Una puntata che incrocia una storia di emigrazione “da favola” con una professione alquanto insolita, almeno in Italia: a “Giovani Talenti” fanno il loro esordio Bruxelles (capitale europea) e il mondo delle lobby (intese però come possibilità di lavoro).
Lo facciamo con la storia di Sandra Alverà, 35enne veneta, che in sedici anni ha compiuto il grande salto: dalla sua Cortina d’Ampezzo, dove si era fermata al diploma presso l’Istituto Alberghiero, a Hollywood, come ragazza alla pari, a soli 19 anni. In mezzo il classico episodio fortunato: la coppia di americani in vacanza in Veneto, che dà ascolto alla sua voglia di trovare “l’America”.
In California Sandra riscopre l’amore per lo studio: si iscrive al college, che completa. Poi si trasferisce a Bath, in Gran Bretagna, dove si iscrive alla Facoltà di Sociologia. Non contenta, si iscrive pure a un Master sull’Unione Europea. In mezzo, tanti anni di sacrifici autofinanziati.
La Sandra che a 29 anni torna in Italia per cercare lavoro è ben diversa dalla Sandra che l’aveva lasciata per inseguire il sogno americano. E’ una professionista, con studi e master all’estero. Basterà, perché questo Paese le offra una chance? Macché…: “Mi ritrovai a Roma. Ci sono rimasta per tre mesi, vagando alla ricerca di lavoro. Ma nulla. Offerte: qualche impiego non retribuito, un lavoro come centralinista in uno studio legale e un contratto per 300 euro mensili, definite come rimborso spese. Terrificante. Dopo anni all’estero volevo tornare a vivere nel mio Paese. Forte di una laurea e di un master, un ottimo inglese e un ottimo spagnolo, pensavo che avrei sfondato. Invece sono loro che hanno sfondato me… Che botta!“
Ironia a parte, la situazione che attende Sandra al suo ritorno fotografa alla perfezione le migliaia di altri tentativi di reimpatrio nel Belpaese. Sandra ne prende atto: eccola allora ripartire per Bruxelles, prima per uno stage alla Commissione Europea, poi per misurarsi con altri due lavori, l’ultimo dei quali come “Manager Government Affairs” per la multinazionale Panasonic.
“Nessuno mi chiese se avevo intenzione di sposarmi o se volessi fare figli. Così oggi mi ritrovo a guadagnare tre volte tanto un lavoro medio in Italia, ho un’auto aziendale che mi sono scelta, viaggio a destra e a manca… e va bene“. Sandra lavora nel settore delle lobby, che -a Bruxelles come a Washington- sono regolamentate e operano alla luce del sole.
Il contrario dell’Italia, dove le attività di lobby sono forse ancora più sviluppate, ma gestite e intessute in modo assolutamente informale, nell’ombra. Dove amicizie e conoscenze spesso contano più del mero rapporto professionale. Ne parliamo con l’ospite della puntata, Franco Spicciariello, giovane socio fondatore di “Open Gate Italia”, azienda che opera nel settore della lobbying e della regolamentazione. Franco ha deciso di provarci, nel Belpaese. Ce ne spiega il perché.
Nella rubrica “Spazio Emigranti” ospitiamo Erminio Capone, ideatore del portale “Italiani in Galizia”, che raggruppa i nostri connazionali espatriati nel nord della Spagna.
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La discussione lanciata in trasmissione: “Quanto il sistema lobbistico-informale italiano impedisce ai giovani di talento di emergere nel Belpaese? Condividete come la lobby in Italia funzioni benissimo -anche solo per avere un posto di lavoro- ma funzioni unicamente dietro le quinte? E perchè non portare tutto alla luce del sole? Non ne guadagnerebbe la meritocrazia?”
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SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it
Alla prossima puntata: sabato 30 ottobre, dalle 15 alle 15.30 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!
Credo che dovremmo prendere coscienza del fatto che oramai nel Dna degli Italiani
vige la convinzione che la raccomandazione ed i benefici dovuti a conoscenze più
o meno potenti sia normale e legittimo.
Purtroppo il fenomeno e così di larga scala che è impossibile distruggerlo, 40 anni
di storia insegnano. La vecchia Democrazia Cristiana ( parliamo di prima Repubblica )
ha costruito il suo potere tramite l’invasione della politica nel campo della grande
imprenditoria elargendo favori. Questo garantiva un serbatoio di voti controllabili.
Nel pubblico il sistema è stato identico. Ogni zona d’Italia ha avuto il suo imprenditore
di riferimento al quale si aprivano finanziamenti e aperture di linee di credito per creare
occupazione e controllo. Poi si è volutamente creato il sistema della inefficienza della
Pubblica Amministrazione sia per alimentare attività private ( facente parte alle lobby )
sia per innescare il sistema delle tangenti grazie alle quali chi poteva, era in grado di
sbloccare i diritti assolutamente legittimi ma anche illegittimi. La burocrazia in questo
caso chiaramente danneggia la comunità ma favorisce i pochi eletti.
Se tutto funzionasse nessuno di noi dovrebbe preoccupaarsi di bussare al politico
di turno. Che sia lavoro, o anche semplicemente un documento, un permesso ecc.
Il male è questo, e nessuno però lo ammetterebbe mai. Esistono pentiti di mafia
ma politici no. Perchè ? Ognuno di loro si sente legittimato di interpretare la sua
funzione Pubblica in una visione strettamente personalistica dimenticando cosa
significhi responsabilità sociale. Questo ricade drammaticamente sui cittadini che
non fanno altro che accettare e adeguarsi al male comune. Tranne pochi e onesti
e inermi cittadini.
Una classe Dirigente che è sempre e di fatto la stessa capace di memetizzarsi
a ogni cambiamento ha distrutto una Nazione sia economicamente sia sul piano
etico-morale e intellettuale.
Il 90 % del loro tempo lo dedicano a salotti e ambienti lobbistici che servono alla tutela
della loro poltrona ed al controllo della loro sfera di potere. Il restante 10 % rimane
teoricamente all’interesse comune. Mi sembra un pò poco quando ci si riempie
la bocca di belle parole come: Efficienza- Competitività-Eccellenza la verità e che
non interessa a nessuno.
Cordiali saluti
Enrico Setaro