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Basta Ipocrisie sui Talenti in Fuga

In Fuga dei giovani on 10 ottobre 2016 at 09:00

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A proposito degli ultimi dati sull’emigrazione italiana contenuti nel Rapporto Migrantes, che peraltro vi avevamo anticipato ad aprile (clicca qui per leggere), vi offriamo questo piccolo e modesto spunto di riflessione:

Che sempre più italiani emigrino non è una notizia. Ha smesso di esserlo. Già due anni fa avevamo sfondato la quota ufficiale di 100mila espatri. Ufficiale, perchè anche i muri sanno che i numeri sono almeno doppi, ad esser generosi. Quello che sta cambiando è la composizione: sei mesi fa Radio 24 -con la trasmissione “Giovani Talenti”- rilevò come cresce sempre di più la quota di giovani, all’interno del flusso migratorio. Quantificammo in oltre la metà gli “under 40”, sul totale degli expats. La Fondazione Migrantes restringe il focus, e individua i 18-34enni come un terzo del totale. Di qui due notizie. Quella buona è che una parte dei nostri giovani sta diventando sempre più mobile e internazionale. Forse più per necessità, che per scelta. Quella cattiva è che a forzare -per l’appunto- questa mobilità sono le condizioni in cui si trovano gli “under 40” nella Penisola. Non passa giorno senza che un rapporto o una statistica ce lo ricordi: ultima l’Ocse, secondo cui sui giovani inattivi facciamo peggio solo di Grecia e Turchia. Riassume il presidente Mattarella: “i flussi migratori talvolta rappresentano un segno di impoverimento, piuttosto che una libera scelta”. Il problema, spostando il focus, non è tanto e solo nell’uscita. Ma sul rientro. O sull’attrattività di capitale umano. I pasticci legislativi fatti negli ultimi anni dai vari Governi -in tema di incentivi al rientro- ben rappresentano la confusione che regna sul tema. E forse, guardando al fatto che la méta preferita dai giovani italiani resta la Gran Bretagna, destinazione ora messa in pericolo dalla Brexit, qualche sforzo ulteriore per rendere l’Italia il nuovo posto dove vivere e lavorare andrebbe fatto. Altrimenti piantiamola di piangere lacrime di coccodrillo. L’ipocrisia non è una qualità di cui vantarsi“.

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