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Giovani Talenti – Marketing nella City

In Storie di Talenti on 12 aprile 2010 at 09:00

Nella dodicesima puntata di “Giovani Talenti” raccontiamo la storia di Elena Ianni, 31enne  Marketing Manager per la Royal Bank of Scotland, uno dei maggiori istituti di credito britannici. Elena, due lauree all’attivo in Italia e una brillante carriera Oltremanica, che l’ha portata -attraverso una rapida progressione di incarichi- ad occupare una posizione di grande responsabilità, ha un problema: non riesce a fare ritorno nel proprio Paese. Troppo giovane, e per di più donna, per occupare una posizione equivalente nello Stivale. Eppure a Londra hanno creduto e scommesso su di lei. Perché in Italia questo non avviene?

Con lei, ospite il professor Franco Giacomazzi, presidente dell’Associazione Italiana Marketing, con il quale cerchiamo di capire quali opportunità questo settore offra -nel nostro Paese- a giovani brillanti, preparati, e dal forte background internazionale.

Nella rubrica “Spazio Emigranti” ospitiamo Elena Fenili, vicepresidente di Rena, Rete per l’Eccellenza Nazionale.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

La nuova discussione lanciata in trasmissione: Ritenete che il sistema-Italia abbandoni i suoi migliori giovani professionisti all’estero? E tenda ad alzare barriere verso il loro rientro, quasi ostacolandolo, anziché allungare ponti d’oro per offrire loro posizioni competitive, che consentano a questa élite generazionale di fare rientro, per contribuire allo sviluppo del Paese? E se così fosse, è corretto parlare di un vero e proprio atteggiamento “suicida” da parte del nostro Paese?”

Scrivi la tua a: giovanitalenti@radio24.it

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

Alla prossima puntata: sabato 17 aprile, dalle 15 alle 15.30 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

  1. Carissima Elena
    ti esorto a stare all’estero e se vuoi proprio tornare in Italia cerca una bella raccomandazione.
    Walter

  2. Ciao Elena,

    anche io, come te, ho accarezzato l’idea di rientrare a lavorare in Italia. Qui in UK mi son fatto una gran bella esperienza e giunto al livello di senior manager nella modellistica e analisi dei dati pensavo di avere un curriculum tale da poter sorpassare qualsiasi protezione italica anti-rientro. A differenza di te, che lo hai pensato per 30 minuti ogni giorno per un anno, io mi sono illuso per un paio di giorni. Non so quale esperienza tu abbia di interviste di lavoro con aziende italiane. Io prima di darmi alla fuga ne ho fatte per un anno. Ed ho ascoltato quelle fatte da altri come me. Sarebbe da farci un libro di barzellette.

    Circa 7 mesi fa ho deciso di lasciare la banca per cui lavoravo per fare esperienza in un nuovo campo della modellistica. Sono riuscito nell’impresa in 10 giorni: alla prima job interview mi sono accaparrato il posto. In tempo di crisi non e’ poco. Risultato? Be’, e’ opinione comune tra gli amici italiani che io non sia riuscito a trovare lavoro in Italia perche’ ho troppe pretese!!! Se io abbassassi le mie pretese, le aziende italiane mi assumerebbero!! Ecco perche’ non trovo lavoro in Italia: sono uno snob assetato di soldi e potere!!

    Il fatto e’ che io non ho pretese. Chiedo solo uno stipendio (1300 euro netti, per favore non e’ tanto con due figli ed un mutuo!!) ed un contratto non a partita iva. Forse sono queste le “grandi pretese”.

    La cosa che piu’ mi preoccupa, sinceramente, non e’ lo stipendio. E’ la mortificazione personale e lavorativa: avere un capo figlio di qualcuno che non ha idea di come impiegarmi, lavorare in un ambiente di tira a campare che te frega lascia stare, fare lo stesso lavoro allo stesso livello sulla stessa scrivania per tutta la vita, dover dire di si solo perche’ il progetto e’ politicamente protetto, essere licenziato o retrocesso per far posto al solito noto, e cosi’ via. E’ di questo che ho paura. Ed e’ questo che mi fa resistere dal presentare la mia candidatura spontanea per qualche ruolo in Italia.

    La raccomandazione magari mi aprirebbe la porta ma non mi salverebbe dalle cose che ho elencato sopra: basta uno un piu’ raccomandato di me per determinarle tutte. Inoltre non mi va di supportare e nutrire sto’ sistema idiota, rafforzandolo: un domani i miei figli potrebbero rinfacciarlmelo ed avrebbero ragione.

    La cosa che mi fa incaz…ehmm, arrabbiare a morte e’ il fatto che in questo modo mi sento un esiliato a vita. Spesso sento altri come me che son all’estero per gli stessi motivi: sono furiosi! La sensazione di essere stati mandati al confino ti porta rabbia, poi col tempo rancore, e dopo un po finisci per odiare l’Italia. Magari senza neanche rendertene conto. Sta di fatto che accade. Quando, poi, mi danno del traditore perche’ sono emigrato invece di restare in Italia a combattere per migliorare le cose, be’, allora guardo sbigottito l’interlocutore e non so che rispondere. Che devo rispondere?

    Se trovi qualcosa in Italia, valuta bene prima di accettare.

    In bocca al lupo.

    Massimo

  3. Grazie Massimo
    vedi Elena se pensi di tornare in Italia allora sognati anzi scordati la parola “Marketing Manager” anzi la parola “Manager”. Grazie Massimo sono contento di aver letto la tua mail e di aver trovato una persona che la pensa come me.
    Walter

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