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“Andiamocene dal Titanic!” – Lettera di un laureato 26enne a FdT

In Lettere e Proposte on 10 dicembre 2010 at 09:00

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Gabriele, 26enne laureato in Biologia.

Non vogliamo rovinarvi l’atmosfera natalizia, ci mancherebbe altro… Anche per questo abbiamo tagliato le parti più crude. Gabriele ricorre a un’immagine reale, più volte utilizzata anche da questo blog: l’Italia come un gigantesco “Titanic” che sta affondando, qualora non avviassimo un ricambio immediato della classe dirigente. Forse si può non condividere al 100% la sua amarezza e il suo pessimismo. Ma ha 26 anni: se i giovani della sua età, qualificati e di talento, cominciano ad avere questa idea dell’Italia, allora è proprio finita.

Anziché criticarlo (cosa che eviterei, considerata la forte carica di onestà intellettuale presente nelle sue parole), ribalto la provocazione: lo vogliamo raccogliere questo grido allarme? E se sì, cosa dobbiamo fare?

Purtroppo l’unica soluzione per noi giovani è quella di lasciare questo Paese esangue, prossimo ormai ad una catastrofe senza precedenti. Questo Paese -se tale lo si può definire- ha fallito in tutto, sia a livello politico che economico-sociale. Siamo ormai condannati ad affondare, come il famoso Titanic. E’ solo questione di tempo, ma intanto l’orchestra continua a suonare, cercando di smorzare il panico e nascondendo l’immane inabissamento.

Chi sta in prima classe si riempie la bocca di belle parole, sapendo di avere il sottoschiena parato, ma chi invece si trova nei piani bassi, in seconda o terza classe, continua a non vedere la realtà. Preoccupandosi solo di quale nuovo telefono acquistare a fine mese, o di quale nuova auto tirerà fuori il mercato il prossimo anno. Intanto i loro piedi si bagnano di acqua gelata… per di più putrida ed avvelenata. Ma loro, da illusi, credono ancora che si tratti solo di una piccola falla  temporanea.

Fortunatamente però ci sono alcuni, tra i molti illusi, che in silenzio cercano di andare verso poppa, al riparo dall’acqua, per poi cercare di infilarsi nelle scialuppe ed abbandonare la nave. Purtroppo vengono bollati come catastrofisti, nonché traditori della patria perchè vogliono abbandonarla… “vigliacchi senza dignità ed onore”.

Io me ne frego, il mio istinto mi dice che devo andare via se voglio salvarmi. E così farò. […] Perchè dovrei immolarmi per un Paese che non mi vuole??? Del resto il Paese a cui appartieni non è quello dove nasci, ma quello che ti dà la possbilità di realizzarti“.

GABRIELE