Oggi voglio portare la vostra attenzione su un parte del libro La Fuga dei Talenti (ediz. San Paolo). Una parte che ritengo significativa, anche perché lancia -sul finire del capitolo introduttivo- tre proposte dure e provocatorie. Che si ispirano alle “Modest Proposals” di Jonathan Swift, maestro della satira inglese. Proposte dunque estreme, per rivoluzionare veramente l’Italia… ma “estreme” fino a un certo punto. Personalmente le considero la base su cui costruire il “Manifesto dei Giovani”, che questo blog vuole scrivere insieme a voi. Cosa ne pensate? Ecco intanto le proposte:
-Rendere obbligatorio per tutti gli studenti di quarta o quinta superiore un periodo (da sei mesi fino a un anno) all’estero, possibilmente in Paesi di provata meritocrazia. Svuotare, letteralmente, intere classi dei nostri istituti secondari e inviare – con incentivi economici statali parametrati sul reddito familiare – questi ragazzi a vedere come funziona il mondo esterno, per imparare che non esiste solo il nostro microcosmo mafioso. Una misura obbligatoria per tutti i giovani, da quelli dello Zen di Palermo ai milanesi del Liceo Parini. In alternativa, se considerata troppo prematura, questa misura può essere posticipata alla fine degli studi superiori o degli anni di università. Nel periodo all’estero andrà inclusa la frequenza di un corso di studi adatto al profilo del ragazzo (o della ragazza), da abbinare a un periodo di stage lavorativo in azienda.
-Rendere la raccomandazione un reato, punibile (per chi la concede o la riceve) con una detenzione fino a 10 anni, a seconda della gravità. Il massimo della pena andrebbe ovviamente comminato a chi pratica la raccomandazione nel settore pubblico, quindi a spese della collettività. Il reato dovrebbe riguardare, a fronte di prove concrete, anche il settore privato. Utilizzare pure le intercettazioni telefoniche e ambientali come prove dell’avvenuta raccomandazione. Non prevedere al riguardo alcun tipo di immunità, nemmeno quella che ricopre le quattro più alte cariche dello Stato.
-Last but not least, premi economici a quelle aziende, di piccole e grandi dimensioni, che introducono criteri di selezione e reclutamento come unico (e sottolineo «unico») canale di ingresso nel mondo del lavoro, affidando l’assunzione dei nuovi dipendenti a un pool di esperti scelti tra i migliori del settore, sia interni che esterni all’azienda. Premi incrementabili, laddove queste stesse aziende legassero i passaggi di carriera e le promozioni agli obiettivi raggiunti e ai risultati conseguiti sul campo. Per il settore pubblico e le università: eliminare i concorsi così come sono organizzati oggi, prevedendo di subappaltarli in toto a team di esperti stranieri, con un unico membro interno italiano.
Cosa ne pensi? Scrivi i tuoi commenti contribuendo al “Manifesto dei Giovani Italiani”: manifestodeigiovani@gmail.com
