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Universitari in Fuga

InFuga dei giovani su 26 marzo 2009 a 10:22

La fuga dei giovani dall’Italia comincia dall’università. Sì, avete letto proprio bene: diverse statistiche puntano proprio in questa direzione. Sfiduciati da un sistema educativo superiore baronale, bocciato sonoramente persino dall’Ocse nonché a rischio “tagli”, sono sempre di più i ventenni che guardano all’estero ben prima di affacciarsi al mondo del lavoro. L’ultimo dato lo ha fornito La Repubblica domenica scorsa, fotografando un fenomeno sconosciuto ai più: nella prestigiosissima università inglese di Oxford gli studenti italiani sono 154. Dopo tedeschi, irlandesi e francesi, siamo la quarta nazione che esporta cervelli: tutti destinati a tornare, per portare il proprio contributo attivo a “mamma Italia”? Difficile… il giornalista Enrico Franceschini ne trova uno solo disposto a rientrare a Roma, tanto che conclude, sconsolato: “Uno intenzionato a tornare a casa, fra tanti nostri cervelli in fuga verso l’estero, dovrebbe venire accolto a braccia aperte”. Spiace dirglielo, ma dubitiamo al riguardo. Quantomeno sulle “braccia aperte”. I nostri giovani connazionali emigrati descrivono un “rapporto stretto con gli insegnanti, l’incontro settimanale con il tutor (il quale, magari, è il massimo esperto mondiale su un certo tema), il pensare fuori dagli schemi (responsabilizzandoti molto), e il lavoro che viene a cercare te non appena finisci gli studi”. Il tutto a costi ragionevoli (parliamo di Oxford). Da noi certi mediocri baroni si comportano come semidei, ti guardano schifandoti nelle poche ore di lezione, ti mollano a un assistente sottopagato se chiedi loro la tesi e ti augurano buona fortuna per il lavoro, non appena ti laurei. E parliamo dell’Italia. Dato ancora più interessante: secondo Almalaurea sono ben 40mila (davvero tanti) gli studenti italiani iscritti nelle università straniere. In testa alla classifica la Germania (oltre 7500), in coda gli Stati Uniti (oltre 3300). Quasi tutti studiano in Europa. Secondo Repubblica.it le domande per studiare Oltremanica sono cresciute nell’ultimo anno del 21% (1160 candidature nel 2009): parliamo di domande meramente universitarie, al netto dunque di master e dottorati. Ma anche per chi volesse approfondire gli studi post-laurea, come ricordava di recente Il Sole 24 Ore, si aprono molteplici possibilità: le borse Fulbright in Usa, borse scientifiche in Francia, borse annuali in Germania, ecc.. Bene, a fronte di tutta questa internazionalizzazione degli studi, volete sapere di quanto è “aumentato” il tasso di iscrizione delle matricole universitarie negli atenei di casa nostra? Non è aumentato… è diminuito: -4,4% di iscritti negli ultimi due anni (fonte: Conferenza Nazionale Assessori Cultura e Turismo), nonostante un contemporaneo incremento di studenti promossi alla maturità. La fuga dall’Italia, come vedete, comincia sempre prima.

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