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Mediocre Università

In Giovani Italians on 28 maggio 2009 at 09:00

Mi ha molto incuriosito l’ultima indagine realizzata da Almalaurea sui laureati e le loro possibilità occupazionali. Lo studio, reso noto ieri, fornisce motivi di consolazione, ma anche molti altri di disperazione. Sostiene Almalaurea che -pur essendo più che quadruplicati gli studenti che si laureano entro il primo anno fuori corso- solo una minima quota dei nostri universitari raggiunge il titolo nei tempi previsti, su un’intera generazione che si iscrive in ateneo. A questo aggiungiamo pure un tasso di abbandoni che nel primo anno sfiora il 20%… Cresce la frequenza alle lezioni, aumentano (fattore importante) le conoscenze linguistiche e quelle informatiche, ma -nota Almalaurea- si abbassa la qualità della preparazione, soprattutto tra i laureati di primo livello. E poi… i voti di laurea: alti in modo sospetto, con una media che sfiora i 109/110 nei corsi specialistici. Dati che fanno venire alla mente una bella considerazione di Giuliano Gasparini, consulente turistico di stanza a Madrid, la cui storia è raccontata nel libro “La Fuga dei Talenti”: “A scuola sono tutti bravi, mancano dei veri processi di selezione che facciano emergere fin da subito i migliori. Come è possibile, mi chiedo, che tutti (anche i mediocri) riescano a concludere l’università e a ottenere pure un master? All’estero non è così. La scuola è un tassello fondamentale della società: è il primo gradino sulla strada verso la  meritocrazia. Se non fai della vera selezione fin dall’inizio, come puoi sperare di valorizzare i migliori?” Passiamo oltre, menzionando un dato estremamente interessante. Dice infatti Almalaurea che aumenta il numero dei nostri connazionali che decidono di studiare all’estero. Come più volte ripetuto anche da questo blog, non solo fatichiamo maledettamente ad attrarre “cervelli”, ma ormai la fuga dei nostri giovani inizia persino dall’università…! Ci sono altri dati positivi: la riforma del “3+2”, che ha forse un po’ “annacquato” la preparazione, ha quantomeno incrementato il numero dei laureati in un Paese che presenta al riguardo una delle più basse percentuali in Europa (nel 2008 sono stati “sfornati” 293mila Dottori, molti dei quali provenienti da famiglie dove non erano presenti altri laureati). Anche l’età media di laurea è scesa (seppur di poco) a 27 anni, rimanendo in ogni caso una delle più alte nell’Europa moderna e civilizzata. Insomma, il rapporto Almalaurea pare fotografare un Paese che lentamente -con i suoi stanchi ritmi- cerca di riguadagnare terreno in un modo che corre. E mentre il Ministro Mariastella Gelmini annuncia l’ennesimo rinvio dell’approdo in Consiglio dei Ministri del ddl di riforma dell’università (questa volta fissato a dopo le elezioni), noi ci troviamo ad osservare -un po’ scettici- un sistema educativo italiano che appare ancora in mezzo al guado. Soprattutto quando si va a guardare gli sbocchi occupazionali, inclusi gli stipendi dei “Dottori” classe 2007 (contenuti nello studio di Almalaurea): tra i 1010 e i 1140 euro mensili a un anno dalla laurea, con una predominanza dei lavori atipici su quelli stabili. No, ancora non ci siamo. La strada è davvero lunga. Qualcuno (diciamo pure qualche decina di migliaia di giovani…) -per non sbagliare- imbocca sempre più frequentemente la via che porta all’estero.

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