sergionava

Mourinho e lo “Shock Generazionale”

In Giovani Italians on 26 maggio 2010 at 09:00

ABBONATI AL BLOG “LA FUGA DEI TALENTI”! SOTTOSCRIVI L’OPZIONE CLICCANDO IN FONDO A QUESTA PAGINA!

E’ arrivato il momento di una nuova ribellione, come proponeva qualche giorno fa Farefuturo webmagazine, il periodico online che fa capo al “think tank” del centrodestra italiano che si riconosce nel presidente della Camera Gianfranco Fini?

Serve più libertà. Più libertà da dogmi e postulati che non hanno più ragion d’essere, ma che sopravvivono come dittature del non senso. Appiccicate lì, con la saliva rancida della storia. E dei vecchi.   […] Più libertà dai corporativismi di ogni genere e specie. […] Libertà dalle caste, dalle baronie, dai vassalli e valvassori. […] Libertà dai luoghi comuni, dai sorrisetti saccenti di chi pensa di essere nel giusto. Sempre. Di chi crede che il mondo non cambia, che questo Paese è destinato a essere fuori dal mondo, fuori dalla storia“.

L’articolo si concludeva con un invito alla rivolta: “Serve una nuova lotta di liberazione. Un nuovo sessantotto. Una nuova rivolta generazionale“, così l’autore Filippo Rossi. Ora, forse non è esattamente un nuovo “Sessantotto” quello di cui abbiamo bisogno, considerati i disastri che i protagonisti di quell’epoca hanno poi combinato a livello di classe dirigente. Ma l’idea c’è.

Siamo arrivati a un punto di non ritorno, questo è evidente a tutti: se, come denuncia il rettore del Politecnico di Milano Giulio Ballio, “gli atenei del capoluogo sono frequentati per il 30% da studenti che arrivano da altre regioni. E le statistiche dicono che il 10%, una volta laureato, va a lavorare all’estero, ciò è evidentemente una perdita secca per la città. Non è un problema solo di costi, ma di offerta del lavoro“.

Un altro rettore, Guido Tabellini dell’Università Bocconi, denuncia: “la caratteristica dei giovani italiani è di essere un passo indietro su tutto. Nell’uscire di casa, nel formare una famiglia, nel cercare un impiego“. E propone -per cominciare- di accorciare di un anno la scuola superiore, facendo affacciare i ragazzi al mondo universitario o professionale a 18 anni, per “parificarli” al resto dei loro coetanei europei.

Restando in tema di università, si potrebbe cominciare a rendere effettiva la proposta di Maria Chiara Carrozza, presidente del Forum Università Saperi e Ricerca del Pd, nonché direttore della Scuola Superiore Sant’Anna. In sintesi: pensionare i professori universitari a 65 anni “Bisogna puntare sulle potenzialità, non su quello che si è fatto in passato. […] Un posto di rilievo nel creare futuro bisogna darlo a chi quel futuro lo vivrà, non a chi viene dal passato“. Serve uno “shock generazionale”: “Qui in Italia si considera ragazza una donna di 35 anni. Non è così che si può andare avanti“.

Già, non è così che si può andare avanti. Parole che suonano rivoluzionarie, quelle di Maria Chiara Carrozza, in un Paese gerontocratico, che chiede e pretende sacrifici solo ai suoi figli più giovani. Un Paese dove, per dirla con il sociologo Marco Revelli, i ragazzi provenienti da famiglie non istruite hanno scarsissime possibilità di portare a compimento gli studi. L’Italia si trova infatti al penultimo posto, in Europa, in questa drammatica classifica. Ci supera solo la Polonia tra i 27 Paesi dell’UE. Se nel resto dell’Unione un giovane proveniente da famiglie non istruite ce la fa, a fronte di 3,5 provenienti da famiglie “acculturate”, in Italia il rapporto diventa addirittura di 1 contro 7. E’ “democrazia”, questa?

Un articolo de “Il Sole 24 Ore Nordest” fotografa in modo spietato la situazione dei giovani in una delle regioni più ricche d’Italia, il Veneto, sulla base di una ricerca della Fondazione Leone Moressa: tra il 2008 e il 2009 la forza lavoro degli under 35 è diminuita del 2,7%, con un +3% registrato tra gli inattivi, coloro cioé che il lavoro non provano neppure a cercarlo. Su cento occupati in Veneto, solo il 31% sono giovani. Due su tre hanno un contratto a tempo determinato, solo un terzo è assunto stabilmente. Ma il vero problema, che conferma molte delle analisi fatte in passato su questo blog, è il seguente: “le aziende chiedono sempre più personale poco qualificato. Hanno sempre meno bisogno di laureati e sempre più manovalanza“, dichiara la ricercatrice Valeria Benvenuti. I dati parlano chiaro: nel 59,5% dei casi i giovani che lavorano hanno conseguito il diploma di scuola media superiore, i laureati sono solamente il 13,1%. Questo è il Veneto, una delle locomotive d’Italia, dove il predominio delle piccole e medie imprese a conduzione famigliare fatica a offrire ai giovani di talento e qualificati una prospettiva di lavoro e di vita. E’ questa l’Italia del futuro? “L’offerta è molto limitata rispetto alla domanda, e la demoralizzazione che ne consegue, nei giovani, genera il popolo degli inattivi e dei cosiddetti bamboccioni“, conclude Valeria Benvenuti.

A fronte di una simile situazione stride -onestamente- l’immancabile commento del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi che invita i giovani a “non piangersi addosso”, invocando un colpo di reni “individuale” (sbagliato, ne serve uno collettivo), e chiedendo loro per la x-millesima volta di accettare qualunque opportunità lavorativa. Per la x-millesima volta rispondiamo: dia per primo lui l’esempio. E non ricordi quando faceva il “palleggiatore” a tennis. Lo faceva da studente universitario… tutti abbiamo fatto lavori improbabili prima della laurea. Piuttosto, pensi a varare quella riforma degli ammortizzatori sociali “europea”, di cui i giovani di questo Paese hanno maledettamente bisogno.

Stride anche il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, che ostenta serenità di fronte al fenomeno della “fuga dei cervelli”, invocando piuttosto un sistema di collaborazione continuo tra ricercatori residenti e ricercatori espatriati. E’ bravo a nascondere il problema, Fazio: ma non ci inganna, lui sa benissimo i motivi che portano i ricercatori a espatriare. Risolva quelli, prima di filosofeggiare.

E stride pure un Renzo Bossi che dichiara serenamente di “rappresentare i giovani”, aprendo i lavori del Consiglio Regionale della Lombardia. E’ vero: lui rappresenta alla perfezione i giovani “figli di”, che sulla sola base del cognome riescono a portare a casa 9000 euro al mese grazie al diploma di maturità (conseguito dopo infinite bocciature). Bossi: i suoi “rappresentati” sono una netta minoranza dei giovani italiani. La maggioranza è “figlia di nessuno”, ed è pronta a riprendersi i posti usurpati senza merito dalla minoranza dei “figli di”. Per inaugurare una nuova “Italia del merito”: un’Italia giovane, internazionale, globalizzata, dove il dialetto e tutte le cianfrusaglie localistiche rappresentano solo una nota di colore all’interno della cultura mondiale. Nel mondo si parla inglese, mandarino, francese e spagnolo, ci si laurea e si prendono i master, se si vuole diventare élite: il diploma non basta. Si fa carriera per selezione e risultati ottenuti, non sulla base del cognome. Right?

Per chiudere lasciatemi ringraziare José Mourihno: è arrivato qui, ha capito subito che viviamo ancora nel Paese dove il successo del mio vicino equivale alla mia sconfitta, dove non si collabora per vincere assieme e per riconoscere i meriti del migliore, ma solo per criticarlo sempre e comunque. Ci ha detto: “fate schifo”, e in due anni ha costruito l’Inter più forte di sempre. Ha dimostrato che anche in Italia si possono ottenere risultati giocando fuori dagli schemi e fuori dal sistema. Non è solo un insegnamento calcistico, il suo: è un invito ad adottare lo “stile Mourinho” per rivoluzionare -a livello generazionale- l’Italia. Grazie, José!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: