sergionava

Ricercatori di ritorno… ma pure a rischio partenza!

In Fuga dei giovani on 24 aprile 2009 at 09:00

Bella notizia davvero, quella annunciata pochi giorni fa dal Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che ha “donato” a Rita Levi Montalcini un finanziamento di 500mila euro per il suo centro, raddoppiando al contempo le risorse per il rientro dei cervelli in Italia, per finanziare il ritorno di 30 ricercatori. Bene, ottimo: un articolo de Il Sole 24 Ore, però, datato 16 aprile (quindi non secoli fa…) riportava come a cinque mesi dal varo del decreto Gelmini (non è un’omonimia) sull’università non siano ancora pervenute le regole per valutare titoli e pubblicazioni nei concorsi da ricercatore. Col risultato, denuncia l’Associazione dei Precari della Ricerca, che “i posti da ricercatore rimangono bloccati, e il decreto legge 180 rimane una bella promessa, non mantenuta”. Per i precari sarebbero fermi anche altri 1050 posti, quelli pronti per essere banditi nella seconda tranche del reclutamento straordinario del 2007. L’articolo denuncia come le università italiane, anche per effetto delle nuove regole relative al contenimento delle spese (che implicano necessariamente tagli all’istruzione superiore) stiano frenando sulle assunzioni. Il tutto mentre la Commissione Europea e il Comitato delle Regioni, solo pochi giorni fa, invitavano i Paesi membri a investire in ricerca e formazione, come ricetta per trovare delle opportunità anche in questo periodo di crisi economica. Rita Levi Montalcini, alla vigilia del suo compleanno, esortava i giovani ad “essere felici della loro italianità”. Lo ha detto con tutta la sua inesauribile forza di vivere e il suo invincibile ottimismo. Lei è la punta di diamante di un’Italia vincente nel mondo. Speriamo solo che il Governo, con un’incomprensibile inerzia, non finisca sì col far rientrare -magari- 30 ricercatori, causandone però al contempo la fuoriuscita di altre centinaia, se non addirittura migliaia.

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  1. Il rientro dei cervelli: Michele Chiabrera e Francesco Rezzi, Marvell Italia dimostrano che si può.

    Il sesto ciclo di conferenze La Storia nel Futuro® a Genova 2008-2009, organizzato dalla Facoltà di Ingegneria con il sostegno di sponsor e Istituzioni tra cui la Regione Liguria, ha confermato l’interesse al progetto di valorizzazione di genius loci in una città come Genova, di grande storia.

    Il ciclo ha rappresentato, nell’anno della crisi economica, una formidabile circolazione di conoscenze su cinque casi di impresa, sconosciuti ai più, che confermano quanto sia importante puntare per la ripresa del Paese su:
    1- Università e ricerca di eccellenza,
    2- start up su prodotti innovativi,
    3- capitali freschi e competenze disposti ad investire in aziende innovative.
    Una maggiore conoscenza di queste “best practices” permetterebbe a decisori ed istituzioni di applicare più diffusamente modelli di sviluppo vincenti.

    La conferenza di Rezzi e Chiabrera il 12 gennaio 2009 a Ingegneria, ha rappresentato la conferma del valore dell’ Università italiana in settori sconosciuti al grande pubblico, ma di rilievo internazionale. Parliamo di progettazione elettronica analogica, quella cioè essenziale per tutti i dispositivi elettronici che si interfacciano con l’uomo, in primis i telefoni cellulari. Questo settore dell’ingegneria vide sin dagli anni 80 una forte competenza all’Università di Pavia. Pavia rimase sull’analogico, insieme alla californiana Berkeley, anche quando la ricerca di tutte le maggiori Università mondiali si spostò sul digitale. Questo grazie anche a un ingegnere genovese, classe 1952, Rinaldo Castello, che proseguì dopo la laurea con il PHD a Berkeley durante il quale conobbe due giovani colleghi originari dell’estremo oriente che facevano gli stessi studi. Tornato in Italia, Castello si trasferì da Genova a Pavia dove consolidò il centro di progettazione analogica. Intanto quei due laureati orientali fondavano in Silicon Valley la Marvell per realizzare prodotti altamente innovativi che sfruttarono il boom della telefonia mobile. Quando Marvell decide di aprire un Design Centre in Europa gli ex colleghi rimasti in contatto con Castello scelsero naturalmente Pavia, incrementando il numero delle aziende elettroniche già presenti, grazie alla competenza del gruppo del Professor Castello, in quella che è ormai chiamata la Ticino Valley.
    Quando Alex Cocuzzo, ingegnere genovese ex Olivetti, due anni fa in Silicon Valley mi ha parlato di un giovane ingegnere appena rientrato in Italia dal Canada, gli ho chiesto di mettermi in contatto. Via mail ho conosciuto Michele Chiabrera, poco oltre i trentanni, laureato a Genova in Ingegneria elettronica e poi emigrato negli Stati Uniti e in Canada con ST Microelectronics. Michele mi racconta che è rientrato da un anno in Marvell a Pavia. La storia è di quelle modello e chiedo a Chiabrera di venirla a raccontare a La Storia nel Futuro®. Il 12 gennaio Michele, con il suo direttore Francesco Rezzi si raccontano a Ingegneria, facendo capire il senso positivo della loro storia e la trasferibilità ad altri sistemi territoriali ed altri cervelli italiani. Rezzi e Chiabrera, infatti, cervelli italiani in USA, sono stati richiamati in Italia, grazie alla conoscenza di entrambi del Prof Castello per sviluppare il Centro italiano di Marvell che ha oggi già 40 persone. Una bella storia che insegna come si fa, in concreto e non a parole, a richiamare in Italia i nostri cervelli. Con Università di eccellenza e network di persone. In questo caso in parte genovesi. La conferenza ha visto un ampio dibattito finale proseguito nel Social Network http://www.siliconvalleystudytour.com con oltre 460 partecipanti. Michele Chiabrera è diventato membro del Social Network.
    Fonte di grande ispirazione per i futuri ingegneri che l’hanno ascoltata la storia industriale di Marvell e personale dei relatori.

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