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Le prove: l’Italia non è un Paese per giovani!

In Giovani Italians on 14 dicembre 2009 at 09:00

Dieci giorni sono passati: nessuno dei quattro Presidenti della Repubblica ha ancora risposto alla lettera-appello lanciata dai sedici giovani professionisti espatriati de “La Fuga dei Talenti”.

A quando, cari Presidenti?

Clicca qui per scaricare la Lettera ai Presidenti, scritta dai Sedici Giovani Professionisti Espatriati… e falla circolare online!

Se avevamo bisogno di una conferma statistica del fatto che l’Italia non è un Paese per giovani… beh, ora ce l’abbiamo! Secondo gli ultimi dati Eurostat (Unione Europea), pubblicati solo pochi giorni fa, “l’Italia è un Paese per vecchi, cioé lo Stato europeo con meno giovani, con uno dei tassi più alti di disoccupazione tra laureati, e dove i trentenni non lasciano il nido, per non rinunciare ai comfort e alla vita senza responsabilità” (fonte: agenzia di stampa Ansa, 10 dicembre).

Andiamo a vedere i dati, allora:

-NUMERO GIOVANI (15-29 anni): in Europa sono 95 milioni, il 19,5% sul totale della popolazione. In Italia però la loro percentuale ammonta al 18%, con regioni dove questa stessa media scende al 12%! (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana). In Slovacchia, Polonia, Irlanda e Cipro i giovani rappresentano oltre il 24% della popolazione.

-DISOCCUPAZIONE GIOVANI LAUREATI: In Italia un giovane tra i 25 e i 34 anni -in possesso di una laurea- è disoccupato nel 9,6% dei casi, contro una media europea del 5,9% (quasi la metà!). Ci battono solo Grecia (11,7%) e Spagna (11,8%). Meglio di noi fa il Portogallo (7,7%). Tra i Paesi più “civilizzati” d’Europa ci sopravanzano senza alcun problema la Gran Bretagna (4%), la Germania (4,2%) e la Francia (5,7%). Sorpresa: meglio di tutti fa la Romania, dove solo il 2,7% dei giovani laureati è disoccupato! – N.B.: I dati si riferiscono al secondo trimestre 2009, dunque in piena crisi economica.

-CONTRATTI TEMPORANEI E GIOVANI: Va da sé che un Paese inadatto ai giovani presenti anche un’elevata percentuale di contratti precari (cui, aggiungiamo noi, non fa da contraltare un efficace sistema di ammortizzatori sociali). La percentuale di giovani con contratto a tempo è, in Italia, come segue: 15-24 anni -> 43,3% (media europea al 39,4%) /// 25-29 anni -> 24,1% (media Ue 20,4%) /// 30-54 anni -> 9,6% (media Ue 9,2%). Come possiamo notare, l’Italia rientra nei parametri di “sicurezza contrattuale” europei solo quando allarghiamo la statistica fino a includere gli “over 40” ed “over 50”. Quando di mezzo ci sono solo i giovani… beh, siamo fuori dall’Europa!

-QUANDO LASCIARE CASA? Anche qui, i giovani italiani, risultano tra i più indecisi nell’abbandonare le mura domestiche. Un ragazzo del Belpaese fa armi e bagagli praticamente a 31 anni, una ragazza intorno ai 29-30 anni. In Francia, Gran Bretagna e Olanda salutano la famiglia tra i 23 e i 24 anni… Resta però la domanda: la nostra è sindrome da “bamboccionismo”, o non piuttosto (e anche) impossibilità economica di rendersi autonomi?

Con questi dati alla mano (leggete bene quelli sulla disoccupazione tra i laureati in Italia, confrontata con gli altri Paesi), vi stupite ancora se migliaia e migliaia di giovani -ogni anno- lasciano l’Italia?!?

Scrivi insieme a noi il “Manifesto dei Giovani Italiani”: manifestodeigiovani@gmail.com

Raccontaci la tua storia: storietalenti@gmail.com

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