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Nuovo importante riconoscimento internazionale per il progetto “Giovani Talenti-La Fuga dei Talenti“: anche l’autorevole radio tedesca Deutschlandfunk ha parlato di noi, in un servizio dal titolo “Italien? Nein, Danke” (“Italia? No, grazie”), a cura della corrispondente Nadja Fischer.
“Cattivi salari, contratti a tempo determinato e un futuro senza sicurezze. I giovani in Italia si sono rotti le scatole e voltano le spalle alla loro patria. La conseguenza: l’Italia è sul punto di perdere la propria élite”. Questo l’incipit dell’interessante servizio, ascoltabile in .mp3 direttamente dal sito della radio Deutschlandfunk. Interessante notare come l’inizio del contributo presenti estratti audio originali della trasmissione di Radio 24 “Giovani Talenti“.
LEGGI L’ARTICOLO DI DEUTSCHLANDFUNK SULL’EMIGRAZIONE DEI GIOVANI ITALIANI ALL’ESTERO (IN TEDESCO)
Oggi però vorrei attirare la vostra attenzione sulla scandalosa intervista che l’intellettuale Umberto Eco ha rilasciato alcune settimane fa al quotidiano spagnolo El Pais: ringrazio innanzitutto Claudia Cucchiarato, autrice del bel libro di recente pubblicazione “Vivo Altrove“, per avermela segnalata. Lei l’ha definita vergognosa: io andrò un passo oltre.
Prima i fatti. Eco (78 anni) dichiara: “Credo che la mia generazione sia stata molto fortunata, poiché la guerra è finita quando noi avevamo 13 o 14 anni. Abbiamo vissuto l’espansione economica. Abbiamo avuto tutto. [...] La nostra è stata una generazione che dovrebbe vergognarsi della propria fortuna. Ci hanno offerto tutte le possibilità. [...] Ciò spiega pure il tremendo paradosso per il quale la mia generazione continua a stare al potere: dovremmo già stare in un ospizio, dovrebbero stare al potere i 30enni o al massimo i 40enni. Ma il fatto è che noi non vogliamo restare al potere, ce lo chiedono, ne siamo obbligati… Restare al potere non significa essere solamente capo del Governo, ma anche direttore di una collezione, direttore di una rivista, di una casa editrice… Siamo condannati a restare al potere, poiché le generazioni successive non hanno avuto le nostre stesse opportunità“.
Strana schizofrenia, probabilmente dovuta all’età, di cui soffre attualmente l’autore de “Il nome della Rosa”: da un lato continua a invocare l’ospizio, comode amache dove passare le proprie giornate leggendo libri, e si strugge persino per un senso di tremenda melancolia, al solo pensiero di quanti pochi giovani si trovino nelle leve di comando… dall’altro vede però non meglio precisati “poteri occulti” che obbligano la sua generazione a restare al timone dell’Italia. Ma chi glielo ha mai chiesto? Al contrario: i 20-30-40enni di oggi stanno -da anni- urlando a questi gerontocrati di andarsene in pensione! Se decine di migliaia di giovani professionisti lasciano disperati l’Italia ogni anno, ci sarà pure un perché, no?
Allora, considerato che siamo -ancora per poco- delle persone gentili, invitiamo i lettori del blog a scrivere una e-mail (inviatela per cortesia a: umberto.eco@unibo.it , e in CC a: scstudiuman.info@unibo.it ) al dottor Umberto Eco, di poche semplici righe:
“Caro professor Eco,
contrariamente a quello da lei dichiarato in aprile al quotidiano El Pais, sappia che nessuno sta chiedendo alla vostra generazione di restare forzatamente al potere. Al contrario, milioni di giovani italiani, sempre più costretti alla fuga all’estero da questa vostra occupazione sistematica delle leve di comando (vostra, ma anche dei vostri figli, cognati, nipoti, e vassalli vari), vi chiedono di farvi da parte al più presto. Augurandole un buon soggiorno presso i villaggi Alpitour, la invitiamo a inviarci affettuose cartoline dalle vacanze.
In fede,
…”