sergionava

Cambio di Passo. Ora!

In Giovani Italians on 16 maggio 2012 at 09:00

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Piccoli, timidi segnali… che qualcosa si muove: il piano per il Sud varato venerdì dal Governo prevede -tra le altre cose- il progetto “Angels“, un’embrionale idea di riconnessione dell’Italia con i suoi cervelli all’estero.

Con una somma minima (poco più di cinque milioni di euro), come riconosciuto dallo stesso Ministro alla Coesione Territoriale Fabrizio Barca, il progetto prevede il coinvolgimento di 30-50 giovani ricercatori italiani all’estero, chiamati a interagire con i dipartimenti universitari del Sud, allo scopo di connettersi con i giovani studenti e ricercatori del territorio, portarli Oltralpe, e farli successivamente rientrare, per riportare in Italia le best practice apprese fuori.

Progetto interessante, ma chiediamo al Governo di crederci un po’ di più, strutturandolo ulteriormente e allargandolo anche ad altri settori, esterni al mondo della ricerca. L’impressione è che l’attuale esecutivo abbia compreso l’importanza del tema della riconnessione con i migliori giovani professionisti fuggiti dal Paese. Che abbia cominciato a lavorarci, ma senza crederci ancora fino in fondo, forse anche a causa dell’enorme numero di priorità in agenda.

Tuttavia, un vero investimento nel futuro passa anche dal fare rete con l'”Italia diffusa” all’estero. E’ un passaggio realmente imprescindibile.

La situazione resta grave: gli ultimi dati Ocse classificano l’Italia come un Paese con grossi problemi occupazionali. Siamo fanalino di coda, con Spagna, Ungheria, Grecia e Turchia (che gruppo!), per quanto riguarda il tasso di occupazione, inchiodati al 56,8% (fascia 15-64 anni). Tra i giovani la situazione peggiore, per l’Ocse: solo il 19,5% degli under 25 lavora in Italia. Facciamo meglio solo di Grecia e Ungheria.

Il tutto mentre resta troppo basso il tasso di scolarizzazione: per Eurostat, ben il 18,8% degli italiani under 25 si ferma alla terza media. Percentuali straordinariamente lontane dai Paesi più avanzati d’Europa, quali Lussemburgo, Olanda, Germania e Francia. Il nostro è un Paese che non pare proprio comprendere quanto sia cruciale la sfida del capitale umano, in ottica futura.

Fa, a questo proposito, riflettere una recente ricerca dell’Iref, l’istituto di ricerca delle Acli: in Italia il tasso di occupazione dei 25-29enni con alte competenze (titolo di studio universitario o superiore) è il più basso tra i Paesi europei. Solo il 55,6%, contro una media comunitaria all’80%! In Gran Bretagna, Francia, Belgio e Germania questo tasso supera l’85%, in Olanda il 90%. “Il mercato del lavoro italiano non riconosce le qualità dei giovani“, è la sconsolata analisi delle Acli.

Servono interventi decisi. Subito. Serve coraggio, per cambiare alla radice un sistema-Paese che non funziona più. Che sta sprecando il suo straordinario capitale umano, obbligandolo alla fuga. Le azioni intraprese dal Governo sono giuste, in linea di principio, ma ancora troppo timide. Occorrono più investimenti e una maggiore decisione. Il tempo è davvero troppo poco.

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