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Gentile Veronica…

In Declino Italia on 4 maggio 2009 at 09:15

Gentile Veronica,

il “ciarpame senza pudore” (“shameless rubbish” per la BBC), da lei denunciato pochi giorni prima del suo annuncio di divorzio, ha squarciato il velo su una zona grigia di questa Italia che sta distruggendo un’intera generazione, quella dei suoi giovani più meritevoli. Lo sa che nel Belpaese per essere candidati all’Europarlamento occorre avere 25 anni, mentre in moltissimi altri Paesi europei ne bastano 18? Siamo un Paese vecchio e gerontocratico, fin nelle sue leggi. Ma quand’anche non entra in gioco la gerontocrazia, l’impressione -purtroppo- è che la bandiera della gioventù venga sventolata sempre più come semplice paravento, dietro cui celare il peggio di quello che le nuove generazioni possono produrre. Non giovani (ragazzi e ragazze) capaci, meritevoli, dalla grande apertura internazionale, ma ex soubrette, aspiranti soubrette, attrici e attricette, bionde e brune, “figlie di” e “nipoti di”, accomunate da un unico minimo comun denominatore: essere belle, magari -possibilmente- anche un po’ rifatte. Eravamo a rischio di esportare nel cuore dell’Unione Europea una classe dirigente inesistente, finta e di plastica, cui potevano bastare quattro giorni di ripetizioni col Ministro degli Esteri per potersi fregiare dell’etichetta di “politiche navigate”. Alla fine l’unica rappresentante di questa “gioventù”, tale Barbara Matera, è stata candidata da suo marito (il premier) con questa giustificazione: “L’ho conosciuta tramite Letta, perché è fidanzata con il figlio di un prefetto amico di Letta”. Un concentrato di stereotipi italiani: sì, proprio la “fidanzata del figlio di un amico di…”. Mancava solo il “cugino di” e c’erano tutti. Intanto la probabile futura eurodeputata, intervistata da Il Giornale, si produceva in dichiarazioni acrobatiche del tipo: “La politica è una passione che ho da sempre”. Parlava di Europa come “orizzonte”, ma alla domanda sui suoi punti programmatici come candidata glissava, delegando tutto al “Partito” e al “Presidente”. Barbara, il bel sorriso non basta. Veronica, lei ha sollevato con le sue esternazioni una polemica giusta: lo sa che -secondo un recente sondaggio- l’86% dei giovani italiani si dice pronto a impegnarsi in politica? E allora, viene da chiedersi, questi giovani sono tutti ex soubrette, oppure tra loro si nasconde anche qualche ragazzo o ragazza che all’estero c’è stato, ci ha studiato, ci ha vissuto, ha sperimentato insomma cos’è l’Europa e potrebbe dunque andare a Strasburgo con cognizione di causa, facendo valere per davvero il peso politico dell’Italia? Sa, non è che il Pd abbia prodotto molto di meglio. Nessuna aspirante velina, ma anche qui l’apparizione dei giovani tra i capilista è sembrato più fatto a colpi di spot, che non all’insegna del vero rinnovamento. Gentile Veronica, la sua lotta al “ciarpame”, alla spazzatura che questo Paese produce, ha spostato il focus sul vero problema dell’Italia. E cioè lo scadimento, la decomposizione della sua vecchia classe dirigente, unito al tentativo di rinnovarla con una -anagraficamente più giovane- ma assolutamente priva di peso e qualifiche, fatta solo di “corpi”. Il giornalista Piero Ottone, qualche tempo fa, proponeva di portarci all’avanguardia, diventando il primo Paese europeo a scioglierci nell’Europa, rinunciando alla nostra sovranità. Per come sono messe le cose a destra, come al centro, come a sinistra, mi sento di appoggiare la proposta. Molti altri giovani professionisti lo hanno già fatto nella pratica, decidendo di scappare. Spesso proprio in altri Paesi europei. Lo sa?

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