso gli uffici amministrativi di note università, nasce l’idea di creare UKEDUEXPERT, un servizio di consulenza che potesse orientare i ragazzi che ambiscono a studiare o lavorare all’estero nella scelta dei migliori atenei in base alle proprie possibilità.

Il servizio si propone, inoltre, di far comprendere agli studenti i meccanismi di selezione delle università inglesi e le differenze culturali, presentando la propria esperienza e le proprie capacità nella maniera più chiara possibile. Questo è, quantomeno, il principio a cui si ispira UKEDUEXPERT oltre ad offrire un servizio di qualità, con professionalità e disponibilità.

La stessa Sara ammette di aver impiegato circa un anno a capire come muovere i primi passi in questa nuova realtà e che se avesse avuto una guida sarebbe stato forse più semplice raggiungere i suoi obiettivi.

La prima volta che ho conosciuto Sara è stato circa 2 anni fa quando, esasperata dalla realtà italiana come studentessa e non solo, presi in considerazione l’idea di poter proseguire i miei studi in Inghilterra.

Ci siamo sentite telefonicamente prima, per iniziare a scriverci via e-mail poi per accordarci  sul da farsi. Così come ho testimoniato per lo stesso sito, UKEDUEXPERT mi ha guidata nella scelta dei corsi di giornalismo che più potessero soddisfarmi, mi ha seguita nella compilazione della domanda di ammissione e delle referenze da inviare allo UCAS. Sara si è inoltre resa disponibile per qualsiasi tipo di evenienza anche quando, dopo aver ricevuto dei responsi positivi, decisi di prendere un anno sabbatico per poter viaggiare, fare esperienza e perfezionare il mio inglese prima di dedicarmi all’esperienza universitaria.

All’inizio del 2011, è stata la stessa Sara a propormi una collaborazione con UKEDUEXPERT una volta trasferitami a Londra. Era nei miei piani riuscire a trovare un lavoro part-time, una volta iniziata l’università per poter gravare il meno possibile su mia madre che mi mantiene e non ho potuto che accogliere piacevolmente la sua proposta. Per di più, si tratta di una persona che stimo e su cui mi sento di poter contare in qualunque momento. A settembre, ho iniziato a frequentare il primo anno del corso di Giornalismo e Cinematografia presso l’Università di Kingston e allo stesso tempo la mia collaborazione con Sara.

Quello che mi sento di affermare più di ogni altra cosa è che il sentimento comune a Sara allora e a me e moltissimi miei coetanei oggi è la rabbia. Rabbia per non veder riconosciuti i propri meriti, rabbia per doversi affaticare più del dovuto, studiando e lavorando, pur di ottenere risultati che se fossimo figli di qualcun altro potremmo ottenere senza troppi sforzi e via dicendo.

Credo che per far ripartire l’Italia nel 2012, rendendola un paese più attrattivo per giovani talenti italiani e stranieri, bisognerebbe prima di tutto sbarrare le porte al nepotismo che è uno dei fattori determinanti in senso negativo rispetto al declino culturale, e non solo, del nostro Paese. Il nepotismo non solo favorisce il successo di persone non meritevoli a scapito di altre più talentuose e determinate, ma scoraggia inoltre queste ultime, non premiandole, e le induce spesso alla fuga all’estero. Mi rendo conto, tuttavia, che eliminare il nepotismo in Italia non è semplice in quanto la cosiddetta raccomandazione è spesso insita e radicata nella cultura stessa del nostro paese. Partire dalle scuole per promuovere il concetto di meritocrazia dovrebbe essere una delle battaglie culturali più importanti da portare avanti per riuscire a migliorare lo stato attuale delle cose.

Altro punto sul quale mi piacerebbe soffermarmi, è sollecitare un maggior interesse per gli studenti stranieri nel nostro Paese. Agli “open days” delle università inglesi, ad esempio, si dà molta importanza alla comunità internazionale all’interno del campus. Avendo viaggiato spesso, conosco perfettamente il grande fascino che la cultura italiana esercita sugli stranieri, non solo legato al nostro cibo ma anche alla nostra arte e cultura. Non sarebbe così difficile invogliare questi giovani talenti ad esprimersi nel nostro paese se solo potessimo garantirgli maggiore serietà e organizzazione. Le campagne pubblicitarie dovrebbero muoversi anche in questo senso e l’esperienza universitaria, ad esempio, dovrebbe essere resa più eccitante sia per gli studenti nostrani che non. Non servono grosse cifre per affrontare tutto questo ma solo prospettive diverse che consentano al nostro paese di crescere ed invogliare i giovani piuttosto che demotivarli.

Terzo ed ultimo suggerimento, credo che serva un forte cambiamento nell’impostazione del sistema scolastico/universitario italiano specialmente riguardo all’importanza della pratica rispetto alla teoria. La spasmodica attenzione al nozionismo dovrebbe lasciare spazio a delle ore da dedicare alla formazione che possano facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro.

Concludo affermando che, nonostante difenda la mia scelta di proseguire i miei studi a Londra e non la rimpianga, avrei preferito poterlo fare nel mio Paese di cui sento una forte nostalgia. Riconosco al sistema universitario inglese una forte attenzione per il praticantato e dunque l’esperienza nel mondo del lavoro oltre all’indubbia organizzazione. Tuttavia, pur essendo in contrasto per molti aspetti, ammetto di provare una certa amarezza ripensando all’immenso patrimonio del mio Paese, dall’arte alla cultura passando per il carisma dei miei interlocutori. Se solo avessi avuto la possibilità di poter credere ad un futuro in Italia, io avrei cominciato il mio corso di laurea in Lettere per poi entrare nell’ordine dei giornalisti italiani ma vent’anni di esperienze scolastiche e non, mi hanno portata a credere che questo non fosse possibile.

Il fenomeno dei cervelli in fuga non è solo una tendenza ma rappresenta spesso un dramma. Il nostro Paese ci mette nelle condizioni di andar via perché ci nega il diritto di sognare un futuro che possa essere all’altezza dei nostri talenti, i nostri sacrifici e le nostre aspettative. Si può, si deve porre rimedio a tutto questo altrimenti l’Italia non uscirà mai da questa fase di stallo“.

ROSA

Riconnessione: Imprenditori e Professionisti a Parigi

In Storie di Talenti on 25 giugno 2012 at 09:00

Puntata speciale di “Giovani Talenti”: inauguriamo oggi la prima tappa di un processo di riconnessione tra i giovani del nostro Paese.

Giovani Imprenditori e Giovani Professionisti: un incontro, una sera di inizio estate, all’Ambasciata d’Italia a Parigi, per cominciare a discutere di come sia possibile una riconnessione tra il sistema-Paese e i suoi migliori talenti all’estero. Di come sia possibile dare inizio a quella “circolazione dei talenti”, che in molti vedono come precondizione necessaria per il rilancio del Paese.

Una puntata imperdibile di “Giovani Talenti”, nella quale cominciamo a porre le basi di un processo inverso, rispetto a quello che vi abbiamo raccontato – e continuiamo a raccontarvi. Quello della fuga.

A Parigi incontriamo Morena Bernardini, 29enne ingegnere aerospaziale addetta alla Strategia in EADS Astrium (parte del colosso europeo EADS, attivo nel settore aerospaziale e della difesa); Silvia De Colle, 27enne addetta alle relazioni esterne per Sotheby’s; Carlo Maria Stoisser, 33enne Engineering Technical Coordinator per il colosso francese EDF; Claudio Panefresco, 36enne Business Development and Sales Director per la società di consulenza NUC Advisor; infine Emanuele Camera, 36enne Head of Purchasing Department di un altro colosso transalpino, SFR.

Ospiti della trasmissione sono Jacopo Morelli e Simone Mariani, rispettivamente presidente e vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, che con questa tappa concretizzano il primo passo di riconnessione con i nostri talenti all’estero, avviato a Pesaro nel novembre 2011, con il lancio del progetto “Little Italy Big Italians”.

Padroni di casa, l’ambasciatore italiano a Parigi Giovanni Caracciolo di Vietri e il sottosegretario agli Affari Esteri Marta Dassù, che ospitano in Ambasciata questo primo incontro.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

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Alla prossima puntata: sabato 30 giugno, dalle 13.30 alle 13.55 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Centoventisettesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 23 giugno 2012 at 09:00

Centoventisettesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Una puntata che ci proietta nel futuro, quella di oggi: non parleremo tanto di fuga, quanto di riconnessione del sistema-Italia con i suoi talenti all’estero. Una puntata speciale, che prova a tracciare -per prima- una direzione precisa. Una direzione di futuro.

Per farlo voleremo a Parigi, prima tappa di un processo di riconnessione tra l’Italia produttiva e l'”Italia diffusa” dei talenti che -all’estero- hanno trovato quelle occasioni professionali tanto cercate anche nella Penisola. Teatro di questo primo “matching” la sede dall’Ambasciata d’Italia in Francia. Un appuntamento che vi consigliamo di non perdere!

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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+++Laureati con la valigia: l’Istat conferma+++

In Fuga dei giovani on 20 giugno 2012 at 09:00

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Alla fine ha alzato bandiera bianca anche l’Istat, ammettendo: la fuga dei talenti/cervelli è un problema. Una notizia passata quasi inosservata, la scorsa settimana, tanto che noi stessi ce ne siamo accorti con qualche giorno di ritardo. Difficile dire se ormai il Paese abbia interiorizzato il problema, o se i suoi media ancora fatichino a comprenderne la gravità… meglio venire ai dati, allora:

-nel corso di un’audizione al Senato, il presidente dell’Istat Enrico Giovannini ha evidenziato come tra il 2001 e il 2010 l’incidenza dei laureati sul totale della popolazione espatriata sia raddoppiata, passando dall’8,3% al 15,9%. L’Istat ammette: col crescere degli anni di studio, aumenta la propensione ad espatriare. L’indagine ha coinvolto i laureati che hanno conseguito il titolo nel 2007: va anche precisato che assomigliano molto a quelli già pubblicati su questo blog quasi un anno fa (clicca qui per leggere il “post”). Anche in questo caso, ci vediamo obbligati a rimarcare come siano in forte odore di incompletezza: appaiono per lo più dati per difetto.

-andando più in profondità, l’Istat ci spiega come la propensione a spostarsi all’estero sia maggiore nei laureati in materie scientifiche: seguono i “dottori” in discipline umanistiche e politico-sociali, quelli in materie economico-statistiche, fino ad arrivare all’area medica e giuridica.

-si conferma un trend in atto da diversi anni: sono i “dottori” delle università del Nord ad emigrare, seguiti da quelli del Centro e del Mezzogiorno.

mete di destinazione: nell’ordine, Gran Bretagna, Spagna, Francia, Germania, Svizzera. Fuori dall’Europa, dominano gli Stati Uniti.

-interessante il “matching” tra lauree di origine e Paesi di destinazione: in Gran Bretagna prevalgono i laureati di area scientifica ed economico-statistica, in Spagna quelli dei gruppi linguistico e politico-sociale, in Francia gli ingegneri e i laureati di area scientifica.

occupazione: il 64% dei laureati 2007 sono ora occupati all’estero, il 10,9% in cerca di lavoro, il 24,1% è inattivo – quasi certamente perché impegnato in un dottorato.

-molto interessanti le tipologie di contratto: tempo indeterminato e determinato raccolgono ben l’80% dei casi (12% in più rispetto ai colleghi rimasti in Italia), meno diffusi i lavori autonomi e stagionali. Oltre la metà dei laureati svolge un lavoro da dirigente o ad elevata specializzazione, contro il 42% di chi è rimasto qui.

-ancora più interessante il fronte retributivo: i laureati che all’estero svolgono un lavoro continuativo e a tempo pieno guadagnano mediamente 540 euro in più, rispetto ai colleghi “italiani”, a parità di condizione di lavoro.

-infine, i motivi dell’espatrio: per il 64% del campione prevale la possibilità di trovare un lavoro più qualificato all’estero. Segue il 61% di migliore salario, e il 51,8% di motivazioni legate al Paese di destinazione, all’avanguardia nel settore di interesse.

Non finisce qui: non solo perdiamo intelligenze (come certificato dall’Istat), ma neppure ne attraiamo: secondo dati dello European Migration Network Italia, gli studenti stranieri presenti nel Belpaese equivalevano nel bienno 2011-2012 solo al 3,8% sul totale della popolazione studentesca. Molto al di sotto della media europea. Per non parlare delle medie di Germania (10,7%) e Gran Bretagna (21,6%).

I dati continuano insomma a raccontarci un Paese che perde talenti a senso unico, senza attrarli e neppure riportarli indietro. Una perdita netta, in termini di saldo di cervelli. Ormai gravissima e insostenibile.

Nella migliore tradizione italiana, continuiamo intanto a mettere le persone sbagliate al posto sbagliato (solo nella Penisola potevamo immaginare di mettere un professore di educazione fisica, ex-promotore finanziario, considerato vicino all’ex-Ministro dell’Istruzione Gelmini, a dirigere l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – poi non lamentiamoci se sbagliamo, e sbaglieremo, tutte le mappe sismiche…).

Speranze? Guardiamo con fiducia agli esiti del Decreto Sviluppo: due capitoli sono decisamente interessanti. Parlo del credito d’imposta per l’assunzione di personale qualificato (35%, con un limite massimo di 200mila euro annui), e dei finanziamenti agevolati alle aziende che investono in progetti di “green economy”, assumendo giovani under 35 e giovani laureati. Due spunti lodevoli: speriamo riescano ad incidere positivamente, in un contesto di fuga generalizzata.

Chiudo questo “post” con l’appello lanciato dal movimento de “La Meglio Gioventù“. Parole su cui è d’obbligo riflettere:

La meglio gioventù del nostro tempo

Sostiene questo Paese con idee, desideri, progetti, volontariato, azioni concrete, scopre nuovi mondi e inventa il futuro eppure è sempre disoccupata, in cerca di lavoro, precaria, senza stipendio.
Studia per dare il meglio di sé e migliorare le vite di tutti e di tutte, ma una volta laureata è costretta ad andarsene.
E’ composta di giovani donne che vivono in un Paese ancora a misura di vecchi modelli maschili, giovani donne che non trovano alcuna opportunità.
Produce ricchezza e non ha niente in cambio: i giovani operai perdono il lavoro; i piccoli imprenditori sono costretti a chiudere l’attività.
Lavora ma in nero e sul lavoro rischia la propria vita e a volte la perde, perché non ci sono tutele e perché allo Stato e alle imprese spesso non interessa investire in sicurezza.
L’arricchiscono ragazzi nati in Italia da genitori immigrati in Italia e che non sanno se in futuro saranno riconosciuti italiani.

Un Manager nella Cina del futuro

In Storie di Talenti on 18 giugno 2012 at 09:00

Ritornare nella vecchia Italia, refrattaria al cambiamento, e sperimentare l’involuzione della nostra società… oppure rimanere in Cina e vivere il cambiamento in atto?“: è questo il dilemma che si è posto a un certo punto Fabio Mercurio, 34enne manager al lavoro presso la filiale cinese della multinazionale A.T. Kearney.

La domanda di Fabio fa da sfondo all’intera puntata di “Giovani Talenti”, che indaga le sfide che attendono il Belpaese nell’attrazione dei talenti: il punto di partenza è proprio la storia di Fabio, una laurea in Economia a Roma e ben due semestri Erasmus nel portfolio di studi.

Scartata l’ipotesi di una carriera academica, Fabio coglie al volo l’opportunità di uno stage al Consolato Italiano a Miami, Usa: internship non pagata, ovviamente. La qual cosa lo obbliga a un lavoro extra, nonostante quello diplomatico fosse già un impiego a tutti gli effetti, in quanto a mole di lavoro: “in Cina gli stage degli studenti universitari sono retribuiti, pochi giovani sarebbero disposti a lavorare gratis“, commenta amaro Fabio.

Al rientro in Italia Fabio trova lavoro presso A.T. Kearney, società di consulenza strategica per le grandi imprese: nel 2006, spinto dal desiderio di migliorarsi professionalmente, opta per un Mba in Cina, dove alla fine si fermerà. “Mi considero un privilegiato, per essere testimone di uno dei più grossi cambiamenti sociali ed economici del nostro secolo. Anche per questo ho accettato un contratto a tempo determinato a Shanghai, a condizioni contrattuali decisamente inferiori, rispetto a quelle che avrei ricevuto tornando in Italia“, precisa Fabio.

La sua scommessa viene presto ripagata: in pochi anni ottiene una promozione, acquisendo sempre più responsabilità. Quel che è peggio, ad ogni ritorno in Italia, le sue pur flebili tentazioni di rientro professionale si smorzano immediatamente. Troppo pessimismo, troppa poca voglia di guardare al futuro, nella Penisola.

Ospite della puntata è Tommaso Giordano, 31enne manager rientrato dal Marocco per lavorare presso un’azienda collegata alla Camera di Commercio meneghina. Tommaso ha lasciato un posto da funzionario Onu, per attuare il suo personale “controesodo”. Nel Belpaese ha però riscoperto un sistema professionale chiuso e impermeabile, difficile da “sfondare” per i giovani expats italiani.

Nella rubrica “Spazio Emigranti” restiamo a Oriente, compiendo un balzo fino all’Australia. Un Paese che, nonostante le limitazioni per i visti, continua ad attrarre l’interesse di molti giovani italiani. Ne parliamo con Marco Cocurullo, presidente dell’associazione culturale “Il Faro”, che aiuta ad espatriare “down under”.

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Mysterious Times…

In Lettere e Proposte on 17 giugno 2012 at 11:00

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Piccolo amarcord, a poche ore dalla chiusura dei seggi in Grecia, per elezioni dal cui esito potrebbe dipendere anche il futuro dell’Europa, dell’Eurozona e dell’Italia stessa. Nonché, ovviamente, dei suoi tanti giovani di talento, sempre più con la valigia a causa di una doppia crisi, esterna e interna…

Ho ripescato da You Tube questo video dell’Eurodance anni ’90: Sash, “Mysterious Times”… ora più che mai, sono davvero “tempi misteriosi”!

Buona domenica, fingers crossed for the Euro!

Centoventiseiesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 16 giugno 2012 at 09:00

Centoventiseiesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Rientrare in Italia: una scommessa che si può vincere? Oggi una puntata davvero illuminante, per comprendere la scommessa-chiave che ci attende, se vorremo veramente rendere la Penisola un luogo in cui i talenti circolano… e non scappano.

Lo faremo con la storia di un govane manager, che dalla Cina ha preferito non tornare in Italia. E di un suo collega, che -dal Marocco- ha invece accettato alcuni anni fa la scommessa. Non vi anticipiamo il finale del confronto tra le due storie… ovviamente, però, tenete presente che tornare nel Belpaese non è -ahinoi- molto semplice. Stay tuned for more!

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