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Per una politica giovane e meritocratica

In Declino Italia on 4 marzo 2009 at 09:54

Riga, Lettonia. Il nuovo premier ha 37 anni. Si chiama Vladis Dombrovskis e l’hanno prelevato direttamente dall’Europarlamento, per affidargli uno dei momenti più delicati in nemmeno 20 anni di indipendenza. Salvare il Paese dal fallimento. Pristina, Kosovo. Qualche migliaio di km. più a est l’Ico (la cancelleria civile internazionale) chiede al neonato Stato balcanico di “assegnare le cariche pubbliche tenendo conto delle competenze e non dell’appartenenza di partito o delle relazioni”. Bene, posto che la Lettonia e il Kosovo vincano le rispettive scommesse, potranno ben andare fieri di aver superato la terzomondista Italia. Dove, nonostante gli inviti all’ottimismo, la crisi picchia duro: il pil 2008 ha perso l’1%, quasi il doppio del previsto. Ma non è di economia che voglio parlare. Oggi parliamo di politica italiana: “Ogni capopartito ha allevato i suoi e cioè potenziato la sua fazione, la sua corrente, promuovendo gli obbedienti (anche se deficienti) e cacciando gli indipendenti (anche se intelligenti)”. Così il politologo Giovanni Sartori descriveva l’abisso in cui si era infilato il Pd dopo le dimissioni del “volto nuovo” Veltroni. La base, sul web, chiedeva un nome di “rottura”, uno che sparigliasse tutti gli schemi. E’ arrivato Franceschini, relativamente giovane ma una vita decennale già spesa in politica. Mah. Il peggio però si nasconde nelle retrovie del partito, dove i soliti “vecchi” aspettano di vederlo tritato alle Europee per riprendersi il potere. Come scrive Mario Pirani, è “la pulsione a riproporre il vecchio copione, per cui i soliti noti se la cantano e se la suonano, non rispondono mai dei loro errori, si autocandidano e si autoassolvono di fronte a una platea assente”. Fa bene il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti (43 anni) a lanciare il segnale: “Quella generazione ha fatto il suo tempo. La nuova si sporchi le mani con proposte concrete. Abbiamo davanti un’autostrada”. Visto da centrodestra: il giovane Silvio Berlusconi, fresco di “tagliando”, lascia intravedere le magnifiche e progressive sorti di un Paese dove impera l’ottimismo e non c’è crisi. Un Paese dove al giovane “Berlusconi III” succederà l’ancor più giovane “Berlusconi IV”, questa volta nelle vesti di presidente della Repubblica con poteri rafforzati. Un Paese dove è la matematica stessa a dire che 72 anni diviso tre fanno 24 anni (il premier più giovane d’Europa)… Un Paese dove Governo e Parlamento si fanno per chiamata diretta: non è necessario che i cittadini scelgano i nomi dei propri rappresentanti. Meglio una bella fiducia delegata in blocco al Partito. Auguri Italia, il tuo Vladis Dombrovskis è ancora in viaggio. Forse non arriverà mai. O forse sì, se solo i ventenni e i trentenni di oggi avranno il coraggio di rompere questi schemi ammuffiti.