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Profumo a “Giovani Talenti”: “Problema Italia scarsa attrattività cervelli”

InFuga dei giovani su 11 marzo 2012 a 09:00

IL MINISTRO PROFUMO A “GIOVANI TALENTI“: “PROBLEMA NON E’ FUGA CERVELLI, MA DIFFICOLTA’ DI RIENTRO O ATTRAZIONE”

Non sono così affezionato al termine “brain drain”: sono più preoccupato dallo squilibrio tra le persone che lasciano il Paese e le persone che rientrano“: il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo è intervenuto così alla trasmissione “Giovani Talenti” di Radio 24, la prima interamente dedicata alla nuova emigrazione professionale degli under 40 italiani, in onda sabato 10 marzo.

Al microfono del conduttore Sergio Nava, il Ministro Profumo aggiunge: “Sono molto favorevole alla mobilità dei ricercatori. La mia esperienza personale va in quella direzione. E ne sono stato arricchito. Il fatto che i nostri migliori ricercatori facciano un’esperienza all’estero rappresenta un segnale estremamente positivo per la qualità della formazione nel nostro Paese e per la ricerca“. Poi il Ministro riconosce che il problema riguarda il rientro in Italia: “difficile per tre elementi. I salari inferiori, un eccesso di parcellizzazione dei nostri laboratori di ricerca, infine le nostre comunità scientifiche, di buona od ottima qualità, ma senza una sufficiente rete di lavoro con le comunità di altri Paesi“. Per questo “dobbiamo creare le condizioni perché i nostri ricercatori o altri possano venire in Italia: questo mix di sangue crea le condizioni migliori per la crescita del Paese“.

Di qui la ricetta del Ministro: “un ruolo più attivo nella ricerca europea, in termini di partecipazione, acquisizione di risorse, e di collaborazione con gli altri Paesi“.

Nell’intervista il Ministro Profumo tocca anche il problema del basso tasso di occupazione dei laureati italiani, in rapporto alle altre grandi economie europee: “il nostro è un Paese fondamentalmente conservatore: la struttura del sistema socio-economico, con circa il 90% di Pmi, crea una situazione di protezione del “piccolo” rispetto all’inserimento di professionalità elevate. Questa è una limitazione. Una policy più attenta di distribuzione tra formazione di tipo liceale o tecnica può essere una carta da giocare“.

Infine un accenno alle pratiche nepotistiche che ancora sopravvivono negli atenei italiani, spingendo numerosi giovani ricercatori alla fuga: “io credo che se diventeremo un Paese più europeo, più capace di confrontarsi nella quotidianità con gli altri, anche queste situazioni di malfunzionamento -probabilmente- diminuiranno o si azzereranno. Il Paese deve aprirsi, confrontarsi con gli altri, accettare le regole degli altri. E’ questa la strada da seguire“, ha concluso Profumo, che auspica un Paese “normale e moderno“.

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  1. Reblogged this on Io Non Faccio Niente and commented:
    Caro Ministro,
    ha dimenticato la costante erosione della spesa in Ricerca e Sviluppo e l’inadeguatezza della ricerca privata (anche a causa del particolare tessuto economico italiano, fatto soprattutto di PMI)

  2. Sono d’accordo col commento precedente. Se il ministro vuole che le cose cambino, devono aumentare le assunzioni in università ed enti di ricerca, e con esse anche i fondi di funzionamento. Un “cervello fuggito”, una volta che sta all’estero, perché dovrebbe provare a rientrare, per uno stipendio dimezzato e senza fondi per fare ricerca?

  3. “difficile per tre elementi. I salari inferiori, un eccesso di parcellizzazione dei nostri laboratori di ricerca, infine le nostre comunità scientifiche, di buona od ottima qualità, ma senza una sufficiente rete di lavoro con le comunità di altri Paesi“.

    che???! Mi sa che stiamo un pochino lontani dalla realta’. Elenco di seguito i veri motivi:

    1) I concorsi sono tutti guidati verso il candidato piu’ sponsorizzato, per motivi ben lontani dalla ricerca.
    2) La produzione scientifica o la capacita’ di attrarre fondi privati oppure l’esperienza di ricerca a livello internazionale non sono elementi di una qualche importanza per accedere oppure progredire nella carriera universitaria.
    3) Se lavori all’estero creano blocchi all’entrata del mondo del lavoro sia a lilvello accademico che non accademico. Quindi non si puo’ rientrare in italia.
    4) I fondi per la ricerca vengono attribuiti sulla base dei rapporti di potere politico all’interno dei vari dipartimenti. Dopo di che, le briciole vengono date ad un ricercatore che fa tutto il lavoro. Circa 10 firme vengono aggiunte al paper prodotto con quei soldi. Il grosso dei soldi viene usato per comprare computer per uso familiare, pagare lussi per partecipare ai convegni, arredare meglio gli studi, etc etc.
    5) Quando ci sono decisioni collegiali da prendere, devi alzare la mano od abbassarla quando lo dice il tuo “sponsor”. Altrimenti resti al palo tutta la vita.
    6) Devi adottare i libri di testo suggeriti dal tuo sponsor, altrimenti son dolori.
    7) Se denunci qualcuno sei morto: la denuncia viene insabbiata nei meandri del tribunale, tutti i link che eventualmente portano a pagine web con la tua denuncia e/o i blog degli utenti/partecipanti scompaiono da google, quel tizio che hai denunciato viene promosso in una posizione tale per cui ora puo’ schiacciarti con un dito.

    Spero di aver chiarito un po’ le idee. Io ovviamente me ne son andato e mi faccio i fatti miei, tanto co’ sti politici non cambia nulla.

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