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Centoseiesima puntata di “Giovani Talenti” – Radio 24

InFuga dei giovani su 28 gennaio 2012 a 09:00

Centoseiesima puntata di “Giovani Talenti“, la trasmissione di Radio 24 che vi racconta -ogni settimana- la nuova emigrazione professionale italiana.

Giovani manager “tricolori” dal profilo internazionale: proseguiamo oggi la nostra inchiesta, con una storia che ci arriva direttamente dal Centroamerica. Quella di un manager espatriato, che ha saputo cogliere -fin dall’università- le migliori occasioni di crescita professionale disponibili. A neppure 30 anni è oggi un affermato professionista, a capo di una business unit di una società di consulenza multinazionale. E pianifica -a breve- un cambio di Paese, progettando un trasferimento in Sudamerica. Dall’estero osserva l’Italia con disincanto: quello di chi vede un Paese che non investe realmente sulla formazione della classe dirigente del futuro. Non perdetevi la puntata odierna, perché parleremo anche di come -fin dagli studi universitari- si possa cominciare a rendere il proprio CV “internazionale”. Anche in ottica di carriera all’estero.

Prosegue pure oggi la rubrica “Job Abroad”, interna al notiziario, attraverso la quale vi segnaliamo -settimanalmente- alcune delle migliori opportunità professionali all’estero.

Appuntamento -per saperne di più- alle 13.30 (CET) su Radio 24!

+++PARTECIPA ALLA NUOVA INIZIATIVA DI “GIOVANI TALENTI”+++

Intanto siete tutti invitati a compilare il “Manifesto 2012 dei Giovani Talenti”:

Inviaci la tua proposta, per rendere l’Italia un Paese di “Circolazione dei Talenti”:
1) sei un giovane professionista “under 40″ all’estero? Indicaci UN motivo che ti porterebbe a tornare
2) sei un giovane professionista “under 40″ in Italia? Indicaci UN motivo che ti aiuterebbe a restare

Inviate le vostre proposte, specificando il Paese di residenza, a: giovanitalenti@radio24.it

Il link alla pagina web del programma: CLICCA QUI

Il link al blog del programma: CLICCA QUI

Il link alla piattaforma online “Matching”: CLICCA QUI

Le frequenze di Radio 24: CLICCA QUI

Il Podcast di Radio 24 (per chi volesse ascoltare la puntata registrata o si trovasse all’estero): CLICCA QUI

SEI UN GIOVANE “UNDER 40″ ESPATRIATO ALL’ESTERO? VUOI RACCONTARCI LA TUA STORIA? Per contattare la trasmissione: giovanitalenti@radio24.it

+++Sei giovani su dieci intendono fuggire dall’Italia+++

InFuga dei giovani su 26 gennaio 2012 a 19:13

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I dati non lasciano scampo. Oltre la metà dei giovani italiani vuole fuggire da questo Paese. Due considerazioni: la nave rischia seriamente l’affondamento, se le migliori e più produttive menti di questa nazione ci abbandoneranno (e come dargli torto???).

Ma abbiamo anche una straordinaria finestra di opportunità di fronte a noi, per dimostrare loro che forse non è ancora tutto perduto…

FONTE: AGENZIA ANSA /// Quasi il 60% dei giovani tra 18 e 24 anni, seguiti a poca distanza dai 25-34enni, si dice disposta, oggi, ad intraprendere un progetto di vita all’estero: e’ quanto emerge da un sondaggio contenuto nel Rapporto Italia 2012, appena pubblicato dall’Eurispes. Piu’ precisamente, il 59,8% dei giovani (18-34 anni) si dichiara disponibile a lasciare il Paese, così pure 57,1% tra i 25-34enni. Il dato scende al di sotto del 50% tra i 35-44enni (45,2%) per poi calare in maniera piu’ decisa tra i 45-64enni (35%) e ancor tra gli over65 (20,5%). Sulle motivazioni alla base di un ipotetico trasferimento all’estero, non ci sono dubbi: a prevalere nettamente sono le maggiori opportunit… lavorative (22,9%), seguite a molta distanza dalle opportunità più genericamente intese (14,1%) e dal minore costo della vita (11,8%).

 

“Uscita di Sicurezza”

InFuga dei giovani su 25 gennaio 2012 a 09:00

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La prima considerazione di oggi, scusate se a titolo puramente personale, è che Giulio Tremonti ha involontariamente copiato l’idea originale del libro “La Fuga dei Talenti“. “Uscita di sicurezza/emergenza” era il working title del volume uscito tre anni fa, da cui ha preso il via questo blog. Un titolo che poi la casa editrice decise di cambiare, per esigenze editoriali.

Accenno a questo aneddoto personale, per sottolineare l’ironia della situazione: vale a dire, uno degli attori istituzionali che hanno posto le basi del disastro attuale (salvo poi redimersi recentemente, con la politica del rigore), filosofeggia adesso sui mali del nostro tempo. Non leggerò il libro di Tremonti, premetto: il mio tempo è poco, e non mi piace sprecarlo. Dico solo che il trasformismo della classe dirigente italiana fa venire i brividi: l’ex-Ministro dell’Economia, che parla di “bisca della finanza” e “primato delle regole”, mi pare proprio la stessa persona che una decina di anni fa regalava condoni ai peggiori evasori di questo Paese, e che a metà degli anni 2000 riceveva abbondanti pacche sulle spalle dai colleghi francese e tedesco, consentendo a Roma, Parigi e Berlino, di annacquare il patto di stabilità euopeo. I risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Caro Tremonti, l’”uscita di sicurezza” non è quella che indica lei. E’ quella che da 15 anni i nostri migliori giovani professionisti cercano -in modo autonomo- da un Paese che lei ha co-governato, con i risultati che ben osserviamo oggi. Non basta un anno di politica del rigore a cancellarne sette di politica del non rigore, perdonando gli evasori, evitando accuratamente ogni investimento nelle politiche per la crescita, ignorando le riforme e dimenticando i giovani. Di quale “uscita di sicurezza” vogliamo parlare, allora?

Faccio questa premessa per venire ai giorni nostri: il pacchetto liberalizzazioni del nuovo Governo è stato ampiamente discusso, e ora passa al vaglio del Parlamento. Contiene un paio di norme, quella per l’avvio di società giovani con un solo euro di capitale, e quella relativa ai tirocini nel corso dell’ultimo biennio di studi, che sono assolutamente interessanti. Si poteva fare di più? Certo. E’ insufficiente il pacchetto, nel suo complesso? Ovviamente. Ma dopo decenni di distruzione sistematica del percorso di crescita di questo Paese vi aspettavate forse Batman, che ripulisce Gotham City?

E’ importante che questo percorso di liberalizzazione e crescita prosegua, fino allo sbrigliamento dell’ultimo laccio corporativo dell’Italia. Mario Monti non deve avere paura di andare fino in fondo. Non esistono vie di mezzo: o vince e sbanca, o perde. L’Italia onesta è con lui.

Ora però quello che mi preoccupa è il rischio -sempre più concreto- di una “fuga dei talenti” europea. Anche in questo abbiamo fatto da battistrada: si parla di quattromila greci emigrati in cinque mesi in Australia, di sessantamila spagnoli che hanno lasciato il Paese iberico in nove mesi, di cinquantamila irlandesi che lasceranno l’isola di smeraldo nel 2012. E anche i portoghesi fuggono. Vanno sempre più di moda l’Australia, il Brasile e tutti quei Paesi emergenti, in grado di offrire una prospettiva di futuro. La “nave Europa”, in particolare quella del Sud, si sta inabissando. O sembra sul punto di inabissarsi. Chi è furbo capisce l’occasione storica: il Governo brasiliano ha allo studio un progetto per incentivare l’attrazione di talenti dall’Europa, per favorire l’arrivo di 400mila (!) professionisti altamente qualificati nel Paese carioca. “E’ la globalizzazione, bellezza!” E in questo momento ci vede perdenti. Riusciremo a invertire il trend? Difficile. Ma non impossibile.

Il timore, fondato, è che questa percezione stia già aggravando la “fuga di talenti” dall’Italia. E’ una sensazione molto forte, leggendo le e-mail che mi arrivano, i commenti a questo blog, i “post” sui social network. Difficile ancora quantificare le evoluzioni più recenti di questo trend di fuga, ma penso che -appena riusciremo ad avere i dati 2011- le sorprese saranno amare. La differenza è che gli altri Paesi qualche dato provano ad abbozzarlo: qui, come al solito, tocca ai giornalisti estorcerlo. E lo si estorcerà, anche stavolta.

Chiudo con due considerazioni, che lasciano -stavolta- un margine di speranza: la prima è un’informazione di servizio. Alla Camera è passato, in Commissione, l’emendamento che estende i benefici degli sgravi fiscali della legge Controesodo fino al 2015 (dal 2013). Due anni in più, dunque, per rientrare, usufruendo di un forte taglio sulle tasse.

La seconda, è la frase che Mario Monti ha dedicato agli studenti italiani della London School of Economics: “certamente non dimentichiamo le giovani menti brillanti, definiti come “cervelli in fuga”“. E’ un impegno che rileviamo molto volentieri, ma del quale staremo molto a attenti a verificarne l’attuazione.

Non è più tempo per sconti o dimenticanze. Ora si valuta solo ed esclusivamente sulla base dei risultati.

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