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Boldrin e le Chiacchiere della Casta

In Declino Italia on 25 aprile 2010 at 09:00

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Rientrato dalla “no fly-zone” britannica, mi ritrovo immerso nella palude pontina d’Italia. Non che in realtà ne avessi perso il contatto, anzi… ho compreso bene il “non-sistema” Italia, proprio stando all’estero!

Una volta di più in quel di Londra, dove -rimasto cinque giorni oltre il previsto per cause di forza maggiore- ho avuto l’interessante esperienza di contattare un’Ambasciata la quale, solo al quinto giorno di crisi e paralisi dei cieli, ha finalmente scoperto l’emergenza. “Ma dove vivono?”, viene da chiedersi. E l’inglese lo capiscono, o aspettano le traduzioni dall’Italia per capire quello che sta succedendo lì?

Nelle 24 ore successive, fortunatamente, l’Ambasciata attivava quindi gli inevitabili numeri di emergenza, ai quali la cortese funzionaria di turno rispondeva però elargendo numeri di telefono di compagnie di autobus per l’Italia… già stracolme di prenotazioni fino al weekend!

Solo il martedì sera, al sesto (!) pieno giorno di crisi, l’Ambasciata provvedeva finalmente a ricontattare i sempre meno “dispersi” rimasti sul suolo di Sua Maestà, per annunciare loro l’incremento delle corse di autobus verso lo Stivale (non molte di più, in realtà: per quella sera era prevista una sola corsa aggiuntiva…). Il giorno dopo i cieli in UK avrebbero riaperto completamente, rendendo inutile il tutto. Io intanto avevo già passato Calais, in un viaggio avventuroso via terra che mi avrebbe portato solo il giorno dopo a Milano, al termine di 27 lunghe ore di tragitto (via treno, auto e traghetto).

Domanda: va bene farci fuggire, ma quantomeno interessatevi un attimo, quando -per cause di forza maggiore- siamo “stranded“, inchiodati all’estero. Invece -a quanto pare- lo scorso weekend gli uffici dell’Ambasciata erano ben sprangati, mentre migliaia di connazionali si ingegnavano, disegnando sulla mappa percorsi infiniti di ritorno, o sborsando cifre folli (anche 2000 euro in taxi!), solo per rientrare in patria.

Quantomeno, rientrato a Milano, ho avuto la piacevole sorpresa di scoprire come -nella realtà incantata e fatata dello schermo televisivo di questa Seconda Gerontocratica Repubblica- fosse improvvisamente affiorata la realtà. Solo per dieci minuti, si badi bene… mica han fatto la rivoluzione tutta d’un colpo!

E indovinate chi ha “bucato” lo schermo, per dire urbi et orbi che il Re è nudo, che in Italia comanda una Casta lontana dal resto del Paese, impegnata solo a raccontare chiacchiere e a parlarsi addosso, mentre lo Stivale va in rovina e i migliori giovani scappano? Ovviamente è stato un espatriato: il professor Michele Boldrin, economista alla Washington University di St. Louis, co-autore del libro “Tremonti, istruzioni per il disuso”.

Allego il link al video su Youtube: raramente raccomando di vedersi video sul web, ma questo merita assolutamente.

Guardate e riflettete: ancora una volta sono i nostri professionisti espatriati di successo a riportarci all’ordine, rompendo il vetro di fiaba di un Paese che solo i media raccontano. Ma che in realtà non esiste.

Ancora una volta voglio ringraziare chi se ne è andato, e nonostante ciò -dall’estero- non rinuncia a cercare di salvare un Paese sull’orlo dell’abisso. Dove i giovani, quelli migliori, scappano o pensano di scappare.

Saranno loro a “liberare” il Paese (oggi è il 25 aprile, si badi bene, il riferimento non è casuale) da questo acquitrino fangoso, di una casta gerontocratica che non vuole proprio lasciare la poltrona, e con essa il Potere?