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Italiani che vanno… e chi prova a farli rientrare (con qualche confusione!)

In Fuga dei giovani on 16 settembre 2015 at 09:00

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Welcome back ai lettori del blog! Due novità hanno segnato l’estate, sul fronte della fuga dei talenti:

-la prima è la nuova norma per la riattrazione dei talenti, giunta a luglio. La buona notizia è che è già operativa, come ci hanno confermato dal Governo: riguarda i lavoratori “con qualifiche elevate” che si trasferiranno in Italia dopo cinque anni di residenza all’estero. Potranno beneficiare di un bonus fiscale pari al 30% del reddito imponibile – e per un intero quinquennio. La norma integra e “allunga” Controesodo, in scadenza nel 2017, potenziando gli incentivi fiscali per chi decide di rientrare nel Paese.

***Attenzione solo al fatto che in questo momento abbiamo due norme per il rientro in vigore: Controesodo, che fornisce bonus pari al 70-80% sull’imponibile… e la nuova norma, il cui bonus è pari al 30%. Complimenti innanzitutto alla buona volontà del legislatore… ma un po’ di confusione questa situazione la potrebbe ingenerare. Ci riserviamo di tornare più avanti sulla questione, per fare un po’ di luce.

-la seconda notizia conferma il trend di espatrio verso la Gran Bretagna: gli italiani approdati Oltremanica tra il 2014 e il 2015 sono cresciuti del 37% in un solo anno, toccando quota 57mila (ben oltre le stime Aire/Istat… almeno cinque volte tanto!) I dati sono dell’Istituto di Statistica britannico. Ci superano solo i polacchi. L’onda non si arresta…

 

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  1. La nuova legge come da articolo 16 ABROGA l’estensione fino al 2017 della vecchia (“Il comma 12-octies dell’articolo 10 del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, e’ abrogato.”). Vuol dire che la coesistenza durerà fino a DIcembre, dopodichè chi è soggetto alla legge vecchia passerà alla nuova? Visto che non è menzionata la “non cumulabilità” tra le due potrebbe bastare avere i nuovi requisiti (ergo 5 anni all’estero e non due come per la vecchia)…

    Ma sarebbe molto utile fare chiarezza, anche sul limite di permanenza che passa da cinque a due anni.

    RImane comunque a mio parere uno scandalo che a Febbraio si approvi una cosa e neanche 10 mesi dopo la si cancelli così, c’è gente che ha pianificato i prossimi due anni sulla base dell’estensione al 2017 sia come agevolazione sia come qualifiche per beneficiarne limitate ai due anni…adesso questa gente si sentirà presa in giro ed ha ragione. Sarebbe stato equo mantenere l’estensione prima di far partire la nuova legge invece di abrogarla. Facendo così invece si conferma come in questo paese la certezza legislativa sia una cosa molto molto dubbia.

  2. Confermo. Prossima settimana aggiungerò info più esplicative: il decreto così come pubblicato in Gazzetta Ufficiale a metà settembre ha inserito dei commi che di fatto cancellano Controesodo (il testo approvato a luglio invece non li aveva). Concordo anche sulle riflessioni relative ai problemi che ciò comporta per chi ha pianificato il suo rientro sulla base della vecchia norma. Per fare chiarezza tra due norme concorrenti si è messo in difficoltà chi aveva scelto di beneficiare di una delle due (lo sconto non viene cancellato: si riduce al 30%).

  3. In sostanza secondo me rimangono aperti 3 temi:

    – Se chi sta usufruendo della vecchia legge sarà automaticamente integrato nella nuova a scadenza Dicembre 2015. La mia interpretazione è “si” visto che nella nuova legge non c’e’ una indicazione nè in merito alla cumulabilità con i benefici della vecchia nè in merito alla scadenza di presentazione della domanda rispetto alla data di rientro. In più la nuova legge dice espressamente che “Il criterio di determinazione del reddito di cui al comma 1 si
    applica anche ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, della legge
    30 dicembre 2010, n. 238” che sono i soggetti che usufruiscono ad oggi della legge vecchia.

    – L’obbligo di permanenza in Italia: chi ha usufruito della legge vecchia rimane con un vincolo di permanenza in Italia di cinque anni pena la restituzione del beneficio o il vincolo si riduce a due anni come da legge nuova? Qui tendo a supportare la riduzione del vincolo poichè la legge come scritto sopra dice che: “Il criterio di determinazione del reddito di cui al comma 1 si applica anche ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 238”. Il criterio di determinazione include anche le sue condizioni, tra le quali il nuovo vincolo di permanenza di due anni. Quindi di fatto, cambiando il criterio di determinazione del reddito per gli usufruitori della legge vecchia da uno sconto di imposta di 80% (Donne) e 70% (Uomini) ne cambia anche le condizioni diminuendo il vincolo di permanenza in Italia da 5 a 2 anni.

    – Come comportarsi con chi adesso non rientra più nelle categorie beneficiarie (si richiedono 5 anni all’estero, prima due) dopo Dicembre 2015. Qui ho i maggiori dubbi viste anche le considerazioni di cui sopra poichè cambiando i criteri e le condizioni di determinazione del reddito tra cui gli anni di permanenza all’estero, a tutti gli effetti se prima se ne richiedevano 2 adesso diventano 5. Sarebbe comunque molto molto scorretto nei confronti di chi è appena rientrato ad esempio dopo un Master di 2 anni e mi auguro di cuore di essere contraddetto.

    Un grazie comunque a chi come lei fa informazione sul tema. Saluti

    GP

  4. Il tutto sembra aver origine da un Parere della Commissione VI Finanze della Camera del 5/8/2015: http://www.camera.it/leg17/824?tipo=A&anno=2015&mese=08&giorno=05&view=filtered_scheda&commissione=06

    Il Parere propone di estendere questi benefici anche ai beneficiari di Controesodo.

    Il problema è che questi nuovi benefici sono inferiori e soprattutto applicabili a categorie diverse di persone (si escludono le persone rimaste all’estero tra i 2 e i 5 anni, ma si includono le persone nate prima del 1969)

    Di conseguenza, esistono migliaia di persone che avrebbero avuto benefici fiscali fino al 2017 (chi è stato all’estero tra i 2 ed i 5 anni) e che per il tentativo di sanare l’incoerenza tra 2 leggi che regolano persone diverse (chi è stato all’estero oltre 5 anni), si vedono private di benefici previsti da una legge precedente.

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