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Valigie pronte per la Germania?

In Fuga dei giovani on 13 marzo 2013 at 09:00

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E’ il Paese che -dati Istat alla mano- attrae il maggior numero di italiani emigranti. L’unico, tra i grandi Paesi europei, a reggere i contraccolpi della crisi senza enormi difficoltà. Parliamo della Germania, dove -come le statistiche confermano, sembra concentrarsi la nuova ondata migratoria italiana. Tre notizie sono sufficienti a dare il quadro della situazione:

secondo la Caritas, i flussi migratori verso la Germania sono tornati ad irrobustirsi. Non solo da Spagna e Grecia, ma anche dall’Italia. E non sono solo giovani professionisti, in cerca di un contratto qualificato, adeguato ai loro studi, ma anche intere famiglie che si stanno progressivamente impoverendo (è sufficiente dare un’occhiata all’ultimo rapporto Bes dell’Istat per vedere numeri in progressivo deterioramento, che stanno letteralmente spazzando via la classe media);

in termini scientifici, la “fuga dei cervelli” dalle nostre università verso la Germania è in pieno boom, tanto che il quotidiano “La Stampa” parla di tassi di incremento dei nostri ricercatori in terra teutonica ormai secondi solo ai cinesi. I connazionali impiegati nelle università tedesche -negli ultimi cinque anni- come ricercatori sono aumentati del 69%! E i dati arrivano solo fino al 2011. Per dare un’idea, basti pensare che abbiamo 2095 ricercatori italiani in Germania. I tassi di incremento di greci, spagnoli e portoghesi sono inferiori.

-infine, altro dato molto sintomatico: sempre secondo “La Stampa”, ben 5000 candidati (in media giovani e laureati) hanno inviato il proprio curriculum, per l’iniziativa “The Job of my life”, organizzato dai Ministeri del Lavoro italiano e tedesco. In palio solo 400 contratti di formazione in Germania, destinati ai nostri giovani professionisti. La rete italiana di Eures parla di “crescita esponenziale” delle domande per lavorare all’estero, negli ultimi anni. E’ positivo questo sempre maggiore interesse verso le esperienze internazionali… ma sicuramente nasconde anche una crescente disperazione, per l’impossibilità di trovare impiego in patria. E parliamo di ingegneri, medici, ecc. ecc..

Abbiamo già alzato bandiera bianca? E’ l’esodo l’unica soluzione rimasta? O una speranza di cambiamento ancora c’è?

Il dibattito è aperto: su questo blog, sui gruppi Facebook e LinkedIn “La Fuga dei Talenti”.

DITE LA VOSTRA!

 

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  1. Ciao, non posso certo biasimare chi affronta questo passo. Anzi, lo ammiro e lo rispetto. Perche’ non e’ un passo facile, per niente. A volte e’ una scelta, altre un obbligo. La responsabilita’, in questo secondo caso, e’ chiaro su chi ricade: ne dobbiamo essere consapevoli. E ci tengo a sottolineare con forza che chi parte non e’ un traditore, un approfittatore, un individualista che lascia il Paese in difficolta per far fortuna altrove invece di contribuire alla “rinascita”. Chi parte lo fa anche perche’, fortunatamente, abbiamo la liberta’ di determinare e lottare per il nostro futuro, perche’ possiamo vivere in pieno quel sogno incredibile che e’ l’Europa pacificata ed unificata. In bocca al lupo allora a chi va, mettetecela tutta, abbiate sempre fiducia in voi stessi e portate con voi il meglio dell’Italia

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