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Mai così alta. La disoccupazione giovanile è lo specchio di un’Italia che ha rubato il futuro ai propri giovani. Obbligandoli a cercare fortuna all’estero. La conferma negli ultimi dati Istat.
“Non è un Paese per giovani”: l’etichetta molto spesso appiccicata all’Italia trova conferma nel record assoluto della disoccupazione giovanile, che a novembre ha toccato quota 28,9%, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche mensili. Nei fatti, non è mai stata così alta. Il rialzo è preoccupante: quasi l’1% su ottobre e un +2,4% rispetto al novembre del 2009. Di fronte all’emergenza, il Governo corre ai ripari, convocando per i prossimi giorni la cabina di regia per l’attuazione del Piano nazionale per l’occupabilità dei giovani, mentre i sindacati parlano di vera e propria “emergenza”. Resta invece stabile il tasso di disoccupazione generale, invariato a quota 8,7%. Gli unici spiragli di ottimismo che emergono dai dati Istat riguardano il numero di occupati a novembre, che fa segnare un modestissimo +0,1% su ottobre. 14mila unità in più, in termini assoluti. Oltre due milioni le persone restano in cerca di occupazione. Rimane invariato il tasso di disoccupazione nell’Eurozona, al 10,1%, con i tassi più bassi in Olanda, Lussemburgo e Austria. Sul fronte della disoccupazione giovanile, il nuovo record italiano pone il Belpaese oltre otto punti sopra la media dell’Eurozona: solo la Spagna e la Slovacchia fanno peggio di noi. In quanto a giovani disoccupati, abbiamo superato anche l’Irlanda.
Di Sergio Nava