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Duecentocinquantaquattresima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 29 novembre 2014 at 09:00

Duecentocinquantaquattresima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Ordini professionali in primo piano: sono una “casta”, uno sbarramento all’ingresso, per i giovani professionisti italiani che si affacciano al mondo del lavoro? Sono un blocco verso un’economia più libera, concorrenziale e meno ingessata? Oppure no?

Proveremo a rispondere a queste domande, con la storia di un giovane giurista d’impresa, al lavoro in Svizzera, profondamente critico verso la professione di avvocato, così come è impostata in Italia.

Un’altra puntata che punta al cuore dei nostri problemi strutturali, do not miss it!

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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Inviate le vostre lettere/spunti/riflessioni, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.itI migliori contributi saranno pubblicati sul blog ufficiale della trasmissione e letti in onda alla fine di ogni mese.

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Il “lato oscuro” dell’emigrazione

In Lettere e Proposte on 26 novembre 2014 at 09:00

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Oggi pubblichiamo un’opinione “controcorrente”. Per essere precisi, parzialmente controcorrente. Ce la invia Iara dalla Norvegia, che invita ad allargare le ricerche e l’approfondimento sulla fuga dei talenti al lato “oscuro” dell’emigrazione.

Quando insomma le cose non vanno come dovrebbero, quando si torna a casa sconfitti. Quando si resta all’estero, ma ci si deve adattare a vivere con il peso di una difficile integrazione sociale.

Uno spunto assolutamente condivisibile, ora che l’emigrazione è in aumento e non è più solo qualificata (con tutti i rischi che ne conseguono), ora che l’Europa zoppica, economicamente… anche se l’Italia, dati alla mano, più che zoppicare, ha le gambe quasi amputate.

Il problema però è un altro: quanta voglia e disponibilità ci sono a parlare di questo “lato oscuro” dell’emigrazione? Diteci la vostra, a fugadeitalenti@gmail.com !

La lettera di Iara:

“Mi chiamo Iara, ho 33 anni e vivo da 5 mesi a Oslo, in Norvegia. Nata e cresciuta a Milano (tranne per un periodo di 4 anni in Brasile, all’età di 17 anni).
Seguo il tuo blog perché, da espatriata all’estero, sono curiosa di sapere le motivazioni e i numeri collegati alla scelta di espatriare da parte di moltissimi italiani.
Ho anche un piccolo blog personale, sulle cose più curiose che ho riscontrato qui in Norvegia.
Vorrei solo aggiungere alle numerose discussioni che vedo online che non è sempre e solo positivo il fatto di trasferirsi all’estero, ci sono molti elementi “difficili” legate alla scelta di espatriare:
1) Non è sempre legato ad una scelta di carriera (conosco molte donne italiane espatriate con mariti, fidanzati e figli… e che hanno “dovuto” rinunciare ad una propria carriera). Io credo che in Italia, almeno in alcuni settori, ci sia ancora spazio di assunzioni, non credo che la situazione sia davvero così nera.
2) Non è sempre oro quello che si trova fuori (molti Paesi, come la Norvegia, sono promossi in modo molto più positivo di come di fatto siano. Avevo letto da fonti istituzionali Norvegesi che qui la disoccupazione è sotto il 3%, ma i dati considerano solamente la disoccupazione dei norvegesi, senza includere nei dati il tasso per gli espatriati, per fare un esempio). Non è difficile trovare italiani in Norvegia che sono qui da mesi (a volte anche da anni) senza un impiego fisso, senza diritti ne tutele.
3) La decisione di trasferirsi all’estero implica reazioni positive, ma anche molto negative dentro di sé. Spesso inciampiamo in disillusioni per aspettative troppo grandi e ciò crea tensione emotiva.
Chiariamoci, io sono abituata per educazione, formazione e genetica (sono mezza brasiliana) a vivere all’estero. Trovo che viaggiare e vivere in un altro Paese sia una delle esperienze più belle che si possano vivere. Essere immersi in un’altra cultura ti apre la mente come nessuna università, corso di formazione o libro può fare!
Al momento sto molto bene in Norvegia, ma ho avuto una certa delusione dalle aspettative troppo alte che avevo di questo Paese.
Mi aspettavo una nazione molto più aperta, una città Oslo più cosmopolita e internazionale, un mondo del lavoro molto più accogliente e ricco di opportunità. La realtà è molto distante dal sogno o dalle aspettative.
A mio parere sarebbe opportuno far testimoniare le persone con le loro esperienze in TUTTI gli aspetti. Anzi, caricando d’importanza gli aspetti negativi di trasferirsi in un altro Paese. Non per indurre le persone a non partire, ma per renderle davvero coscienti della scelta, delle VERE possibilità all’estero, delle VERE potenzialità rispetto all’Italia. Senza indurre a falsi miti.
Si è mai parlato di quanti tornano in Italia con un pugno di mosche in mano? Si è mai approfondito il tema di quanti italiani rimangono delusi e disillusi e all’estero si devono accontentare di un lavoro mediocre perché non ci sono alternative (…senza prima cercare una soluzione possibile in Italia)?
Insomma, la mia richiesta è di un’inchiesta giornalistica che prenda in considerazione i numerosi risvolti della vita da espatriato perché non si faccia una mistificazione del fenomeno.
Per me è solo una considerazione che spero aiuti ad un dibattito più dinamico.
Grazie del tempo e della tua attenzione”,
IARA

Lavorare all’Opera – in Germania

In Storie di Talenti on 24 novembre 2014 at 09:00

Qui in Germania nessuno mi guarda con sufficienza, se dico di fare la musicista: perché fare il musicista in Italia è mestiere da privilegiati, non certo un lavoro vero. In Germania nessuno si aspetta che io suoni gratis: in Italia sì, e devi pure dire “grazie”“. Parola di Margherita Colombo, 33enne direttrice d’orchestra e Solorepetitorin a Lipsia, in Germania.

Margherita cresce con la musica classica nel cuore, graze agli studi in Conservatorio, e al diploma in pianoforte, direzione d’orchestra e composizioni. L’avvio della carriera è -tutto sommato- semplice: a 25 anni inizia a lavorare, al Teatro Donizetti di Bergamo, dove resterà cinque stagioni. Il lavoro le piace e le dà soddisfazioni.

Parallelamente, considerata la precaria situazione dal punto di vista contrattuale, Margherita deve però integrare con altri impieghi: “purtroppo la bellezza del lavoro e la familiarità con l’ambiente non bastavano a garantirmi uno stipendio accettabile, per poter vivere in maniera indipendente“, ricorda a posteriori.

Un’esperienza all’estero, in Portogallo, le fornisce la spinta per provarci oltreconfine. Per fare le valigie è sufficiente un’audizione in Germania: “me ne sono andata, e ora che vedo il mondo da un’altra prospettiva mi chiedo come sarebbe stata la mia vita, se fossi rimasta in Italia“. Prima tappa una piccola cittadina tedesca, Nordhausen, solo 50mila abitanti. Margherita vi trova una scena culturale molto viva e strutturata, con un teatro e spettacoli settimanali – regolarmente affollati. Infine l’approdo a Lipsia, già “terreno di coltura” di mostri sacri della musica classica, quali Bach, Schumann e Wagner.

Il lavoro che faccio mi piace molto. Credo che a livello di qualità l’Italia non abbia nulla da invidiare alla Germania, ma purtroppo mancano le possibilità“, riflette -amara- Margherita.

Ospite della puntata è Daniela Manusardi, pianista e compositrice. Daniela ha fatto un percorso inverso, rispetto a Margherita. Dalla Germania, è tornata in Italia. Con successo. Ci spiega come.

Nella rubrica “Expats” ci trasferiamo in Turchia, dove ha da poco aperto i battenti un nuovo quotidiano online, “Il Nuovo Levantino”, che prova ad aggregare e raccontare -tra le altre cose- la nuova emigrazione professionale italiana sulle coste dell’Egeo. Ne parliamo con il co-fondatore Simone Favaro.

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Alla prossima puntata: sabato 29 novembre, dalle 13.30 alle 14 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Duecentocinquantatreesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 22 novembre 2014 at 09:00

Duecentocinquantatreesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Torniamo ad occuparci di musica classica, con una storia che arriva dalla Germania. Storia di una professionista, che -dopo anni di precariato in Italia- si lancia alla scoperta di un mondo dove la cultura può rappresentare una professione – vera. Non un hobby.

Ma in Italia si può anche provare a tornare, come ci spiega l’ospite della puntata…

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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Recall – MeeTalents 2014

In Giovani Italians on 19 novembre 2014 at 09:00

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Come vi avevamo recentemente annunciato, anche quest’anno torna MeeTalents, il primo e unico forum italiano che mette a confronto i talenti espatriati con le istituzioni e le aziende.

La location scelta quest’anno è quella di Perugia, con l’organizzazione logistica di Brain Back Umbria e quella operativa di ITalents.

Per un numero limitato di partecipanti è previsto anche un rimborso spese: info a rete@italents.it

Per ulteriori info potete cliccare su questi links:

SITO MEETALENTS

SITO BRAIN BACK UMBRIA

IL PROGRAMMA PROVVISORIO

19 Dicembre 2014

Teatro della Sapienza (Centro ONAOSI)

Via della Sapienza, Perugia

 

13:30 Registrazione con cocktail di benvenuto
14:30 Saluti e apertura
Saluto di benvenuto

Catiuscia Marini, Presidente Regione Umbria

Claudio Carnieri, Presidente Agenzia Umbria Ricerche

Andrea Romizi, Sindaco di Perugia

 

Apertura dei lavori:

Alessandro Rosina, iTalents

Anna Ascani, Agenzia Umbria Ricerche

15:00 Quale Italia comunichiamo all’estero.

Sdrammatizzazione di cosa hanno vissuto e vivono gli umbri/italiani all’estero. Dedicato alle istituzioni e alle imprese italiane.

Introduce: Roberto Bonzio, Italiani di Frontiera

 

Proiezione video “Quale Italia comunichiamo all’estero”

 

Premiazione Concorso Fotografico “L’Umbria che attrae” – riservato a giovani delle classi 5° delle scuole medie superiori umbre

15:30 Proposte su circolazione, attrazione e rete dei talenti
Introduce: Paolo Balduzzi, iTalents

 

Interventi programmati in base alla discussione sulla piattaforma online relativamente alle proposte selezionate attraverso il sondaggio.

Q&A: spazio per domande dei partecipanti

 

Modera: Gabriele Biccini, Portavoce Forum regionale dei Giovani – Umbria

16:30 Valorizzare i talenti in tempi di crisi
Tavola Rotonda

Intervengono:

Federica Angelantoni, Amministratore Delegato di Archimede Solar Energy S.r.l.

Chiara Gabbi, Direttore Esecutivo Young ISSNAF – Italian Scientists and Scholars in North America Foundation

Gabriele Galatioto, Maglificio Galassia srl – Pashmere

Tiziana Grassi, ideatrice del “Dizionario delle Migrazioni Italiane nel Mondo”

Giovanni Paciullo, Rettore Università per Stranieri di Perugia

Lorenzo Pompei, La Fonderia dei Talenti

Elena Stanghellini, Referente Relazioni InternazionaliUniversità degli Studi di Perugia

Riccardo Stefanelli, Brunello Cucinelli SpA

 

Testimonianze di talenti umbri dall’estero:

           Federico Bonotto, General Manager di FAIST China (sede cinese di FAIST Group, settore metal-meccanico umbro) e Direttore della Camera di Commercio Italiana in Cina

Michele Bruni – Presidente Autentica srl, start up creata con il progetto Brain Back Umbria

 

Modera: Andrea Marinelli, collaboratore Corriere della Sera e co-fondatore di “Peninsula Hotel”

18:30 “La parola alla istituzioni”
Traendo indicazioni rispetto alle aspettative nei loro confronti, le istituzioni rispondono con riflessioni, contro-proposte, osservazioni. Si impegnano ad attivare politiche e progetti per realizzare quanto suggerito dai talenti.

 

Intervengono:

Anna Ascani, Parlamentare Camera dei Deputati

Brando Benifei, Parlamentare europeo

Mario Pera, Segretario Generale della Camera di Commercio di Perugia – progetto “Improve your Talent”

Andrea Romizi, Sindaco di Perugia

Guglielmo Vaccaro, Parlamentare Camera dei Deputati

 

Modera: Eleonora Voltolina – iTalents

 

Conclusioni a cura di Luigi Bobba, Sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

19:30 Suggestioni sull’Umbria enogastronomica a cura di Antonio Andreani e Antonio Boco
Buffet

 

 

 

 

 

Il giornalista? Più facile farlo in Francia…

In Storie di Talenti on 17 novembre 2014 at 09:00

Ma cosa torni a fare in Italia? Stattene in Francia! Perché non vuoi stare a Parigi? E’ una città così bella… potessi vivere io a Parigi!” Frasi vere, realmente ascoltate da Andrea Paracchini, giornalista 32enne espatriato in Francia. Frasi che smascherano il velo di ipocrisia che avvolge la classe giornalistica italiana. Sempre brava a fare prediche e sermoni agli altri… molto meno solerte, invece, quando c’è da offrire opportunità professionali a giovani competenti e dal profilo internazionale. Andrea ha raggiunto un traguardo considerevole: in soli sette anni è riuscito a lavorare, scrivere e pensare in francese, come un reporter madrelingua. Quanti illustri colleghi italiani, dall’alto delle loro scrivanie, potrebbero vantare le sue stesse competenze e abilità?

Il suo espatrio avviene presto, con uno stage Leonardo a Parigi, dove Andrea lavora presso una rivista culturale prima, e presso un’agenzia di contenuti editoriali poi. Nel frattempo -potendo già prestare servizio come reporter- abbandona l’idea di frequentare una scuola di giornalismo in Italia. Per lui le esperienze si susseguono, col passare degli anni: approda infatti a un altro magazine, cominciando -nel frattempo- a lavorare anche come freelance.

La crisi però avanza, e nel volgere di pochi anni Andrea si trova a dover cercare nuovamente lavoro. In primis, opta per investire in formazione, poi decide che è il momento di cercare impiego in Italia, forte del suo curriculum internazionale. Sei mesi nella Penisola, che assomigliano a una vera e propria “traversata nel deserto”: in piena crisi e con un mercato del lavoro asfittico, le uniche risposte che riceve sono tutte improntate all’ironia: perché lasciare la Francia, dove si sta tanto bene, con la (pur legittima) pretesa di tornare in Italia?

Ripensando ai consigli dei colleghi senior italiani mi chiedo: gi editori francesi sono tutti filantropi? I loro giornalisti sono così scarsi, che finiscono per preferire reporter stranieri? O forse non sono io all’altezza degli standard del giornalismo italiano?“, riflette a posteriori Andrea, con una malcelata, quanto sana, ironia.

L’occasione arriva così -ancora una volta- dalla Francia: Altermondes, una rivista con cui Andrea già collaborava, organizza una selezione (sì, selezione, avete letto bene…) per un incarico di responsabilità, legato allo sviluppo della sezione internet/multimedia. Andrea vi partecipa, su loro suggerimento: presto scopre però come nulla sia scontato, e che il contest è durissimo. Ma alla fine sbaraglia la concorrenza dei colleghi francesi. E ottiene il posto.

Bilancio degli ultimi sette anni: Zero occasioni in Italia (solo sporadiche collaborazioni, pagate a un anno di distanza!) vs. Tre contratti a tempo indeterminato in Francia.

Ospite della puntata è Nicola Accardo, giovane giornalista a capo della redazione italiana del sito di informazione francese Melty (a Parigi). Anche Nicola, al pari di Andrea, ha trovato in Francia quelle opportunità che l’Italia non sembra più offrire a quei giovani giornalisti che nel curriculum non possono vantare la giusta “segnalazione”, o un albero genealogico che includa almeno un padre, una madre o uno zio giornalisti.

Nella rubrica “Expats” rotta verso l’Irlanda, per parlarvi di un libro che racconta gli italiani emigrati nell’Isola di Smeraldo. Si chiama “Italians in Ireland”: a “Giovani Talenti” ne parla l’autore, Francesco Dominoni.

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Duecentocinquantaduesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 15 novembre 2014 at 09:00

Duecentocinquantaduesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

E’ possibile una carriera come giornalista più rapida in Francia, rispetto all’Italia? Si può -soprattutto- in una lingua diversa da quella madre?

La risposta a entrambe le domande è sì, come dimostra la storia che vi raccontiamo oggi. Storia che solleva il velo su una delle professioni italiane, dove il percorso di accesso è in assoluto più opaco e meno trasparente.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

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L’onda crescente dell’emigrazione italiana

In Fuga dei giovani on 12 novembre 2014 at 09:00

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Anche il rapporto annuale della Fondazione Ismu sulle migrazioni conferma: cresce il numero degli italiani all’estero. “Se tra il 1990 e il 2000 avevamo assistito a un calo del fenomeno, nel decennio successivo si evidenzia una ripresa“, afferma lo studio.

I suoi numeri: nel 2013 i connazionali all’estero erano 3 milioni, distribuiti soprattutto tra Europa, America Latina e Nord America.

Contemporaneamente, il gruppo di studio “Australia solo andata” ci informa che l’arrivo di connazionali agli antipodi supera da ben due anni il livello dell’immigrazione di massa degli anni ’50.  Con una presenza che -da temporanea- sta diventando ormai permanente.

Al 30 giugno gli italiani in Australia avevano toccato quota 20.920, +62% in due anni. +19% rispetto al giugno 2013. Oltre 67mila giovani italiani hanno toccato le coste australiane, negli ultimi nove anni.

Nel 2013-14 l’Italia si è piazzata al sesto posto -a livello mondiale- per richiesta di visti vacanza-lavoro australiani.

Di fronte alla magnitudo dei numeri della nuova emigrazione, a noi non resta che osservare -qui nella Penisola- il flop di un’iniziativa che aveva fatto ben sperare, al momento del suo varo. La Garanzia Giovani.

A sei mesi dal lancio, non solo è riuscita a intercettare solamente una frazione dei Neet italiani (meno di 300mila), ma le offerte realmente attive non arrivano a 7000. In queste condizioni, definirla “Garanzia Giovani” appare quantomeno beffardo.

 

Una Carriera Accademica agli Antipodi

In Storie di Talenti on 10 novembre 2014 at 09:00

In generale, ho sempre ottenuto le mie posizioni all’estero senza conoscere nessuno, senza alcuna raccomandazione e solo grazie al mio impegno, a quello che c’è scritto sul mio curriculum, e alle lettere di referenza di professori inglesi e australiani che hanno lavorato con me“: biglietto da visita inequivocabile, quello di Silvia Mendolia, 36enne lettrice in Economia all’Università di Wollongong, in Australia.

Al termine della laurea in Economia a Torino, Silvia aveva già trovato il proprio posto di lavoro -sicuro- in banca. Ma una borsa di studio della Banca d’Italia, che la spedisce a specializzarsi a Londra per un Master in Economia, segna la cesura col passato. Al ritorno in Italia Silvia scopre come quella ulteriore specializzazione non interessi, alla banca presso cui lavora… nessuna possibilità di valorizzazione ulteriore, insomma.

Nel 2006 arriva l’opportunità di cambiare aria: il marito di Silvia trova lavoro a Sydney, come post-doc. Lei decide di seguirlo, all’altro capo del mondo. In poco tempo trova una posizione da PhD, in Economia del Lavoro ed Economia Sanitaria – senza aver mai avuto esperienze accademiche, in precedenza.

Dopo un passaggio come docente part-time, Silvia -nel frattempo divenuta anche madre- ottiene un’altra occasione di lavoro in Scozia. Per lei si tratta di un insperato ritorno in Europa, con tutta la famiglia al seguito, sempre all’interno del mondo accademico. Il periodo scozzese si rivela proficuo: molto meno incoraggianti invece i tentatitivi di rientro in Italia, approfittando della temporanea permanenza in Europa. Un ateneo della Penisola le rifiuta un colloquio via Skype (!), mentre un ulteriore tentativo di ritorno in banca si rivela un buco nell’acqua…

Anche per questo Silvia non esita a riportare la famiglia in Australia, non appena si ripresenta l’occasione. E ripartire da lì, lavorativamente. In Italia lei ci tornerebbe anche domani. Ma, a questo punto, lo farebbe solo alle sue condizioni.

Ospite della puntata è Cinzia Rienzo, ricercatrice presso il National Institute of Economic and Social Research di Londra. Anche per lei un percorso accademico all’estero: anche lei, osserva dall’Europa e con occhi estremamente critici il mondo universitario italiano.

Nella rubrica “Expats” ci trasferiamo invece a Parigi, per raccontarvi la nascita di un gruppo di manager italiani nella capitale francese. Si chiama “Italian Executives in Paris”, e raccoglie l’élite dei nostri giovani professionisti. Ne parliamo con Francesco Coppola, fondatore e presidente di IEP.

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Duecentocinquantunesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

In Fuga dei giovani on 8 novembre 2014 at 09:00

Duecentocinquantunesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Il tema delle opportunità in università ci porta oggi fino in Australia, per raccontarvi la storia di una giovane che -agli Antipodi- ha ottenuto possibilità di carriera, inimmaginabili per lei in Italia.

Ancora più incredibile, il feedback ricevuto da atenei e mondo dell’impresa italiani, quando ha provato a rimettersi in gioco qui, forte del background “aussie”…

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