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Pensiero del Weekend 18

In Giovani Italians on 13 giugno 2009 at 09:30

Oggi ridiamo… amaro, ahinoi. Lo spunto me lo offre l’articolo comparso qualche settimana fa sul sito di RENA (la Rete per l’Eccellenza Nazionale), a cura del ventiseienne James Fontanella. Fontanella, nato a Milano, lavora a Mumbai per il “Financial Times”. Eh già, immaginatevi pure e sognate ad occhi aperti un suo coetaneo italiano che lavora come corrispondente di un importante quotidiano a Pechino. Fantascienza, direte voi… ma questa è un’altra storia.

Non mi dilungo sull’articolo che James ha scritto per RENA, in quanto potete leggerlo direttamente online, attraverso il link. La sostanza è che lui si è trovato a testimoniare in forma diretta, alle ultime elezioni politiche indiane, un inaspettato ricambio generazionale. Che lo ha portato a riflessioni inevitabili sulla drammatica situazione italiana. Mi limito a qualche semplice considerazione:

-ma come è mai possibile che l’onda del ricambio generazionale, che trova le sue fondamenta necessarie nella generazione dei trentenni, arrivi in India prima che in Italia? E’ solo un mero fattore demografico? Oppure anche culturale? Col risultato che ci scopriamo più immobili rispetto persino alle economie emergenti?

-perché quello che ha fatto Rahul Gandhi (e che Fontanella ben spiega) -vale a dire mettere in piedi un network di gruppi di lavoro composti dai giovani appena usciti dalle migliori università, per progettare un piano d’azione politico che rispecchiasse le ambizioni delle nuove generazioni- non è in alcun modo replicabile qui in Italia? Come ben scrive Fontanella, la domanda non è “Da dove viene Rahul?”, ma “Dove vuole andare Rahul”? Vogliamo girare la domanda al nostro 72enne presidente del Consiglio?

-come è possibile che -anagraficamente- rischiamo di scivolare dietro all’India, per età anagrafica dei nostri Parlamentari? In India si respira, scrive Fontanella, l’inizio di una nuova stagione politica… in Italia qualcuno ha forse avuto questo minimo sentore, almeno alle ultime Europee? Personalmente ho respirato ancora molto smog, tra riciclati, gerontocrati, ex- o aspiranti veline, e vecchi elefanti della politica che pur di non andare in pensione venderebbero la famiglia.

Fontanella chiude l’articolo con tre proposte specifiche, per avviare un barlume di ricambio generazionale nel Belpaese. Le ripropongo di seguito in estrema sintesi: a) Valorizzare l’esperienza e le conoscenze dei giovani professionisti sui territori; b) Rafforzare la capacità dei nuovi deputati europei di lavorare nell’interesse del Paese; c) Rendere i partiti politici italiani permeabili ai giovani professionisti.

Drammatica la conclusione del suo articolo: “L’India è considerata un’economia emergente, ma c’è da chiedersi se non sia già più che emersa. Adesso però bisogna fare in modo che l’Italia, che da sempre è considerata invece un Paese sviluppato, non diventi al contrario una società sommersa“. Caro James, con tutti i giovani di talento e qualità che fuggono dal nostro Paese, è molto probabile che la tua profezia si avveri, a meno di un miracolo.

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