sergionava

+++Sei giovani su dieci intendono fuggire dall’Italia+++

InFuga dei giovani su 26 gennaio 2012 a 19:13

ABBONATI AL BLOG “LA FUGA DEI TALENTI”! SOTTOSCRIVI L’OPZIONE CLICCANDO “FOLLOWING” IN FONDO A QUESTA PAGINA!

I dati non lasciano scampo. Oltre la metà dei giovani italiani vuole fuggire da questo Paese. Due considerazioni: la nave rischia seriamente l’affondamento, se le migliori e più produttive menti di questa nazione ci abbandoneranno (e come dargli torto???).

Ma abbiamo anche una straordinaria finestra di opportunità di fronte a noi, per dimostrare loro che forse non è ancora tutto perduto…

FONTE: AGENZIA ANSA /// Quasi il 60% dei giovani tra 18 e 24 anni, seguiti a poca distanza dai 25-34enni, si dice disposta, oggi, ad intraprendere un progetto di vita all’estero: e’ quanto emerge da un sondaggio contenuto nel Rapporto Italia 2012, appena pubblicato dall’Eurispes. Piu’ precisamente, il 59,8% dei giovani (18-34 anni) si dichiara disponibile a lasciare il Paese, così pure 57,1% tra i 25-34enni. Il dato scende al di sotto del 50% tra i 35-44enni (45,2%) per poi calare in maniera piu’ decisa tra i 45-64enni (35%) e ancor tra gli over65 (20,5%). Sulle motivazioni alla base di un ipotetico trasferimento all’estero, non ci sono dubbi: a prevalere nettamente sono le maggiori opportunit… lavorative (22,9%), seguite a molta distanza dalle opportunità più genericamente intese (14,1%) e dal minore costo della vita (11,8%).

 

“Uscita di Sicurezza”

InFuga dei giovani su 25 gennaio 2012 a 09:00

ABBONATI AL BLOG “LA FUGA DEI TALENTI”! SOTTOSCRIVI L’OPZIONE CLICCANDO “FOLLOWING” IN FONDO A QUESTA PAGINA!

La prima considerazione di oggi, scusate se a titolo puramente personale, è che Giulio Tremonti ha involontariamente copiato l’idea originale del libro “La Fuga dei Talenti“. “Uscita di sicurezza/emergenza” era il working title del volume uscito tre anni fa, da cui ha preso il via questo blog. Un titolo che poi la casa editrice decise di cambiare, per esigenze editoriali.

Accenno a questo aneddoto personale, per sottolineare l’ironia della situazione: vale a dire, uno degli attori istituzionali che hanno posto le basi del disastro attuale (salvo poi redimersi recentemente, con la politica del rigore), filosofeggia adesso sui mali del nostro tempo. Non leggerò il libro di Tremonti, premetto: il mio tempo è poco, e non mi piace sprecarlo. Dico solo che il trasformismo della classe dirigente italiana fa venire i brividi: l’ex-Ministro dell’Economia, che parla di “bisca della finanza” e “primato delle regole”, mi pare proprio la stessa persona che una decina di anni fa regalava condoni ai peggiori evasori di questo Paese, e che a metà degli anni 2000 riceveva abbondanti pacche sulle spalle dai colleghi francese e tedesco, consentendo a Roma, Parigi e Berlino, di annacquare il patto di stabilità euopeo. I risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Caro Tremonti, l’”uscita di sicurezza” non è quella che indica lei. E’ quella che da 15 anni i nostri migliori giovani professionisti cercano -in modo autonomo- da un Paese che lei ha co-governato, con i risultati che ben osserviamo oggi. Non basta un anno di politica del rigore a cancellarne sette di politica del non rigore, perdonando gli evasori, evitando accuratamente ogni investimento nelle politiche per la crescita, ignorando le riforme e dimenticando i giovani. Di quale “uscita di sicurezza” vogliamo parlare, allora?

Faccio questa premessa per venire ai giorni nostri: il pacchetto liberalizzazioni del nuovo Governo è stato ampiamente discusso, e ora passa al vaglio del Parlamento. Contiene un paio di norme, quella per l’avvio di società giovani con un solo euro di capitale, e quella relativa ai tirocini nel corso dell’ultimo biennio di studi, che sono assolutamente interessanti. Si poteva fare di più? Certo. E’ insufficiente il pacchetto, nel suo complesso? Ovviamente. Ma dopo decenni di distruzione sistematica del percorso di crescita di questo Paese vi aspettavate forse Batman, che ripulisce Gotham City?

E’ importante che questo percorso di liberalizzazione e crescita prosegua, fino allo sbrigliamento dell’ultimo laccio corporativo dell’Italia. Mario Monti non deve avere paura di andare fino in fondo. Non esistono vie di mezzo: o vince e sbanca, o perde. L’Italia onesta è con lui.

Ora però quello che mi preoccupa è il rischio -sempre più concreto- di una “fuga dei talenti” europea. Anche in questo abbiamo fatto da battistrada: si parla di quattromila greci emigrati in cinque mesi in Australia, di sessantamila spagnoli che hanno lasciato il Paese iberico in nove mesi, di cinquantamila irlandesi che lasceranno l’isola di smeraldo nel 2012. E anche i portoghesi fuggono. Vanno sempre più di moda l’Australia, il Brasile e tutti quei Paesi emergenti, in grado di offrire una prospettiva di futuro. La “nave Europa”, in particolare quella del Sud, si sta inabissando. O sembra sul punto di inabissarsi. Chi è furbo capisce l’occasione storica: il Governo brasiliano ha allo studio un progetto per incentivare l’attrazione di talenti dall’Europa, per favorire l’arrivo di 400mila (!) professionisti altamente qualificati nel Paese carioca. “E’ la globalizzazione, bellezza!” E in questo momento ci vede perdenti. Riusciremo a invertire il trend? Difficile. Ma non impossibile.

Il timore, fondato, è che questa percezione stia già aggravando la “fuga di talenti” dall’Italia. E’ una sensazione molto forte, leggendo le e-mail che mi arrivano, i commenti a questo blog, i “post” sui social network. Difficile ancora quantificare le evoluzioni più recenti di questo trend di fuga, ma penso che -appena riusciremo ad avere i dati 2011- le sorprese saranno amare. La differenza è che gli altri Paesi qualche dato provano ad abbozzarlo: qui, come al solito, tocca ai giornalisti estorcerlo. E lo si estorcerà, anche stavolta.

Chiudo con due considerazioni, che lasciano -stavolta- un margine di speranza: la prima è un’informazione di servizio. Alla Camera è passato, in Commissione, l’emendamento che estende i benefici degli sgravi fiscali della legge Controesodo fino al 2015 (dal 2013). Due anni in più, dunque, per rientrare, usufruendo di un forte taglio sulle tasse.

La seconda, è la frase che Mario Monti ha dedicato agli studenti italiani della London School of Economics: “certamente non dimentichiamo le giovani menti brillanti, definiti come “cervelli in fuga”“. E’ un impegno che rileviamo molto volentieri, ma del quale staremo molto a attenti a verificarne l’attuazione.

Non è più tempo per sconti o dimenticanze. Ora si valuta solo ed esclusivamente sulla base dei risultati.

Risorse Umane in Olanda

InStorie di Talenti su 23 gennaio 2012 a 09:00

“L’Olanda è una società in cui il fatto di essere straniera viene a volte considerato quasi come un vantaggio, una skill in più che puoi vantare, rispetto ai “locali”. L’inizio ad Amsterdam è stato quasi come un secondo svezzamento, per me: da subito sono diventata l’unica responsabile del mio lavoro, pochissimo controllo e tantissima fiducia nelle mie capacità. Tantissima autonomia a livello di orari, lavoro da casa, eccetera. Soprattutto, molta importanza assegnata ai risultati. Venivo trattata da adulta, in una relazione tra due mondi adulti”.

Storie da un altro mondo, verrebbe da pensare, leggendo il diario che Silvia Arnaboldi, 31enne Talent Development Senior Facilitator, ci invia dall’Olanda. Silvia vi è arrivata dopo una laurea in Sociologia a Milano, al termine della quale ha preso in considerazione due opzioni: il dottorato in università, o un impiego nel settore privato. Ha scartato la prima… scoraggiata dal pensiero di un lavoro a 800 euro al mese, che le avrebbe imposto un secondo impiego, per potersi mantenere. Contemporaneamente, viene assunta con un contratto co.co.pro. da una società di selezione milanese, con uno stipendio che non supera mai i mille euro.

Stanca di questa vita lavorativa senza prospettive, Silvia opta nel giugno del 2006 per seguire il suo ragazzo in Olanda: ad Amsterdam trova una “città molto vivibile, sicura, a misura d’uomo, dove vai con la bibicletta dappertutto, culturalmente viva e molto aperta agli stranieri“. Nonostante l’inglese non perfetto, in poche settimane riceve tre offerte di lavoro, una delle quali la conduce alla sua attuale multinazionale.

In pochi anni Silvia scala la gerarchia all’interno del settore HR, ricoprendo ruoli diversi. Soprattutto, impara a conoscere -nel tempo- un mondo del lavoro molto differente rispetto al nostro, dove il primo valore è il “rispetto” della professionalità del dipendente.

Ora guarda con interesse a un possibile ritorno lavorativo in Italia, in gran parte per motivi affettivi: tuttavia, le sue ultime ricerche nel Belpaese l’hanno portata a confrontarsi nuovamente con un mondo cristallizzato. Dove nulla è cambiato. Linguaggio molto formale nelle risposte (che raramente arrivano), l’atteggiamento di chi ti fa sentire “fortunato” a lavorare per un’azienda tricolore, gli stipendi parametrati in base all’anzianità e non alle competenze. Silvia conclude: “il modo in cui la risorsa umana viene trattata in Italia non è sempre basato sul concetto che le persone siano la “risorsa” più importante dell’azienda“.

All’inizio della puntata vi proponiamo l’intervista esclusiva con il Ministro degli Esteri Giulio Terzi, col quale affrontiamo il tema della quantificazione dell’espatrio -ogni anno- di decine di migliaia di giovani talenti dal Belpaese. Quale perdita per il sistema-Italia? Quali azioni, da parte del Governo, per contrastare il fenomeno?

Ospite della trasmissione è Stefano Scabbio, amministratore delegato di ManPower Group Italia e Iberia. Con lui commentiamo la storia di Silvia, e cerchiamo di comprendere quali logiche sbagliate ostacolino una reale selezione per merito e competenze nel Belpaese.

Nella rubrica “Spazio Emigranti” affrontiamo il tema della fuga “temporanea” dall’Italia. Ai nostri microfoni Riccardo Caserini, autore del libro e del blog “Anno Sabbatico”.

Ascolta la puntata collegandoti alla pagina di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

Leggi il blog di “Giovani Talenti” sul sito di Radio 24: CLICCA QUI

Utilizza la piattaforma online “Matching”: CLICCA QUI

+++PARTECIPA ALLA NUOVA INIZIATIVA DI “GIOVANI TALENTI”+++

Intanto siete tutti invitati a compilare il “Manifesto 2012 dei Giovani Talenti”:

Inviaci la tua proposta, per rendere l’Italia un Paese di “Circolazione dei Talenti”:
1) sei un giovane professionista “under 40″ all’estero? Indicaci UN motivo che ti porterebbe a tornare
2) sei un giovane professionista “under 40″ in Italia? Indicaci UN motivo che ti aiuterebbe a restare

Inviate le vostre proposte, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.it

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

Alla prossima puntata: sabato 28 gennaio, dalle 13.30 alle 13.55 (CET), su Radio 24. Vi aspetto!

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 573 other followers