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Pensiero del Weekend 19

In Meritocrazia on 20 giugno 2009 at 09:38

Mentre l’Italia è scossa dall’ennesimo scandalo a sfondo sexy che riguarda un 72enne che ricopre un’alta carica istituzionale, noi restiamo allibiti dai meccanismi di selezione politica che emergono da questa pessima vicenda. Se veri, confermerebbero molte delle denunce che questo blog e il libro ad esso collegato portano avanti da mesi. Quando affermiamo che in Italia non prevale la selezione. Ma piuttosto la “cooptazione”. E della peggior specie, peraltro… Anche in politica, proprio il settore che dovrebbe dare l’esempio. I casi: Patrizia D’Addario, la escort che sostiene di aver avuto serate ben poco “istituzionali” a Palazzo Grazioli col premier, viene candidata alle elezioni comunali di Bari con una lista di centrodestra. La domanda successiva è: perché? Fa politica da sempre, la sua passione per il Pdl è qualcosa che si porta dentro fin da bambina (qualcosa di impossibile in realtà, fatti due conti…)? Oppure ha fatto il famoso corso ultrarapido di politica con Brunetta, quello dei quattro giorni per diventare le nuove Margaret Tatcher? Nulla o poco di tutto ciò. Semplicemente, come racconta il deputato Pdl Salvatore Greco, la D’Addario un bel giorno si presenta in sezione e chiede di essere inserita in lista. Lui, mancandogli qualcuna che andasse a colmare il vuoto delle “quote rosa”, la inserisce. A lei è bastato dire di essere “anticomunista” per avere il posto in lista. Papale papale. Ora, non credere a una parola di questa ricostruzione è quantomeno lecito, considerato il contesto, ma che un politico abbia il coraggio di far passare questo messaggio alla nazione è davvero incredibile (e su internet è un diluvio di commenti ironici, del tipo “non ho nulla da fare, mi candidate?”). Questo episodio fa rabbrividire sui meccanismi di selezione che dominano nel Paese. Un Paese che starebbe benissimo nel Terzo Mondo. Ma c’è di peggio: l’ormai ex eurodeputato Marcello Vernola (già Forza Italia, ora Udc), si sente dire dal coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini (Verdini poi smentirà) di essere stato eliminato dalle liste per l’Europarlamento perché “non c’hai le poppe, per questo non hai nessun futuro nel Popolo della Libertà”. Infatti al suo posto va l’annunciatrice Barbara Matera, la cui prima -e memorabile- intervista da candidata con “Il Giornale” mette a nudo tutta la sua mancanza di visione politica europea. O di visione politica tout court. Sono episodi imbarazzanti, dimostrano purtroppo che, al di là del chiacchiericcio fine a sé stesso e del finto rinnovamento, tutto resta esattamente come prima, in questo Medioevo italiano. Dove il Signore coopta vassalli, valvassori e valvassini/e non per merito o competenze, ma per altri motivi esterni agli standard “europei”. Sull’altro fronte (Pd) una recente intervista dell’ex premier Romano Prodi (lui sì, all’ennesimo fallimento e vista l’età, ha lasciato per davvero) indica la strada da seguire per il centrosinistra: “Ci sono pagine da voltare”, afferma, spingendo per il ricambio della classe dirigente, sia a livello politico che generazionale. Il segnale è chiaro, la rotta tracciata: sapranno i “Grandi Vecchi” del Pd farsi da parte, lasciando le redini a una generazione di 30enni-40enni? Temiamo di no, la fame e la sete di potere è troppo grande. Intanto, come mi segnala un amico dal Canada, la percezione che si ha nel mondo della qualità dei nostri parlamentari è semplicemente bassa: date un’occhiata a questo sito. Che misura e confronta il “valore” dei deputati di diversi Paesi, calcolando il rapporto esistente tra la retribuzione che percepiscono e una metrica di “buon Governo” (basata su diversi parametri). Poi fatevi due risate, mentre vi godete il weekend.

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