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Chiara, 19 anni, emigrante in UK

In Fuga dei giovani on 2 giugno 2009 at 00:44

Oggi -Festa della Repubblica- vi voglio raccontare una storia. O meglio, la faccio raccontare alla diretta interessata. Sto parlando di Chiara, una giovanissima campana trasferitasi a vivere e lavorare in Gran Bretagna. Una bella storia di emigrazione, ma allo stesso tempo di denuncia di un Paese che così non può più andare avanti. Oggi mi sento di festeggiare la nostra Repubblica, che vive tempi difficili, con un segnale di speranza: i giovani in gamba e di talento esistono. Sono loro il futuro di questo Paese, una volta che si sarà fatta piazza pulita di questa gerontocrazia imperante, che coopta e raccomanda, rendendoci un Paese feudale. Ma questi giovani costituiranno -per l’appunto- il futuro, solo e solamente se l’Italia riuscirà a non farli scappare più. A voi la storia di Chiara, buona lettura!

“Caro Sergio,

leggevo il tuo blog e mi sembra un’iniziativa meravigliosa per cui credo valga la pena di contribuire. Per questo ho pensato di raccontarti la mia storia. Penso sia un pò diversa dalle altre. La mia storia da “emigrante” comincia due anni fa: a 17 anni, con un diploma di Liceo Scientifico ottenuto con il massimo dei voti (e con un paio d’anni d’anticipo sulla media nazionale di 19 anni), decido di andar via. Da sola, in un Paese nuovo, in una città dove non ero mai stata prima. Da Aversa, paese del Casertano, mi trasferisco a Manchester, UK. La prospettiva di un futuro a competere con ignoranti raccomandati non mi allettava affatto: avevo la sensazione -corretta, aggiungerei- che un Paese straniero potesse riconoscere i miei meriti, darmi di più, offrirmi di meglio della mia stessa patria… una preparazione migliore e delle reali opportunità per il mio futuro. E io sono una di quelle che in Italia il lavoro assicurato l’avrebbe avuto. Perchè, per come girano le cose lì, con un padre avvocato mi sarebbe bastata una laurea in giurisprudenza ed avrei “ereditato” la professione. Mentre tutti mi dicevano che non c’era ragione di andar via, io ho fatto le valigie, sono venuta qui a studiare e l’anno prossimo, a soli 20 anni, mi laureo. Ma non è tutto. Adesso, a 19 anni, ho già in tasca un contratto di lavoro con la Rolls-Royce plc. Uno stage per i 3 mesi estivi (con uno stipendio mensile di circa 1600€) e un’opzione per un rinnovo del contratto dopo la laurea (e gli stipendi da neolaureati qui in Inghilterra sono almeno il doppio che in Italia). Il tutto, è importante per me menzionarlo, l’ho ottenuto solo ed esclusivamente sulla base del merito, dopo una serie di rigorosissime selezioni: perchè è così che funziona quassù. Più mi guardo attorno e paragono la mia situazione attuale a quella disperata del nostro Paese, più sono contenta di esser “fuggita”. E mi domando cosa facciano i miei coetanei in Italia, in che futuro possano sperare… Non posso che essere grata ai miei genitori che si sono fidati di me e mi hanno lasciata libera di scegliere. Non so se andar via sia -in generale- una scelta giusta, ma penso che restare debba essere una scelta consapevole, non automatica… solo perchè in Italia ci si è nati. Mi auguro che tanti ragazzi possano ampliare i propri orizzonti e scoprire presto quello che il mondo ha da offrire. Sono sicura che, usciti dall’Italia, decideranno di non tornare o -se dovessero tornarci- sarà con l’intenzione di cambiarla. Ci sarebbe molto altro da raccontare e tante riflessioni ancora da fare, ma penso di essermi già dilungata abbastanza. Un saluto e ancora i mei complimenti per l’iniziativa”.

Chiara

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