sergionava

L’ora della verità

In Giovani Italians on 26 giugno 2013 at 09:00

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Tra oggi e venerdì l’Italia e l’Europa sono chiamate a prendere importanti decisioni sul tema dell’occupazione giovanile. Gli ultimi giorni di giugno rappresentano uno snodo importante, per un tema che negli ultimi mesi ha catalizzato -finalmente- il dibattito politico.

Ma semplici misure normative non bastano: come ripetiamo da anni, occorre pure un cambio radicale di modelli e paradigmi, all’interno della Penisola, affinché l’Italia possa divenire un Paese dove essere giovani, avere talento, poter contare solo sulle proprie forze di outsider e -soprattutto- avere una visione globale… non costituisca più un handicap. O un problema. Time for a real change?

Diteci la vostra, commentando direttamente in coda a questo “post”, o scrivendo a fugadeitalenti@gmail.com

bandieraitok

Europa

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  1. Beh… la prima cosa che i politici dovrebbero capire è che la disoccupazione è una sola… non ha età, non esiste una disoccupazione giovanile, una anziana, una di mezza età, è semplicemente disoccupazione!!!
    Ovviamente in questo blog si parla di “giovani talenti”, e va bene così, ma la politica non può limitarsi ad una visione così ristretta del problema, perchè ci sono moltissimi “meno giovani” con famiglia e mutuo da pagare che non hanno lavoro… a queste persone chi ci pensa? anzi, se si fanno politiche per la cosiddetta politica giovanile, si avrà l’effetto contrario perchè, quelle poche aziende che decideranno di assumere qualcuno (se non c’è crescita non c’è nemmeno lavoro) assumeranno solamente sulla base del dato anagrafico quindi, come al solito, in maniera antimeritocratica… un po’ come mettere le “quote giovani”… oggi, con le regole attuali, assumere un giovane costa già molto meno di assumere una persona meno giovane, quindi cosa si risolverebbe?
    Il fatto che ogni giorno si parli della percentuale di “disoccupazione giovanile” è solamente fumo negli occhi… è perfettamente naturale che i 18-30 siano più “disoccupati” dei 30-50, un po’ perchè molto spesso a quell’età si studia ancora ma la causa principale è semplicemente che a quell’età si ha avuto molto meno tempo per trovare un’occupazione stabile che e se ci aggiungiamo che si sta cercando di immettersi sul mercato del lavoro con una crisi economica senza precedenti… beh i numeri tornano.
    Attenzione… non sto dicendo che è un semplice dato di fatto e bisogna prenderne atto, ma bisogna affrontarlo nel modo giusto e pensare di risolvere il problema nel suo complesso.

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