sergionava

Raccomandazione Endemica

In Meritocrazia on 4 giugno 2009 at 09:00

Agenzia Adn Kronos: “Un quarto degli italiani ricorre alle raccomandazioni, e si rivolge quindi a un politico, ai diversi livelli istituzionali, per ottenere la soluzione di un problema inerente ai rapporti tra pubbliche amministrazioni e cittadini. E’ quanto emerge da una ricerca del Censis, realizzata in collaborazione con Trentino School of Management, presentata al Festival dell’Economia di Trento. A questo dato, sottolinea il Censis, va aggiunta anche la quota di quanti hanno preferito non rivelare tale comportamento”. Però…

Mi è molto piaciuta la foto che accompagna la notizia su internet: è quella del ragionier Ugo Fantozzi, col suo solito volto implorante. Signori: sì, è proprio Ugo Fantozzi il simbolo dell’Italia. Altro che Marconi, Colombo, o Garibaldi. Perché alla fine è proprio così, che lo vogliamo riconoscere a noi stessi oppure no, siamo un popolo senza dignità, pronto sempre a rincorrere l'”aiutino”… persino nei quiz televisivi. Mai che pensiamo a virare verso un sistema di raccomandazione più sano, “all’anglosassone”: io segnalo X a Y, solo se ritengo che X sia la persona giusta per quella posizione di lavoro offerta da Y. Ci metto la faccia: so benissimo che Y potrebbe arrivare a rompere i rapporti con me, nel caso gli rifilassi un bidone. No, qui nel Belpaese invece i bidoni si rifilano a spron battuto, tanto non paga mai nessuno. O meglio, paga Pantalone. Tra i dati più interessanti emersi dalla ricerca, sorvolando su quello relativo alla sanità, settore in cui si ricorre più spesso alla raccomandazione per evitare liste di attesa od ottenere un ricovero in ospedale (e qui si capisce quanto siamo un Paese feudale e clientelare da terzo mondo), colpisce -al secondo posto in classifica- la richiesta di favori sul posto di lavoro, insieme alla richiesta di aiuto per trovare un impiego a un figlio o a un parente. Lo studio annota pure come il fenomeno della raccomandazione esploda nei piccoli centri, dove la conoscenza diretta con la classe dirigente è più frequente. Siamo, insomma, un Paese profondamente provinciale. I nostri giovani emigrati, alla lettura di questi dati, probabilmente se la ridono e ritardano ogni piano di rientro, loro che sono ormai abituati a vivere e a lavorare in democrazie molto più avanzate della nostra. Tempo fa trovai su internet una lista (non aggiornatissima, a dir la verità) con tutti i nomi di “figli di”, “fratelli e sorelle di”, “mogli e mariti di”, “nipoti di”, “amici cari di”, infilati in Rai e Mediaset, nel cuore pulsante cioè dell’informazione televisiva. Pur conoscendo il fenomeno, quelle decine e decine di nomi e cognomi (probabilmente calcolate per difetto) mi spaventarono. Non immaginavo fossero così tanti…

Motivi di speranza, in questa palude medioevale? Mah, un’altra recente ricerca, condotta questa volta dalla Fondazione Istud, sostiene che solo il 18% dei giovani intervistati tra i 20 e i 29 anni (definiti “Generazione Y”) ricorre alla raccomandazione, il dato più basso negli ultimi anni. Uno su cinque mi pare -personalmente- comunque un po’ troppo, ma rispetto ai loro padri forse questi giovani (lontani anni luce da certe insulse e offensive rappresentazioni televisive) apprezzano maggiormente la cultura del merito. Lo spero fortemente. Anche perché, solo per fare un esempio rapportato all’attualità, la “colonizzazione dei raccomandati” produce solo disastri. Un bell’articolo -martedì- de La Repubblica, spiegava come l’azienda incaricata di smaltire i rifiuti a Palermo (l’Amia), azienda a totale capitale pubblico ma che ha agito sempre da privata, ha costituito per anni (e in barba ai recenti bilanci in rosso) un “lavorificio clientelare”. Assumendo anche quando chiudeva i conti sotto zero, dando lavoro attraverso decine di assunzioni per chiamata diretta, anche a favore di parenti di politici. Ma non solo, facilitando persino lo scambio del posto di lavoro tra il padre che va in pensione e il figlio in attesa di contratto. Ma che Paese è, ma che dignità hanno gli italiani, se sono sempre pronti a questuare qualcosa a qualcuno? Ma quando verrà estirpato questo male assoluto della raccomandazione… “all’italiana”?

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