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“Garanzia Giovani contro brain drain italiano”, dice la Commissione UE

In Fuga dei giovani on 20 maggio 2014 at 10:00

“IL PIANO GARANZIA GIOVANI PUO’ FRENARE LA FUGA DEI CERVELLI DALL’ITALIA”

IL COMMISSARIO EUROPEO ALL’OCCUPAZIONE ANDOR SCETTICO PERO’ SULL’ESTENSIONE AI 25-29ENNI

“Penso che proprio questo sarà uno dei benefici della Garanzia Giovani, che impone all’ufficio di collocamento di lavorare con i giovani su base individuale e personalizzata. Spesso infatti, a causa del malfunzionamento di questi servizi, i giovani hanno faticato a trovare opportunità nella propria regione o nel proprio Paese, scegliendo di emigrare. Non mi equivochi, però: io non credo che la mobilità del lavoro in Europa sia una cosa negativa. Chi vuole lavorare all’estero deve poterlo fare. Ma non deve essere una scelta dettata dalla disperazione. La crisi ha causato pure situazioni di sottoinquadramento: persone assunte per mansioni inferiori rispetto alla loro qualifica. Per cui non c’è solo un rischio di brain drain, o fuga dei cervelli, ma anche un rischio di “perdita di cervelli””.

Così il Commissario Europeo all’Occupazione Laszlo Andor, intervistato da Sergio Nava per la trasmissione “Giovani Talenti” (in onda sabato 17 maggio alle 13.30 su Radio 24), ha risposto alla domanda sui possibili benefici della Garanzia Giovani quale freno alla crescente emigrazione dei giovani dall’Italia (oltre 45mila nel 2013, con un incremento del 28% sul 2012, secondo i dati rivelati in esclusiva sabato 10 maggio).

Entrando nel merito del piano Garanzia Giovani italiano, Andor ha dichiarato: “l’Italia deve fare molti sforzi, per far sì che i servizi pubblici per il lavoro siano pronti alla sfida. Il Paese è molto diseguale. Esiste anche un problema relativo al vocational training, la mancanza di opportunità di formazione duale. Questa è un’altra riforma che può essere realizzata sotto l’ombrello della Garanzia Giovani”.

Andor si è mostrato perplesso sull’allargamento della platea dei beneficiari alla fascia 25-29 anni, decisa dal Governo Renzi:abbiamo notato un’ambizione italiana, di allargare la platea fino alla fascia 25-29enni, superando lo standard europeo limitato agli under 25. Se ci sono risorse disponibili, il Paese deve essere ovviamente più ambizioso: ma ciò richiede anche molte più risorse, rispetto a quelle presenti. Per questo incoraggiamo i Paesi a focalizzarsi innanzitutto sulla fascia 15-25 anni. E solo quando questo piano si rivelerà un successo, allargare il programma ad altre categorie o fasce d’età“.

Monitorerete i risultati del piano italiano?, ha chiesto Sergio Nava al Commissario Andor.Sì. Abbiamo esaminato i piani di implementazione. Annualmente verificheremo i progressi, esiste una cooperazione stretta tra i servizi della Commissione e il Governo italiano”. E se non sarete soddisfatti? Chiederete la restituzione dei fondi europei? “Penso sarebbe totalmente controproducente chiederla la restituzione dei fondi a un Paese che necessita maggiori risorse in questo settore. Dovremmo capire innanzitutto cosa manca, il perché, e -insisto- non sarà solo la Commissione a condurre una valutazione”.

 

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