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In tour per l’Italia

In Fuga dei giovani on 12 maggio 2009 at 09:01

Torno soddisfatto dalla doppia trasferta del weekend a Cagliari e a Roma, che ha visto “La Fuga dei Talenti” incontrare -in entrambe le occasioni- un pubblico giovane, fatto soprattutto di ventenni. A Cagliari, grazie al convegno sulla Meritocrazia organizzato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, a Roma invece nell’ambito del convegno di Erasmus Student Network Italia, sui libri legati proprio all’Erasmus. Torno soddisfatto, perché ho avuto il piacere di confrontarmi con giovani motivati, per nulla disposti a farsi cucire addosso l’etichetta di “bamboccioni”. Ma, al contrario, ben consci delle difficoltà che li aspettano una volta entrati nel mondo del lavoro. E non per questo meno arrabbiati e motivati a prendersi il posto che spetta loro, remando contro i gerontocrati e i baroni che dominano in ogni settore di questo Paese feudale. Nello specifico, sono stati numerosi e interessanti gli interventi che hanno animato il convegno di Cagliari (9 maggio): Gaetano Scognamiglio, presidente di Promo P.A., ha affermato di non credere molto al merito e alle buone pratiche introdotte per legge. “Credo in un processo culturale che porti al cambio, ma in ogni caso la meritocrazia è una strada ineluttabile”. Anche Giorgio Sangiorgi, docente dell’Università di Cagliari, ha indicato la strada della meritocrazia come inevitabile, anche perché “i vecchi criteri (livellamento, omologazione, falso egualitarismo) non funzionano più”, ha specificato. Emanuela Patti ha illustrato il funzionamento della Rete per l’Eccellenza Nazionale (RENA), un’associazione per la meritocrazia composta da giovani residenti in Italia e all’estero (apolitica e trasversale), che sta realizzando svariati progetti nel Belpaese; mentre il formatore Giovanni Campagnoli ha sostenuto la necessità di “contaminare” il mondo della scuola e quello dell’extrascuola, per infondere i “germi positivi” della meritocrazia tra i ragazzi. Molto interessante anche la conferenza di Esn (11 maggio): “L’Erasmus è un programma straordinario”, ha esordito Roberto Pujia, che del progetto comunitario è coordinatore all’ateneo Roma Tre. Pujia non ha negato la difficoltà di introdurre e diffondere il programma in università, qualcosa che ha significato una vera e propria lotta -in certi casi- con quei suoi colleghi che pretendevano “esami-fotocopia” dei loro programmi all’estero… qualcosa di oggettivamente impossibile. Ma alla fine la visione di lungo respiro ha prevalso, al punto che lui stesso ha definito l’Erasmus come la “realizzazione di un sogno”. “L’Erasmus ti cambia la vita”, ha chiosato il presidente di Esn Italia Luca Carnovale. In entrambe le conferenze, più modestamente, ho fatto il “messaggero”. Ho portato le storie di alcuni dei 27 giovani professionisti che ho intervistato per il libro “La Fuga dei Talenti”, concludendo sempre con un messaggio: “Non abbiate paura di rimettere in discussione questo sistema che vi opprime e vi emargina, lasciandovi ai bordi della società, parcheggiandovi in angoli confortevoli. Non abbiate paura di fare le domande giuste, di chiedere perché in certi posti siedano sempre i soliti, oppure perché ci arrivano solo i raccomandati. Le porte dell’estero per voi sono spalancate, ma prima chiedetevi se non sia il caso di lottare in Italia, per avere i vostri spazi. Quelli che vi spettano. Questo è anche il vostro Paese”.

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