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Dall’Est all’Ovest… USA – Trecentosettantaduesima Puntata

In Storie di Talenti on 22 aprile 2017 at 09:00

Se dovessi riassumere la mia storia, mi viene da dire che è stata un tortuoso cammino all’insegna della ricerca di un ambiente aperto, multiculturale, senza pregiudizi (dove io possa anche andare in ufficio in ciabatte…), e in cui nessuno mi chieda quanti anni ho, prima di affidarmi responsabilità“. Riassume così Matteo Zanella, 34enne Senior Product Manager in California, il suo percorso internazionale.

Matteo si iscrive in Ingegneria Informatica: fin dagli anni universitari manifesta interesse verso le esperienze all’estero, con un anno di scambio alla University of California e un semestre in Erasmus a Valencia.

Nel marzo del 2007 si laurea, dopodichè inizia a lavorare nella Penisola: la svolta arriva un paio d’anni dopo, quando decide di iniziare un MBA negli Stati Uniti.

Con non pochi sacrifici, si sposta a New York, dove completa l’MBA: di fronte alla scelta se tornare in Italia o restare Oltreoceano, sceglie la seconda opzione – l’ambiente di lavoro della Penisola non lo attira nè convince più.

Tre anni fa l’ultima sfida, con il trasferimento in California: prima un passaggio a Facebook, poi l’approdo al lavoro attuale, in un’azienda che -negli anni- ha visto crescere esponenzialmente.

Ospite della puntata è il giornalista Roberto Bonzio, ideatore del progetto “Italiani di Frontiera”: con lui torniamo a parlare delle ultime novità dalla Silicon Valley. Chi sono i giovani italiani innovativi che più si stanno distinguendo nel West americano? Che aria tira, soprattutto, dopo l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca?

Nella rubrica “Expats” focus su un’iniziativa estremamente interessante, che la nostra comunità di italiani in Francia ha lanciato recentemente: il portale “ViverelavorareinFrancia”, una guida pratica per i connazionali che intendono trasferirsi Oltralpe. Ce ne parla Patrizia Molteni, presidente di “Italia in Rete”.

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Una Post-Doc a Colonia – Trecentosettantunesima Puntata

In Storie di Talenti on 15 aprile 2017 at 09:00

Non sarebbe corretto affermare che in Italia per me non ci fossero occasioni. Lavoro da fare ce n’era, ma limitato nel tempo, frammentato in progetti molto diversi tra loro e -soprattutto- in un tempo in cui tutto è sospeso: sia per la durata della “gavetta”, sia per la direzione in cui si andava“: così Vera Lomazzi, 38enne post-doc a Colonia, ricorda il periodo di lavoro nella Penisola.

Vera si iscrive tardi in università, dopo aver iniziato a lavorare non appena diplomatasi: una volta laureata, prosegue gli studi con un Dottorato in Sociologia e Metodologia della Ricerca Sociale. Il dottorato la porta a fare le prime esperienze di lavoro in Olanda e in Germania. Successivamente, parte anche per il Libano.

Fino al 2015, quando arriva per lei il vero “salto di qualità”: l’offerta di un posto in una università scozzese, ad Aberdeen. Posto che lei lascia un anno dopo, soprattutto per riavvicinarsi alla famiglia in Italia – cogliendo al volo l’opportunità di un post-doc al prestigioso Leibniz Institute di Colonia.

Vera in realtà si candida senza troppe speranze per il posto… e invece ecco arrivare la proposta di lavoro. In Germania scopre un mondo accademico fondato sulla meritocrazia: attualmente Vera prosegue la sua vita da pendolare tra Italia (dove ha la famiglia) e Germania (dove ha il lavoro).

Ospite della puntata è il professor Ferruccio Biolcati, docente associato di Sociologia all’Università degli Studi di Milano. Con lui ampliamo lo sguardo alle opportunità accademiche nel settore delle Scienze Sociali in Italia.

Nella rubrica “Expats” continuiamo a restare nel “mondo radiofonico”: lo facciamo parlandovi di “Radio Nuova York”, emittente web che racconta gli italiani nella Grande Mela. Con noi Alberto Polo Cretara, fondatore della radio.

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Dalla Russia… per lavoro – Trecentosettantesima Puntata

In Storie di Talenti on 8 aprile 2017 at 09:00

La mia decisione di lasciare l’Italia non è stata dettata da esterofilia, ma piutttosto dalla voglia di futuro“: così Antonio Alizzi, 34enne primo presidente di una delle maggiori case editrici russe, racconta il perchè del suo espatrio a Mosca. Espatrio foriero di una carriera ad alto livello.

Antonio nasce in Germania, da genitori siciliani emigrati: a sei anni rientra nell’isola. Dopo la maturità, prende la decisione di lasciare anch’egli la Sicilia, per studiare a Milano, Scienze della Comunicazione. Più tardi si sposterà sulle Relazioni Internazionali.

Antonio completa la sua formazione con un Master -prima- e un Dottorato di Ricerca – poi, una strada che gli spalanca le porte dell’insegnamento in accademia, a Verona.

Sul medio periodo, però, cominciano a pesare le difficoltà di avere una prospettiva, in ateneo: “l’entusiasmo, che è stato il carburante per quattro anni, ad un certo punto ha ceduto il passo alla paura. Paura di non farcela, paura di aver sbagliato tutto, paura di non poter programmare il futuro senza certezze, paura di non avere più credibilità, per poter ispirare i ragazzi“, ricorda Antonio.

La decisione di spostarsi nel mondo dell’impresa è consequenziale: coglie al volo la possibilità di un lavoro presso una multinazionale italiana, che -dopo un periodo di training– lo manda in missione in Russia.

La Russia non era mai stata nei miei piani, anzi… ho reagito con un certo sconforto e sospetto, quando mi è stata prospettata come possibile destinazione“, ricorda ora Antonio.

La realtà si mostra ben diversa: nonostante le comprensibili difficoltà di adattamento, a Mosca resta circa due anni e mezzo in distacco dall’azienda italiana, prima di accettare un’offerta di impiego difficilmente rifiutabile.

Se accetti di lavorare insieme a me, cambieremo il mondo dei media. Lo faremo assieme, e non solo in Russia“, gli propone il presidente del suo attuale gruppo editoriale, uno dei più grandi nel Paese. Antonio ne è attualmente primo vicepresidente.

La Russia è un Paese di contraddizioni e forti contrasti, che vivono in una sorta di quiete cosmica“: così Antonio descrive il suo Paese “di adozione”.

Nella rubrica “Expats” ci spostiamo in Messico, per raccontarvi la nostra comunità di ricercatori espatriati nel Paese centroamericano. Lo facciamo con Emilia Giorgetti, addetta scientifica dell’Ambasciata italiana, che ne ha censito la presenza, e che sta cercando di creare forme aggregative.

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Un Italiano al Tesoro UK – Trecentosessantasettesima Puntata

In Storie di Talenti on 18 marzo 2017 at 09:00

In Italia i giovani sono davvero tagliati fuori, rispetto agli altri Paesi. L’amministrazione pubblica dovrebbe iniziare a dare il buon esempio, assumendo -attraverso procedure pratiche e moderne- giovani competenti, e affidando loro responsabilità“: così Andrea Zorzetto, 22enne Policy Advisor presso il Ministero del Tesoro britannico, sintetizza il suo pensiero sulla rotta da seguire anche in Italia, sulla base della sua esperienza Oltremanica.

Andrea parte presto per l’estero, con un’esperienza in Australia fin dalle scuole superiori: dopo la maturità opta per proseguire gli studi oltreconfine, scegliendo la Gran Bretagna per iscriversi al’università.

Gli anni Oltremanica trascorrono tra scambi universitari a Hong Kong, stage tra Ministeri e Parlamento UK, e lavori per mantenersi gli studi. Senza contare i numerosi viaggi per partecipare a forum internazionali.

Alla fine del percorso universitario, arriva per lui l’occasione al Ministero del Tesoro britannico, in età -almeno per gli standard della pubblica amministrazione italiana- giovanissima.

Fin dall’inizio mi sono state affidate responsabilità importanti. L’ambiente è molto giovane e dinamico“: così Andrea descrive il proprio ambiente di lavoro. Certo, la Brexit incombe, portandosi dietro qualche ombra sul futuro… ma per il momento va bene così.

Ospite della puntata è Guido Melis, docente all’Università “La Sapienza” ed esperto di amministrazione pubblica. Con lui proviamo a capire perchè i processi di reclutamento nella PA britannica riescono ad essere efficaci e meritocratici. E come la nostra PA potrebbe migliorare in questo senso, a tutto vantaggio di giovani qualificati e brillanti.

Nella rubrica “Expats” ci trasferiamo a Berlino, per parlarvi del sito di informazione “Berlino Magazine”. Come sta raccontando la nuova emigrazione italiana nella capitale tedesca? Ce lo spiega il suo direttore, Andrea D’Addio.

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Una Manager in Olanda – Trecentosessantaseiesima Puntata

In Storie di Talenti on 11 marzo 2017 at 09:00

Una volta rientrata in Italia, la mia esperienza e i miei titoli non sembrarono essere presi in considerazione. La mia azienda mi propose di eseguire lo stesso lavoro che avevo interrotto due anni prima, mentre -anche volendo cercare altre proposte lavorative- le offerte erano pressochè inesistenti, il networking uno strumento sconosciuto“. Racconta così Federica Ravaglia, 34enne manager per una multinazionale olandese, il suo rientro in Italia, dopo un lungo periodo all’estero, affrontato per migliorare le proprie competenze e internazionalizzarsi, nell’ottica di una crescita professionale. Anche per questo Federica ha rifatto presto le valigie.

All’università Federica sceglie Economia delle Amministrazioni Pubbliche e delle Istituzioni Internazionali: nel corso degli studi ha modo di svolgere due esperienze all’estero.

Dopo la laurea, la consapevolezza: “mi è stata subito chiara l’assenza di opportunità di sviluppo e crescita nei settori legati ai miei studi“. Così coglie al volo l’opportunità di un’assunzione presso una grossa multinazionale americana a Milano.

L’esperienza internazionale è codificata nel DNA di Federica: accetta di seguire un progetto Oltremanica, trasferendosi a Londra. Chiusa la parentesi inglese, la svolta: prende un’aspettativa, e si iscrive ad un MBA a Barcellona.

Arrivata a 31 anni, il nuovo bivio: proseguire con un dottorato negli USA, così come le era stato proposto, o rientrare nell’organico aziendale in Italia? Federica sceglie la seconda strada.

Qui però arriva la sorpresa: il lavoro che si ritrova a fare è lo stesso che svolgeva prima di imbarcarsi nelle esperienze in UK e Spagna. “Riscontrai una forte chiusura dell’Italia al networking in senso anglosassone, e dunque all’investimento nella conoscenza di persone“.

Qualche colloquio via Skype le è sufficiente per trovare una nuova posizione in Olanda, dove ora lavora come manager per una multinazionale locale, respirando un ambiente aperto e giovane, che permette cambi di ruolo interni alla stessa azienda.

Ospite della puntata è Federico Mioni, direttore della Management School di Federmanager: con lui approfondiamo le reali e concrete opportunità di impiego in Italia per giovani manager dalla formazione internazionale.

Nella rubrica “Expats” andiamo in Spagna, per parlarvi di un network di ricercatori italiani nella Penisola Iberica. L’associazione si chiama ARIS: ce la presenta la vicepresidente Eugenia Resmini.

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Un Ingegnere in Danimarca – Trecentosessantatreesima Puntata

In Storie di Talenti on 18 febbraio 2017 at 09:00

In Danimarca ho scoperto una nazione dove si lavora bene, in un ambiente sano, produttivo, interessante, internazionale, non stressante, efficiente, dove la fiducia è tale che non serve timbrare l’ingresso, o portare certificati medici. Ma si lavora in maniera flessibile, ognuno ha precise responsabilità“: descrive così Simone Barbera, 36enne Technology Planner in Danimarca, l’ambiente di lavoro scandinavo.

Siciliano di origine, Simone studia Ingegneria Elettronica a Messina: dopo la laurea si trasferisce nel Centro Italia, dove fa la sua prima esperienza di lavoro e avvia un Dottorato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, a Roma Tor Vergata.

Grazie a questo percorso ha l’occasione di approcciare il mondo universitario e del lavoro danese: nel Nord Europa Simone approda per chiudere il dottorato. E successivamente trova anche lavoro, per Nokia.

Non si ferma, Simone, avviando pure un post-doc all’università di Aalborg: questo gli consente di osservare da vicino quanto università e impresa vivano a stretto contatto, in Scandinavia. Nel frattempo Simone cambia lavoro.

La qualità della vita privata e lavorativa in Danimarca è cresciuta parecchio, rispetto ai miei anni in Italia“, annota Simone. Che -nei suoi colloqui di lavoro con la Penisola- nota alcune problematiche: la prima è che il suo curriculum viene interpretato dalle nostre risorse umane o come troppo “accademico”, o come troppo “industriale”. Manca quindi un po’ di flessibilità. La seconda è che -seppur anche nella Penisola esistano eccellenze nel suo settore di lavoro- molte posizioni di impiego risultano troppo spesso “nascoste”, non adeguatamente visibili e pubblicizzate. Perché?

Ospite della puntata è Laura di Raimondo, direttore di Asstel, associazione di categoria delle imprese che operano nel settore delle telecomunicazioni. Con  lei proviamo a tracciare un quadro della situazione occupazionale e delle opportunità di impiego in Italia, rispondendo ad alcune delle domande di Simone.

Nella rubrica “Expats” apriamo la nostra finestra sulla neonata radio web dell’associazione “Bellunesi nel Mondo”, che si rivolge ai tanti emigrati -vecchi e nuovi- della provincia di Belluno. Lo facciamo con Marco Crepaz, direttore dell’associazione.

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Chi prova a tornare… dalla Francia – Trecentossessantaduesima Puntata

In Storie di Talenti on 11 febbraio 2017 at 09:00

Nel 2014 ho fatto domanda per il programma di rientro dei cervelli “Rita Levi Montalcini”. Mi sono ritrovata classificata nella lista delle riserve, a causa di un errore macroscopico compiuto da uno dei referenti, chiamato a valutare la mia domanda“. Olivia Caramello, 32 anni, è una ricercatrice che ci ha provato, a tornare in Italia – approfittando peraltro di un bando dedicato. Ma dal suo Paese ha ricevuto, in cambio, una grande delusione.

Olivia studia Matematica a Torino, dopodichè avvia una carriera di altissimo profilo internazionale: inizia con un dottorato presso la prestigiosa università di Cambridge, specializzandosi nella teoria dei topoi.

L’ateneo britannico le fornisce il trampolino di lancio verso il palcoscenico mondiale della ricerca. Olivia inizia a tenere seminari in giro per il mondo. Dopo il dottorato, opta per lasciare la Gran Bretagna, spostandosi in Francia, senza scartare brevi periodi di lavoro pure in università italiane, quali la Normale di Pisa e Milano.

Proprio in questo periodo Olivia si candida al bando “incriminato” per il rientro dei cervelli, sfruttando il programma dedicato che porta il nome di Rita Levi Montalcini. Un errore clamoroso in sede di valutazione la esclude dalla lista che conta, per poter rientrare.

Olivia presenta ricorso, che si rivela col tempo motivato, e nel frattempo non ferma la propria carriera, che la porta a lavorare -sempre in Francia- per l’IHES, uno dei più prestigiosi istituti di matematica pura a livello mondiale.

Olivia sogna di poter creare, in futuro, un suo gruppo di ricerca. Magari -perché no?- proprio in Italia.

Ospie della puntata è il professor Antonio Di Nola, docente di Logica Matematica all’Università di Salerno. Con lui cerchiamo di approfondire meglio la cronica emergenza italiana della “fuga dei cervelli”. E del perchè sia tanto difficile riportarli qui.

Nella rubrica “Expats” andiamo invece a presentarvi un interessante portale per la ricerca di lavoro in Repubblica Ceca, approntato dalla Camera di Commercio Italiana a Praga. E’ dedicato proprio ai connazionali che cercano opportunità di impiego ad Est. Ce ne parla Matteo Mariani, segretario generale della Camera di Commercio.

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Ricercatore ad Harvard – Trecentosessantesima Puntata

In Storie di Talenti on 28 gennaio 2017 at 09:00

L’Italia non mi ha aiutato, considerato che le poche opportunità che mi sono state offerte non corrispondevano alle mie aspettative. Anzi, molte cose del “sistema Italia” non le sopportavo proprio più, e avevo la forte necessità di vedere altri “mondi”. Per questo sono andato nel posto praticamente più lontano dal nostro Paese, l’Australia. Qui, con fatica e sacrifici, mi si sono aperte opportunità che mai avrei neppure lontanamente pensato possibili“: Fausto Panizzolo, 34enne ricercatore all’università americana di Harvard, ricorda così -a distanza di anni- i motivi che lo hanno spinto ad emigrare.

Fausto studia Ingegneria Biomedica, concludendo la tesi presso uno dei nostri istituti d’eccellenza, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Lì si sviluppa parallelamente la sua passione per la ricerca, che lo porta a diventare assegnista presso l’università di Padova.

Una prima esperienza all’estero Fausto la sperimenta in Canada, a Calgary, dopodichè -in occasione del dottorato- opta, “per una maggiore crescita personale“, per l’Australia, approdando a Perth, University of Western Australia.

In Australia Fausto resta quattro anni: “una grandissima esperienza, professionale e di vita“, riassume. Prima lavora come dottorando, poi come professore a contratto.

Tre anni fa la seconda svolta, che arriva con la possibilità di trasferirsi in una delle più importanti accademie a livello mondiale. Quella americana di Harvard, dove attualmente si occupa di robotica.

Ospite della puntata è Jody Saglia, ricercatore dell’Istituto Italiano di Tecnologia, nonché startupper. Con lui esploriamo le opportunità che esistono -anche in Italia- nel settore della ricerca e delle applicazioni della robotica.

Nella rubrica “Expats” tornano le vostre lettere, che inviate settimanalmente a giovanitalenti@radio24.it Oggi ospitiamo le riflessioni di Claudia, che torna sul tema delle famiglie con i figli all’estero.

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***Le novità di “Giovani Talenti” nel 2017***

In Lettere e Proposte on 11 gennaio 2017 at 09:00

Grandi novità, per “Giovani Talenti”, a partire dal 2017. La trasmissione affronta il suo primo vero “restyling”, introducendo una serie di nuovi temi, che vi elenchiamo in anteprima:

continueremo a parlare di giovani professionisti “under 40” che emigrano, perché questo continua ad essere il vero problema di questo avvio di millennio. Non tanto l’emigrazione in sé. Ma il fatto che i nostri giovani siano costretti ad andarsene, per i motivi che non ci stancheremo mai di elencarvi.

Allo stesso tempo…:

-ogni primo sabato del mese estenderemo la rubrica “Controesodati” all’intera puntata, per dare ancora più spazio a chi decide di rientrare in Italia, affrontando sfide ed accettando opportunità;

-ogni ultimo sabato del mese racconteremo storie di giovani studenti -delle scuole superiori o universitari- che vanno all’estero per trascorrere mesi di studio, utili a instradarli verso una carriera internazionale;

-saltuariamente, infine, cercheremo anche di dare spazio ai professionisti stranieri che hanno scelto l’Italia, quale terra di approdo. E perchè lo hanno fatto.

***….ed ogni due settimane la nuova rubrica in collaborazione con Eures Italia, con tutte le ultime novità in materia di offerte di lavoro in Europa!

Cercheremo di rendere “Giovani Talenti” uno strumento pratico per orientare i giovani in un mondo in continuo cambiamento ed in continua evoluzione, offrendo loro gli strumenti utili a farsi largo in quella che possiamo definire la “globalizzazione dei talenti“.

La prima tappa sabato prossimo, 14 gennaio, alle 13.30 CET: ALLACCIATE LE CINTURE!

giovanitalenti-facebook

 

Storie da New York – Trecentocinquantacinquesima Puntata

In Storie di Talenti on 24 dicembre 2016 at 09:00

New York è una metropoli difficile, spietata, dove non ti regala niente nessuno. Ma che offre, prima o poi, un’occasione a tutti. E se vali puoi coglierla“. In poche semplici righe, Micol Bonazzoli, 32enne Real Estate Agent al lavoro nella Grande Mela, dipinge così la città che fa da sfondo al Natale di “Giovani Talenti”. New York, la città americana per antonomasia.

Micol approda nella Grande Mela a soli 18 anni, con un sogno ben preciso nella testa: fare l’attrice. Per tre anni frequenta l’Actor’s Studio: “un’esperienza difficile e selettiva, ma affascinante ed entusiasmante“. Così la ricorda a posteriori.

Per quelle svolte della vita che solo un Paese ricco di opportunità ed occasioni come gli Stati Uniti sanno offrire, Micol ad un certo punto sterza completamente, nella sua carriera. Da aspirante attrice… a broker: “è successo quasi per caso“, ricorda lei ora, “che sono diventata agente immobiliare. Che non è uno scherzo, perchè in questo Paese non si improvvisa“. Micol si deve rimettere in gioco da zero, riformandosi e riorientando la propria carriera in un settore completamente diverso da quello per cui era approdata Oltreoceano.

Con un collega mette in piedi una società, specializzata anche sul mercato italiano, che inserisce nel proprio portfolio case e appartamenti del valore di 11 milioni di dollari. Operando all’interno di una delle più importanti agenzie immobiliari americane, con risultati molto buoni.

La storia dell’ospite della puntata è un’altra “storia di Natale” da New York. La storia di un’altra giovane italiana, Eden Ghebresellassie, anche lei nella Grande Mela da diversi anni, attualmente manager per gli eventi marketing della catena televisiva Espn. Per capire quanto NY sia ancora una straordinaria fucina di opportunità, ci facciamo raccontare da Eden come ha ricevuto l’incarico di coordinatrice delle pubbliche relazioni per il magazine Rolling Stone…

Nella rubrica “Expats” messaggio natalizio “in controtendenza”: spazio come ogni mese alle vostre lettere, con la missiva del nostro ascoltatore Marco, che suona come un pesante j’accuse sui motivi che spingono ancora tanti, troppi italiani… ad emigrare.

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